Italia: Guardiola CT. La scommessa lo attrae.

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GDS: il futuro di Pep Guardiola potrebbe tingersi d'azzurro: il tecnico catalano, attualmente al Manchester City, non ha mai nascosto il suo legame affettivo con l'Italia, ricordando già nel 2018 al Festival dello Sport di Trento, accanto a Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, la sua apertura verso un'esperienza nel nostro Paese. Con l'addio di Rino Gattuso alla Nazionale e l'avvicinarsi della scadenza del suo contratto col City (nonostante manchi un anno ad altissima remunerazione), l'ipotesi di vederlo sulla panchina dell'Italia si fa concreta, sostenuta anche dal parere di Leonardo Bonucci che ha auspicato un suo arrivo durante i Laureus a Madrid. Guardiola, che ha già vinto 38 trofei in carriera e insegue i primati di Sir Alex Ferguson, potrebbe essere spinto a lasciare l'Inghilterra dopo un'eventuale vittoria in Premier League contro l'Arsenal di Mikel Arteta o la conquista della FA Cup contro il Southampton. Sebbene il suo desiderio di allenare una nazionale sia noto, le opzioni Inghilterra e Brasile sembrano sfumate a causa dei rinnovi di Thomas Tuchel (fino al 2028) e dello stesso Ancelotti (fino al 2030), rendendo la proposta della FIGC particolarmente interessante. Il nuovo presidente federale, che sarà eletto dopo il 22 giugno, potrebbe trovare in Guardiola l'erede straniero di Helenio Herrera (l'ultimo non italiano a guidare gli azzurri nel 1967 insieme a Ferruccio Valcareggi), mentre per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia la squadra sarà affidata a Silvio Baldini in attesa della nomina definitiva prima della Nations League di settembre contro Belgio e Turchia.

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Se si vuole cambiare, queste sono le scelte da fare.

Altrimenti prendiamoci Conte, Mancini, Allegri e facciamo finta che sia una rivoluzione. Ce la cantiamo, ce la suoniamo e poi aspettiamo i risultati. Se saranno casualmente positivi diremo che è stata una giusta rivoluzione. Se saranno negativi diremo che dovremo cambiare e fare una rivoluzione... magari chiamando uno tipo Mazzarri, Nicola o Ranieri.
 

-Lionard-

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GDS: il futuro di Pep Guardiola potrebbe tingersi d'azzurro: il tecnico catalano, attualmente al Manchester City, non ha mai nascosto il suo legame affettivo con l'Italia, ricordando già nel 2018 al Festival dello Sport di Trento, accanto a Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, la sua apertura verso un'esperienza nel nostro Paese. Con l'addio di Rino Gattuso alla Nazionale e l'avvicinarsi della scadenza del suo contratto col City (nonostante manchi un anno ad altissima remunerazione), l'ipotesi di vederlo sulla panchina dell'Italia si fa concreta, sostenuta anche dal parere di Leonardo Bonucci che ha auspicato un suo arrivo durante i Laureus a Madrid. Guardiola, che ha già vinto 38 trofei in carriera e insegue i primati di Sir Alex Ferguson, potrebbe essere spinto a lasciare l'Inghilterra dopo un'eventuale vittoria in Premier League contro l'Arsenal di Mikel Arteta o la conquista della FA Cup contro il Southampton. Sebbene il suo desiderio di allenare una nazionale sia noto, le opzioni Inghilterra e Brasile sembrano sfumate a causa dei rinnovi di Thomas Tuchel (fino al 2028) e dello stesso Ancelotti (fino al 2030), rendendo la proposta della FIGC particolarmente interessante. Il nuovo presidente federale, che sarà eletto dopo il 22 giugno, potrebbe trovare in Guardiola l'erede straniero di Helenio Herrera (l'ultimo non italiano a guidare gli azzurri nel 1967 insieme a Ferruccio Valcareggi), mentre per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia la squadra sarà affidata a Silvio Baldini in attesa della nomina definitiva prima della Nations League di settembre contro Belgio e Turchia.

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Guardiola è relativamente giovane e non penso abbia voglia di chiudere con il calcio di club. Certo, potrebbe prendersi due anni "sabbatici" allenando una Nazionale storica ma non è il tipo da "mordi e fuggi". Se accetta, lo fa solo davanti ad un progetto serio.

Al massimo, si potrebbe pensare ad una situazione particolare per cui possa diventare CT mentre continua ad allenare il City ma credo ci siano, giustamente, pochissimi esempi simili ad alti livelli. Forse Hiddink ai tempi del PSV/Corea del Sud, se non ricordo male.
 
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