Conferenza Allegri LIVE:"Ora si decide il campionato. Leao e Saele ok. Inter Juve...".

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Dalle ore 12:00 di oggi 17 febbraio 2026 la conferenza di Allegri pre Milan Como

IN aggiornamento LIVE

«Siamo negli ultimi tre mesi della stagione, è qui che si decide il campionato. C’è poco margine di errore perché ci sarà poco tempo per recuperare. Domani con il Como sarà difficile perché loro sono ancora in corsa per la Champions come noi. Dobbiamo concentrarci per arrivare bene alla partita.

Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.

Le parole di Fabregas dopo l'andata?
Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c'è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions".


"Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti"

"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Rischiamo di entrare in campo con la morte nel cuore dopo Inter Juve? Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Io e Galliani a cena? Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C'è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così".

"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".

Più concentrati noi o gli altri? Possiamo dirlo solo alla fine, quello che conta di più è il risultato finale. Ora sono solo supposizioni. Polemiche? In passato ne ho fatte tante, sbagliando. Ora mi tolgo e ascolto.

Modric?
Il segreto di Luka è quello che ha una passione e un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare queste prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con se stesso quando sbaglia un passaggio – ogni 50 o 60 che fa – vive gli allenamenti e le partite con tranquillità. Tutti devono imparare da lui. A Luka quando c’è il momento decisivo della partita cambia l’espressione in faccia e questa è una cosa da campioni.

Domani dovremo giocare una partita ordinata, se sei disordinato rischi di fare una brutta figura. All’andata abbiamo rischiato di capitolare, grazie a Maignan siamo rimasti in piedi. Loro sono in un buon momento, bisognerà fare una partita di pazienza e di compattezza, che sono le nostre caratteristiche migliori.

Tutte le squadre possono reclamare qualcosa e hanno perso punti per strada. Se non avessimo sbagliato nulla avremmo già 100 punti. Abbiamo 53 punti e sono quelli che meritiamo. Domani abbiamo una partita difficile e importante, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. La fotografia si fa a marzo, vedremo dove saremo.

Il gol di Muntari era un episodio oggettivo, era un metro dentro. Con il VAR sarebbe stato gol ma non abbiamo perso lo scudetto per il gol di Muntari. Lo abbiamo perso dopo. Sabato episodio oggettivo? Nel tennis l’oggettività è pallina dentro o pallina fuori. Anche nel basket. Lasciamo lavorare il VAR e magari tra qualche anno sarà meglio. Indietro non si può tornare. Ci vuole pazienza».



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«Siamo negli ultimi tre mesi della stagione, è qui che si decide il campionato. C’è poco margine di errore perché ci sarà poco tempo per recuperare. Domani con il Como sarà difficile perché loro sono ancora in corsa per la Champions come noi. Dobbiamo concentrarci per arrivare bene alla partita.

Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.
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Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.

Le parole di Fabregas dopo l'andata?
Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c'è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions".


"Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti"

"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Rischiamo di entrare in campo con la morte nel cuore dopo Inter Juve? Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Io e Galliani a cena? Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C'è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così".

"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".
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«Siamo negli ultimi tre mesi della stagione, è qui che si decide il campionato. C’è poco margine di errore perché ci sarà poco tempo per recuperare. Domani con il Como sarà difficile perché loro sono ancora in corsa per la Champions come noi. Dobbiamo concentrarci per arrivare bene alla partita.

Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.

Le parole di Fabregas dopo l'andata?
Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c'è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions".


"Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti"

"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Rischiamo di entrare in campo con la morte nel cuore dopo Inter Juve? Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Io e Galliani a cena? Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C'è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così".

"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".

Più concentrati noi o gli altri? Possiamo dirlo solo alla fine, quello che conta di più è il risultato finale. Ora sono solo supposizioni. Polemiche? In passato ne ho fatte tante, sbagliando. Ora mi tolgo e ascolto.

Modric?
Il segreto di Luka è quello che ha una passione e un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare queste prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con se stesso quando sbaglia un passaggio – ogni 50 o 60 che fa – vive gli allenamenti e le partite con tranquillità. Tutti devono imparare da lui. A Luka quando c’è il momento decisivo della partita cambia l’espressione in faccia e questa è una cosa da campioni.

Domani dovremo giocare una partita ordinata, se sei disordinato rischi di fare una brutta figura. All’andata abbiamo rischiato di capitolare, grazie a Maignan siamo rimasti in piedi. Loro sono in un buon momento, bisognerà fare una partita di pazienza e di compattezza, che sono le nostre caratteristiche migliori.
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«Siamo negli ultimi tre mesi della stagione, è qui che si decide il campionato. C’è poco margine di errore perché ci sarà poco tempo per recuperare. Domani con il Como sarà difficile perché loro sono ancora in corsa per la Champions come noi. Dobbiamo concentrarci per arrivare bene alla partita.

Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.

Le parole di Fabregas dopo l'andata?
Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c'è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions".


"Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti"

"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Rischiamo di entrare in campo con la morte nel cuore dopo Inter Juve? Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Io e Galliani a cena? Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C'è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così".

"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".

Più concentrati noi o gli altri? Possiamo dirlo solo alla fine, quello che conta di più è il risultato finale. Ora sono solo supposizioni. Polemiche? In passato ne ho fatte tante, sbagliando. Ora mi tolgo e ascolto.

Modric?
Il segreto di Luka è quello che ha una passione e un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare queste prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con se stesso quando sbaglia un passaggio – ogni 50 o 60 che fa – vive gli allenamenti e le partite con tranquillità. Tutti devono imparare da lui. A Luka quando c’è il momento decisivo della partita cambia l’espressione in faccia e questa è una cosa da campioni.

Domani dovremo giocare una partita ordinata, se sei disordinato rischi di fare una brutta figura. All’andata abbiamo rischiato di capitolare, grazie a Maignan siamo rimasti in piedi. Loro sono in un buon momento, bisognerà fare una partita di pazienza e di compattezza, che sono le nostre caratteristiche migliori.

Tutte le squadre possono reclamare qualcosa e hanno perso punti per strada. Se non avessimo sbagliato nulla avremmo già 100 punti. Abbiamo 53 punti e sono quelli che meritiamo. Domani abbiamo una partita difficile e importante, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. La fotografia si fa a marzo, vedremo dove saremo.

Il gol di Muntari era un episodio oggettivo, era un metro dentro. Con il VAR sarebbe stato gol ma non abbiamo perso lo scudetto per il gol di Muntari. Lo abbiamo perso dopo. Sabato episodio oggettivo? Nel tennis l’oggettività è pallina dentro o pallina fuori. Anche nel basket. Lasciamo lavorare il VAR e magari tra qualche anno sarà meglio. Indietro non si può tornare. Ci vuole pazienza».



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Mister,
vincere domani è importantissimo per la classifica,
non mi interessa come, bel gioco o gioco inguardabile,
ma domani ci servono i 3 punti.
 

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Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.

Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.

Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.

Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.

Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.

Le parole di Fabregas dopo l'andata?
Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c'è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions".


"Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti"

"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Rischiamo di entrare in campo con la morte nel cuore dopo Inter Juve? Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Io e Galliani a cena? Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C'è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così".

"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".

Più concentrati noi o gli altri? Possiamo dirlo solo alla fine, quello che conta di più è il risultato finale. Ora sono solo supposizioni. Polemiche? In passato ne ho fatte tante, sbagliando. Ora mi tolgo e ascolto.

Modric?
Il segreto di Luka è quello che ha una passione e un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare queste prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con se stesso quando sbaglia un passaggio – ogni 50 o 60 che fa – vive gli allenamenti e le partite con tranquillità. Tutti devono imparare da lui. A Luka quando c’è il momento decisivo della partita cambia l’espressione in faccia e questa è una cosa da campioni.

Domani dovremo giocare una partita ordinata, se sei disordinato rischi di fare una brutta figura. All’andata abbiamo rischiato di capitolare, grazie a Maignan siamo rimasti in piedi. Loro sono in un buon momento, bisognerà fare una partita di pazienza e di compattezza, che sono le nostre caratteristiche migliori.

Tutte le squadre possono reclamare qualcosa e hanno perso punti per strada. Se non avessimo sbagliato nulla avremmo già 100 punti. Abbiamo 53 punti e sono quelli che meritiamo. Domani abbiamo una partita difficile e importante, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. La fotografia si fa a marzo, vedremo dove saremo.

Il gol di Muntari era un episodio oggettivo, era un metro dentro. Con il VAR sarebbe stato gol ma non abbiamo perso lo scudetto per il gol di Muntari. Lo abbiamo perso dopo. Sabato episodio oggettivo? Nel tennis l’oggettività è pallina dentro o pallina fuori. Anche nel basket. Lasciamo lavorare il VAR e magari tra qualche anno sarà meglio. Indietro non si può tornare. Ci vuole pazienza».
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GP7

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Conosce Marotta e il suo sistema e quindi sta bene attento anche solo ad usare parole che possano sembrare contro.
 

kipstar

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sono abbastanza stufo.
sempre le solite cose... i punti i punti i punti..... voglio vederlo l'anno prossimo.
 

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