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Nella serata di sabato 25 luglio a Berlino, un grave atto di violenza ha sconvolto la folla radunatasi per il Christopher Street Day, la celebre parata del Pride LGBT+ che aveva richiamato centinaia di migliaia di persone a sostegno di democrazia e tolleranza. Un furgone di proprietà privata si è scagliato contro i presenti, provocando la morte di una donna e il ferimento di 16 persone; secondo il portavoce dei vigili del fuoco Dominik Pretz, tre feriti versano in pericolo di vita, otto sono in condizioni gravi e cinque hanno riportato lesioni lievi, tutti trasportati in ospedale. Gli investigatori stanno inoltre valutando l'ipotesi di un'ulteriore fase dell'aggressione, poiché diverse testimonianze concordano sul fatto che qualcuno sia sceso dal mezzo per attaccare la gente con un'arma bianca, riferendo di aver notato un uomo vestito di nero armato di machete e riscontrando ferite da taglio su alcuni dei presenti.
Attualmente la polizia, che sul campo ha schierato oltre 2.200 agenti pesantemente armati e in borghese, ha avviato una caccia all'attentatore identificando come primo sospettato Abdul B., un ventunenne di circa 1,90 metri di altezza, corporatura snella, capelli neri, felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi, noto alle forze dell'ordine e ritenuto legato a ambienti islamisti locali. Il giovane, che ha la famiglia a Berlino ed è stato scarcerato da un istituto penitenziario minorile lo scorso maggio, è attivamente ricercato con l'invito ai cittadini di non avvicinarlo e di contattare subito il numero di emergenza 110. Nonostante un primo blitz effettuato attorno all'1:10 del mattino in un appartamento a Schöneberg — a solo un chilometro dal luogo del crimine — non abbia portato ad alcun arresto per l'assenza di occupanti, la polizia considera l'identificazione del sospettato un grande passo avanti nelle indagini. Restano tuttavia da chiarire diversi aspetti cruciali, tra cui chi fosse effettivamente alla guida del veicolo sequestrato e quanti siano i responsabili coinvolti, viste le informazioni discordanti fornite dai testimoni. A seguito della tragedia, gli organizzatori del Pride hanno deciso di annullare i due eventi che erano previsti per la giornata di domenica.
Attualmente la polizia, che sul campo ha schierato oltre 2.200 agenti pesantemente armati e in borghese, ha avviato una caccia all'attentatore identificando come primo sospettato Abdul B., un ventunenne di circa 1,90 metri di altezza, corporatura snella, capelli neri, felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi, noto alle forze dell'ordine e ritenuto legato a ambienti islamisti locali. Il giovane, che ha la famiglia a Berlino ed è stato scarcerato da un istituto penitenziario minorile lo scorso maggio, è attivamente ricercato con l'invito ai cittadini di non avvicinarlo e di contattare subito il numero di emergenza 110. Nonostante un primo blitz effettuato attorno all'1:10 del mattino in un appartamento a Schöneberg — a solo un chilometro dal luogo del crimine — non abbia portato ad alcun arresto per l'assenza di occupanti, la polizia considera l'identificazione del sospettato un grande passo avanti nelle indagini. Restano tuttavia da chiarire diversi aspetti cruciali, tra cui chi fosse effettivamente alla guida del veicolo sequestrato e quanti siano i responsabili coinvolti, viste le informazioni discordanti fornite dai testimoni. A seguito della tragedia, gli organizzatori del Pride hanno deciso di annullare i due eventi che erano previsti per la giornata di domenica.