Gattuso, tra Lippi e Ancelotti, raccontato...da Coverciano.

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La Gazzetta dello Sport in edicola ha intervistato Ulivieri ed altri membri di Coverciano che hanno assistito alla nascita del Gattuso allenatore, laureatosi a pieni voti, proprio a Coverciano. Due modelli, in particolare: Lippi e Ancelotti. Ecco le parole di Ulivieri:"Una volta mi disse se avessi fatto il corso prima di iniziare a giocare al calcio sarei diventato ancora più forte. Rino era assatanato di sapere. Il suo tema preferito erano i mondiali del 2006. Mi diceva: “Mister, non perda tempo a parlare di noi azzurri e delle nostre prodezze, il segreto di quel successo ha un nome e un cognome: Marcello Lippi. Fantastico nel difendere il gruppo prima e durante il mondiale. Quelli non furono giorni facili, giusto? Penso che Gattuso consideri ancora oggi Lippi un punto di riferimento prezioso. E credo che nei suoi primi passi da allenatore del Milan si sia ispirato al c.t. Marcello. Non ha avuto paura a diventare il punto di riferimento di una squadra in difficoltà. Ha saputo proporsi nella maniera corretta dentro il gruppo diventando un riferimento morale per tutti. Vinta questa partita ora sta portando avanti le sue idee tecnico tattiche"

Ferretti, insegnante:"Con lui nacque subito un grande feeling. Sui banchi di Coverciano incontrai lo stesso uomo che avevo conosciuto ai tempi del Milan quando lui vinceva in campo. io seguivo la Primavera rossonera. Gattuso è un trascinatore. Un motivatore. Non avevo dubbi che avrebbe sfondato. Ed ero sicuro che da nuovo tecnico del Milan avrebbero subito cambiato rotta a livello di preparazione fisica. Per lui il risultato passa attraverso il sudore. Se non hai gambe non puoi vincere le partite. Rino è molto amico di Ancelotti. Tra i due c’è affetto e stima. Ma ognuno ha le proprie idee. Durante il Super- corso Rino voleva sapere tutto sulle varie metodologie di lavoro. Era contrario agli “allenamenti corti”. Mi diceva: “Se hai i campioni del grande Barcellona di Guardiola puoi anche permetterti di faticare un po’ meno. I colpi dei fenomeni fanno la differenza. Ma se non sei il Barcellona la qualità non basta per vincere i titoli. Devi essere concentrato al 100%, devi correre, devi lottare su tutti i palloni. Devi metterci cuore e grinta".

Accame, insegnante di comunicazione:"Gattuso studente era uguale al Gattuso calciatore. Tante cose che da calciatore facevo senza pensare ora comincio a capirle. Voleva soprattutto imparare a proporsi, a livello di comunicazione all’interno dello spogliatoio. Quando sei una stella non hai bisogno di parlare. Bastano i tuoi comportamenti in campo a raccontare chi sei. Da allenatore, invece, devi entrare in sintonia. Vedendolo lavorare da tecnico del Milan non posso che essere felice. Rino ha imparato perfettamente la lezione. I suoi interventi sono sempre chiari. Trasmettono informazioni precise. Lui è diventato subito il riferimento della squadra. E c’è riuscito senza cedere a compromessi. Sapete cosa vi dico? Il Gattuso di oggi ha qualche chilo in più e tanti capelli grigi ma non è invecchiato di una virgola".
 

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La Gazzetta dello Sport in edicola ha intervistato Ulivieri ed altri membri di Coverciano che hanno assistito alla nascita del Gattuso allenatore, laureatosi a pieni voti, proprio a Coverciano. Due modelli, in particolare: Lippi e Ancelotti. Ecco le parole di Ulivieri:"Una volta mi disse se avessi fatto il corso prima di iniziare a giocare al calcio sarei diventato ancora più forte. Rino era assatanato di sapere. Il suo tema preferito erano i mondiali del 2006. Mi diceva: “Mister, non perda tempo a parlare di noi azzurri e delle nostre prodezze, il segreto di quel successo ha un nome e un cognome: Marcello Lippi. Fantastico nel difendere il gruppo prima e durante il mondiale. Quelli non furono giorni facili, giusto? Penso che Gattuso consideri ancora oggi Lippi un punto di riferimento prezioso. E credo che nei suoi primi passi da allenatore del Milan si sia ispirato al c.t. Marcello. Non ha avuto paura a diventare il punto di riferimento di una squadra in difficoltà. Ha saputo proporsi nella maniera corretta dentro il gruppo diventando un riferimento morale per tutti. Vinta questa partita ora sta portando avanti le sue idee tecnico tattiche"

Ferretti, insegnante:"Con lui nacque subito un grande feeling. Sui banchi di Coverciano incontrai lo stesso uomo che avevo conosciuto ai tempi del Milan quando lui vinceva in campo. io seguivo la Primavera rossonera. Gattuso è un trascinatore. Un motivatore. Non avevo dubbi che avrebbe sfondato. Ed ero sicuro che da nuovo tecnico del Milan avrebbero subito cambiato rotta a livello di preparazione fisica. Per lui il risultato passa attraverso il sudore. Se non hai gambe non puoi vincere le partite. Rino è molto amico di Ancelotti. Tra i due c’è affetto e stima. Ma ognuno ha le proprie idee. Durante il Super- corso Rino voleva sapere tutto sulle varie metodologie di lavoro. Era contrario agli “allenamenti corti”. Mi diceva: “Se hai i campioni del grande Barcellona di Guardiola puoi anche permetterti di faticare un po’ meno. I colpi dei fenomeni fanno la differenza. Ma se non sei il Barcellona la qualità non basta per vincere i titoli. Devi essere concentrato al 100%, devi correre, devi lottare su tutti i palloni. Devi metterci cuore e grinta".

Accame, insegnante di comunicazione:"Gattuso studente era uguale al Gattuso calciatore. Tante cose che da calciatore facevo senza pensare ora comincio a capirle. Voleva soprattutto imparare a proporsi, a livello di comunicazione all’interno dello spogliatoio. Quando sei una stella non hai bisogno di parlare. Bastano i tuoi comportamenti in campo a raccontare chi sei. Da allenatore, invece, devi entrare in sintonia. Vedendolo lavorare da tecnico del Milan non posso che essere felice. Rino ha imparato perfettamente la lezione. I suoi interventi sono sempre chiari. Trasmettono informazioni precise. Lui è diventato subito il riferimento della squadra. E c’è riuscito senza cedere a compromessi. Sapete cosa vi dico? Il Gattuso di oggi ha qualche chilo in più e tanti capelli grigi ma non è invecchiato di una virgola".

Quanto mi fanno schifo ste cose....

Adesso tutti i sapientoni saltano sul carro di Gattuso...dov'erano questi sponsor illustri mentre il nostro Rino arrancava a Pisa o in grecia, e qui invece facevano il filo a mr. latesilacopiodabarone perché imbeccati da fester o al barattolo pupillo del nano eh?
Dov'erano quando Gattuso è stato messo lì dalla primavera al posto di Montella e si leggevano solo commenti scandalizzati per aver esonerato il guardiole de' noantri eh? Nessuno ha speso mezza parola prima..al massimo qualche battutina sulla grinta vero?

E voi, stessi schifosi, lo butterete via appena perderà 3 partite o se la stagione alla fine sarà un fiasco (anche se io credo invece sarà un successo)..

Vigliacchi armati di penna siete, non vi meritate manco di parlare di Rino...e invece fate i complimenti a Mirabelli, l'unico che ci aveva creduto fin da prima e aveva visto lungo prima..sapeva che montella avrebbe fallito, e infatti manco lo voleva tenere...ma almeno si era preparato il paracadute!
 
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