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la Gazzetta dello Sport analizza la complicata situazione del centrocampista svizzero Ardon Jashari al Milan, dove continua a trovare pochissimo spazio sia nella precedente gestione di Massimiliano Allegri sia in quella attuale guidata da Rúben Amorim. Acquistato un anno fa dal Bruges per oltre 34 milioni di euro dopo una lunga trattativa in cui il giocatore rifiutò offerte più ricche pur di vestire la maglia rossonera, il classe 2002 di etnia albanese finora ha collezionato appena 153 minuti stagionali. Nonostante le recenti prestazioni da titolare con la nazionale svizzera in Nations League a Skopje (paese di origine dei suoi genitori), che gli hanno consentito di mettere minuti nelle gambe, il miglior giocatore del campionato belga 2024-2025 rimane un'alternativa di rincalzo nelle gerarchie del Milan. Nel corso dell'estate, nonostante una prima stagione deludente e condizionata dall'infortunio al perone ad agosto 2025, Jashari aveva suscitato l'interesse di diversi club europei come Villarreal, Lipsia, Benfica e soprattutto l'Atalanta, ma il Milan e il tecnico Amorim lo hanno dichiarato inamovibile. Tuttavia, all'apprezzamento a parole dello staff tecnico non sono seguiti i fatti: dopo essere stato schierato titolare alla prima giornata di Serie A contro il Torino, lo svizzero è finito in panchina per quattro gare consecutive, non entrando nemmeno in campo contro Lazio e Lecce. Unica altra parentesi è stato l'esordio dal primo minuto in Europa League contro il Benfica, restando in campo per 73 minuti. Il motivo principale del suo limitato utilizzo risiede nella presenza di Luka Modrić, giunto alla sua seconda stagione in rossonero: il passaggio di Amorim a un centrocampo a due anziché a tre non ha favorito lo svizzero, che viene considerato il "vice Modrić" e non gioca mai in coppia con lui. I due non si sono infatti mai incrociati in campo contemporaneamente col nuovo tecnico, salvo alternarsi nei cambi. Gli unici minuti giocati insieme da Jashari e Modrić risalgono a un'amichevole estiva a Perth, in Australia, contro il Derby. In un anno di permanenza a Milano, lo svizzero non ha mai disputato tre partite di fila da titolare, fattore che gli impedisce di trovare la continuità e la fiducia necessarie per conquistarsi un ruolo di primo piano. Tuttavia, con il tour de force che attende il Milan – impegnato in sette partite in 20 giorni fino al 31 ottobre – l'impiego del turnover potrebbe finalmente concedere a Jashari una concreta opportunità, magari schierandolo per la prima volta al fianco del campione croato in uno spezzone di gara o in un'occasione specifica.