Degrado Milan: ora Boto, Ozek o un altro che apprezzi Amorim.

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L'unica società che fà le cose al contrario.
Siamo fortunati che c'è il mondiale di mezzo, senò questi erano capaci anche di fare gli acquisti dei calciatori prima di ingaggiare l'allenatore.
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Come riportato dalla GDS, il nome di Amorim era stato indicato da Krosche che, come abbiamo ampiamente riferito ieri, resterà all'Eintracht perchè il club tedesco non lo libererà. Ma Krosche insieme al suo fido AD avevano indicato al Milan Amorim.

Ora, dunque, si andrà a caccia di DT che apprezzi il tecnico portoghese e col quale ci sia sintonia. I nomi sono quelli del brasiliano Boto, di Ozek, Kehl del BVB, Ayto ex Brighton, Hughes del Liverpool e tifosissimo rossonero. Ma bisogna fare in fretta perchè siamo al 18 giugno e in netto ritardo sul mercato.

CorSport: Milan nel caos. DT e DS ancora da trovare al 18 giugno. Il Milan è piombato in una profonda crisi societaria subito dopo l'annuncio ufficiale del nuovo allenatore Ruben Amorim, accolto con fiducia dal presidente Scaroni che sperava nel tocco magico del proprietario Gerry Cardinale. La serenità è durata pochissimo a causa del secco rifiuto arrivato da Francoforte: Markus Krosche e Timmo Hardung non diventeranno rispettivamente il nuovo Head of Football e il direttore sportivo del Milan. La decisione è stata presa dalla proprietà dell'Eintracht, e i due dirigenti non hanno fatto pressioni per partire, costringendo i rossoneri a incassare un altro pesante "no" dopo quello di Rangnick. Eppure, tra gli Stati Uniti e la sede di via Aldo Rossi c'era la quasi totale certezza di chiudere l'accordo, tanto che il nome di Amorim era stato preventivamente sottoposto e avallato proprio da Krosche, il quale ha quindi di fatto scelto l'allenatore del Milan pur essendo ancora il direttore tecnico di un altro club. Cardinale voleva affidare a Krosche le chiavi della prima squadra e il coordinamento delle giovanili per guidare la ricostruzione rossonera, ma non aveva fatto i conti con la resistenza dell'Eintracht e con la fragilità delle garanzie in proprio possesso. Tra i motivi del mancato accordo emersi dalla Germania spicca la ferma richiesta di Krosche di operare senza interferenze da parte di consulenti esterni, il che si traduceva nell'inaccettabilità di eventuali ingerenze da parte di Zlatan Ibrahimovic; scenario che il dirigente tedesco ha giudicato irrealizzabile nell'attuale organigramma del Milan. Anche l'Eintracht Francoforte ha manifestato forte irritazione nei confronti del club rossonero, sia per le tempistiche a ridosso della nuova stagione, sia per il modus operandi considerato scorretto, poiché il Milan ha cercato l'accordo direttamente con il professionista senza passare prima dal club di appartenenza. Per queste ragioni l'Eintracht ha bloccato la partenza di Krosche e Hardung, rifiutando persino l'ipotesi di un indennizzo milionario. Ora Cardinale e Ibrahimovic si trovano in una situazione critica, avendo collezionato due rifiuti in una sola settimana dai profili scelti per il rilancio sportivo. La ricerca di un direttore tecnico e di un direttore sportivo deve ripartire daccapo e con grande urgenza, ma data la stagione avanzata risulta molto difficile strappare dirigenti sotto contratto con altri club. Di conseguenza, il Milan dovrà guardare soprattutto al mercato degli svincolati stranieri: tra i profili disponibili c'è Devin Ozek, ex direttore sportivo di Bayer Leverkusen e Fenerbahce, che necessiterebbe comunque dell'affiancamento di una figura dirigenziale di livello superiore per la gestione complessiva dell'area tecnica. L'unica nota positiva per l'ambiente rossonero arriva sul fronte finanziario, dove la UEFA ha ufficialmente comunicato che il Milan ha concluso con successo il proprio percorso di transazione, rispettando la regola sui ricavi calcistici nella stagione 2025/26 e uscendo così dal regime di restrizioni, pur dovendo continuare a rispettare i parametri generali del Fair Play Finanziario.

Tuttosport: il Milan ha incassato il rifiuto dell'Eintracht Francoforte per Markus Krösche e il suo braccio destro Timmo Hardung, che avrebbero dovuto ricoprire rispettivamente i ruoli di chief of football e direttore sportivo nella nuova struttura societaria pensata da Gerry Cardinale. Il club tedesco ha bloccato i due dirigenti per motivi tecnico-organizzativi e per una forte irritazione legata al modus operandi dei rossoneri, i quali avevano dato per scontato l'accordo, facendolo trapelare sui media italiani prima del dovuto. L'Eintracht ha così rinunciato anche all'idea di chiedere un indennizzo di 10 milioni di euro pur di non privarsi a metà giugno di Krösche, il quale aveva già pianificato la stagione richiamando in panchina l'allenatore Adi Hutter il 31 maggio scorso. Secondo i media tedeschi, inoltre, lo stesso Krösche nutriva dubbi su possibili ingerenze da parte di Zlatan Ibrahimovic. Questa fumata nera rappresenta per il Milan un nuovo fallimento dopo quello storico legato a Ralf Rangnick, costringendo la società a riaprire i casting a soli dieci giorni dall'inizio ufficiale del calciomercato, previsto per lunedì 29 giugno, e rendendo il club l'unico in Serie A ancora privo di un'area sportiva definita. Dal club rossonero fanno sapere che verranno ricontattati altri profili già sondati in precedenza, i quali avrebbero tutti già espresso un parere positivo sulla scelta di Ruben Amorim come nuovo allenatore. Tra i nomi che potrebbero tornare in auge ci sono quelli di Viktor Bezhani del Tolosa e David Ozek, ex Fenerbahce, mentre appare fredda la pista che porta allo spagnolo Ramon Planes; non è invece percorribile la promozione interna di Jovan Kirovski (attualmente a Milan Futuro) poiché privo del patentino Figc per operare come direttore sportivo. A quasi un mese dall'azzeramento della vecchia dirigenza e nonostante le rassicurazioni di Cardinale, che prevedeva di risolvere la situazione in una decina di giorni, l'unica casella ufficiale resta quella dell'allenatore. Questa situazione di stallo e la gestione delle trattative stanno danneggiando l'immagine del club, che ha come unica nota positiva il recente addio al regime di settlement agreement ottenuto grazie al lavoro dell'amministratore delegato Giorgio Furlani.
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pazzesco.

una barzelletta che non fa ridere (noi, ma tutti gli altri tifosi italiani sì) senza fine.

Una roba mai vista nel calcio e probabilmente che mai più si vedrà.

Ormai come per l'allenatore, siamo arrivati anche per DT e DS alle quinte/seste scelte. Rifiutati e schifati da tutti, raccattiamo solo disperati. Stesso modus operandi dell'anno scorso con il raccatto dei due disperati Allegri e Tare. E i risultati disastrosi si sono poi visti. Almeno l'anno scorso avevamo fatto tutto più velocemente.

Quest'anno riusciremo a fare peggio. Al raduno ci sarà un tale caos che probabilmente nemmeno si alleneranno i giocatori. Non ci sarà nemmeno chi ha le chiavi per aprire Milanello.
 
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Società composta da analfabeti del calcio, non c'è speranza per il vecchio agonizzante Milan
 

Andris

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immagino che bel rapporto di lavoro la prossima stagione a Francoforte, dopo che gli impediscono di andare al Milan

in Serie A mettiamo gente senza patentino...al settore giovanile poi che sappiamo abbia ruoli ibridi
 
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Stiamo dando uno spettacolo indegno. Rovinando in modo probabilmente irreversibile la nostra reputazione. È molto peggio di un semplice fallimento sportivo.
 

bmb

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Io pensavo che il momento più basso l'avessimo già toccato con yogurt lì e Singer. È proprio vero che al peggio non c'è mai fine.
 
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