Callegari:"Milan, temo partenza big. Fonseca...".

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Massimo Gallegari di Mediaset, sul Milan:"Fonseca? Ci sono due aspetti da considerare, l’aspetto tecnici-tattico e lui ha delle buone basi, la sua Roma non mi dispiaceva, mancava un po’ di determinazione sia in controllo del gioco sia quando gli avversari avevano spazio. L’altro tema è quello dell’ambiente, si è dato giustamente per completato un ciclo, l’allenatore che c’era prima è stato criticato a lungo. Poi dal momento che arriva Fonseca ‘Ah no, allora era meglio tenere Pioli’. Questo aspetto per chi arriva non è facile da gestire anche perché non è un Conte. Siamo in un’epoca in cui viene chiesto all’allenatore di essere un capo-popolo, lui non ha questa indole. Ma io temo le partenze dei big dal punto di vista del Milan. Chi rimane deve essere contento di rimanere. Non so se Maignan, Theo Hernandez o Leao siano così motivati e sentano il peso di essere i trascinatori del Milan come devono essere, perché sono andati via due grandi leader come Simon Kjaer e Olivier Giroud. È un tema rischioso per l’allenatore, quando una società investe tanto su un allenatore, come ad esempio Conte al Napoli, è più difficile mandarlo via. Si sta parlando un po’ troppo di allenatori e poco di calciatori. Tendiamo a dare all’allenatore una grande importanza, ma superiore alla qualità degli interpreti che alla fine è determinante”.

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Massimo Gallegari di Mediaset, sul Milan:"Fonseca? Ci sono due aspetti da considerare, l’aspetto tecnici-tattico e lui ha delle buone basi, la sua Roma non mi dispiaceva, mancava un po’ di determinazione sia in controllo del gioco sia quando gli avversari avevano spazio. L’altro tema è quello dell’ambiente, si è dato giustamente per completato un ciclo, l’allenatore che c’era prima è stato criticato a lungo. Poi dal momento che arriva Fonseca ‘Ah no, allora era meglio tenere Pioli’. Questo aspetto per chi arriva non è facile da gestire anche perché non è un Conte. Siamo in un’epoca in cui viene chiesto all’allenatore di essere un capo-popolo, lui non ha questa indole. Ma io temo le partenze dei big dal punto di vista del Milan. Chi rimane deve essere contento di rimanere. Non so se Maignan, Theo Hernandez o Leao siano così motivati e sentano il peso di essere i trascinatori del Milan come devono essere, perché sono andati via due grandi leader come Simon Kjaer e Olivier Giroud. È un tema rischioso per l’allenatore, quando una società investe tanto su un allenatore, come ad esempio Conte al Napoli, è più difficile mandarlo via. Si sta parlando un po’ troppo di allenatori e poco di calciatori. Tendiamo a dare all’allenatore una grande importanza, ma superiore alla qualità degli interpreti che alla fine è determinante”.

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Sull'importanza dell'allenatore la penso esattamente come Sacchi, ovvero l'allenatore è fondamentale, ed un allenatore bravo è in grado di fare giocare bene anche una squadra non composta da fenomeni, l'Atalanta ne è una dimostrazione
Quindi per me un ottimo allenatore è punto di partenza, l'ovviamente per vincere a certi livelli servono anche giocatori forti.

Non sono convinto che Fonseca sia un ottimo allenatore, spero di sbagliarmi.
 
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