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Dalle ore 14 la conferenza di Amorim pre Venezia Milan
Nelle prime amichevoli ha cambiato molto, poi le sue scelte sono state più stabili. Serve per far trovare un'identità più precisa?
"Penso che dobbiamo dare stabilità al team e creare dei meccanismi. Dobbiamo però preparare la squadra per permettere a tutti di essere coinvolti. Vogliamo essere competitivi. Il nostro obiettivo è semplice: vincere dei titoli e dei trofei e per fare questo dobbiamo farlo con più interpreti. Va detto che anche gli avversari cambieranno di settimana in settimana. Dobbiamo quindi fare in modo che tutti i giocatori siano pronti per scendere in campo contro qualsiasi avversario. Partendo da questo, possiamo trovare una stabilità".
Sei soddisfatto della squadra a disposizione dopo questo calciomercato? Ci dai un aggiornamento su Leao e Ricci?
"Come ho già detto nella prima conferenza stampa, sono molto soddisfatto della squadra che ho a disposizione. Se dovesse arrivare un calciatore, sarebbe solo perché potrebbe aiutarci anche in futuro. Leao si è allenato solo una volta e non sarà convocato. Cercherò di scegliere i migliori interpreti per questa sfida".
C'è la possibilità di vedere giocatori, a oggi fuori dal progetto, nella squadra qualora non dovessero essere venduti?
"Sapete che se anche un giocatore non fa parte del progetto, non è detto che debba partire. Questo non perché non siano buoni giocatori, ma è impossibile allenarsi con 27 giocatori a disposizione: nessuno sarebbe soddisfatto. Noi, come società, dobbiamo permettere a questi giocatori di svolgere la loro attività al meglio. Il mio focus per ora è contro il Venezia, poi dopo il mercato vedremo".
Non ritiene che numericamente in difesa un difensore in più possa essere comodo?
"Credo che dobbiamo concentrarci sulla partita. Ci sono tanti giocatori, tanti difensori giocatori che hanno bisogno di minutaggio. Ma non possiamo risolvere tutti i nostri problemi in una sola sessione di mercato. Quello che facciamo oggi avrà un impatto per i prossimo 4-5 anni. Qualcuno potrebbe rivelarsi una sorpresa: oggi c'è tanta fretta, in tutto. Io preferisco prendere il mio tempo. Ci vuole calma e pazienza".
Può dirci qualcosa sul momento di Leao? Se dovesse rimanere, è un giocatore su cui può contare?
"Possiamo occuparcene dopo la fine del mercato. È difficile parlare di situazioni individuali. Vi prometto che nella prossima conferenza stampa risponderò a tutte le domande sul mercato. Leao è un ottimo giocatore e che, con la giusta mentalità, può giocare in tutte le squadre del mondo. Bisogna però avere la giusta mentalità e, a volte, nel calcio arriva un momento in cui conviene andare altrove. E a oggi siamo in questa situazione. Non abbiamo ancora parlato del Venezia: nessuno mi ha chiesto di Stroppa e di come gioca. Il mio focus è sulla partita di domani, magari potremmo parlare di quello".
Domani sarà la tua prima volta a San Siro: che emozioni provi e che partita ti aspetti?
"Sarà una giornata speciale per me. Sentirò la responsabilità di essere l'allenatore del Milan. Sarò concentrato sulla partita ma proverò a godermi il tutto. Sarà una partita molto difficile, per chi ha visto la gara contro il Lecce, se ci si concentra solo sul risultato non si capisce quanto sia forte questa squadra. Dobbiamo essere intelligenti, umili e disposti a pressare e a correre tanto. Bisogna gestire molto bene la palla. Loro proveranno a fare una marcatura a tutto campo: mi aspetto una bella partita. Quello che mi ha colpito vedendo le prime sfide di Serie A è che bisogna vendere molto questo prodotto. Ci sono allenatori intelligenti e con tante idee".
È attraverso l'estetica, la qualità del gioco in cui provi a far cambiare idea a chi non vi metteva in lotta per lo scudetto? Una curiosità, come mai guardi le partita dalla panchina in ginocchio?
"Non ci ho mai pensato. Voglio vedere la partita: a volte mi abbasso senza neanche pensarci: è solo una mia preferenza. Per noi sarebbe meglio se voi della stampa continuaste a vederci come una squadra non papabile per la vittoria dello scudetto. Noi dobbiamo giocare senza che il nostro livello di prestazione scenda troppo. Ci vuole continuità nel rendimento. Questo non vuol dire che giocheremo sempre bene, ma cercheremo di trovare quella continuità che fa la differenza. Quando guardo la mia squadra in allenamento, noto che ci alleniamo molto bene. Dobbiamo mantenere questo impegno e per farlo abbiamo bisogno di tutti i giocatori, che devono sentirsi coinvolti nel progetto. Per vendere meglio il prodotto bisogna fare un bel calcio".
Quanto è importante Rabiot per voi e quanto ha voluto rimanere a Milanello?
"Non lo conoscevo prima di arrivare qui. Rabiot è un giocatore cruciale per noi. Lo adoro. Vogliamo che rimanga e, se possibile, vogliamo anche rinnovargli il contratto. Lui lo sa: ha voglia di imparare, nonostante la sua età. In allenamento aiuta i giovani, come Diawara. È ancora lontano dalla sua condizione ideale, ma già ci ha dato una grande mano".
Cosa ti aspetti da Maignan?
"Ho avuto la possibilità di parlare con Mike: è un leader e molto forte sui dettagli. Esige rispetto dai compagni di squadra. Vogliamo che rimanga al Milan, lo vedo molto felice. So che si è parlato molto di lui quest'estate, soprattutto sui social, che non ho, ma vedendo il suo comportamento in allenamento penso sia molto contento di essere qui".
L'anno scorso il Milan ha avuto problemi con le squadre neopromosse. Ha capito il motivo di quelle difficoltà? Ha cambiato qualcosa per evitare che la squadra avesse lo stesso problema quest'anno?
"Abbiamo parlato di questo argomento nell'ultima conferenza stampa. Per me si tratta di focus: non si può essere concentrati contro l'Inter, la Roma, l'Atalanta e poi non avere questa concentrazione contro altre squadre. Per me si tratta solo di umiltà. Magari si è trattato di una mancanza di umiltà, ma non ne sono certo perché non c'ero. Io ragiono così: sono sempre tre punti in palio. Per cui dobbiamo concentrarci sempre in tutte le partite, perché non sappiamo quale sarà quella decisiva della stagione. Guardo il Venezia esattamente come ho fatto con il Torino: per me ora il Venezia è la squadra più forte al mondo".
Un chiarimento tattico su Rabiot: quest'anno sarà trequartista o centrocampista? Quanti minuti ha Pulisic nelle gambe?
"Pulisic è reduce da un infortunio e non partirà titolare. Ma vediamo se può avere qualche minuto a gara in corso. Ho l'intenzione di usare Rabiot sia come trequartista che come centrocampista. So che lui è abituato a giocare in una posizione leggermente più arretrata, ma se vedete le partite fatte in Francia con De Zerbi, lui ha giocato molto bene".
Parlando dei 'quinti', quali sono le tue coppie: Diego Moreira giocherà con Chukwueze?
"Può giocare sia con che al posto di Chukwueze. Per noi era importante cercare le stesse qualità di Chukwueze, in modo da avere continuità se dovessimo mettere Diego Moreira. Ci saranno partite con due quinti offensivi. Tendenzialmente, però, giochiamo con Bartesaghi perché vogliamo difendere in quattro. Ma Moreira e Chukwueze possono giocare insieme".
Considerando la sfida contro il Torino, che cosa non vuoi più rivedere contro il Venezia?
"Per 15-20 minuti abbiamo sofferto un po' la fisicità. Sappiamo però che Modric si è allenato poco, così come Rabiot. Per quanto riguarda i nostri difensori, non sono abituati ad andare a cercare l'avversario e a pressare così alti. Ci vorrà tempo per abituarci a questi carichi di lavoro. Avremmo potuto gestire meglio la palla, ma bisogna anche dare merito a Ignazio Abate per i cambi che ha fatto. Non sappiamo che cosa succederà contro il Venezia. Non possiamo risolvere subito tutti i nostri problemi, ma dobbiamo continuare a mantenere questo livello".
Spero di farla sorridere, in settimana si è innamorato di qualche altro giocatore?
"Adoro tutti i miei giocatori, tutti alla stessa maniera (ride, ndr). Potrei elencarne tanti. Stanno lavorando molto bene e bisogna dare loro il giusto merito, così come all'allenatore precedente. Tutti vogliono lavorare: è tutto molto organizzato e sanno perché stanno lavorando. Io sono molto soddisfatto dei miei giocatori".
Ti senti al sicuro con questi giocatori che hai in difesa?
"Nel calcio tu hai bisogno di giocatori veloci, ma tutto dipende dal campionato. Credo che le qualità siano le stesse per qualsiasi calciatore: quando giochi in una grande squadre devi essere veloce, bravo con la palla al piede e bisogna anche essere bravi nei duelli uno contro uno".
Tu adori Camarda, ma con tre competizioni c'è una valutazione nel club per prendere un altro attaccante?
"Non mi piace parlare prima della chiusura del mercato. Sappiamo che Camarda ha bisogno di tempo e di spazio. Noi potremmo giocare anche con un falso 9, che potrebbe essere la terza opzione. Io, come allenatore, credo in Camarda. Voglio ritrovarmi nella situazione in cui dovrò schierarlo perché questo aiuterà la sua crescita. Si sta abituando al ritmo del nostro gioco, però deve sentirsi importante. Non deve avere la sensazione di essere il terzo attaccante del Milan, ma il secondo. Quando qualcuno crede di essere importante è più facile fare quel passo in più. Ci vuole tempo e pazienza, anche da parte vostra, ma credo molto in lui".
Nelle prime amichevoli ha cambiato molto, poi le sue scelte sono state più stabili. Serve per far trovare un'identità più precisa?
"Penso che dobbiamo dare stabilità al team e creare dei meccanismi. Dobbiamo però preparare la squadra per permettere a tutti di essere coinvolti. Vogliamo essere competitivi. Il nostro obiettivo è semplice: vincere dei titoli e dei trofei e per fare questo dobbiamo farlo con più interpreti. Va detto che anche gli avversari cambieranno di settimana in settimana. Dobbiamo quindi fare in modo che tutti i giocatori siano pronti per scendere in campo contro qualsiasi avversario. Partendo da questo, possiamo trovare una stabilità".
Sei soddisfatto della squadra a disposizione dopo questo calciomercato? Ci dai un aggiornamento su Leao e Ricci?
"Come ho già detto nella prima conferenza stampa, sono molto soddisfatto della squadra che ho a disposizione. Se dovesse arrivare un calciatore, sarebbe solo perché potrebbe aiutarci anche in futuro. Leao si è allenato solo una volta e non sarà convocato. Cercherò di scegliere i migliori interpreti per questa sfida".
C'è la possibilità di vedere giocatori, a oggi fuori dal progetto, nella squadra qualora non dovessero essere venduti?
"Sapete che se anche un giocatore non fa parte del progetto, non è detto che debba partire. Questo non perché non siano buoni giocatori, ma è impossibile allenarsi con 27 giocatori a disposizione: nessuno sarebbe soddisfatto. Noi, come società, dobbiamo permettere a questi giocatori di svolgere la loro attività al meglio. Il mio focus per ora è contro il Venezia, poi dopo il mercato vedremo".
Non ritiene che numericamente in difesa un difensore in più possa essere comodo?
"Credo che dobbiamo concentrarci sulla partita. Ci sono tanti giocatori, tanti difensori giocatori che hanno bisogno di minutaggio. Ma non possiamo risolvere tutti i nostri problemi in una sola sessione di mercato. Quello che facciamo oggi avrà un impatto per i prossimo 4-5 anni. Qualcuno potrebbe rivelarsi una sorpresa: oggi c'è tanta fretta, in tutto. Io preferisco prendere il mio tempo. Ci vuole calma e pazienza".
Può dirci qualcosa sul momento di Leao? Se dovesse rimanere, è un giocatore su cui può contare?
"Possiamo occuparcene dopo la fine del mercato. È difficile parlare di situazioni individuali. Vi prometto che nella prossima conferenza stampa risponderò a tutte le domande sul mercato. Leao è un ottimo giocatore e che, con la giusta mentalità, può giocare in tutte le squadre del mondo. Bisogna però avere la giusta mentalità e, a volte, nel calcio arriva un momento in cui conviene andare altrove. E a oggi siamo in questa situazione. Non abbiamo ancora parlato del Venezia: nessuno mi ha chiesto di Stroppa e di come gioca. Il mio focus è sulla partita di domani, magari potremmo parlare di quello".
Domani sarà la tua prima volta a San Siro: che emozioni provi e che partita ti aspetti?
"Sarà una giornata speciale per me. Sentirò la responsabilità di essere l'allenatore del Milan. Sarò concentrato sulla partita ma proverò a godermi il tutto. Sarà una partita molto difficile, per chi ha visto la gara contro il Lecce, se ci si concentra solo sul risultato non si capisce quanto sia forte questa squadra. Dobbiamo essere intelligenti, umili e disposti a pressare e a correre tanto. Bisogna gestire molto bene la palla. Loro proveranno a fare una marcatura a tutto campo: mi aspetto una bella partita. Quello che mi ha colpito vedendo le prime sfide di Serie A è che bisogna vendere molto questo prodotto. Ci sono allenatori intelligenti e con tante idee".
È attraverso l'estetica, la qualità del gioco in cui provi a far cambiare idea a chi non vi metteva in lotta per lo scudetto? Una curiosità, come mai guardi le partita dalla panchina in ginocchio?
"Non ci ho mai pensato. Voglio vedere la partita: a volte mi abbasso senza neanche pensarci: è solo una mia preferenza. Per noi sarebbe meglio se voi della stampa continuaste a vederci come una squadra non papabile per la vittoria dello scudetto. Noi dobbiamo giocare senza che il nostro livello di prestazione scenda troppo. Ci vuole continuità nel rendimento. Questo non vuol dire che giocheremo sempre bene, ma cercheremo di trovare quella continuità che fa la differenza. Quando guardo la mia squadra in allenamento, noto che ci alleniamo molto bene. Dobbiamo mantenere questo impegno e per farlo abbiamo bisogno di tutti i giocatori, che devono sentirsi coinvolti nel progetto. Per vendere meglio il prodotto bisogna fare un bel calcio".
Quanto è importante Rabiot per voi e quanto ha voluto rimanere a Milanello?
"Non lo conoscevo prima di arrivare qui. Rabiot è un giocatore cruciale per noi. Lo adoro. Vogliamo che rimanga e, se possibile, vogliamo anche rinnovargli il contratto. Lui lo sa: ha voglia di imparare, nonostante la sua età. In allenamento aiuta i giovani, come Diawara. È ancora lontano dalla sua condizione ideale, ma già ci ha dato una grande mano".
Cosa ti aspetti da Maignan?
"Ho avuto la possibilità di parlare con Mike: è un leader e molto forte sui dettagli. Esige rispetto dai compagni di squadra. Vogliamo che rimanga al Milan, lo vedo molto felice. So che si è parlato molto di lui quest'estate, soprattutto sui social, che non ho, ma vedendo il suo comportamento in allenamento penso sia molto contento di essere qui".
L'anno scorso il Milan ha avuto problemi con le squadre neopromosse. Ha capito il motivo di quelle difficoltà? Ha cambiato qualcosa per evitare che la squadra avesse lo stesso problema quest'anno?
"Abbiamo parlato di questo argomento nell'ultima conferenza stampa. Per me si tratta di focus: non si può essere concentrati contro l'Inter, la Roma, l'Atalanta e poi non avere questa concentrazione contro altre squadre. Per me si tratta solo di umiltà. Magari si è trattato di una mancanza di umiltà, ma non ne sono certo perché non c'ero. Io ragiono così: sono sempre tre punti in palio. Per cui dobbiamo concentrarci sempre in tutte le partite, perché non sappiamo quale sarà quella decisiva della stagione. Guardo il Venezia esattamente come ho fatto con il Torino: per me ora il Venezia è la squadra più forte al mondo".
Un chiarimento tattico su Rabiot: quest'anno sarà trequartista o centrocampista? Quanti minuti ha Pulisic nelle gambe?
"Pulisic è reduce da un infortunio e non partirà titolare. Ma vediamo se può avere qualche minuto a gara in corso. Ho l'intenzione di usare Rabiot sia come trequartista che come centrocampista. So che lui è abituato a giocare in una posizione leggermente più arretrata, ma se vedete le partite fatte in Francia con De Zerbi, lui ha giocato molto bene".
Parlando dei 'quinti', quali sono le tue coppie: Diego Moreira giocherà con Chukwueze?
"Può giocare sia con che al posto di Chukwueze. Per noi era importante cercare le stesse qualità di Chukwueze, in modo da avere continuità se dovessimo mettere Diego Moreira. Ci saranno partite con due quinti offensivi. Tendenzialmente, però, giochiamo con Bartesaghi perché vogliamo difendere in quattro. Ma Moreira e Chukwueze possono giocare insieme".
Considerando la sfida contro il Torino, che cosa non vuoi più rivedere contro il Venezia?
"Per 15-20 minuti abbiamo sofferto un po' la fisicità. Sappiamo però che Modric si è allenato poco, così come Rabiot. Per quanto riguarda i nostri difensori, non sono abituati ad andare a cercare l'avversario e a pressare così alti. Ci vorrà tempo per abituarci a questi carichi di lavoro. Avremmo potuto gestire meglio la palla, ma bisogna anche dare merito a Ignazio Abate per i cambi che ha fatto. Non sappiamo che cosa succederà contro il Venezia. Non possiamo risolvere subito tutti i nostri problemi, ma dobbiamo continuare a mantenere questo livello".
Spero di farla sorridere, in settimana si è innamorato di qualche altro giocatore?
"Adoro tutti i miei giocatori, tutti alla stessa maniera (ride, ndr). Potrei elencarne tanti. Stanno lavorando molto bene e bisogna dare loro il giusto merito, così come all'allenatore precedente. Tutti vogliono lavorare: è tutto molto organizzato e sanno perché stanno lavorando. Io sono molto soddisfatto dei miei giocatori".
Ti senti al sicuro con questi giocatori che hai in difesa?
"Nel calcio tu hai bisogno di giocatori veloci, ma tutto dipende dal campionato. Credo che le qualità siano le stesse per qualsiasi calciatore: quando giochi in una grande squadre devi essere veloce, bravo con la palla al piede e bisogna anche essere bravi nei duelli uno contro uno".
Tu adori Camarda, ma con tre competizioni c'è una valutazione nel club per prendere un altro attaccante?
"Non mi piace parlare prima della chiusura del mercato. Sappiamo che Camarda ha bisogno di tempo e di spazio. Noi potremmo giocare anche con un falso 9, che potrebbe essere la terza opzione. Io, come allenatore, credo in Camarda. Voglio ritrovarmi nella situazione in cui dovrò schierarlo perché questo aiuterà la sua crescita. Si sta abituando al ritmo del nostro gioco, però deve sentirsi importante. Non deve avere la sensazione di essere il terzo attaccante del Milan, ma il secondo. Quando qualcuno crede di essere importante è più facile fare quel passo in più. Ci vuole tempo e pazienza, anche da parte vostra, ma credo molto in lui".
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