Fuga dal Milan: Modric, Rabiot e Maignan dopo Leao.

Toby rosso nero

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CorSport: l'azzeramento dei vertici operativi attuato dalla proprietà del Milan, unito alla mancata qualificazione in Champions League e all'incertezza sulla nuova dirigenza e sulla guida tecnica, sta scatenando forti spinte all'addio tra i principali calciatori della rosa rossonera. Il segnale più netto è arrivato da Rafael Leao, che ha manifestato pubblicamente la volontà di cambiare aria dichiarando di voler provare una nuova sfida in un altro campionato dopo aver dato al Milan tutto il possibile; il portoghese, reduce da un'annata difficile e contestata dalla tifoseria, è stato di fatto messo sul mercato da Gerry Cardinale, il quale punta a incassare una cifra compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro. Sebbene siano già pervenute ricche proposte da circa 10 milioni di ingaggio dalla Turchia tramite Galatasaray e Fenerbahce, Leao preferisce attendere una chiamata dalla Premier League o dal Barcellona, sfruttando la vetrina dell'imminente Mondiale per attirare i grandi club europei. Parallelamente alla situazione di Leao, il club deve gestire i forti dubbi di Luka Modric, il cui contratto scadrà a fine giugno e che sta seriamente meditando sul proprio futuro a causa dell'esonero di Massimiliano Allegri e dell'addio del direttore sportivo Igli Tare, figure chiave che lo avevano convinto a vestire la maglia rossonera. Anche Adrien Rabiot valuta la cessione e, nonostante un contratto ancora in corso per il quale il Milan chiede almeno 15 milioni di euro, viene accostato a un imminente ricongiungimento con Allegri al Napoli. Persino il portiere e capitano Mike Maignan, che aveva da poco rinnovato il proprio contratto fino al 2030 spinto dal forte feeling professionale con l'ex tecnico, si sta guardando intorno per sondare il terreno sul mercato europeo, sebbene il suo trasferimento sia reso complesso da un ingaggio oneroso di circa 5 milioni di euro netti a stagione. La dirigenza rossonera si troverà quindi costretta a valutare diverse offerte per i propri big per generare plusvalenze vitali a bilancio, sopperendo così alla pesante assenza dei ricavi europei per il secondo anno consecutivo e avviando al contempo il ricollocamento dei numerosi esuberi di rientro dai prestiti.

Repubblica descrive la profonda rivoluzione in atto nel Milan, innescata dall'inatteso annuncio di Rafael Leao, il quale, dal ritiro con la nazionale portoghese per il Mondiale, ha dichiarato apertamente di voler cercare una nuova sfida in un altro campionato europeo, ritenendo conclusa la sua esperienza in rossonero. La mossa del calciatore, finalizzata a evitare speculazioni mediatiche durante la rassegna iridata, ha sorpreso il club, che punta ora a scatenare un'asta internazionale per il suo cartellino, valutato tra i 40 e i 50 milioni di euro, con il giocatore che preferirebbe la Premier League e il Manchester United rispetto alle ricche offerte da 10 milioni a stagione giunte dai club turchi Galatasaray e Fenerbahçe. Oltre a Leao, molti altri protagonisti della rosa sono in bilico: Luka Modric è combattuto tra il restare a Milano e l'accettare la proposta del Real Madrid di entrare nello staff tecnico di José Mourinho, mentre Adrien Rabiot potrebbe seguire l'ex allenatore Massimiliano Allegri al Napoli, specialmente in caso di partenza di Zambo Anguissa. Anche il portiere Mike Maignan, nonostante il recente rinnovo fino al 2031 siglato sulla base di un patto con Allegri e l'ex DS Igli Tare, esige adesso garanzie tecniche sul nuovo progetto sportivo, e il difensore Strahinja Pavlovic risulta appetibile sul mercato inglese, mentre figure come Christian Pulisic, Alexis Saelemaekers e Davide Bartesaghi resteranno centrali nei piani societari. Sul fronte dirigenziale, Massimo Calvelli assume un ruolo sempre più preminente avendo ricevuto dal Consiglio di Amministrazione le deleghe precedentemente in capo all'amministratore delegato Giorgio Furlani, muovendosi in sinergia con il presidente Paolo Scaroni per assicurare la continuità gestionale del club. Per la panchina rossonera, nell'ambito di una complessa ristrutturazione dell'area tecnica che vede coinvolto anche il profilo di Ralf Rangnick come potenziale direttore tecnico, è fissato un incontro decisivo con l'attuale commissario tecnico dell'Austria Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League, il quale ha mantenuto un profilo diplomatico rimandando i discorsi alla federazione austriaca, pur a fronte di un forte interesse milanista. Nel corso della settimana, Rangnick terrà un ulteriore colloquio con Zlatan Ibrahimovic per sciogliere le riserve definitive sul suo personale approccio al progetto milanista, nonostante l'ex attaccante svedese manifesti una spiccata preferenza per profili alternativi alla guida della squadra come Mauricio Pochettino o Arne Slot. Vengono inoltre evidenziati i dettagli dell'incontro programmato con Glasner, i dettagli della candidatura di Matthias Jaissle come opzione austriaca alternativa e i movimenti commerciali per la ristrutturazione dello scouting con i profili dei direttori sportivi Manu Fajardo del Betis Siviglia e Jorge Rodríguez del Villarreal.

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Quando Estupidon resterà da solo:


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Non so come possiate difendere Allegri dopo lo scempio che abbiamo visto quest'anno. Forse vi fa schifo la nostra storia. Il peggior Milan dai tempi della retrocessione, specie in relazione alla rosa, che di certo non era scarsa.

Perché sono obiettivo, con La Rosa a disposizione (ovvero decimata al minimo sindacale) e gli acquisti sbagliati per me non ha fatto male.
Finché era primo eravate tutti contenti, poi a gennaio che era chiarissimo avevamo bisogno di una punta forte (anche due…) gli hanno preso un bellissimo nonno fulkrug da 0 gol stagionali… e la colpa sarebbe sua…

se gli avevano preso Malen rischiavi seriamente di vince lo scudetto, invece non hanno rinforzato La Rosa e tra tutti gli acquisti dell’estate l’unico determinante in pratica l’ha portato lui (ed ovviamente ora se ne andrà).

ora che se n’è andato godetevi un tecnico straniero (chissà quando arriverà) e una rosa da salvezza.

contenti voi
 
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CorSport: l'azzeramento dei vertici operativi attuato dalla proprietà del Milan, unito alla mancata qualificazione in Champions League e all'incertezza sulla nuova dirigenza e sulla guida tecnica, sta scatenando forti spinte all'addio tra i principali calciatori della rosa rossonera. Il segnale più netto è arrivato da Rafael Leao, che ha manifestato pubblicamente la volontà di cambiare aria dichiarando di voler provare una nuova sfida in un altro campionato dopo aver dato al Milan tutto il possibile; il portoghese, reduce da un'annata difficile e contestata dalla tifoseria, è stato di fatto messo sul mercato da Gerry Cardinale, il quale punta a incassare una cifra compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro. Sebbene siano già pervenute ricche proposte da circa 10 milioni di ingaggio dalla Turchia tramite Galatasaray e Fenerbahce, Leao preferisce attendere una chiamata dalla Premier League o dal Barcellona, sfruttando la vetrina dell'imminente Mondiale per attirare i grandi club europei. Parallelamente alla situazione di Leao, il club deve gestire i forti dubbi di Luka Modric, il cui contratto scadrà a fine giugno e che sta seriamente meditando sul proprio futuro a causa dell'esonero di Massimiliano Allegri e dell'addio del direttore sportivo Igli Tare, figure chiave che lo avevano convinto a vestire la maglia rossonera. Anche Adrien Rabiot valuta la cessione e, nonostante un contratto ancora in corso per il quale il Milan chiede almeno 15 milioni di euro, viene accostato a un imminente ricongiungimento con Allegri al Napoli. Persino il portiere e capitano Mike Maignan, che aveva da poco rinnovato il proprio contratto fino al 2030 spinto dal forte feeling professionale con l'ex tecnico, si sta guardando intorno per sondare il terreno sul mercato europeo, sebbene il suo trasferimento sia reso complesso da un ingaggio oneroso di circa 5 milioni di euro netti a stagione. La dirigenza rossonera si troverà quindi costretta a valutare diverse offerte per i propri big per generare plusvalenze vitali a bilancio, sopperendo così alla pesante assenza dei ricavi europei per il secondo anno consecutivo e avviando al contempo il ricollocamento dei numerosi esuberi di rientro dai prestiti.

Repubblica descrive la profonda rivoluzione in atto nel Milan, innescata dall'inatteso annuncio di Rafael Leao, il quale, dal ritiro con la nazionale portoghese per il Mondiale, ha dichiarato apertamente di voler cercare una nuova sfida in un altro campionato europeo, ritenendo conclusa la sua esperienza in rossonero. La mossa del calciatore, finalizzata a evitare speculazioni mediatiche durante la rassegna iridata, ha sorpreso il club, che punta ora a scatenare un'asta internazionale per il suo cartellino, valutato tra i 40 e i 50 milioni di euro, con il giocatore che preferirebbe la Premier League e il Manchester United rispetto alle ricche offerte da 10 milioni a stagione giunte dai club turchi Galatasaray e Fenerbahçe. Oltre a Leao, molti altri protagonisti della rosa sono in bilico: Luka Modric è combattuto tra il restare a Milano e l'accettare la proposta del Real Madrid di entrare nello staff tecnico di José Mourinho, mentre Adrien Rabiot potrebbe seguire l'ex allenatore Massimiliano Allegri al Napoli, specialmente in caso di partenza di Zambo Anguissa. Anche il portiere Mike Maignan, nonostante il recente rinnovo fino al 2031 siglato sulla base di un patto con Allegri e l'ex DS Igli Tare, esige adesso garanzie tecniche sul nuovo progetto sportivo, e il difensore Strahinja Pavlovic risulta appetibile sul mercato inglese, mentre figure come Christian Pulisic, Alexis Saelemaekers e Davide Bartesaghi resteranno centrali nei piani societari. Sul fronte dirigenziale, Massimo Calvelli assume un ruolo sempre più preminente avendo ricevuto dal Consiglio di Amministrazione le deleghe precedentemente in capo all'amministratore delegato Giorgio Furlani, muovendosi in sinergia con il presidente Paolo Scaroni per assicurare la continuità gestionale del club. Per la panchina rossonera, nell'ambito di una complessa ristrutturazione dell'area tecnica che vede coinvolto anche il profilo di Ralf Rangnick come potenziale direttore tecnico, è fissato un incontro decisivo con l'attuale commissario tecnico dell'Austria Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League, il quale ha mantenuto un profilo diplomatico rimandando i discorsi alla federazione austriaca, pur a fronte di un forte interesse milanista. Nel corso della settimana, Rangnick terrà un ulteriore colloquio con Zlatan Ibrahimovic per sciogliere le riserve definitive sul suo personale approccio al progetto milanista, nonostante l'ex attaccante svedese manifesti una spiccata preferenza per profili alternativi alla guida della squadra come Mauricio Pochettino o Arne Slot. Vengono inoltre evidenziati i dettagli dell'incontro programmato con Glasner, i dettagli della candidatura di Matthias Jaissle come opzione austriaca alternativa e i movimenti commerciali per la ristrutturazione dello scouting con i profili dei direttori sportivi Manu Fajardo del Betis Siviglia e Jorge Rodríguez del Villarreal.

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Una catastrofe identitaria con pochi precedenti. In pratica non solo il Milan non attira più nessuno, ma anzi respinge. Volevo per primo un repulisti in società, ma tutta la dinamica è stata gestita in modo disastroso. Si è generato un buco nero che sta implodendo, nel quale i nostri due unici rappresentanti in questo momento, Cardinale e Ibra, odiosi a tutti, sono come un vortice centrifugo.
Se Maldini era materia, loro sono l'antimateria.
 
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Io non credo che il prossimo anno riuscirò a tifare per questo ectoplasma che giocherà con la maglia rossonera. Questo non è il Milan.
Salvo che non mi faccio fregare un'altra volta con qualche bel risultato estivo, che non conta nulla, prenderò un periodo sabbatico. Non so se di un anno, due o di più. Per fortuna è un ottimo periodo in altri sport.
 

Jino

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Io non credo che il prossimo anno riuscirò a tifare per questo ectoplasma che giocherà con la maglia rossonera. Questo non è il Milan.
Salvo che non mi faccio fregare un'altra volta con qualche bel risultato estivo, che non conta nulla, prenderò un periodo sabbatico. Non so se di un anno, due o di più. Per fortuna è un ottimo periodo in altri sport.

Con ogni probabilità il prossimo anno non ci sarà nessun dirigente o figura dello staff tecnico che saprà spiaccicare una parola di italiano.

La rosa sarà piena zeppa di scommesse, praticamente il prossimo anno sarà il lancio della monetina, o arrivano quarti oppure si rischia la B.
 

Jino

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Una catastrofe identitaria con pochi precedenti. In pratica non solo il Milan non attira più nessuno, ma anzi respinge. Volevo per primo un repulisti in società, ma tutta la dinamica è stata gestita in modo disastroso. Si è generato un buco nero che sta implodendo, nel quale i nostri due unici rappresentanti in questo momento, Cardinale e Ibra, odiosi a tutti, sono come un vortice centrifugo.
Se Maldini era materia, loro sono l'antimateria.

Io credo che se metteranno in piedi una stagione disastrosa, ed è possibile, forse è la volta buona che Cardinale salta per aria.
 

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