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La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 15 luglio 2018, riporta il piano di Elliott per il Milan. Partiamo dal mercato: sarà oculato, senza investimenti faraonici e con delle cessioni.
Filosofia opposta a quella dei cinesi: obiettivi in linea coi ricavi e sarà vietato inseguire i risultati sul campo prescindendo dai bilanci.
Costi e ricavi saranno le parole d'ordine. Elliott unirà il lato speculativo (si tratta sempre di un fondo speculativo) ad una gestione sana del club rossonero.
Il Milan oggi può valere 550 milioni. Per arrivare a quota 600 mln bisognerà tagliare, soprattutto il monte ingaggi. Bisognerà poi aumentare il fatturato che dipende, sopratutto, dai diritti tv. Poi bisognerà giocare le coppe.
Elliott, poi, promuoverà il brand ed il merchandising del club. In Italia i ricavi sono decisamente inferiori rispetto alle squadre di Premier, soprattutto a causa dei prodotti taroccati.
E lo stadio di proprietà? Improbabile che Elliott decida di costruirlo. Burocrazia e tempi troppo lunghi.
Filosofia opposta a quella dei cinesi: obiettivi in linea coi ricavi e sarà vietato inseguire i risultati sul campo prescindendo dai bilanci.
Costi e ricavi saranno le parole d'ordine. Elliott unirà il lato speculativo (si tratta sempre di un fondo speculativo) ad una gestione sana del club rossonero.
Il Milan oggi può valere 550 milioni. Per arrivare a quota 600 mln bisognerà tagliare, soprattutto il monte ingaggi. Bisognerà poi aumentare il fatturato che dipende, sopratutto, dai diritti tv. Poi bisognerà giocare le coppe.
Elliott, poi, promuoverà il brand ed il merchandising del club. In Italia i ricavi sono decisamente inferiori rispetto alle squadre di Premier, soprattutto a causa dei prodotti taroccati.
E lo stadio di proprietà? Improbabile che Elliott decida di costruirlo. Burocrazia e tempi troppo lunghi.