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Il Corsera descrive la sconfortante sconfitta per 2-0 dell'Italia contro un Belgio nettamente superiore, culminata nei fischi del pubblico dell'Olimpico e negli sguardi delusi dei tanti bambini presenti. Sotto la guida del commissario tecnico Roberto Mancini, la Nazionale appare smarrita e prigioniera di un modulo (il 4-3-3) basato su un possesso palla lento, prevedibile e ormai superato rispetto alla velocità, all'aggressività e alle verticalizzazioni del calcio moderno mostrate dagli avversari. Nonostante qualche parata di Gianluigi Donnarumma e pochi spunti nella ripresa, la squadra soffre per via di limiti tecnici evidenti, la mancanza di campioni del passato e prestazioni individuali deludenti, come quella del centrocampista Romano la cui disattenzione causa il vantaggio belga firmato da Godts. Il raddoppio degli ospiti e l'inefficacia dei cambi confermano un momento di profonda crisi per l'Italia, ridotta a schierare giocatori normali e distante dai successi promessi dal CT. Sullo sfondo emerge un clima di forte disaffezione dei tifosi — delusi dai recenti fallimenti mondiali — unito alle tensioni politiche che coinvolgono la FIGC e la presidenza di Giovanni Malagò, mentre la squadra abbandona il campo tra l'amarezza generale.