Edicola: Milan bello. Rabbia errori e muro Dea.

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GDS in edicola: Milan bello, ma che errori. Grande perla di Rafa, ma Koopmeiners replica su rigore Poi i rossoneri non concretizzano e la Juve si allontana. Nella settimana milanese del moda, sfila il miglior Leao: un gol meraviglioso e iniziative luccicanti. Bello anche il vestito che Pioli, sarto d’alta scuola, ha tagliato addosso al Milan, ritoccando il centrocampo e mettendo in crisi Gasperini. Diavolo arrembante, sempre con la palla in mano contro una squadra che in genere la pretende. Bravissimo Adli in regia. Una sola macchia di sugo sull’abito di gala: tanti tiri, un solo gol e così la supremazia netta non si legge nel risultato: 1-1. Spento Giroud, primo bomber, che ha causato pure il rigore del pareggio. Occasione sprecata per restare a ridosso dalla Juve e distanziare il Bologna, ma la prestazione, anche dal punto di vista atletico, è di quelle che danno speranza. L’Atalanta può essere soddisfatta per non aver interrotto la striscia virtuosa (8 risultati utili, 6 vittorie), non certo per la prestazione. Carnesecchi il migliore; possesso sotto il 30% nel primo tempo, di poco sopra nel secondo; nessun tiro nella ripresa. Bastano questi pochi dati per capire che ieri non ha sfilato la vera Dea. Se non tiene palla, non crea, non aggredisce e non tira, è un’altra cosa. Atalanta in tuta da lavoro, alla De Roon, preoccupata solo di resistere, senza le paillettes di De Ketelaere, Miranchuk, Koop e delle altre stelle. Non ha riagganciato il Bologna e oggi la Roma può saltarle addosso. Ma Gasp ha una sfilata di scorta a San Siro, mercoledì contro l’Inter. Stavolta è di rigore l’abito buono.

Tuttosport in edicola: tra il Milan e l'Atalanta vince… la Juve. Che in una giornata in cui se l'era vista brutta brutta sino all'ultimo, finisce per guadagnare due punti su due inseguitrici annichilitesi con un gol per parte. Ai bergamaschi resta un punto che - per come s'era messa la serata - è manna dal cielo. Ai rossoneri, invece, resta un po' di più: da un lato il rammarico per l'incapacità di fare bottino pieno in una partita dominata, dall'altro la consapevolezza - dopo le figure brutta e bruttarella contro Monza e Rennes - di aver ripreso il bandolo della matassa. E del gioco. Già il primo tempo sa di paradosso. E di beffa. Per i rossoneri, ovviamente, che se la giocano davvero bene mettendoci personalità, coraggio, determinazione, qualità sopraffina. Quella di Leao, innanzitutto e prima di tutti, per intenderci. Perché la marcatura che il portoghese si inventa al 3' è sublime e sarebbe buon argomento da sviluppare in un trattato d'estetica. La leggiadria con cui s'insinua tra Holm e Scalvini, la maestria con cui - di destro - disegna una pennellata che culmina nell'angolino alla sinistra di Carnesecchi. Wow. Decisamente non c'era miglior modo per interrompere un digiuno che, in campionato, durava da 5 mesi (l'ultimo sigillo era datato 23 settembre, Verona vittima del caso).

CorSport: Leao show ma Gasp c'è. L'Atalanta resiste al forcing rossonero. Il Milan prosegue il festival delle occasioni perse. Sconfitto a Monza, sprecando la possibilità di sorpassare la Juventus al secondo posto, contro l’Atalanta, invece, il Diavolo ha gettato al vento una serie di chance per raddoppiare, fermandosi sul il pareggio. Eppure Leao aveva finalmente indossato l’abito di gala. Non ha ritrovato solo il gol in campionato dopo 5 mesi - l’ultimo lo aveva segnato il 23 settembre per l’1-0 sul Verona - ma ha pure lungamente imperversato sulla difesa avversaria. Il vero problema, allora, è che ogni volta, al Milan, manca qualcosa. Ieri è stato Giroud: un fantasma dentro l’area bergamasca, addirittura dannoso nella propria, avendo provocato il rigore del pareggio. La verità è che se giochi male e non riesci a portare a casa la pelle (Monza e Rennes), poi non puoi permetterti di non vincere quando metti sotto l’avversario. Così i punti di distacco dalla Juve diventano 4 e si riducono a 5 quelli dal Bologna quarto. L’Atalanta resta a -7, ma con la possibilità di accorciare, visto che mercoledì giocherà il recupero con l’Inter.

CorSera: Milan, Leao e rabbia. La versione principesca di Leao, che abbaglia San Siro con una prodezza dopo meno di tre minuti e tiene in scacco l’Atalanta sino alla fine, non basta al Milan. Il pari è un’occasione persa, anche se è una parziale risposta dopo il tonfo di Monza e la sconfitta indolore ma in ogni caso pesante di Rennes. Restano i rimpianti per il rigore del pareggio, contestato fortemente dai rossoneri e trasformato da Koopmeiners. La squadra di Pioli domina sul piano del ritmo e del gioco, anche su quello tattico, ma ha il torto grave di non trovare lo spiraglio giusto nella ripresa. L’Atalanta dopo sei vittorie consecutive, cinque in campionato, accoglie l’1-1 che inaugura un ciclo di ferro, con soddisfazione dentro una partita giocata in apnea, in sofferenza perenne, ma con feroce attenzione dentro la sua area. I migliori della banda Gasperini sono il portiere Carnesecchi, sempre più sicuro e Djimsiti, il leader silenzioso della difesa. Un pari di sostanza in attesa di tornare a San Siro fra tre giorni per un’altra notte complicata contro l’Inter regina, che nel 2024 ha solo vinto. Il Milan tiene lontani i bergamaschi in classifica ma perde contatto dalla Juve seconda. Il campionato però è ancora lungo e la corsa aperta.

Repubblica: chiusa con un pareggio intenso, anche la terza sfida stagionale tra Milan e Atalanta, che aveva vinto le prime due ma nella terza ha sofferto di più, non è sfuggita alla banalità: ha fatto buona pubblicità alla Serie A e alla sua presenza nelle coppe, dove le duellanti non nascondono le loro mire sull’Europa League. Intanto sull’obiettivo prioritario della qualificazione alla Champions, dichiarato dalla dirigenza milanista con buona pace dei tifosi e con l’Inter a +13, sussistono pochi dubbi: il parziale rallentamento nella corsa al 2° posto con la Juventus è un ossimoro, data la prestazione di ieri. Quanto alle sommesse ambizioni atalantine di tornare nell’olimpo già frequentato per tre anni, non le legittima tanto il 10° risultato utile consecutivo, quanto l’efficacia del gioco: se i posti in Champions saranno almeno cinque, riesce difficile pensare che la squadra di Gasperini, conservando l’attuale coincretezza, non possa catturarne uno.

Il Giornale: non basta un super Leao per domare l’Atalanta che resiste nel suo fortino e grazie a un rigore riesce a conquistare il decimo risultato utile di fila. Leao, quasi da solo, mette a soqquadro la difesa di Gasp, porta Holm all’ammonizione, infilza altri rivali e se ha la strada chiusa dopo quel capolavoro di gol in apertura, confeziona un paio di “confetti” per Pulisic non sfruttati al meglio. CDK, atteso al confronto, si ritira dopo il primo tempo senza lasciare tracce. In questo caso bisogna separare, per il Milan, il risultato dalla prestazione: non soddisfacente il primo, esaltante la seconda, fatta di calcio coraggioso. All’Atalanta concesso solo il rigore e nient’altro


Altre news di giornata, di seguito:


—)
Ordine:"Leao e CDK tra luci e ombre".


—) Pagelle quotidiani Milan - Atalanta 1-1. 25 febbraio.


—) Cardinale: incontro con investitori arabi a breve?


—) Leao PSG: Milan, resisti e respingi offerte.


—) Leao come Rui Costa: 42 gol in A.


—) Moviola quotidiani: rigore Atalanta ok.. o no?


—) Edicola: Milan bello. Rabbia errori e muro Dea.
 

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Tuttosport in edicola: tra il Milan e l'Atalanta vince… la Juve. Che in una giornata in cui se l'era vista brutta brutta sino all'ultimo, finisce per guadagnare due punti su due inseguitrici annichilitesi con un gol per parte. Ai bergamaschi resta un punto che - per come s'era messa la serata - è manna dal cielo. Ai rossoneri, invece, resta un po' di più: da un lato il rammarico per l'incapacità di fare bottino pieno in una partita dominata, dall'altro la consapevolezza - dopo le figure brutta e bruttarella contro Monza e Rennes - di aver ripreso il bandolo della matassa. E del gioco. Già il primo tempo sa di paradosso. E di beffa. Per i rossoneri, ovviamente, che se la giocano davvero bene mettendoci personalità, coraggio, determinazione, qualità sopraffina. Quella di Leao, innanzitutto e prima di tutti, per intenderci. Perché la marcatura che il portoghese si inventa al 3' è sublime e sarebbe buon argomento da sviluppare in un trattato d'estetica. La leggiadria con cui s'insinua tra Holm e Scalvini, la maestria con cui - di destro - disegna una pennellata che culmina nell'angolino alla sinistra di Carnesecchi. Wow. Decisamente non c'era miglior modo per interrompere un digiuno che, in campionato, durava da 5 mesi (l'ultimo sigillo era datato 23 settembre, Verona vittima del caso).
 

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CorSport: Leao show ma Gasp c'è. L'Atalanta resiste al forcing rossonero. Il Milan prosegue il festival delle occasioni perse. Sconfitto a Monza, sprecando la possibilità di sorpassare la Juventus al secondo posto, contro l’Atalanta, invece, il Diavolo ha gettato al vento una serie di chance per raddoppiare, fermandosi sul il pareggio. Eppure Leao aveva finalmente indossato l’abito di gala. Non ha ritrovato solo il gol in campionato dopo 5 mesi - l’ultimo lo aveva segnato il 23 settembre per l’1-0 sul Verona - ma ha pure lungamente imperversato sulla difesa avversaria. Il vero problema, allora, è che ogni volta, al Milan, manca qualcosa. Ieri è stato Giroud: un fantasma dentro l’area bergamasca, addirittura dannoso nella propria, avendo provocato il rigore del pareggio. La verità è che se giochi male e non riesci a portare a casa la pelle (Monza e Rennes), poi non puoi permetterti di non vincere quando metti sotto l’avversario. Così i punti di distacco dalla Juve diventano 4 e si riducono a 5 quelli dal Bologna quarto. L’Atalanta resta a -7, ma con la possibilità di accorciare, visto che mercoledì giocherà il recupero con l’Inter.
 

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Tuttosport in edicola: tra il Milan e l'Atalanta vince… la Juve. Che in una giornata in cui se l'era vista brutta brutta sino all'ultimo, finisce per guadagnare due punti su due inseguitrici annichilitesi con un gol per parte. Ai bergamaschi resta un punto che - per come s'era messa la serata - è manna dal cielo. Ai rossoneri, invece, resta un po' di più: da un lato il rammarico per l'incapacità di fare bottino pieno in una partita dominata, dall'altro la consapevolezza - dopo le figure brutta e bruttarella contro Monza e Rennes - di aver ripreso il bandolo della matassa. E del gioco. Già il primo tempo sa di paradosso. E di beffa. Per i rossoneri, ovviamente, che se la giocano davvero bene mettendoci personalità, coraggio, determinazione, qualità sopraffina. Quella di Leao, innanzitutto e prima di tutti, per intenderci. Perché la marcatura che il portoghese si inventa al 3' è sublime e sarebbe buon argomento da sviluppare in un trattato d'estetica. La leggiadria con cui s'insinua tra Holm e Scalvini, la maestria con cui - di destro - disegna una pennellata che culmina nell'angolino alla sinistra di Carnesecchi. Wow. Decisamente non c'era miglior modo per interrompere un digiuno che, in campionato, durava da 5 mesi (l'ultimo sigillo era datato 23 settembre, Verona vittima del caso).

CorSport: Leao show ma Gasp c'è. L'Atalanta resiste al forcing rossonero. Il Milan prosegue il festival delle occasioni perse. Sconfitto a Monza, sprecando la possibilità di sorpassare la Juventus al secondo posto, contro l’Atalanta, invece, il Diavolo ha gettato al vento una serie di chance per raddoppiare, fermandosi sul il pareggio. Eppure Leao aveva finalmente indossato l’abito di gala. Non ha ritrovato solo il gol in campionato dopo 5 mesi - l’ultimo lo aveva segnato il 23 settembre per l’1-0 sul Verona - ma ha pure lungamente imperversato sulla difesa avversaria. Il vero problema, allora, è che ogni volta, al Milan, manca qualcosa. Ieri è stato Giroud: un fantasma dentro l’area bergamasca, addirittura dannoso nella propria, avendo provocato il rigore del pareggio. La verità è che se giochi male e non riesci a portare a casa la pelle (Monza e Rennes), poi non puoi permetterti di non vincere quando metti sotto l’avversario. Così i punti di distacco dalla Juve diventano 4 e si riducono a 5 quelli dal Bologna quarto. L’Atalanta resta a -7, ma con la possibilità di accorciare, visto che mercoledì giocherà il recupero con l’Inter.

CorSera: Milan, Leao e rabbia. La versione principesca di Leao, che abbaglia San Siro con una prodezza dopo meno di tre minuti e tiene in scacco l’Atalanta sino alla fine, non basta al Milan. Il pari è un’occasione persa, anche se è una parziale risposta dopo il tonfo di Monza e la sconfitta indolore ma in ogni caso pesante di Rennes. Restano i rimpianti per il rigore del pareggio, contestato fortemente dai rossoneri e trasformato da Koopmeiners. La squadra di Pioli domina sul piano del ritmo e del gioco, anche su quello tattico, ma ha il torto grave di non trovare lo spiraglio giusto nella ripresa. L’Atalanta dopo sei vittorie consecutive, cinque in campionato, accoglie l’1-1 che inaugura un ciclo di ferro, con soddisfazione dentro una partita giocata in apnea, in sofferenza perenne, ma con feroce attenzione dentro la sua area. I migliori della banda Gasperini sono il portiere Carnesecchi, sempre più sicuro e Djimsiti, il leader silenzioso della difesa. Un pari di sostanza in attesa di tornare a San Siro fra tre giorni per un’altra notte complicata contro l’Inter regina, che nel 2024 ha solo vinto. Il Milan tiene lontani i bergamaschi in classifica ma perde contatto dalla Juve seconda. Il campionato però è ancora lungo e la corsa aperta.

Repubblica: chiusa con un pareggio intenso, anche la terza sfida stagionale tra Milan e Atalanta, che aveva vinto le prime due ma nella terza ha sofferto di più, non è sfuggita alla banalità: ha fatto buona pubblicità alla Serie A e alla sua presenza nelle coppe, dove le duellanti non nascondono le loro mire sull’Europa League. Intanto sull’obiettivo prioritario della qualificazione alla Champions, dichiarato dalla dirigenza milanista con buona pace dei tifosi e con l’Inter a +13, sussistono pochi dubbi: il parziale rallentamento nella corsa al 2° posto con la Juventus è un ossimoro, data la prestazione di ieri. Quanto alle sommesse ambizioni atalantine di tornare nell’olimpo già frequentato per tre anni, non le legittima tanto il 10° risultato utile consecutivo, quanto l’efficacia del gioco: se i posti in Champions saranno almeno cinque, riesce difficile pensare che la squadra di Gasperini, conservando l’attuale coincretezza, non possa catturarne uno.

Il Giornale: non basta un super Leao per domare l’Atalanta che resiste nel suo fortino e grazie a un rigore riesce a conquistare il decimo risultato utile di fila. Leao, quasi da solo, mette a soqquadro la difesa di Gasp, porta Holm all’ammonizione, infilza altri rivali e se ha la strada chiusa dopo quel capolavoro di gol in apertura, confeziona un paio di “confetti” per Pulisic non sfruttati al meglio. CDK, atteso al confronto, si ritira dopo il primo tempo senza lasciare tracce. In questo caso bisogna separare, per il Milan, il risultato dalla prestazione: non soddisfacente il primo, esaltante la seconda, fatta di calcio coraggioso. All’Atalanta concesso solo il rigore e nient’altro
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CorSport: Leao show ma Gasp c'è. L'Atalanta resiste al forcing rossonero. Il Milan prosegue il festival delle occasioni perse. Sconfitto a Monza, sprecando la possibilità di sorpassare la Juventus al secondo posto, contro l’Atalanta, invece, il Diavolo ha gettato al vento una serie di chance per raddoppiare, fermandosi sul il pareggio. Eppure Leao aveva finalmente indossato l’abito di gala. Non ha ritrovato solo il gol in campionato dopo 5 mesi - l’ultimo lo aveva segnato il 23 settembre per l’1-0 sul Verona - ma ha pure lungamente imperversato sulla difesa avversaria. Il vero problema, allora, è che ogni volta, al Milan, manca qualcosa. Ieri è stato Giroud: un fantasma dentro l’area bergamasca, addirittura dannoso nella propria, avendo provocato il rigore del pareggio. La verità è che se giochi male e non riesci a portare a casa la pelle (Monza e Rennes), poi non puoi permetterti di non vincere quando metti sotto l’avversario. Così i punti di distacco dalla Juve diventano 4 e si riducono a 5 quelli dal Bologna quarto. L’Atalanta resta a -7, ma con la possibilità di accorciare, visto che mercoledì giocherà il recupero con l’Inter.

CorSera: Milan, Leao e rabbia. La versione principesca di Leao, che abbaglia San Siro con una prodezza dopo meno di tre minuti e tiene in scacco l’Atalanta sino alla fine, non basta al Milan. Il pari è un’occasione persa, anche se è una parziale risposta dopo il tonfo di Monza e la sconfitta indolore ma in ogni caso pesante di Rennes. Restano i rimpianti per il rigore del pareggio, contestato fortemente dai rossoneri e trasformato da Koopmeiners. La squadra di Pioli domina sul piano del ritmo e del gioco, anche su quello tattico, ma ha il torto grave di non trovare lo spiraglio giusto nella ripresa. L’Atalanta dopo sei vittorie consecutive, cinque in campionato, accoglie l’1-1 che inaugura un ciclo di ferro, con soddisfazione dentro una partita giocata in apnea, in sofferenza perenne, ma con feroce attenzione dentro la sua area. I migliori della banda Gasperini sono il portiere Carnesecchi, sempre più sicuro e Djimsiti, il leader silenzioso della difesa. Un pari di sostanza in attesa di tornare a San Siro fra tre giorni per un’altra notte complicata contro l’Inter regina, che nel 2024 ha solo vinto. Il Milan tiene lontani i bergamaschi in classifica ma perde contatto dalla Juve seconda. Il campionato però è ancora lungo e la corsa aperta.

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GDS in edicola: Milan bello, ma che errori. Grande perla di Rafa, ma Koopmeiners replica su rigore Poi i rossoneri non concretizzano e la Juve si allontana. Nella settimana milanese del moda, sfila il miglior Leao: un gol meraviglioso e iniziative luccicanti. Bello anche il vestito che Pioli, sarto d’alta scuola, ha tagliato addosso al Milan, ritoccando il centrocampo e mettendo in crisi Gasperini. Diavolo arrembante, sempre con la palla in mano contro una squadra che in genere la pretende. Bravissimo Adli in regia. Una sola macchia di sugo sull’abito di gala: tanti tiri, un solo gol e così la supremazia netta non si legge nel risultato: 1-1. Spento Giroud, primo bomber, che ha causato pure il rigore del pareggio. Occasione sprecata per restare a ridosso dalla Juve e distanziare il Bologna, ma la prestazione, anche dal punto di vista atletico, è di quelle che danno speranza. L’Atalanta può essere soddisfatta per non aver interrotto la striscia virtuosa (8 risultati utili, 6 vittorie), non certo per la prestazione. Carnesecchi il migliore; possesso sotto il 30% nel primo tempo, di poco sopra nel secondo; nessun tiro nella ripresa. Bastano questi pochi dati per capire che ieri non ha sfilato la vera Dea. Se non tiene palla, non crea, non aggredisce e non tira, è un’altra cosa. Atalanta in tuta da lavoro, alla De Roon, preoccupata solo di resistere, senza le paillettes di De Ketelaere, Miranchuk, Koop e delle altre stelle. Non ha riagganciato il Bologna e oggi la Roma può saltarle addosso. Ma Gasp ha una sfilata di scorta a San Siro, mercoledì contro l’Inter. Stavolta è di rigore l’abito buono.

Tuttosport in edicola: tra il Milan e l'Atalanta vince… la Juve. Che in una giornata in cui se l'era vista brutta brutta sino all'ultimo, finisce per guadagnare due punti su due inseguitrici annichilitesi con un gol per parte. Ai bergamaschi resta un punto che - per come s'era messa la serata - è manna dal cielo. Ai rossoneri, invece, resta un po' di più: da un lato il rammarico per l'incapacità di fare bottino pieno in una partita dominata, dall'altro la consapevolezza - dopo le figure brutta e bruttarella contro Monza e Rennes - di aver ripreso il bandolo della matassa. E del gioco. Già il primo tempo sa di paradosso. E di beffa. Per i rossoneri, ovviamente, che se la giocano davvero bene mettendoci personalità, coraggio, determinazione, qualità sopraffina. Quella di Leao, innanzitutto e prima di tutti, per intenderci. Perché la marcatura che il portoghese si inventa al 3' è sublime e sarebbe buon argomento da sviluppare in un trattato d'estetica. La leggiadria con cui s'insinua tra Holm e Scalvini, la maestria con cui - di destro - disegna una pennellata che culmina nell'angolino alla sinistra di Carnesecchi. Wow. Decisamente non c'era miglior modo per interrompere un digiuno che, in campionato, durava da 5 mesi (l'ultimo sigillo era datato 23 settembre, Verona vittima del caso).

CorSport: Leao show ma Gasp c'è. L'Atalanta resiste al forcing rossonero. Il Milan prosegue il festival delle occasioni perse. Sconfitto a Monza, sprecando la possibilità di sorpassare la Juventus al secondo posto, contro l’Atalanta, invece, il Diavolo ha gettato al vento una serie di chance per raddoppiare, fermandosi sul il pareggio. Eppure Leao aveva finalmente indossato l’abito di gala. Non ha ritrovato solo il gol in campionato dopo 5 mesi - l’ultimo lo aveva segnato il 23 settembre per l’1-0 sul Verona - ma ha pure lungamente imperversato sulla difesa avversaria. Il vero problema, allora, è che ogni volta, al Milan, manca qualcosa. Ieri è stato Giroud: un fantasma dentro l’area bergamasca, addirittura dannoso nella propria, avendo provocato il rigore del pareggio. La verità è che se giochi male e non riesci a portare a casa la pelle (Monza e Rennes), poi non puoi permetterti di non vincere quando metti sotto l’avversario. Così i punti di distacco dalla Juve diventano 4 e si riducono a 5 quelli dal Bologna quarto. L’Atalanta resta a -7, ma con la possibilità di accorciare, visto che mercoledì giocherà il recupero con l’Inter.

CorSera: Milan, Leao e rabbia. La versione principesca di Leao, che abbaglia San Siro con una prodezza dopo meno di tre minuti e tiene in scacco l’Atalanta sino alla fine, non basta al Milan. Il pari è un’occasione persa, anche se è una parziale risposta dopo il tonfo di Monza e la sconfitta indolore ma in ogni caso pesante di Rennes. Restano i rimpianti per il rigore del pareggio, contestato fortemente dai rossoneri e trasformato da Koopmeiners. La squadra di Pioli domina sul piano del ritmo e del gioco, anche su quello tattico, ma ha il torto grave di non trovare lo spiraglio giusto nella ripresa. L’Atalanta dopo sei vittorie consecutive, cinque in campionato, accoglie l’1-1 che inaugura un ciclo di ferro, con soddisfazione dentro una partita giocata in apnea, in sofferenza perenne, ma con feroce attenzione dentro la sua area. I migliori della banda Gasperini sono il portiere Carnesecchi, sempre più sicuro e Djimsiti, il leader silenzioso della difesa. Un pari di sostanza in attesa di tornare a San Siro fra tre giorni per un’altra notte complicata contro l’Inter regina, che nel 2024 ha solo vinto. Il Milan tiene lontani i bergamaschi in classifica ma perde contatto dalla Juve seconda. Il campionato però è ancora lungo e la corsa aperta.

Repubblica: chiusa con un pareggio intenso, anche la terza sfida stagionale tra Milan e Atalanta, che aveva vinto le prime due ma nella terza ha sofferto di più, non è sfuggita alla banalità: ha fatto buona pubblicità alla Serie A e alla sua presenza nelle coppe, dove le duellanti non nascondono le loro mire sull’Europa League. Intanto sull’obiettivo prioritario della qualificazione alla Champions, dichiarato dalla dirigenza milanista con buona pace dei tifosi e con l’Inter a +13, sussistono pochi dubbi: il parziale rallentamento nella corsa al 2° posto con la Juventus è un ossimoro, data la prestazione di ieri. Quanto alle sommesse ambizioni atalantine di tornare nell’olimpo già frequentato per tre anni, non le legittima tanto il 10° risultato utile consecutivo, quanto l’efficacia del gioco: se i posti in Champions saranno almeno cinque, riesce difficile pensare che la squadra di Gasperini, conservando l’attuale coincretezza, non possa catturarne uno.

Il Giornale: non basta un super Leao per domare l’Atalanta che resiste nel suo fortino e grazie a un rigore riesce a conquistare il decimo risultato utile di fila. Leao, quasi da solo, mette a soqquadro la difesa di Gasp, porta Holm all’ammonizione, infilza altri rivali e se ha la strada chiusa dopo quel capolavoro di gol in apertura, confeziona un paio di “confetti” per Pulisic non sfruttati al meglio. CDK, atteso al confronto, si ritira dopo il primo tempo senza lasciare tracce. In questo caso bisogna separare, per il Milan, il risultato dalla prestazione: non soddisfacente il primo, esaltante la seconda, fatta di calcio coraggioso. All’Atalanta concesso solo il rigore e nient’altro
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