Edicola: Milan, vittoria e sorpasso. Ora l'EL.

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GDS: cosa chiedere di più? È la domenica perfetta. Successo col minimo sindacale, zero rischi e Juve superata. Milan ora primo dei secondi: quasi uno scudetto, tanto l’Inter viaggia in un altro campionato. Pulisic sempre più centrale e decisivo oltre il gol. Discreto turnover senza controindicazioni. E un bel po’ di energie risparmiate in vista dello Slavia, snodo verso i quarti di un’Europa League che può cambiare la stagione. Eppure di più si poteva chiedere: velocità, imprevedibilità, fantasia. Ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Il Milan si adegua ad un Empoli fin troppo difensivo, non è mai cattivo in area, sente terribilmente la mancanza di Leao, e alla fine s’accontenta. Juve, Bologna, Atalanta, Roma, Napoli e Fiorentina perdono tutte terreno. Un 1-0 che vale una goleada. Ora Pioli si lancia verso Praga. Tornerà Leao dal primo minuto. Ma sarà tutta un'altra storia.


Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.

Il Giornale: promosso col 6 politico, come ai tempi della contestazione del ’68, ilMilan dei tanti, indispensabili, ricambi (schierati in partenza ben 6 su 11, poi sono entrati altri due, 8 alla fine). Per domare l’Empoli di ieri, meno combattivo di altre recenti esibizioni targate Nicola, c’è bisogno del solito guizzo di uno dei suoi titolarissimi, Pulisic (salito a quota 10 i suoi sigilli in stagione),messo davanti alla porta dallo scatto di Okafor, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza piena e a meritarsi qualche lode. Capitan America, il pupillo di Gerry Cardinale, alla fine può anche difendere il proprio onore rispondendo agli insulti ricevuti dopo l’episodio dell’Olimpico con la Lazio. «La verità è molto semplice: non mi sono accorto di quel che è successo, doveva intervenire l’arbitro, io ho continuato a giocare e ho ricevuto il secondo fallo di Pellegrini. Quelli che mi insultano non sanno come sono fatto io». Così il Milan sale in classifica al secondo posto a quota 59 punti con il sorpasso alla Juventus, tradendo però tormenti inadatti al suo rango e alla sua posizione, specie nel finale pieno di giocate pasticciate, di qualche stanchezza dovuta al giovedì europeo.
 

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GDS: cosa chiedere di più? È la domenica perfetta. Successo col minimo sindacale, zero rischi e Juve superata. Milan ora primo dei secondi: quasi uno scudetto, tanto l’Inter viaggia in un altro campionato. Pulisic sempre più centrale e decisivo oltre il gol. Discreto turnover senza controindicazioni. E un bel po’ di energie risparmiate in vista dello Slavia, snodo verso i quarti di un’Europa League che può cambiare la stagione. Eppure di più si poteva chiedere: velocità, imprevedibilità, fantasia. Ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Il Milan si adegua ad un Empoli fin troppo difensivo, non è mai cattivo in area, sente terribilmente la mancanza di Leao, e alla fine s’accontenta. Juve, Bologna, Atalanta, Roma, Napoli e Fiorentina perdono tutte terreno. Un 1-0 che vale una goleada. Ora Pioli si lancia verso Praga. Tornerà Leao dal primo minuto. Ma sarà tutta un'altra storia.

Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio
 

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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.
 

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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.
 

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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.

Il Giornale: promosso col 6 politico, come ai tempi della contestazione del ’68, ilMilan dei tanti, indispensabili, ricambi (schierati in partenza ben 6 su 11, poi sono entrati altri due, 8 alla fine). Per domare l’Empoli di ieri, meno combattivo di altre recenti esibizioni targate Nicola, c’è bisogno del solito guizzo di uno dei suoi titolarissimi, Pulisic (salito a quota 10 i suoi sigilli in stagione),messo davanti alla porta dallo scatto di Okafor, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza piena e a meritarsi qualche lode. Capitan America, il pupillo di Gerry Cardinale, alla fine può anche difendere il proprio onore rispondendo agli insulti ricevuti dopo l’episodio dell’Olimpico con la Lazio. «La verità è molto semplice: non mi sono accorto di quel che è successo, doveva intervenire l’arbitro, io ho continuato a giocare e ho ricevuto il secondo fallo di Pellegrini. Quelli che mi insultano non sanno come sono fatto io». Così il Milan sale in classifica al secondo posto a quota 59 punti con il sorpasso alla Juventus, tradendo però tormenti inadatti al suo rango e alla sua posizione, specie nel finale pieno di giocate pasticciate, di qualche stanchezza dovuta al giovedì europeo.
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GDS: cosa chiedere di più? È la domenica perfetta. Successo col minimo sindacale, zero rischi e Juve superata. Milan ora primo dei secondi: quasi uno scudetto, tanto l’Inter viaggia in un altro campionato. Pulisic sempre più centrale e decisivo oltre il gol. Discreto turnover senza controindicazioni. E un bel po’ di energie risparmiate in vista dello Slavia, snodo verso i quarti di un’Europa League che può cambiare la stagione. Eppure di più si poteva chiedere: velocità, imprevedibilità, fantasia. Ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Il Milan si adegua ad un Empoli fin troppo difensivo, non è mai cattivo in area, sente terribilmente la mancanza di Leao, e alla fine s’accontenta. Juve, Bologna, Atalanta, Roma, Napoli e Fiorentina perdono tutte terreno. Un 1-0 che vale una goleada. Ora Pioli si lancia verso Praga. Tornerà Leao dal primo minuto. Ma sarà tutta un'altra storia.


Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.

Il Giornale: promosso col 6 politico, come ai tempi della contestazione del ’68, ilMilan dei tanti, indispensabili, ricambi (schierati in partenza ben 6 su 11, poi sono entrati altri due, 8 alla fine). Per domare l’Empoli di ieri, meno combattivo di altre recenti esibizioni targate Nicola, c’è bisogno del solito guizzo di uno dei suoi titolarissimi, Pulisic (salito a quota 10 i suoi sigilli in stagione),messo davanti alla porta dallo scatto di Okafor, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza piena e a meritarsi qualche lode. Capitan America, il pupillo di Gerry Cardinale, alla fine può anche difendere il proprio onore rispondendo agli insulti ricevuti dopo l’episodio dell’Olimpico con la Lazio. «La verità è molto semplice: non mi sono accorto di quel che è successo, doveva intervenire l’arbitro, io ho continuato a giocare e ho ricevuto il secondo fallo di Pellegrini. Quelli che mi insultano non sanno come sono fatto io». Così il Milan sale in classifica al secondo posto a quota 59 punti con il sorpasso alla Juventus, tradendo però tormenti inadatti al suo rango e alla sua posizione, specie nel finale pieno di giocate pasticciate, di qualche stanchezza dovuta al giovedì europeo.
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GDS: cosa chiedere di più? È la domenica perfetta. Successo col minimo sindacale, zero rischi e Juve superata. Milan ora primo dei secondi: quasi uno scudetto, tanto l’Inter viaggia in un altro campionato. Pulisic sempre più centrale e decisivo oltre il gol. Discreto turnover senza controindicazioni. E un bel po’ di energie risparmiate in vista dello Slavia, snodo verso i quarti di un’Europa League che può cambiare la stagione. Eppure di più si poteva chiedere: velocità, imprevedibilità, fantasia. Ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Il Milan si adegua ad un Empoli fin troppo difensivo, non è mai cattivo in area, sente terribilmente la mancanza di Leao, e alla fine s’accontenta. Juve, Bologna, Atalanta, Roma, Napoli e Fiorentina perdono tutte terreno. Un 1-0 che vale una goleada. Ora Pioli si lancia verso Praga. Tornerà Leao dal primo minuto. Ma sarà tutta un'altra storia.


Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.

Il Giornale: promosso col 6 politico, come ai tempi della contestazione del ’68, ilMilan dei tanti, indispensabili, ricambi (schierati in partenza ben 6 su 11, poi sono entrati altri due, 8 alla fine). Per domare l’Empoli di ieri, meno combattivo di altre recenti esibizioni targate Nicola, c’è bisogno del solito guizzo di uno dei suoi titolarissimi, Pulisic (salito a quota 10 i suoi sigilli in stagione),messo davanti alla porta dallo scatto di Okafor, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza piena e a meritarsi qualche lode. Capitan America, il pupillo di Gerry Cardinale, alla fine può anche difendere il proprio onore rispondendo agli insulti ricevuti dopo l’episodio dell’Olimpico con la Lazio. «La verità è molto semplice: non mi sono accorto di quel che è successo, doveva intervenire l’arbitro, io ho continuato a giocare e ho ricevuto il secondo fallo di Pellegrini. Quelli che mi insultano non sanno come sono fatto io». Così il Milan sale in classifica al secondo posto a quota 59 punti con il sorpasso alla Juventus, tradendo però tormenti inadatti al suo rango e alla sua posizione, specie nel finale pieno di giocate pasticciate, di qualche stanchezza dovuta al giovedì europeo.
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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

CorSport: una vittoria che vale il sorpasso sulla Juventus, fermata sul pareggio dall’Atalanta, e quindi il secondo posto in classifi ca, seppure a 16 lunghezze dall’Inter. Ma anche una vittoria che non aiuta a comprendere quale sia l’eff ettivo valore di questo Milan. Lo striminzito 1-0 sull’Empoli, infatti, lascia comunque diverse perplessità. Al pari di quelle alimentate dal 4-2 sullo Slavia Praga di giovedì scorso: semplicemente di verso opposto. Se, in Europa League, il Diavolo aveva confermato la solita fragilità difensiva, incassando 2 reti da un avversario in 10 per un tempo e mezzo. Contro i toscani, invece, i rossoneri non hanno rischiato quasi nulla (al netto di un paio di svarioni nel finale), solo che la produzione offensiva è stata ai minimi termini. La sensazione, insomma, è che la squadra rossonera sia una sorta di coperta corta. Se deve assecondare la sua vocazione off ensiva, fi nisce per scoprirsi, non avendo un’adeguata transizione difensiva e finendo spesso fuori equilibrio. Quando, invece, si adopera per restare compatta, evitando si alzare troppi uomini oltre la linea del pallone, la manovra perde tutta la sua brillantezza e il ritmo precipita.

Il Giornale: promosso col 6 politico, come ai tempi della contestazione del ’68, ilMilan dei tanti, indispensabili, ricambi (schierati in partenza ben 6 su 11, poi sono entrati altri due, 8 alla fine). Per domare l’Empoli di ieri, meno combattivo di altre recenti esibizioni targate Nicola, c’è bisogno del solito guizzo di uno dei suoi titolarissimi, Pulisic (salito a quota 10 i suoi sigilli in stagione),messo davanti alla porta dallo scatto di Okafor, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza piena e a meritarsi qualche lode. Capitan America, il pupillo di Gerry Cardinale, alla fine può anche difendere il proprio onore rispondendo agli insulti ricevuti dopo l’episodio dell’Olimpico con la Lazio. «La verità è molto semplice: non mi sono accorto di quel che è successo, doveva intervenire l’arbitro, io ho continuato a giocare e ho ricevuto il secondo fallo di Pellegrini. Quelli che mi insultano non sanno come sono fatto io». Così il Milan sale in classifica al secondo posto a quota 59 punti con il sorpasso alla Juventus, tradendo però tormenti inadatti al suo rango e alla sua posizione, specie nel finale pieno di giocate pasticciate, di qualche stanchezza dovuta al giovedì europeo.
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Tuttosport: efficacia Milan. Il massimo col minimo sforzo. In un’annata in cui i bersagli grossi sono evaporati (in ordine Champions, scudetto e Coppa Italia), non resta che trovare linfa dai vari piani alternativi e ieri sera, dopo aver battuto l’Empoli, il Milan ha brindato - con sentiti ringraziamenti a Teun Koopmeiners - al secondo posto conquistato a discapito della Juventus. Medaglia che comunque luccica meno rispetto alla conquista dell’Europa League, che darebbe tutt’altra dignità a una stagione avara di soddisfazioni per Stefano Pioli. Intanto i tre punti rosicchiati con l’Empoli sono stati alquanto funzionali in un fine settimana incastrato tra le due gare di Coppa con lo Slavia Praga, come peraltro sottolineato dal tecnico: «Questa è una vittoria che fa molto bene alla classifica e che rappresenta un importante passo in avanti per la qualificazione alla Champions che verrà», le considerazioni di Pioli. E pazienza se i fuochi d’artificio sono rimasti tutti chiusi nell’armadio: senza Leao la vita è grama e pure il 5-4-1 a tenuta stagna proposto a San Siro da Davide Nicola non ha certo aiutato lo spettacolo. La rete nel finale del primo tempo arrivata sull’asse Okafor-Pulisic (complice la decisiva deviazione di Luperto e la benedizione del Var sul fuorigioco, inizialmente segnalato e poi cancellato) ha garantito il massimo risultato con il minimo sforzo: Pioli ha potuto fare all’ora di gioco i cambi programmati in ottica Europa League e ha testato la condizione di Tomori (che non era titolare da Salerno, 22 dicembre), ritrovando pure un ottimo Kalulu che non metteva piede in campo da 133 giorni (29 ottobre, a Napoli). A corredo, ieri il Milan non ha incassato gol, anche se gli sbandamenti finali su Bereszynski e soprattutto su Destro - liberissimo di colpire di testa nel cuore dell’area su angolo - hanno confermato quanto ci sia ancora da lavorare sotto questo profilo. Ieri intanto Pioli è tornato al 4-2-3-1 e la squadra ne ha sicuramente tratto beneficio

CorSera: Minima spesa, massima resa. Il Milan non ruba nulla ma fa quel che deve. 1-0 all'Empoli e sorpasso sulla Juve, frenata dall'Atalanta. Settimo 1-0 in stagione, più di qualsiasi altra squadra. Prestazione non entusiasmante ma missione compiuta. Ora testa all'Europa League, che resta il piano A per questa stagione. L'assenza di Leao, unita a quella di Giroud, ha costretto i rossoneri a tribolare più del dovuto contro l'Empoli. Ma contro lo Slavia torneranno dal primo minuto.

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