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I quotidiani in edicola sul KO subito dal Milan, contro il Parma
GDS: la sconfitta interna contro il Parma per 1-0 segna probabilmente la fine delle speranze scudetto del Milan, che scivola a dieci punti dall'Inter capolista e vede interrompersi una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi. Il KO evidenzia i limiti strutturali della gestione di Allegri, criticato per l'eccessiva rigidità tattica del 3-5-2 e per la tendenza a perdere punti preziosi contro le squadre "piccole", specialmente a San Siro dove il rendimento recente è deficitario. Il match è stato deciso da una rete contestata di Troilo nella ripresa, convalidata dopo un lungo consulto VAR nonostante le vibranti proteste rossonere per un presunto fallo su Bartesaghi e un blocco su Maignan; tuttavia, l'episodio non può nascondere una prestazione globale opaca. Il Milan ha sofferto la ragnatela difensiva del Parma e l'assenza di un vero centravanti di ruolo dall'inizio, con Rafael Leao apparso ancora una volta sacrificato e meno incisivo nella posizione di punta centrale. Oltre ai problemi tattici, sono mancate le prestazioni dei singoli: Rabiot è apparso lontano dalla forma migliore, De Winter ha sofferto la fisicità degli attaccanti avversari dopo il forfait dell'ultimo minuto di Gabbia, e persino Modric, pur impegnandosi con generosità, non è riuscito a trovare il guizzo vincente. L'ingresso tardivo di Fullkrug e il passaggio disperato al 4-2-3-1 finale non hanno prodotto i frutti sperati, lasciando la squadra in una crisi di risultati e di nervi che ora mette a rischio anche il secondo posto, con la Juventus lontana otto lunghezze ma con Atalanta e Como in forte ascesa. In vista della prossima sfida contro la Cremonese, Allegri è chiamato a una profonda riflessione sulla gestione dei talenti offensivi e sull'opportunità di abbandonare un "corto muso" che, contro difese chiuse e organizzate, sembra aver perso la sua efficacia.
Tuttosport: la sconfitta interna del Milan per 1-0 contro il Parma segna una svolta probabilmente decisiva per la corsa scudetto, portando l'Inter a un vantaggio di dieci punti sui rossoneri a dodici giornate dalla conclusione. In una serata condizionata da pesanti episodi arbitrali e sfortuna, il Milan ha interrotto una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi, cadendo proprio contro i gialloblù come avvenne storicamente nel 1993. La gara è stata decisa al 35' della ripresa da un gol di Troilo, convalidato dopo una lunga revisione VAR che ha scatenato forti polemiche: l'arbitro Piccinini aveva inizialmente ravvisato un fallo di Valenti su Maignan, ma è stato indotto a cambiare decisione ignorando però un possibile tocco di mani o una spinta dello stesso Troilo su Bartesaghi. Rafael Leao ha manifestato il proprio disappunto sui social confrontando l'episodio con un precedente gol annullato contro il Sassuolo, sottolineando l'incoerenza delle valutazioni arbitrali. Oltre al danno sportivo, il Milan deve fare i conti con la sfortuna medica: dopo il forfait di Gabbia nel riscaldamento, Ruben Loftus-Cheek ha subito un gravissimo infortunio in campo a causa di uno scontro fortuito con il portiere Corvi. Il centrocampista inglese ha riportato la frattura dei denti superiori e dell'osso alveolare mascellare, rendendo necessario un intervento chirurgico d'urgenza nella notte e prospettando tempi di recupero significativi. Nonostante un dominio territoriale e numerose occasioni, tra cui un palo colpito da Leao, la squadra di Allegri (ieri squalificato e sostituito da Landucci) conferma la sua fragilità contro le piccole formazioni, mentre il Parma festeggia il terzo successo consecutivo blindando quasi definitivamente la salvezza.
CorSport: il Parma si conferma ancora una volta la bestia nera del Milan, interrompendo la sua striscia di 24 risultati utili consecutivi proprio come accadde nel 1993. La sconfitta interna per 0-1, decisa da un'incornata di Troilo nel finale, segna probabilmente la resa definitiva dei rossoneri nella corsa scudetto, con l'Inter che vola a +10 in classifica. Nonostante un netto dominio territoriale e un palo colpito da Leao, la squadra di Allegri ha pagato la scarsa incisività sotto porta, con Pulisic colpevole di aver sprecato due occasioni clamorose. Il match è stato segnato anche da forti tensioni arbitrali: il gol vittoria del Parma è stato inizialmente annullato da Piccinini per un presunto fallo su Maignan e poi convalidato dopo il richiamo del VAR, mentre il Milan reclama per un rigore non concesso dopo uno scontro tra Loftus-Cheek e il portiere Corvi. Proprio il centrocampista inglese ha avuto la peggio nel contatto, lasciando il campo in barella per una frattura mascellare che ha richiesto un intervento chirurgico d'urgenza. Oltre al danno fisico e di classifica, il Milan deve fare i conti con l'ennesimo passaggio a vuoto contro una "piccola", avendo già lasciato punti preziosi contro Pisa, Sassuolo e Genoa; l'unica nota parzialmente positiva resta il margine di 8 punti sulla quinta posizione, che blinda momentaneamente il piazzamento Champions.
CorSera: la sconfitta interna subita contro il Parma sancisce la fine definitiva delle speranze scudetto del Milan, con il distacco dall'Inter che sale a dieci lunghezze a dodici giornate dal termine. A decidere il match di San Siro è una rete nel finale dell'argentino Troilo, convalidata dall'arbitro Piccinini solo dopo una lunghissima revisione VAR di cinque minuti per un presunto blocco sul portiere Maignan. Nonostante le venticinque conclusioni totali, il Milan è apparso poco incisivo e mentalmente provato dai recenti passi falsi, colpendo solo un palo con Leao sullo 0-0. Il ko interrompe una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi che durava da sei mesi, richiamando storicamente la fine del record di imbattibilità di Capello nel 1993, avvenuta sempre per mano dei ducali. Oltre al danno sportivo, i rossoneri devono fare i conti con il grave infortunio di Loftus-Cheek, uscito in barella e trasportato in ospedale per la frattura della mandibola e dell'osso alveolare in seguito a uno scontro fortuito. Mentre il Parma di Cuesta festeggia la terza vittoria di fila e una salvezza ormai vicina, il Milan, privo dello squalificato Allegri e guidato in panchina da Landucci, deve ora guardarsi le spalle per blindare il piazzamento Champions, mantenendo gli otto punti di vantaggio sulla Juventus quinta ed evitando ulteriori cali di tensione dopo aver fallito nuovamente l'appuntamento contro una squadra della parte destra della classifica.
Repubblica: Il sogno scudetto del Milan sembra essersi infranto definitivamente nei minuti finali della sfida contro il Parma, dove il Diavolo ha subito la prima sconfitta dopo ventiquattro risultati utili consecutivi, vedendo il distacco dall'Inter capolista balzare da cinque a dieci punti in una sola settimana. La serata è stata segnata dalla frustrazione, culminata nella discussa rete decisiva di Troilo, inizialmente annullata dall'arbitro Piccinini per un presunto fallo su Bartesaghi e Maignan, ma poi convalidata dopo una lunga e tesa revisione al VAR durata oltre quattro minuti. Nonostante la diplomazia di Landucci, sostituto dello squalificato Allegri, l'ambiente rossonero ha reagito con amarezza, manifestata anche da Rafael Leao che sui social ha polemizzato per l'incoerenza dei criteri arbitrali rispetto a precedenti episodi. Il tecnico dei ducali, Cuesta, è riuscito ad anestetizzare il gioco del Milan attraverso un blocco difensivo basso e densissimo che ha evidenziato le croniche difficoltà dei rossoneri contro avversari chiusi, confermando un trend negativo a San Siro dove la squadra ha raccolto solo due vittorie nelle ultime sei gare. La sfortuna ha ulteriormente pesato sulla prestazione milanista: oltre al palo colpito da Leao nella ripresa, Allegri ha perso Gabbia nel riscaldamento e soprattutto Loftus-Cheek, uscito in barella per una grave frattura mascellare dopo uno scontro con Corvi che potrebbe aver messo fine alla sua stagione. Mentre i vertici societari, rappresentati da Tare e Ibrahimovic, sono apparsi attoniti in tribuna di fronte alla resa della squadra nella corsa al titolo, l'unica nota consolatoria resta il solido vantaggio di otto punti sulla Juventus quinta in classifica, suggerendo uno spostamento degli obiettivi verso la blindatura del piazzamento Champions.
GDS: la sconfitta interna contro il Parma per 1-0 segna probabilmente la fine delle speranze scudetto del Milan, che scivola a dieci punti dall'Inter capolista e vede interrompersi una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi. Il KO evidenzia i limiti strutturali della gestione di Allegri, criticato per l'eccessiva rigidità tattica del 3-5-2 e per la tendenza a perdere punti preziosi contro le squadre "piccole", specialmente a San Siro dove il rendimento recente è deficitario. Il match è stato deciso da una rete contestata di Troilo nella ripresa, convalidata dopo un lungo consulto VAR nonostante le vibranti proteste rossonere per un presunto fallo su Bartesaghi e un blocco su Maignan; tuttavia, l'episodio non può nascondere una prestazione globale opaca. Il Milan ha sofferto la ragnatela difensiva del Parma e l'assenza di un vero centravanti di ruolo dall'inizio, con Rafael Leao apparso ancora una volta sacrificato e meno incisivo nella posizione di punta centrale. Oltre ai problemi tattici, sono mancate le prestazioni dei singoli: Rabiot è apparso lontano dalla forma migliore, De Winter ha sofferto la fisicità degli attaccanti avversari dopo il forfait dell'ultimo minuto di Gabbia, e persino Modric, pur impegnandosi con generosità, non è riuscito a trovare il guizzo vincente. L'ingresso tardivo di Fullkrug e il passaggio disperato al 4-2-3-1 finale non hanno prodotto i frutti sperati, lasciando la squadra in una crisi di risultati e di nervi che ora mette a rischio anche il secondo posto, con la Juventus lontana otto lunghezze ma con Atalanta e Como in forte ascesa. In vista della prossima sfida contro la Cremonese, Allegri è chiamato a una profonda riflessione sulla gestione dei talenti offensivi e sull'opportunità di abbandonare un "corto muso" che, contro difese chiuse e organizzate, sembra aver perso la sua efficacia.
Tuttosport: la sconfitta interna del Milan per 1-0 contro il Parma segna una svolta probabilmente decisiva per la corsa scudetto, portando l'Inter a un vantaggio di dieci punti sui rossoneri a dodici giornate dalla conclusione. In una serata condizionata da pesanti episodi arbitrali e sfortuna, il Milan ha interrotto una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi, cadendo proprio contro i gialloblù come avvenne storicamente nel 1993. La gara è stata decisa al 35' della ripresa da un gol di Troilo, convalidato dopo una lunga revisione VAR che ha scatenato forti polemiche: l'arbitro Piccinini aveva inizialmente ravvisato un fallo di Valenti su Maignan, ma è stato indotto a cambiare decisione ignorando però un possibile tocco di mani o una spinta dello stesso Troilo su Bartesaghi. Rafael Leao ha manifestato il proprio disappunto sui social confrontando l'episodio con un precedente gol annullato contro il Sassuolo, sottolineando l'incoerenza delle valutazioni arbitrali. Oltre al danno sportivo, il Milan deve fare i conti con la sfortuna medica: dopo il forfait di Gabbia nel riscaldamento, Ruben Loftus-Cheek ha subito un gravissimo infortunio in campo a causa di uno scontro fortuito con il portiere Corvi. Il centrocampista inglese ha riportato la frattura dei denti superiori e dell'osso alveolare mascellare, rendendo necessario un intervento chirurgico d'urgenza nella notte e prospettando tempi di recupero significativi. Nonostante un dominio territoriale e numerose occasioni, tra cui un palo colpito da Leao, la squadra di Allegri (ieri squalificato e sostituito da Landucci) conferma la sua fragilità contro le piccole formazioni, mentre il Parma festeggia il terzo successo consecutivo blindando quasi definitivamente la salvezza.
CorSport: il Parma si conferma ancora una volta la bestia nera del Milan, interrompendo la sua striscia di 24 risultati utili consecutivi proprio come accadde nel 1993. La sconfitta interna per 0-1, decisa da un'incornata di Troilo nel finale, segna probabilmente la resa definitiva dei rossoneri nella corsa scudetto, con l'Inter che vola a +10 in classifica. Nonostante un netto dominio territoriale e un palo colpito da Leao, la squadra di Allegri ha pagato la scarsa incisività sotto porta, con Pulisic colpevole di aver sprecato due occasioni clamorose. Il match è stato segnato anche da forti tensioni arbitrali: il gol vittoria del Parma è stato inizialmente annullato da Piccinini per un presunto fallo su Maignan e poi convalidato dopo il richiamo del VAR, mentre il Milan reclama per un rigore non concesso dopo uno scontro tra Loftus-Cheek e il portiere Corvi. Proprio il centrocampista inglese ha avuto la peggio nel contatto, lasciando il campo in barella per una frattura mascellare che ha richiesto un intervento chirurgico d'urgenza. Oltre al danno fisico e di classifica, il Milan deve fare i conti con l'ennesimo passaggio a vuoto contro una "piccola", avendo già lasciato punti preziosi contro Pisa, Sassuolo e Genoa; l'unica nota parzialmente positiva resta il margine di 8 punti sulla quinta posizione, che blinda momentaneamente il piazzamento Champions.
CorSera: la sconfitta interna subita contro il Parma sancisce la fine definitiva delle speranze scudetto del Milan, con il distacco dall'Inter che sale a dieci lunghezze a dodici giornate dal termine. A decidere il match di San Siro è una rete nel finale dell'argentino Troilo, convalidata dall'arbitro Piccinini solo dopo una lunghissima revisione VAR di cinque minuti per un presunto blocco sul portiere Maignan. Nonostante le venticinque conclusioni totali, il Milan è apparso poco incisivo e mentalmente provato dai recenti passi falsi, colpendo solo un palo con Leao sullo 0-0. Il ko interrompe una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi che durava da sei mesi, richiamando storicamente la fine del record di imbattibilità di Capello nel 1993, avvenuta sempre per mano dei ducali. Oltre al danno sportivo, i rossoneri devono fare i conti con il grave infortunio di Loftus-Cheek, uscito in barella e trasportato in ospedale per la frattura della mandibola e dell'osso alveolare in seguito a uno scontro fortuito. Mentre il Parma di Cuesta festeggia la terza vittoria di fila e una salvezza ormai vicina, il Milan, privo dello squalificato Allegri e guidato in panchina da Landucci, deve ora guardarsi le spalle per blindare il piazzamento Champions, mantenendo gli otto punti di vantaggio sulla Juventus quinta ed evitando ulteriori cali di tensione dopo aver fallito nuovamente l'appuntamento contro una squadra della parte destra della classifica.
Repubblica: Il sogno scudetto del Milan sembra essersi infranto definitivamente nei minuti finali della sfida contro il Parma, dove il Diavolo ha subito la prima sconfitta dopo ventiquattro risultati utili consecutivi, vedendo il distacco dall'Inter capolista balzare da cinque a dieci punti in una sola settimana. La serata è stata segnata dalla frustrazione, culminata nella discussa rete decisiva di Troilo, inizialmente annullata dall'arbitro Piccinini per un presunto fallo su Bartesaghi e Maignan, ma poi convalidata dopo una lunga e tesa revisione al VAR durata oltre quattro minuti. Nonostante la diplomazia di Landucci, sostituto dello squalificato Allegri, l'ambiente rossonero ha reagito con amarezza, manifestata anche da Rafael Leao che sui social ha polemizzato per l'incoerenza dei criteri arbitrali rispetto a precedenti episodi. Il tecnico dei ducali, Cuesta, è riuscito ad anestetizzare il gioco del Milan attraverso un blocco difensivo basso e densissimo che ha evidenziato le croniche difficoltà dei rossoneri contro avversari chiusi, confermando un trend negativo a San Siro dove la squadra ha raccolto solo due vittorie nelle ultime sei gare. La sfortuna ha ulteriormente pesato sulla prestazione milanista: oltre al palo colpito da Leao nella ripresa, Allegri ha perso Gabbia nel riscaldamento e soprattutto Loftus-Cheek, uscito in barella per una grave frattura mascellare dopo uno scontro con Corvi che potrebbe aver messo fine alla sua stagione. Mentre i vertici societari, rappresentati da Tare e Ibrahimovic, sono apparsi attoniti in tribuna di fronte alla resa della squadra nella corsa al titolo, l'unica nota consolatoria resta il solido vantaggio di otto punti sulla Juventus quinta in classifica, suggerendo uno spostamento degli obiettivi verso la blindatura del piazzamento Champions.
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