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Il CorSport muove una critica severa nei confronti delle pagelle interne e informali stilate direttamente dalla proprietà del Milan, ritenute un'iniziativa pericolosa e autolesionistica da parte di Gerry Cardinale. L'autore premette che si può accettare tutto il resto, dal licenziamento in poche ore dell'intero management dopo la mancata Champions (senza analizzare i mancati rinforzi invernali) alla gestione in prima persona del club con forte presenza a Milanello e San Siro, fino alle lamentele per le decisioni arbitrali sfavorevoli subite a Sassuolo come l'intervento su Gila e la trattenuta su Ramos. Tuttavia, la pubblicazione o la circolazione di giudizi sui singoli giocatori viene definita inaccettabile, esprimendo solidarietà all'ufficio stampa rossonero impossibilitato a smentire appunti così autorevoli quanto velenosi e mettendo in guardia James Fontanella-Khan, il professionista italo-americano scelto da Cardinale per guidare l'area comunicazione e in carica dal 2 novembre, che rischia di gestire uno spogliatoio già provato da dinamiche autolesionistiche. Nel merito vengono contestati alcuni specifici giudizi, come l'ingiusta critica mossa a Rabiot, autore del gol contro il Sassuolo e di un generoso assalto all'area di rigore, il cui trattamento rischia di compromettere anche la trattativa in corso per il suo rinnovo contrattuale. Al contempo si giudica eccessiva la promozione di Pulisic, la cui prestazione a Reggio Emilia non è stata pienamente sufficiente e inferiore a quanto visto contro il Lecce, mentre si salva l'analisi tattica legata a Gonçalo Ramos, la quale richiama le parole dello stesso Rabiot sulla necessità di attaccare l'area di rigore in un numero maggiore di giocatori. La riflessione si chiude evidenziando che nel calcio italiano le valutazioni andrebbero fatte a fine stagione e con l'avallo dello staff tecnico, senza destabilizzare l'ambiente, e aggiungendo in chiusura che l'ottimo rendimento di alcuni calciatori ceduti in prestito come Fofana, Nkunku e Athekame suggerisce che certe decisioni di mercato estive siano state guidate più dal desiderio di bocciare la gestione precedente che da reali valutazioni tecniche.