Migliaia di studenti sono scesi in piazza in numerose città italiane per il 'No Meloni day', manifestando contro le politiche del governo, la presidente del Consiglio Meloni, il ministro Valditara e il leader di Futuro Nazionale Vannacci.
Le proteste, caratterizzate da slogan contro l'aumento delle spese belliche a scapito di istruzione e sanità, denunciano la gestione dell'edilizia scolastica e l'inflazione, chiedendo un modello educativo lontano dal concetto di 'scuola-caserma'.
A Torino la situazione è degenerata con il lancio di sassi, bottiglie e fumogeni verso le forze dell'ordine, le quali hanno risposto utilizzando idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti più violenti staccatisi dal corteo principale.
In altre città come Roma e Bari le manifestazioni si sono svolte con cortei organizzati da gruppi come 'Cambiare Rotta' e 'Osa', preparando il terreno per ulteriori mobilitazioni e verso lo sciopero generale indetto dall'Usb per il 30 ottobre.