Capello:"Gli arbitri sono una mafia. Il calcio italiano...".

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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

"Il calcio italiano? Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c'è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell'Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l'ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora".

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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

100% con Cappello, sia per quanto riguarda arbitri=mafia sia per quanto riguarda i fischi.
Ricordo quando Diaz giocava con noi e nel primissimo anno cadeva (e otteneva il fischio dell'arbitro) ad ogni folata di vento.
Ma se tu sei un nano cambi sport, non pratichi il calcio che è un gioco di contatto.
E se proprio vuoi giocare a calcio, accetti che chi è più strutturato di te abbia giustamente il vantaggio fisico e non l'handicap di giocare contro un nano da circo.
 
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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

"Il calcio italiano? Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c'è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell'Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l'ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora".

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Immagino che, quando giochiamo noi, ci sarebbero giocatori imparziali come Nicola Berti, Daniele Adani, Antonio Cassano ad aiutare l’arbitro di turno nella scelta più “corretta” possibile…
 
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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

"Il calcio italiano? Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c'è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell'Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l'ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora".

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Esatto. Non abbiamo più italiano. Il grande Milan aveva sempre un anima italiana, 5/6/7 giocatori erano sempre italiani. Per andare avanti dobbiamo tornare indietro.

Non si insegna più i cambi campo, non si insegna più a fare viaggiare la palla di prima,non si insegna più il movimento senza palla. Il calcio nella sua essenza più genuina e morto.

Oggi massimo il passaggino a 2 metri sulla figura, quando prima si verticalizzava ora si torna indietro al portiere. Benvenuti mel calcio che non c'è più
 
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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

"Il calcio italiano? Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c'è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell'Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l'ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora".

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E noi altri non evoluti da quanto facciamo di questi discorsi???
Perfetto.

Perfetto sugli arbitri, perfetto sul calcio italiano.


Mister capello non ci ha detto però perchè gli allenatori fanno tattica ai bambini di 12 anni.
Perchè vogliono vincere per fare carriera, perchè antepongono la loro carriera alla formazione dei ragazzi.
Perchè c'è qualche fesso a bordo campo che non valuta se i ragazzi sanno dribblare, crossare, tirare ma guarda se l'allenatore X anzichè Y ha vinto.

E cosi avremo sempre più generazioni di calciatori mostri che giocano in 30 metri e trasmettono palla solo di interno a 5 metri.

Ci siamo cinesizzati.

I cinesi giocavano cosi 20 anni fa e noi li si prendeva in giro.

Trovatemi un giovane centrocampista italiano che sappia mettere palla oltre la linea difensiva avversaria a 50 metri o che abbia il cambio gioco profondo.
Nulla.
Mostri abbiamo formato.

Gli errori tecnici in partita oggi sono azzerati o quasi perchè si gioca scolastici.
Guardatevi un milan-inter di 20 anni fa e vedrete quanto i giocatori rischiavano, perdevano palla, la riconquistavano.
Un duello dopo l'altro, una riconquista dopo l'altra, con squadre lunghe e lo spettacolo decisamente superiore.
Oggi basta una palla persa nella metà campo avversaria e si becca gol.

I primi mostri oggi sono gli allenatori che telecomandano i giocatori da bordo campo perchè pretendono non si sbagli una giocata, un passaggio.
Non c'è più inventiva/fantasia nel calcio.
 
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Marilson

Milano vende moda
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Fabio Capello intervistato da Marca:"Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi"

"Molte volte
prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l'altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire". Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: "Mettine uno lì che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no".

"Il calcio italiano? Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c'è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell'Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l'ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora".

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cioe' l'unico allenatore che ha avuto scudetti revocati per questo esatto motivo ora si lamenta?
 

Toby rosso nero

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Al VAR ci deve andare gente ONESTA. Che siano giocatori o non giocatori, è totalmente indifferente.
Immaginate un Cassano che al VAR va a giudicare azioni di Leao, od un Adani che deve giudicare un'azione su cui Allegri protesta.

E' lo stesso concetto delle leggi DEI quando nelle aziende mettono forzatamente la donna, il ciccione, il nero, il trans, lasciando fuori gente che migliorerebbe le cose.

Gli unici parametri, in un mondo normale (ed il calcio purtroppo non lo è), dovrebbero essere competenza ed onestà.

Su tutto il resto, d'accordissimo. Don Fabio ha sempre la mia stima.
 

AntaniPioco

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Bisogna smetterla di rivedere ogni singolo gol per cercare peli nel pagliaio e falli o situazioni che non esistono. Solo in Italia il var viene usato in questo modo scellerato

Per quanto mi riguarda almeno la metà delle chiamate var sui gol sono tutte sbagliate e forzate. Si annullano caterve di gol regolari, e si assegnano decine di rigori inesistenti. Il var deve essere usato solo per situazioni CHIARE e inequivocabili di errore
 

Giek

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E noi altri non evoluti da quanto facciamo di questi discorsi???
Perfetto.

Perfetto sugli arbitri, perfetto sul calcio italiano.


Mister capello non ci ha detto però perchè gli allenatori fanno tattica ai bambini di 12 anni.
Perchè vogliono vincere per fare carriera, perchè antepongono la loro carriera alla formazione dei ragazzi.
Perchè c'è qualche fesso a bordo campo che non valuta se i ragazzi sanno dribblare, crossare, tirare ma guarda se l'allenatore X anzichè Y ha vinto.

E cosi avremo sempre più generazioni di calciatori mostri che giocano in 30 metri e trasmettono palla solo di interno a 5 metri.

Ci siamo cinesizzati.

I cinesi giocavano cosi 20 anni fa e noi li si prendeva in giro.

Trovatemi un giovane centrocampista italiano che sappia mettere palla oltre la linea difensiva avversaria a 50 metri o che abbia il cambio gioco profondo.
Nulla.
Mostri abbiamo formato.

Gli errori tecnici in partita oggi sono azzerati o quasi perchè si gioca scolastici.
Guardatevi un milan-inter di 20 anni fa e vedrete quanto i giocatori rischiavano, perdevano palla, la riconquistavano.
Un duello dopo l'altro, una riconquista dopo l'altra, con squadre lunghe e lo spettacolo decisamente superiore.
Oggi basta una palla persa nella metà campo avversaria e si becca gol.

I primi mostri oggi sono gli allenatori che telecomandano i giocatori da bordo campo perchè pretendono non si sbagli una giocata, un passaggio.
Non c'è più inventiva/fantasia nel calcio.
E aggiungo una cosa al tuo discorso. E' più facile insegnare la tattica rispetto alla tecnica.
 
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