Condò:"Milan tra player trading e calcoli Champions".

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Come riportato da Condò sul CorSera, l’attuale gestione del Milan sotto la proprietà RedBird sembra destinata a ripetere un copione malinconico, caratterizzato da contestazioni che colpiscono sia la società che i giocatori e da uno svuotamento anticipato degli spalti che riflette il distacco emotivo dei tifosi. La filosofia del club, ormai orientata a una logica finanziaria di puro player trading, appare lontana anni luce dalla gloriosa identità storica del Milan, suscitando un inevitabile rimpianto per il passato. Nonostante la recente sconfitta contro l'Atalanta e un bilancio disastroso di cinque sconfitte nelle ultime otto partite, i rossoneri conservano un’ultima, flebile speranza di qualificazione in Champions League grazie agli scontri diretti favorevoli contro la Roma: vincendo le ultime due sfide contro Genoa e Cagliari, il traguardo sarebbe raggiunto. Questa prospettiva si poggia sulla reazione d'orgoglio mostrata negli ultimi minuti del match di ieri, unico barlume di vita in una squadra che per il resto è parsa priva di energie. Il problema strutturale più evidente resta l'assenza di un centravanti risolutivo, un limite che emerge con forza nel confronto con le dirette concorrenti che, proprio grazie ai loro bomber, stanno decidendo la volata europea. Esempi lampanti sono Vlahovic per la Juventus, Douvikas, trascinatore del Como con tredici reti, e soprattutto Donyell Malen, il cui impatto sulla Roma è stato devastante. Malen non solo ha stabilito un record di marcature per un acquisto di gennaio arrivando a quota tredici gol, ma ha saputo rigenerare il gioco offensivo giallorosso, esaltando il talento di Dybala nonostante i rischi legati a un equilibrio difensivo precario. Mentre la Roma mostra una salute fisica e mentale invidiabile, risalendo con foga agonistica la classifica, il Milan si trova a dover sperare nei calcoli matematici e nel vantaggio degli scontri diretti, aggrappandosi disperatamente a una qualificazione che servirebbe solo a mascherare un'annata da incubo.

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Come riportato da Condò sul CorSera, l’attuale gestione del Milan sotto la proprietà RedBird sembra destinata a ripetere un copione malinconico, caratterizzato da contestazioni che colpiscono sia la società che i giocatori e da uno svuotamento anticipato degli spalti che riflette il distacco emotivo dei tifosi. La filosofia del club, ormai orientata a una logica finanziaria di puro player trading, appare lontana anni luce dalla gloriosa identità storica del Milan, suscitando un inevitabile rimpianto per il passato. Nonostante la recente sconfitta contro l'Atalanta e un bilancio disastroso di cinque sconfitte nelle ultime otto partite, i rossoneri conservano un’ultima, flebile speranza di qualificazione in Champions League grazie agli scontri diretti favorevoli contro la Roma: vincendo le ultime due sfide contro Genoa e Cagliari, il traguardo sarebbe raggiunto. Questa prospettiva si poggia sulla reazione d'orgoglio mostrata negli ultimi minuti del match di ieri, unico barlume di vita in una squadra che per il resto è parsa priva di energie. Il problema strutturale più evidente resta l'assenza di un centravanti risolutivo, un limite che emerge con forza nel confronto con le dirette concorrenti che, proprio grazie ai loro bomber, stanno decidendo la volata europea. Esempi lampanti sono Vlahovic per la Juventus, Douvikas, trascinatore del Como con tredici reti, e soprattutto Donyell Malen, il cui impatto sulla Roma è stato devastante. Malen non solo ha stabilito un record di marcature per un acquisto di gennaio arrivando a quota tredici gol, ma ha saputo rigenerare il gioco offensivo giallorosso, esaltando il talento di Dybala nonostante i rischi legati a un equilibrio difensivo precario. Mentre la Roma mostra una salute fisica e mentale invidiabile, risalendo con foga agonistica la classifica, il Milan si trova a dover sperare nei calcoli matematici e nel vantaggio degli scontri diretti, aggrappandosi disperatamente a una qualificazione che servirebbe solo a mascherare un'annata da incubo.

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Questa è tutta gente che al mercato dava 7,8,9 e oggi pure fa filosofia.
Io al mercato avevo dato 5 e reputo questa rosa scarsa dal principio.


A gennaio poi, quando hanno deciso di non fare mercato, hanno fatto cadere la maschera.


Ci rendiamo conto che :
-dobbiamo giocare bassi e stretti altimenti ci ga gol pure il portogruaro;
-abbiamo dato le chiavi della squadra a un fenomeno quaratenne e giochiamo per metterlo in condizione di giocare;
-Non abbiamo un'alternativa credibile a modric e allegri in questo è colpevole!!
-Saele come quinto un po forzato, il suo vice impresentabile:
-dio salvi bartesaghi che ci ha salvato da estupinan
-in difesa 4 giocatori per 3 ruoli. Sarebbe servito il difensore forte : non pervenuto.
-davanti siamo senza centravanti.


Questa rosa è mediocre/limitata.

Leggo sempre poi paragoni con udinese, sassuolo , ecc ecc... ma che ci azzecca?
Stiamo parlando del milan, una squadra ch si era prefissata di arrivare tra le prime 4.
Meglio di udinese e sassuolo stiamo facendo ma mica basta.
 
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I calcoli Champions li faceva e continua a farli quel mentecatto dell'allenatore che anziché provare ad entrare in campo per vincere è sempre entrato in campo per cercare di non perdere (e di non prenderle)
Ricordo contro la Roma al ritorno che lui già gongolava perchè sarebbe bastato un pareggio per essere avanti negli scontri diretti, avendo miracolosamente vinto a cùlo la partita dell'andata...praticamente 1 settimana intera di allenamenti basati esclusivamente sul pareggio e sui calcoli matematici. A gennaio!

E questo sarebbe calcio?
E questo sarebbe il miracolo di allegri?
E questo sarebbe il Milan che vogliamo?

Ci sarebbe da gongolare noi se post-partita vs genoa il Milan uscisse dal Marassi con 0 punti in tasca, giusto per ammirare il grande genio della lampada, colui che in una stagione senza coppe è riuscito a giocare da schifo e farsi recuperare punti persino dalle squadre con alle spalle 10 partite in più (giocate in europa). Ma loro sono stanchi, poverini.......
 

Dirty Harry

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Abbiamo una squadra scarsa. La campagna acquisti estiva è stata solo parzialmente salvata dagli arrivi in extremis di Modric e di Rabiot. Tutti gli altri: Estupinan, Athekame, De Winter, Ricci, Jashari, N'Kunku sono stati fiaschi più o meno clamorosi: non ne è uscito neppure un titolare. Quella invernale non c'è stata, si è preso un centravanti di riserva quando ci mancava il titolare. Nel contesto, Allegri è stato semplicemente pragmatico. Toccati con mano i limiti della rosa è passato alla difesa a 5 e a un atteggiamento estremamente prudente. Questa tattica e un bel po' di fortuna ci hanno tenuti a galla a lungo. Ma era una situazione fragile, non appena qualche equilibrio si è spostato c'è stato un crollo verticale. Peraltro non è un caso unico quello di una squadra che lotta per la vittoria del campionato e quando questa sfuma, perde motivazione e non riesce neppure ad arrivare seconda. A questo punto, purtroppo conviene non andarci in coppa. Perché in questa situazione faremmo solo figuracce. E perché ormai è chiaro che la società non ha la capacità di mettere in atto un progetto di rinforzo serio. Al massimo ci sarà il solito vortice di giocatori che si tradurrà nell'ennesimo downgrade, come sempre accade dal dopo scudetto. Quindi, tanto vale che si stia a casa e che questa "lezione" crei problemi a Cardinale & c.
 

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