Cardinale - Amorim:"Giochiamo per vincere. Seconda stella, Ramos, Leao e co...".

Toby rosso nero

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Un'altra possibilità è che semplicemente Ibra ora sia impegnato con il mondiale.

Appena finito, ridarà in mano tutte le deleghe a lui.
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Franco Ordine prepara la domanda scomoda:

"Sua Eminenza Cardinale, lo sa che era dai tempi di Galliani che il Milan non tornava a sognare così?"
 

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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

LEGGETE E QUTOATE
 

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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".
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alcyppa

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Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

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Ma uno di questi lecchini avrà il coraggio di domandargli del disastro allo United?
 

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Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

La seconda stella...

Quante trollate...
 

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Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?

"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile.
Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

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La dichiarazione sull'italiano e il rispetto della nostra cultura, perlomeno, è indice di una persona perbene.
 
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Ma come mai ora Cardinale sta a Milanello tutti i giorni e sta pure presenziando la conferenza stampa dell'allenatore? E' vero che da Gennaio non ha più il vendor loan di Redbird, ma da gennaio a Maggio si è fatto vedere pochissimo.

Sta approfittando del Milan per dormire in un sacco a pelo a Milanello e usufruire del bistrot di Casa Milan
Quindi è sempre presente, colazione, pranzo, merenda e cena
 

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Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo? La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".
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