Si tratta di un esercizio virtuale, lo stesso che porterebbe a dire che, con un Piatek al posto dell'ultimo Higuain già da agosto, oggi probabilmente il Milan sarebbe solidamente al secondo posto, e non guarderebbe la Juventus da un binocolo. La fase difensiva ora è molto valida, ricostruita dal tecnico intorno a Bakayoko, quasi disprezzato dallo stesso tecnico ad inizio stagione, e da lui recuperato alla titolarità solo per il grave infortunio di Biglia. C'è sempre molta casualità nella costruzione delle squadre, ciò a cui si guarda per giudicare è invece il merito tecnico, fatto di logica tattica, conduzione di spogliatoio, gestione atletica, punti su cui sinora Gattuso non ha grandi addebiti. Ed ovviamente, i risultati. Tutto deve essere migliorato, ma quel tutto parte da grandi giocatori compatibili con il progetto tattico, e quindi, almeno in parte, dalla responsabilità del club. Ricette diverse nel calcio non hanno sortito mai grandi risultati. L'amatissimo Arrigo, che ha inoculato questa suggestione, portava dalla sua l'esempio di una squadra enorme per le qualità dei suoi giocatori, che non casualmente, con un allenatore diverso e soprattutto merito tecnico maggiormente compatibile con le loro caratteristiche, produssero risultati sensibilmente migliori. Dell'ottimo Conte, di cui leggiamo nell'articolo, ricordiamo formidabili cavalcate stagionali a ritmi agonistici ed atletici serrati, ma, francamente, non memorabili spettacoli di gioco. Da don Antonio si attendono, grezzamente, sempre e comunque i risultati, che rendano accettabile la sua esuberante personalità. In caso contrario, sappiamo tutti come finisce, la sua storia professionale non mente. Il vero è che un allenatore è ciò che produce, ed in fondo l'unico che paga per questo, perché i giocatori, a differenza di esso, sono patrimonio del club, e seguono altre logiche, più mercantili, e meno di merito tecnico. I risultati nel calcio da sempre dicono se oggi c'e il sole, o se occorrerà portarsi l'ombrello. Sarà così anche per il buon Rino. Il resto è solo un fiato di voce.