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Il Ministero dell'Interno è stato condannato dal Tribunale di Roma a risarcire con 700 euro un migrante algerino di 56 anni, nonostante l'uomo vanti un curriculum criminale di 23 condanne, 13 alias e due espulsioni per pericolosità sociale. La decisione scaturisce dal ricorso presentato contro il trasferimento del soggetto dal CPR di Gradisca d’Isonzo a quello di Gjader, in Albania, avvenuto nell'aprile 2025. I giudici hanno accolto le doglianze relative alle modalità del trasferimento, giudicate lesive dei diritti fondamentali poiché eseguite senza un provvedimento scritto motivato e con l'uso di fascette contenitive ai polsi, ignorando il passato violento dell'uomo che include detenzioni plurime per reati contro la persona e il patrimonio.