Cardinale - Amorim:"Giochiamo per vincere. Seconda stella, Ramos, Leao e co...".

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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo? La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".

Ha chiesto consigli ai suoi connazionali Fonseca e Conceicao? Spera di iniziare con un ambiente diverso da quello che hanno trovato loro? Ho scambiato idee, sì. Li conosco bene, anni fa eravamo rivali, quindi un rapporto c'era. Io però voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo e sì, a livello di ambiente, mi sento molto a mio agio".

"Decisioni su Leao? Non vi parlo in modo specifico dei singoli. Sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c'è per questa squadra. Vuol dire che c'è anche pressione, certo. Bisogna adeguarsi al mercato: devo valutare la squadra, spiegare i profili, chiarire i dubbi. Poi Bobby ne parla con Halmstadt ed Hendrick ne parla col Club. Dobbiamo scoprire ancora approfonditamente le caratteristiche di ogni giocatore, dobbiamo vedere come reagiscono e soprattutto se vogliono essere qui. C'è da capire questo prima della fine del mercato, ma comunque sono felicissimo della squadra attuale".

Ci può parlare di Modric? Pensa che resterà? Ci ha parlato? Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…".

Un portoghese a Milano ha fatto la storia, è José Mourinho. Avrà un approccio come lui? No, io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho".

"Il Milan arriva da anni difficili. Cosa cambierà? So che può essere dura lato tifosi uscire da questo periodo. So qual è il feeling in città, so cosa vuol dire aver perso l'ultima di campionato con tutte le sue consequenze. Ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Devo convincere i tifosi. Non posso dire che sarà subito strabiliante. I tifosi sono smart, non posso insultare l'intelligenza di nessuno. Ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non il meglio per me, ma per il club. Farò del mio meglio per l'AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura".

Come pensa di relazionarsi ai giocatori? Cosa vuole dare a livello umano? La cultura portoghese è legata al sentimento, al contatto. Io sono questo tipo di allenatore. Il mio contatto sarà sempre da vicino coi miei calciatori, sempre onesto. Equo. E così che si ottiene la loro fiducia. È così che si rimarginano le piccole crepe. Mi piace il contatto umano. E poi serve anche la maniera più attraente possibile di giocare, e anche questo aiuterà".

Quanto tempo si dà per vedere il suo gioco? Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita bisognerà giocare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".

Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan? Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo. Piede destro sul lato sinistro è l'ideale, o anche dall'altra parte".

"Quando la rosa al completo? Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale".

Che differenza c'è tra giocare per vincere e giocare per non perdere? Posso dirvi il modo che voglio vedere io. Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Voglio giocare con la palla, recuperare palla velocemente, dominare sull'avversario, intrattenere i tifosi, un calcio bello da guadare. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee, è normale".

Quanti acquisti servono per fare il suo gioco? Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che facciano l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in pre-stagione. Poco importa da dove arrivano, prima di guardare fuori dal club, guardiamo a chi c'è già".

Quali sono gli sbagli che non vuole ripetere? E cosa le ha insegnato Manchester? È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare tutti i contesti. Ora sono al Milan e voglio parlare del Milan. Posso dire che ho imparato tantissimo, a volte è così, devi imparare".

AC-Milan-Cardinale-Amorim-8-luglio-2026-1fcb8080d70f-1200x675.jpg
Mi astengo anche solo dal leggere e non mi portate rancore.
Nulla contro Amorim , che merita rispetto e avrà il mio, ma il tempo delle chiacchiere è finito.

E io non ho onde da cavalcare per cavarne denaro.
Sono un semplice tifoso.
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Rispetto per le tue idee, ma non capisco il modo di vedere le cose, è come se il marito scopre la moglie che li fa le corna e per vendetta se lo taglia...
No semplicemente il modus operandi si è capito, che non gliene frega niente di quello che pensano i tifosi pure. Con questi inetti non si vincerà mai più niente, prima falliscono prima si può tornare a sperare.

Questi se ne andranno solo il giorno che le cose prendono una piega talmente brutta che l'investimento è a serio rischio per cui da tifoso che ne ha pieni i maroni di vedere i cugini sfigati stuprarci ogni anno desidero ardentemente che essere proprietario dell'AC Milan per Jerry diventi un tale inferno da far sì che appenda il cartello vendesi, non mi imbonisce con due acquisti e due paroline al miele, non abbocco mi spiace.

Lavorano male, improvvisati e senza competenze, devono andarsene punto.
 

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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo? La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".

Ha chiesto consigli ai suoi connazionali Fonseca e Conceicao? Spera di iniziare con un ambiente diverso da quello che hanno trovato loro? Ho scambiato idee, sì. Li conosco bene, anni fa eravamo rivali, quindi un rapporto c'era. Io però voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo e sì, a livello di ambiente, mi sento molto a mio agio".

"Decisioni su Leao? Non vi parlo in modo specifico dei singoli. Sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c'è per questa squadra. Vuol dire che c'è anche pressione, certo. Bisogna adeguarsi al mercato: devo valutare la squadra, spiegare i profili, chiarire i dubbi. Poi Bobby ne parla con Halmstadt ed Hendrick ne parla col Club. Dobbiamo scoprire ancora approfonditamente le caratteristiche di ogni giocatore, dobbiamo vedere come reagiscono e soprattutto se vogliono essere qui. C'è da capire questo prima della fine del mercato, ma comunque sono felicissimo della squadra attuale".

Ci può parlare di Modric? Pensa che resterà? Ci ha parlato? Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…".

Un portoghese a Milano ha fatto la storia, è José Mourinho. Avrà un approccio come lui? No, io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho".

"Il Milan arriva da anni difficili. Cosa cambierà? So che può essere dura lato tifosi uscire da questo periodo. So qual è il feeling in città, so cosa vuol dire aver perso l'ultima di campionato con tutte le sue consequenze. Ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Devo convincere i tifosi. Non posso dire che sarà subito strabiliante. I tifosi sono smart, non posso insultare l'intelligenza di nessuno. Ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non il meglio per me, ma per il club. Farò del mio meglio per l'AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura".

Come pensa di relazionarsi ai giocatori? Cosa vuole dare a livello umano? La cultura portoghese è legata al sentimento, al contatto. Io sono questo tipo di allenatore. Il mio contatto sarà sempre da vicino coi miei calciatori, sempre onesto. Equo. E così che si ottiene la loro fiducia. È così che si rimarginano le piccole crepe. Mi piace il contatto umano. E poi serve anche la maniera più attraente possibile di giocare, e anche questo aiuterà".

Quanto tempo si dà per vedere il suo gioco? Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita bisognerà giocare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".

Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan? Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo. Piede destro sul lato sinistro è l'ideale, o anche dall'altra parte".

"Quando la rosa al completo? Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale".

Che differenza c'è tra giocare per vincere e giocare per non perdere? Posso dirvi il modo che voglio vedere io. Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Voglio giocare con la palla, recuperare palla velocemente, dominare sull'avversario, intrattenere i tifosi, un calcio bello da guadare. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee, è normale".

Quanti acquisti servono per fare il suo gioco? Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che facciano l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in pre-stagione. Poco importa da dove arrivano, prima di guardare fuori dal club, guardiamo a chi c'è già".

Quali sono gli sbagli che non vuole ripetere? E cosa le ha insegnato Manchester? È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare tutti i contesti. Ora sono al Milan e voglio parlare del Milan. Posso dire che ho imparato tantissimo, a volte è così, devi imparare".

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Rispetto per le tue idee, ma non capisco il modo di vedere le cose, è come se il marito scopre la moglie che li fa le corna e per vendetta se lo taglia...
Leggo questo paragone rispolverato sistematicamente ma, perdonami, non colgo il nesso : io ipotetico marito tradito posso restarci male li per li ma il mondo è pieno di donne e di figgga.
Ma io tifoso del milan mica posso mettermi a tifare inter o juve.

Quindi in cosa o chi dovrei sperare se non una ripulita interna?
Non ci sarà?
Cambierà nulla?
Probabile, ma si può tifare un milan dilaniato, occupato, offeso, saccheggiato?
Nella migliore delle ipotesi ti allontani, nella peggiore tifi contro.

Ma il paragone con la moglie e il membro reciso davvero non la capisco.
Nulla contro te, ci mancherebbe, ma siccome è un leitmotiv...
 

malos

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Mi astengo anche solo dal leggere e non mi portate rancore.
Nulla contro Amorim , che merita rispetto e avrà il mio, ma il tempo delle chiacchiere è finito.

E io non ho onde da cavalcare per cavarne denaro.
Sono un semplice tifoso.
Io invece le cavalco eccome, mi stan tutti sulle balle a prescindere. Ho sopportato troppo finora, chi c'è c'è e si prende il mio malumore 😁
 

luigi61

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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo? La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".

Ha chiesto consigli ai suoi connazionali Fonseca e Conceicao? Spera di iniziare con un ambiente diverso da quello che hanno trovato loro? Ho scambiato idee, sì. Li conosco bene, anni fa eravamo rivali, quindi un rapporto c'era. Io però voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo e sì, a livello di ambiente, mi sento molto a mio agio".

"Decisioni su Leao? Non vi parlo in modo specifico dei singoli. Sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c'è per questa squadra. Vuol dire che c'è anche pressione, certo. Bisogna adeguarsi al mercato: devo valutare la squadra, spiegare i profili, chiarire i dubbi. Poi Bobby ne parla con Halmstadt ed Hendrick ne parla col Club. Dobbiamo scoprire ancora approfonditamente le caratteristiche di ogni giocatore, dobbiamo vedere come reagiscono e soprattutto se vogliono essere qui. C'è da capire questo prima della fine del mercato, ma comunque sono felicissimo della squadra attuale".

Ci può parlare di Modric? Pensa che resterà? Ci ha parlato? Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…".

Un portoghese a Milano ha fatto la storia, è José Mourinho. Avrà un approccio come lui? No, io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho".

"Il Milan arriva da anni difficili. Cosa cambierà? So che può essere dura lato tifosi uscire da questo periodo. So qual è il feeling in città, so cosa vuol dire aver perso l'ultima di campionato con tutte le sue consequenze. Ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Devo convincere i tifosi. Non posso dire che sarà subito strabiliante. I tifosi sono smart, non posso insultare l'intelligenza di nessuno. Ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non il meglio per me, ma per il club. Farò del mio meglio per l'AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura".

Come pensa di relazionarsi ai giocatori? Cosa vuole dare a livello umano? La cultura portoghese è legata al sentimento, al contatto. Io sono questo tipo di allenatore. Il mio contatto sarà sempre da vicino coi miei calciatori, sempre onesto. Equo. E così che si ottiene la loro fiducia. È così che si rimarginano le piccole crepe. Mi piace il contatto umano. E poi serve anche la maniera più attraente possibile di giocare, e anche questo aiuterà".

Quanto tempo si dà per vedere il suo gioco? Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita bisognerà giocare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".

Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan? Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo. Piede destro sul lato sinistro è l'ideale, o anche dall'altra parte".

"Quando la rosa al completo? Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale".

Che differenza c'è tra giocare per vincere e giocare per non perdere? Posso dirvi il modo che voglio vedere io. Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Voglio giocare con la palla, recuperare palla velocemente, dominare sull'avversario, intrattenere i tifosi, un calcio bello da guadare. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee, è normale".

Quanti acquisti servono per fare il suo gioco? Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che facciano l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in pre-stagione. Poco importa da dove arrivano, prima di guardare fuori dal club, guardiamo a chi c'è già".

Quali sono gli sbagli che non vuole ripetere? E cosa le ha insegnato Manchester? È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare tutti i contesti. Ora sono al Milan e voglio parlare del Milan. Posso dire che ho imparato tantissimo, a volte è così, devi imparare".

AC-Milan-Cardinale-Amorim-8-luglio-2026-1fcb8080d70f-1200x675.jpg
Non ho alcun pregiudizio nei confronti di Amorim, l'intervista e relative risposte mi sono piaciute , un'idea di calcio certamente la mostra e esprime; detto questo vediamo che squadra compongono, a mio parere i primi 2 acquisti sono ottimi quindi ne pessimista ne ottimista, vedremo alla prova del campo ma ripeto NESSUN ostracismo a prescindere
Ovviamente permangono tutte le perplessità sulla proprietà, vediamo se allargano i cordoni della borsa a dovere
 
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Io invece le cavalco eccome, mi stan tutti sulle balle a prescindere. Ho sopportato troppo finora, chi c'è c'è e si prende il mio malumore 😁
Non mi riferivo ovviamente ai diretti interessati ma a voi amici del forum.

Le news andrebbero lette , quotate e commentate ma io ho ormai la pernacchia incorporata.
 
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Leggo questo paragone rispolverato sistematicamente ma, perdonami, non colgo il nesso : io ipotetico marito tradito posso restarci male li per li ma il mondo è pieno di donne e di figgga.
Ma io tifoso del milan mica posso mettermi a tifare inter o juve.

Quindi in cosa o chi dovrei sperare se non una ripulita interna?
Non ci sarà?
Cambierà nulla?
Probabile, ma si può tifare un milan dilaniato, occupato, offeso, saccheggiato?
Nella migliore delle ipotesi ti allontani, nella peggiore tifi contro.

Ma il paragone con la moglie e il membro reciso davvero non la capisco.
Nulla contro te, ci mancherebbe, ma siccome è un leitmotiv...
Nulla in contrario, ognuno vede le cose a modo suo, ti potrei rispondere comodamente che io tifo Milan e non mi interessa di tutto il resto, ma rispetto la tua idea
 
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Nulla in contrario, ognuno vede le cose a modo suo, ti potrei rispondere comodamente che io tifo Milan e non mi interessa di tutto resto, ma rispetto la tua idea
Ma pure io rispetto la tua.

Obiettavo solo sul paragone.

Quello del tifo si/tifo no è un cul de sac dal quale ne usciremo mai.
Forse perchè il calcio per noi non è lo sport come lo vedono in america ma è una religione.

Al madrid cardinale sarebbe durato 24 ore.
Da noi sta per festeggiare il lustro di caxxate e disastri.

Ricorda una cosa, fratello rossonero : grande club grande responsabilità.
E' cardinale quello tenuto ad allinearsi alla nostra grandezza, non io a lui e al suo pensiero.
 
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Dalle ore 15 di oggi, come ampiamente già riferito, la conferenza di presentazione di Amorin. Ad introdurre il tecnico ci sarà Jerry Cardinale.

In aggiornamento LIVE con tutte le dichiarazioni

Cardinale:"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".

Amorim

Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?


"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".

Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricorda da milanista?

"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida".

"Ramos e Leao? Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti. Voglio guardare al lavoro di squadra. Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".

"Un messaggio positivo? Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".

"Obiettivo seconda stella? Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo".

Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo? La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".

Ha chiesto consigli ai suoi connazionali Fonseca e Conceicao? Spera di iniziare con un ambiente diverso da quello che hanno trovato loro? Ho scambiato idee, sì. Li conosco bene, anni fa eravamo rivali, quindi un rapporto c'era. Io però voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo e sì, a livello di ambiente, mi sento molto a mio agio".

"Decisioni su Leao? Non vi parlo in modo specifico dei singoli. Sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c'è per questa squadra. Vuol dire che c'è anche pressione, certo. Bisogna adeguarsi al mercato: devo valutare la squadra, spiegare i profili, chiarire i dubbi. Poi Bobby ne parla con Halmstadt ed Hendrick ne parla col Club. Dobbiamo scoprire ancora approfonditamente le caratteristiche di ogni giocatore, dobbiamo vedere come reagiscono e soprattutto se vogliono essere qui. C'è da capire questo prima della fine del mercato, ma comunque sono felicissimo della squadra attuale".

Ci può parlare di Modric? Pensa che resterà? Ci ha parlato? Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…".

Un portoghese a Milano ha fatto la storia, è José Mourinho. Avrà un approccio come lui? No, io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho".

"Il Milan arriva da anni difficili. Cosa cambierà? So che può essere dura lato tifosi uscire da questo periodo. So qual è il feeling in città, so cosa vuol dire aver perso l'ultima di campionato con tutte le sue consequenze. Ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c'è stata ed è stata eccellente. Devo convincere i tifosi. Non posso dire che sarà subito strabiliante. I tifosi sono smart, non posso insultare l'intelligenza di nessuno. Ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non il meglio per me, ma per il club. Farò del mio meglio per l'AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura".

Come pensa di relazionarsi ai giocatori? Cosa vuole dare a livello umano? La cultura portoghese è legata al sentimento, al contatto. Io sono questo tipo di allenatore. Il mio contatto sarà sempre da vicino coi miei calciatori, sempre onesto. Equo. E così che si ottiene la loro fiducia. È così che si rimarginano le piccole crepe. Mi piace il contatto umano. E poi serve anche la maniera più attraente possibile di giocare, e anche questo aiuterà".

Quanto tempo si dà per vedere il suo gioco? Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita bisognerà giocare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".

Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan? Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo. Piede destro sul lato sinistro è l'ideale, o anche dall'altra parte".

"Quando la rosa al completo? Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale".

Che differenza c'è tra giocare per vincere e giocare per non perdere? Posso dirvi il modo che voglio vedere io. Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Voglio giocare con la palla, recuperare palla velocemente, dominare sull'avversario, intrattenere i tifosi, un calcio bello da guadare. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee, è normale".

Quanti acquisti servono per fare il suo gioco? Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che facciano l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in pre-stagione. Poco importa da dove arrivano, prima di guardare fuori dal club, guardiamo a chi c'è già".

Quali sono gli sbagli che non vuole ripetere? E cosa le ha insegnato Manchester? È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare tutti i contesti. Ora sono al Milan e voglio parlare del Milan. Posso dire che ho imparato tantissimo, a volte è così, devi imparare".

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