Calcio-Redbird : è un problema concettuale?

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Sono ormai 4 anni che Cardinale ha rilevato il Milan e sono arrivato alla conclusione che il motivo delle difficoltà che stiamo vivendo siano concettuali, volendo dire con questo termine che ci sia una incompatibilità di fondo tra come il calcio lo conosciamo e lo viviamo noi e come invece lo concepisce Redbird.


Proviamo per un attimo a riavvolgere il nastro di questa infelice 'convivenza' e analizziamo col senno dell'oggi quanto accaduto, provando a capire le dinamiche che hanno scatenato questi eventi e cercando di intuire cosa ci aspetta.


Cardinale è entrato nel mondo Milan nel bel mezzo della festa scudetto, letteralmente.
Il folle Giugno di Massara e Maldini,freschi di tricolore, per trattare un rinnovo contrattuale che doveva essere dovuto,meritato e scontato lo ricordiamo tutti, con le tante auspicate firme arrivate solo l'ultimo giorno di Giugno.
I motivi del contendere li possiamo solo immaginare ma quei rinnovi non tanto convinti poi abbiamo scoperto sono stati l'inizio della fine e non la continuazione di un progetto sportivo che stava dando i suoi primi frutti sportivi e finanziari.


12 mesi dopo infatti Maldini e Massara vengono silurati per dissidi interni, poca propensione al lavoro di gruppo, pessimi rapporti con l'AD Furlani. Così almeno ci viene raccontato dalla stampa vicina alla proprietà.
Il tutto dopo una semifinale di champions, la stagione migliore per introiti finanziari ma anche la clamorosa intervista di Paolo Maldini nella quale invocava una crescita delle ambizioni sportive per continuare ad alimentare il fuoco interno del gruppo.


Pioli viene nominato supercoach e farà mercato assieme all'AD Furlani e al capo scout Moncada, la figura del ds non viene contemplata.
A dicembre entrerà in scena anche Ibra ,non come dipendente del Milan ma come socio/consulente di Cardinale per conto di Redbird, per dirla in maniera spicciola e in italiano.
Un ruolo ambiguo che si presterà a critiche e speculazioni ma presto, come vedremo, ci consentirà di capire molti aspetti.
Il team durerà solo un anno.


La stagione 2024-2025 infatti il Milan si separa da Pioli, decade con lui il ruolo di supercoach ,la costruzione del Milan è tutta nelle mani di Furlani e Moncada , con Ibra parte interessata.
L'anno si rivelerà sportivamente terribile con tutti gli obiettivi sportivi saltati , eccezion fatta per la Supercoppa.
Il Milan fa male in campionato e in Champions ma , soprattutto, stecca la qualificazione in Champions che vuol dire regredire sportivamente e come introiti.
Brucia poi 2 allenatori e una miriade di giocatori.


La stagione sportiva 25-26 è storia recente con il cambio di strategia radicale di puntare su un allenatore comunque affermato come Allegri nonché portare in dirigenza una figura fino ad oggi mai contemplata prima : il ds.
Sarà Tare ,infatti, a costruire la squadra ed aiutare il mister nella gestione della quotidianità assieme a Moncada, promosso a Dt.
I disastri sportivi sono freschi nella nostra mente e non serve rievocarli.


Cardinale e Ibra stavolta optano per la pulizia totale : via ad, ds, dt e tecnico.



La gestione dirigenziale e tecnica in questi 4 anni è stata a dir poco cervellotica e schizofrenica.
Il Milan non ha mai studiato e perseguito un progetto sportivo ne' mai ha riposto fiducia in qualsiasi figura per 2,3 anni o comunque un arco temporale idoneo per valutare la bontà di un lavoro.


Noi tifosi di calcio dell'occidente siamo stati culturalmente abituati a una organizzazione dei club di calcio abbastanza 'snella' con un presidente che demanda a un ad la sua visione e quest'ultimo poi che sceglie il ds e il dt.
Saranno queste figure, ad e ds soprattutto, a scegliere l'allenatore e insieme si lavorerà a un progetto sportivo ma anche finanziario.
È abbastanza evidente che il proprietario mette nelle mani dell'amministratore delegato il suo denaro con la possibilità di valorizzarlo ,di trasformarlo in gloria e trofei ma anche miseramente di bruciarlo.
È il gioco delle parti e la storia del calcio è piena di club che hanno vinto tanto, poco o che hanno clamorosamente fallito.


Cardinale già in questo spacca con la nostra cultura perché non è proprietario del Milan ma rappresenta un fondo di investimento: c'è quindi qualcuno che investe e mette nelle sue mani dei soldi per farli fruttare.
I suoi ormai celeberrimi deliri non fanno che certificare quanto il Milan per lui non sia poi diverso da una fabbrica di bulloni.


Partendo già da questo assioma è facile capire perché mai Cardinale abbia riposto fiducia in qualche figura tecnica e non gli abbia concesso i tre anni canonici di lavoro mettendogli in mano centinaia di milioni da investire.


Nel cardinale-pensiero infatti è inconcepibile che un ds possa essere lautamente pagato per tre anni per compiere un lavoro che implica spendere miliardi di altri per poi , in caso di insuccesso, pagare eventualmente solo col posto di lavoro e lasciare disastri a bilancio e per i veri proprietari del club che hanno riposto fiducia finanziaria nelle sue capacità.
Questo è già un passaggio fondamentale e ci fa capire perché fino ad oggi l'ad ha sempre avuto voce in capitolo più di ogni altra figura tecnica.


Inutile quindi, secondo me, sperare che in tal senso qualcosa possa cambiare rispetto agli ultimi 4 anni.
La storia ci dice quanto successo, la logica ci può far intuire le dinamiche future.
I ruoli fino ad oggi ricoperti dal super coach Pioli, da Furlani, da Tare ci raccontano di un margine di manovra pressoché nullo, mai proiettato sui tre anni e mai lungimirante.


In questi giorni si sprecano e si leggono vari nomi per quella che potrà essere la mente sportiva del nuovo Milan nonché il nuovo tecnico.
Si legge anche , tra gli altri, di Rangnick ,mente del progetto Redbird nel calcio, ma chi conosce quel progetto sa quanto sia stato ambizioso, scientifico ma anche 'aggressivo' sportivamente e finanziariamente , soprattutto inizialmente.

E si, perché se è vero che il Lipsia è stato l'unico club in Germania a raggirare in qualche modo le leggi del governo tedesco sui fondi nel calcio(non a caso il Lipsia è il club più odiato sportivamente e definito 'club di plastica') è anche vero che fa parte di un universo che comprende scuole calcio e osservatori sparsi per il mondo.


Un progetto del genere, mio modesto parere, non è replicabile senza investimenti e senza darsi un arco temporale sul medio-lungo termine.
Per come si è lavorato sulla seconda squadra la logica mi dice non ci siano tempo e voglia di investire.
Ricreare un progetto redbull vorrebbe dire mettere nelle mani di Rangnick una miriade di milioni e fino ad ora cardinale questo modo di intendere l'investimento calcio non lo ha mai concepito.


È notizia di questi giorni che Ibra non sia un banale dipendente di Redbird e di Cardinale ma ne sia consulente e socio in affari.
Sempre in questi giorni è uscita la notizia vera o verosimile che Maldini abbia ricevuto un'offerta del genere ma abbia rifiutato, in tempi non sospetti.
I 2 indizi potrebbero sembrare banali ma non si sovrappongono esattamente a quanto scritto sopra circa l'idea di dirigente sportivo ideale per cardinale?
Ibra non viene pagato per dilapidare milioni di altri mettendo a rischio solo la sua carriera da dirigente ma mette a rischio il suo investimento, posizione questa che Paolo pare abbia rifiutato.
Cardinale ha trovato quindi il modo di far saltare la staccionata a Ibra e portarlo a ragionare come lui.


Alla luce di questa mia considerazione, cosa è dato aspettarsi ?


Io credo possiamo rassegnarci del tutto a un progetto sportivo pluriennale demandato in mani di terzi.
Cardinale non metterà mai soldi in mano di alcuno con la possibilità di perderci e senza la certezza di guadagnarci.
Credo la figura sportiva ideale di Cardinale sia qualcuno che voglia investire sul Milan come lo sta facendo Ibra o in qualche modo simile seppur in ruoli diversi.
È alto insomma il rischio di diventare un porto di mare per procuratori che abbiano soldi e voglia di investire nel club.
Chi entra nel Milan deve farlo più da socio di affari che da dipendente.
Le possibilità di guadagno devono essere allettanti, l'eventualità di perderci deve essere nulla.


E il tifoso?
Il tifoso è il primo cliente investitore.
Senza chiederci il permesso anche noi siamo stati portati dall'altra parte della staccionata.
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Sono ormai 4 anni che Cardinale ha rilevato il Milan e sono arrivato alla conclusione che il motivo delle difficoltà che stiamo vivendo siano concettuali, volendo dire con questo termine che ci sia una incompatibilità di fondo tra come il calcio lo conosciamo e lo viviamo noi e come invece lo concepisce Redbird.


Proviamo per un attimo a riavvolgere il nastro di questa infelice 'convivenza' e analizziamo col senno dell'oggi quanto accaduto, provando a capire le dinamiche che hanno scatenato questi eventi e cercando di intuire cosa ci aspetta.


Cardinale è entrato nel mondo Milan nel bel mezzo della festa scudetto, letteralmente.
Il folle Giugno di Massara e Maldini,freschi di tricolore, per trattare un rinnovo contrattuale che doveva essere dovuto,meritato e scontato lo ricordiamo tutti, con le tante auspicate firme arrivate solo l'ultimo giorno di Giugno.
I motivi del contendere li possiamo solo immaginare ma quei rinnovi non tanto convinti poi abbiamo scoperto sono stati l'inizio della fine e non la continuazione di un progetto sportivo che stava dando i suoi primi frutti sportivi e finanziari.


12 mesi dopo infatti Maldini e Massara vengono silurati per dissidi interni, poca propensione al lavoro di gruppo, pessimi rapporti con l'AD Furlani. Così almeno ci viene raccontato dalla stampa vicina alla proprietà.
Il tutto dopo una semifinale di champions, la stagione migliore per introiti finanziari ma anche la clamorosa intervista di Paolo Maldini nella quale invocava una crescita delle ambizioni sportive per continuare ad alimentare il fuoco interno del gruppo.


Pioli viene nominato supercoach e farà mercato assieme all'AD Furlani e al capo scout Moncada, la figura del ds non viene contemplata.
A dicembre entrerà in scena anche Ibra ,non come dipendente del Milan ma come socio/consulente di Cardinale per conto di Redbird, per dirla in maniera spicciola e in italiano.
Un ruolo ambiguo che si presterà a critiche e speculazioni ma presto, come vedremo, ci consentirà di capire molti aspetti.
Il team durerà solo un anno.


La stagione 2024-2025 infatti il Milan si separa da Pioli, decade con lui il ruolo di supercoach ,la costruzione del Milan è tutta nelle mani di Furlani e Moncada , con Ibra parte interessata.
L'anno si rivelerà sportivamente terribile con tutti gli obiettivi sportivi saltati , eccezion fatta per la Supercoppa.
Il Milan fa male in campionato e in Champions ma , soprattutto, stecca la qualificazione in Champions che vuol dire regredire sportivamente e come introiti.
Brucia poi 2 allenatori e una miriade di giocatori.


La stagione sportiva 25-26 è storia recente con il cambio di strategia radicale di puntare su un allenatore comunque affermato come Allegri nonché portare in dirigenza una figura fino ad oggi mai contemplata prima : il ds.
Sarà Tare ,infatti, a costruire la squadra ed aiutare il mister nella gestione della quotidianità assieme a Moncada, promosso a Dt.
I disastri sportivi sono freschi nella nostra mente e non serve rievocarli.


Cardinale e Ibra stavolta optano per la pulizia totale : via ad, ds, dt e tecnico.



La gestione dirigenziale e tecnica in questi 4 anni è stata a dir poco cervellotica e schizofrenica.
Il Milan non ha mai studiato e perseguito un progetto sportivo ne' mai ha riposto fiducia in qualsiasi figura per 2,3 anni o comunque un arco temporale idoneo per valutare la bontà di un lavoro.


Noi tifosi di calcio dell'occidente siamo stati culturalmente abituati a una organizzazione dei club di calcio abbastanza 'snella' con un presidente che demanda a un ad la sua visione e quest'ultimo poi che sceglie il ds e il dt.
Saranno queste figure, ad e ds soprattutto, a scegliere l'allenatore e insieme si lavorerà a un progetto sportivo ma anche finanziario.
È abbastanza evidente che il proprietario mette nelle mani dell'amministratore delegato il suo denaro con la possibilità di valorizzarlo ,di trasformarlo in gloria e trofei ma anche miseramente di bruciarlo.
È il gioco delle parti e la storia del calcio è piena di club che hanno vinto tanto, poco o che hanno clamorosamente fallito.


Cardinale già in questo spacca con la nostra cultura perché non è proprietario del Milan ma rappresenta un fondo di investimento: c'è quindi qualcuno che investe e mette nelle sue mani dei soldi per farli fruttare.
I suoi ormai celeberrimi deliri non fanno che certificare quanto il Milan per lui non sia poi diverso da una fabbrica di bulloni.


Partendo già da questo assioma è facile capire perché mai Cardinale abbia riposto fiducia in qualche figura tecnica e non gli abbia concesso i tre anni canonici di lavoro mettendogli in mano centinaia di milioni da investire.


Nel cardinale-pensiero infatti è inconcepibile che un ds possa essere lautamente pagato per tre anni per compiere un lavoro che implica spendere miliardi di altri per poi , in caso di insuccesso, pagare eventualmente solo col posto di lavoro e lasciare disastri a bilancio e per i veri proprietari del club che hanno riposto fiducia finanziaria nelle sue capacità.
Questo è già un passaggio fondamentale e ci fa capire perché fino ad oggi l'ad ha sempre avuto voce in capitolo più di ogni altra figura tecnica.


Inutile quindi, secondo me, sperare che in tal senso qualcosa possa cambiare rispetto agli ultimi 4 anni.
La storia ci dice quanto successo, la logica ci può far intuire le dinamiche future.
I ruoli fino ad oggi ricoperti dal super coach Pioli, da Furlani, da Tare ci raccontano di un margine di manovra pressoché nullo, mai proiettato sui tre anni e mai lungimirante.


In questi giorni si sprecano e si leggono vari nomi per quella che potrà essere la mente sportiva del nuovo Milan nonché il nuovo tecnico.
Si legge anche , tra gli altri, di Rangnick ,mente del progetto Redbird nel calcio, ma chi conosce quel progetto sa quanto sia stato ambizioso, scientifico ma anche 'aggressivo' sportivamente e finanziariamente , soprattutto inizialmente.

E si, perché se è vero che il Lipsia è stato l'unico club in Germania a raggirare in qualche modo le leggi del governo tedesco sui fondi nel calcio(non a caso il Lipsia è il club più odiato sportivamente e definito 'club di plastica') è anche vero che fa parte di un universo che comprende scuole calcio e osservatori sparsi per il mondo.


Un progetto del genere, mio modesto parere, non è replicabile senza investimenti e senza darsi un arco temporale sul medio-lungo termine.
Per come si è lavorato sulla seconda squadra la logica mi dice non ci siano tempo e voglia di investire.
Ricreare un progetto redbull vorrebbe dire mettere nelle mani di Rangnick una miriade di milioni e fino ad ora cardinale questo modo di intendere l'investimento calcio non lo ha mai concepito.


È notizia di questi giorni che Ibra non sia un banale dipendente di Redbird e di Cardinale ma ne sia consulente e socio in affari.
Sempre in questi giorni è uscita la notizia vera o verosimile che Maldini abbia ricevuto un'offerta del genere ma abbia rifiutato, in tempi non sospetti.
I 2 indizi potrebbero sembrare banali ma non si sovrappongono esattamente a quanto scritto sopra circa l'idea di dirigente sportivo ideale per cardinale?
Ibra non viene pagato per dilapidare milioni di altri mettendo a rischio solo la sua carriera da dirigente ma mette a rischio il suo investimento, posizione questa che Paolo pare abbia rifiutato.
Cardinale ha trovato quindi il modo di far saltare la staccionata a Ibra e portarlo a ragionare come lui.


Alla luce di questa mia considerazione, cosa è dato aspettarsi ?


Io credo possiamo rassegnarci del tutto a un progetto sportivo pluriennale demandato in mani di terzi.
Cardinale non metterà mai soldi in mano di alcuno con la possibilità di perderci e senza la certezza di guadagnarci.
Credo la figura sportiva ideale di Cardinale sia qualcuno che voglia investire sul Milan come lo sta facendo Ibra o in qualche modo simile seppur in ruoli diversi.
È alto insomma il rischio di diventare un porto di mare per procuratori che abbiano soldi e voglia di investire nel club.
Chi entra nel Milan deve farlo più da socio di affari che da dipendente.
Le possibilità di guadagno devono essere allettanti, l'eventualità di perderci deve essere nulla.


E il tifoso?
Il tifoso è il primo cliente investitore.
Senza chiederci il permesso anche noi siamo stati portati dall'altra parte della staccionata.
Comandasse veramente cardinale avremmo visto il tanto decantato moneyball sin dal giorno uno, invece abbiamo visto solo soluzioni ibride che non portano da nessuna parte, questo per accontentare tutti gli stakeholder, per usare un termine amato da quelli studiati. Quando il milan smettera di essere un campo di battaglia con lotte interne forse avremo una parvenza di squadra di calcio normale.
 
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Comandasse veramente cardinale avremmo visto il tanto decantato moneyball sin dal giorno uno, invece abbiamo visto solo soluzioni ibride che non portano da nessuna parte, questo per accontentare tutti gli stakeholder, per usare un termine amato da quelli studiati. Quando il milan smettera di essere un campo di battaglia con lotte interne forse avremo una parvenza di squadra di calcio normale.
Credo di lotte interne non ne vedremo più.
Ma non è detto sia un bene... anzi..
 
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Credo di lotte interne non ne vedremo più.
Ma non è detto sia un bene... anzi..
Non credo, anzi siamo nel bel mezzo dell'n-sima lotta, con qualcuno, non si capisce bene chi, che spinge per Ragnick e ibra che spinge per le polpette della pimenta. Se ci fosse stata unanimità sarebbe gia tutto definito
 
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Sono ormai 4 anni che Cardinale ha rilevato il Milan e sono arrivato alla conclusione che il motivo delle difficoltà che stiamo vivendo siano concettuali, volendo dire con questo termine che ci sia una incompatibilità di fondo tra come il calcio lo conosciamo e lo viviamo noi e come invece lo concepisce Redbird.


Proviamo per un attimo a riavvolgere il nastro di questa infelice 'convivenza' e analizziamo col senno dell'oggi quanto accaduto, provando a capire le dinamiche che hanno scatenato questi eventi e cercando di intuire cosa ci aspetta.


Cardinale è entrato nel mondo Milan nel bel mezzo della festa scudetto, letteralmente.
Il folle Giugno di Massara e Maldini,freschi di tricolore, per trattare un rinnovo contrattuale che doveva essere dovuto,meritato e scontato lo ricordiamo tutti, con le tante auspicate firme arrivate solo l'ultimo giorno di Giugno.
I motivi del contendere li possiamo solo immaginare ma quei rinnovi non tanto convinti poi abbiamo scoperto sono stati l'inizio della fine e non la continuazione di un progetto sportivo che stava dando i suoi primi frutti sportivi e finanziari.


12 mesi dopo infatti Maldini e Massara vengono silurati per dissidi interni, poca propensione al lavoro di gruppo, pessimi rapporti con l'AD Furlani. Così almeno ci viene raccontato dalla stampa vicina alla proprietà.
Il tutto dopo una semifinale di champions, la stagione migliore per introiti finanziari ma anche la clamorosa intervista di Paolo Maldini nella quale invocava una crescita delle ambizioni sportive per continuare ad alimentare il fuoco interno del gruppo.


Pioli viene nominato supercoach e farà mercato assieme all'AD Furlani e al capo scout Moncada, la figura del ds non viene contemplata.
A dicembre entrerà in scena anche Ibra ,non come dipendente del Milan ma come socio/consulente di Cardinale per conto di Redbird, per dirla in maniera spicciola e in italiano.
Un ruolo ambiguo che si presterà a critiche e speculazioni ma presto, come vedremo, ci consentirà di capire molti aspetti.
Il team durerà solo un anno.


La stagione 2024-2025 infatti il Milan si separa da Pioli, decade con lui il ruolo di supercoach ,la costruzione del Milan è tutta nelle mani di Furlani e Moncada , con Ibra parte interessata.
L'anno si rivelerà sportivamente terribile con tutti gli obiettivi sportivi saltati , eccezion fatta per la Supercoppa.
Il Milan fa male in campionato e in Champions ma , soprattutto, stecca la qualificazione in Champions che vuol dire regredire sportivamente e come introiti.
Brucia poi 2 allenatori e una miriade di giocatori.


La stagione sportiva 25-26 è storia recente con il cambio di strategia radicale di puntare su un allenatore comunque affermato come Allegri nonché portare in dirigenza una figura fino ad oggi mai contemplata prima : il ds.
Sarà Tare ,infatti, a costruire la squadra ed aiutare il mister nella gestione della quotidianità assieme a Moncada, promosso a Dt.
I disastri sportivi sono freschi nella nostra mente e non serve rievocarli.


Cardinale e Ibra stavolta optano per la pulizia totale : via ad, ds, dt e tecnico.



La gestione dirigenziale e tecnica in questi 4 anni è stata a dir poco cervellotica e schizofrenica.
Il Milan non ha mai studiato e perseguito un progetto sportivo ne' mai ha riposto fiducia in qualsiasi figura per 2,3 anni o comunque un arco temporale idoneo per valutare la bontà di un lavoro.


Noi tifosi di calcio dell'occidente siamo stati culturalmente abituati a una organizzazione dei club di calcio abbastanza 'snella' con un presidente che demanda a un ad la sua visione e quest'ultimo poi che sceglie il ds e il dt.
Saranno queste figure, ad e ds soprattutto, a scegliere l'allenatore e insieme si lavorerà a un progetto sportivo ma anche finanziario.
È abbastanza evidente che il proprietario mette nelle mani dell'amministratore delegato il suo denaro con la possibilità di valorizzarlo ,di trasformarlo in gloria e trofei ma anche miseramente di bruciarlo.
È il gioco delle parti e la storia del calcio è piena di club che hanno vinto tanto, poco o che hanno clamorosamente fallito.


Cardinale già in questo spacca con la nostra cultura perché non è proprietario del Milan ma rappresenta un fondo di investimento: c'è quindi qualcuno che investe e mette nelle sue mani dei soldi per farli fruttare.
I suoi ormai celeberrimi deliri non fanno che certificare quanto il Milan per lui non sia poi diverso da una fabbrica di bulloni.


Partendo già da questo assioma è facile capire perché mai Cardinale abbia riposto fiducia in qualche figura tecnica e non gli abbia concesso i tre anni canonici di lavoro mettendogli in mano centinaia di milioni da investire.


Nel cardinale-pensiero infatti è inconcepibile che un ds possa essere lautamente pagato per tre anni per compiere un lavoro che implica spendere miliardi di altri per poi , in caso di insuccesso, pagare eventualmente solo col posto di lavoro e lasciare disastri a bilancio e per i veri proprietari del club che hanno riposto fiducia finanziaria nelle sue capacità.
Questo è già un passaggio fondamentale e ci fa capire perché fino ad oggi l'ad ha sempre avuto voce in capitolo più di ogni altra figura tecnica.


Inutile quindi, secondo me, sperare che in tal senso qualcosa possa cambiare rispetto agli ultimi 4 anni.
La storia ci dice quanto successo, la logica ci può far intuire le dinamiche future.
I ruoli fino ad oggi ricoperti dal super coach Pioli, da Furlani, da Tare ci raccontano di un margine di manovra pressoché nullo, mai proiettato sui tre anni e mai lungimirante.


In questi giorni si sprecano e si leggono vari nomi per quella che potrà essere la mente sportiva del nuovo Milan nonché il nuovo tecnico.
Si legge anche , tra gli altri, di Rangnick ,mente del progetto Redbird nel calcio, ma chi conosce quel progetto sa quanto sia stato ambizioso, scientifico ma anche 'aggressivo' sportivamente e finanziariamente , soprattutto inizialmente.

E si, perché se è vero che il Lipsia è stato l'unico club in Germania a raggirare in qualche modo le leggi del governo tedesco sui fondi nel calcio(non a caso il Lipsia è il club più odiato sportivamente e definito 'club di plastica') è anche vero che fa parte di un universo che comprende scuole calcio e osservatori sparsi per il mondo.


Un progetto del genere, mio modesto parere, non è replicabile senza investimenti e senza darsi un arco temporale sul medio-lungo termine.
Per come si è lavorato sulla seconda squadra la logica mi dice non ci siano tempo e voglia di investire.
Ricreare un progetto redbull vorrebbe dire mettere nelle mani di Rangnick una miriade di milioni e fino ad ora cardinale questo modo di intendere l'investimento calcio non lo ha mai concepito.


È notizia di questi giorni che Ibra non sia un banale dipendente di Redbird e di Cardinale ma ne sia consulente e socio in affari.
Sempre in questi giorni è uscita la notizia vera o verosimile che Maldini abbia ricevuto un'offerta del genere ma abbia rifiutato, in tempi non sospetti.
I 2 indizi potrebbero sembrare banali ma non si sovrappongono esattamente a quanto scritto sopra circa l'idea di dirigente sportivo ideale per cardinale?
Ibra non viene pagato per dilapidare milioni di altri mettendo a rischio solo la sua carriera da dirigente ma mette a rischio il suo investimento, posizione questa che Paolo pare abbia rifiutato.
Cardinale ha trovato quindi il modo di far saltare la staccionata a Ibra e portarlo a ragionare come lui.


Alla luce di questa mia considerazione, cosa è dato aspettarsi ?


Io credo possiamo rassegnarci del tutto a un progetto sportivo pluriennale demandato in mani di terzi.
Cardinale non metterà mai soldi in mano di alcuno con la possibilità di perderci e senza la certezza di guadagnarci.
Credo la figura sportiva ideale di Cardinale sia qualcuno che voglia investire sul Milan come lo sta facendo Ibra o in qualche modo simile seppur in ruoli diversi.
È alto insomma il rischio di diventare un porto di mare per procuratori che abbiano soldi e voglia di investire nel club.
Chi entra nel Milan deve farlo più da socio di affari che da dipendente.
Le possibilità di guadagno devono essere allettanti, l'eventualità di perderci deve essere nulla.


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Senza chiederci il permesso anche noi siamo stati portati dall'altra parte della staccionata.
Mitico. Io non mi ricordo cosa ho mangiato ieri
 

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Sono ormai 4 anni che Cardinale ha rilevato il Milan e sono arrivato alla conclusione che il motivo delle difficoltà che stiamo vivendo siano concettuali, volendo dire con questo termine che ci sia una incompatibilità di fondo tra come il calcio lo conosciamo e lo viviamo noi e come invece lo concepisce Redbird.


Proviamo per un attimo a riavvolgere il nastro di questa infelice 'convivenza' e analizziamo col senno dell'oggi quanto accaduto, provando a capire le dinamiche che hanno scatenato questi eventi e cercando di intuire cosa ci aspetta.


Cardinale è entrato nel mondo Milan nel bel mezzo della festa scudetto, letteralmente.
Il folle Giugno di Massara e Maldini,freschi di tricolore, per trattare un rinnovo contrattuale che doveva essere dovuto,meritato e scontato lo ricordiamo tutti, con le tante auspicate firme arrivate solo l'ultimo giorno di Giugno.
I motivi del contendere li possiamo solo immaginare ma quei rinnovi non tanto convinti poi abbiamo scoperto sono stati l'inizio della fine e non la continuazione di un progetto sportivo che stava dando i suoi primi frutti sportivi e finanziari.


12 mesi dopo infatti Maldini e Massara vengono silurati per dissidi interni, poca propensione al lavoro di gruppo, pessimi rapporti con l'AD Furlani. Così almeno ci viene raccontato dalla stampa vicina alla proprietà.
Il tutto dopo una semifinale di champions, la stagione migliore per introiti finanziari ma anche la clamorosa intervista di Paolo Maldini nella quale invocava una crescita delle ambizioni sportive per continuare ad alimentare il fuoco interno del gruppo.


Pioli viene nominato supercoach e farà mercato assieme all'AD Furlani e al capo scout Moncada, la figura del ds non viene contemplata.
A dicembre entrerà in scena anche Ibra ,non come dipendente del Milan ma come socio/consulente di Cardinale per conto di Redbird, per dirla in maniera spicciola e in italiano.
Un ruolo ambiguo che si presterà a critiche e speculazioni ma presto, come vedremo, ci consentirà di capire molti aspetti.
Il team durerà solo un anno.


La stagione 2024-2025 infatti il Milan si separa da Pioli, decade con lui il ruolo di supercoach ,la costruzione del Milan è tutta nelle mani di Furlani e Moncada , con Ibra parte interessata.
L'anno si rivelerà sportivamente terribile con tutti gli obiettivi sportivi saltati , eccezion fatta per la Supercoppa.
Il Milan fa male in campionato e in Champions ma , soprattutto, stecca la qualificazione in Champions che vuol dire regredire sportivamente e come introiti.
Brucia poi 2 allenatori e una miriade di giocatori.


La stagione sportiva 25-26 è storia recente con il cambio di strategia radicale di puntare su un allenatore comunque affermato come Allegri nonché portare in dirigenza una figura fino ad oggi mai contemplata prima : il ds.
Sarà Tare ,infatti, a costruire la squadra ed aiutare il mister nella gestione della quotidianità assieme a Moncada, promosso a Dt.
I disastri sportivi sono freschi nella nostra mente e non serve rievocarli.


Cardinale e Ibra stavolta optano per la pulizia totale : via ad, ds, dt e tecnico.



La gestione dirigenziale e tecnica in questi 4 anni è stata a dir poco cervellotica e schizofrenica.
Il Milan non ha mai studiato e perseguito un progetto sportivo ne' mai ha riposto fiducia in qualsiasi figura per 2,3 anni o comunque un arco temporale idoneo per valutare la bontà di un lavoro.


Noi tifosi di calcio dell'occidente siamo stati culturalmente abituati a una organizzazione dei club di calcio abbastanza 'snella' con un presidente che demanda a un ad la sua visione e quest'ultimo poi che sceglie il ds e il dt.
Saranno queste figure, ad e ds soprattutto, a scegliere l'allenatore e insieme si lavorerà a un progetto sportivo ma anche finanziario.
È abbastanza evidente che il proprietario mette nelle mani dell'amministratore delegato il suo denaro con la possibilità di valorizzarlo ,di trasformarlo in gloria e trofei ma anche miseramente di bruciarlo.
È il gioco delle parti e la storia del calcio è piena di club che hanno vinto tanto, poco o che hanno clamorosamente fallito.


Cardinale già in questo spacca con la nostra cultura perché non è proprietario del Milan ma rappresenta un fondo di investimento: c'è quindi qualcuno che investe e mette nelle sue mani dei soldi per farli fruttare.
I suoi ormai celeberrimi deliri non fanno che certificare quanto il Milan per lui non sia poi diverso da una fabbrica di bulloni.


Partendo già da questo assioma è facile capire perché mai Cardinale abbia riposto fiducia in qualche figura tecnica e non gli abbia concesso i tre anni canonici di lavoro mettendogli in mano centinaia di milioni da investire.


Nel cardinale-pensiero infatti è inconcepibile che un ds possa essere lautamente pagato per tre anni per compiere un lavoro che implica spendere miliardi di altri per poi , in caso di insuccesso, pagare eventualmente solo col posto di lavoro e lasciare disastri a bilancio e per i veri proprietari del club che hanno riposto fiducia finanziaria nelle sue capacità.
Questo è già un passaggio fondamentale e ci fa capire perché fino ad oggi l'ad ha sempre avuto voce in capitolo più di ogni altra figura tecnica.


Inutile quindi, secondo me, sperare che in tal senso qualcosa possa cambiare rispetto agli ultimi 4 anni.
La storia ci dice quanto successo, la logica ci può far intuire le dinamiche future.
I ruoli fino ad oggi ricoperti dal super coach Pioli, da Furlani, da Tare ci raccontano di un margine di manovra pressoché nullo, mai proiettato sui tre anni e mai lungimirante.


In questi giorni si sprecano e si leggono vari nomi per quella che potrà essere la mente sportiva del nuovo Milan nonché il nuovo tecnico.
Si legge anche , tra gli altri, di Rangnick ,mente del progetto Redbird nel calcio, ma chi conosce quel progetto sa quanto sia stato ambizioso, scientifico ma anche 'aggressivo' sportivamente e finanziariamente , soprattutto inizialmente.

E si, perché se è vero che il Lipsia è stato l'unico club in Germania a raggirare in qualche modo le leggi del governo tedesco sui fondi nel calcio(non a caso il Lipsia è il club più odiato sportivamente e definito 'club di plastica') è anche vero che fa parte di un universo che comprende scuole calcio e osservatori sparsi per il mondo.


Un progetto del genere, mio modesto parere, non è replicabile senza investimenti e senza darsi un arco temporale sul medio-lungo termine.
Per come si è lavorato sulla seconda squadra la logica mi dice non ci siano tempo e voglia di investire.
Ricreare un progetto redbull vorrebbe dire mettere nelle mani di Rangnick una miriade di milioni e fino ad ora cardinale questo modo di intendere l'investimento calcio non lo ha mai concepito.


È notizia di questi giorni che Ibra non sia un banale dipendente di Redbird e di Cardinale ma ne sia consulente e socio in affari.
Sempre in questi giorni è uscita la notizia vera o verosimile che Maldini abbia ricevuto un'offerta del genere ma abbia rifiutato, in tempi non sospetti.
I 2 indizi potrebbero sembrare banali ma non si sovrappongono esattamente a quanto scritto sopra circa l'idea di dirigente sportivo ideale per cardinale?
Ibra non viene pagato per dilapidare milioni di altri mettendo a rischio solo la sua carriera da dirigente ma mette a rischio il suo investimento, posizione questa che Paolo pare abbia rifiutato.
Cardinale ha trovato quindi il modo di far saltare la staccionata a Ibra e portarlo a ragionare come lui.


Alla luce di questa mia considerazione, cosa è dato aspettarsi ?


Io credo possiamo rassegnarci del tutto a un progetto sportivo pluriennale demandato in mani di terzi.
Cardinale non metterà mai soldi in mano di alcuno con la possibilità di perderci e senza la certezza di guadagnarci.
Credo la figura sportiva ideale di Cardinale sia qualcuno che voglia investire sul Milan come lo sta facendo Ibra o in qualche modo simile seppur in ruoli diversi.
È alto insomma il rischio di diventare un porto di mare per procuratori che abbiano soldi e voglia di investire nel club.
Chi entra nel Milan deve farlo più da socio di affari che da dipendente.
Le possibilità di guadagno devono essere allettanti, l'eventualità di perderci deve essere nulla.


E il tifoso?
Il tifoso è il primo cliente investitore.
Senza chiederci il permesso anche noi siamo stati portati dall'altra parte della staccionata.
Disamina condivisibile.
Aggiungo cose, credo, già dette altrove.
Cardinale gestisce denaro di chi ha investito in RedBird.
Ovviamente gli investitori chiedono un rendimento.
Quindi l’operazione-Milan deve rendere.
La resa non può essere in un dividendo annuale che una società di calcio di fatto non riesce mai a generare con regolarità.
Può derivare solo dalla plusvalenza realizzata con la cessione del Milan a un prezzo maggiore della somma di costo d’acquisto e investimenti effettuati.
Sinché non ci saranno le condizioni per realizzare questa plusvalenza Cardinale non solo non venderà, ma cercherà in tutti i modi di evitare o limitare gli investimenti.
Dunque a meno che non ci sia un rischio di fallimento, nessun aumento di capitale, nessun finanziamento soci.
Si deve tirare a campare sinché l’operazione stadio e connessi non si conclude o almeno non diventa tanto concreta da invogliare acquirenti.
Il momento in cui questo potrà accadere dipende nuovamente dai soldi.
RedBird deve ancora pagare una parte del Milan e ora ha bisogno di denaro fresco da investire per lo stadio.
Se non lo trova (questo il ruolo di Scaroni che ovviamente è ben introdotto negli ambienti che contano) dovrà vendere come i piccoli speculatori “il terreno col progetto approvato”, se no, sempre che convenga, andrà avanti (se i conti non tornano resterà il vecchio stadio).
Dunque il tirare a campare sarà lungo e incompatibile con qualsiasi progetto sportivo che richieda investimenti.
In questo senso Allegri sarebbe stato l’uomo ideale, visto che il suo concetto tecnico e tattico è orientato a massimo risultato con minimo sforzo, quindi totalmente coerente col progetto societario.
Una stupidaggine averlo cacciato.
Improbabile che nel contesto si scelga ora un Rangnick o chiunque abbia in mente un progetto sportivo che dovrebbe per forza di cose condizionare la gestione economica del club.
Dunque arriverà qualcuno dal basso profilo.
Vie d’uscita non ce ne sono, se non qualcuno che arrivi con due miliardi per comprarci o una roba tipo azionariato popolare.
 
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Non credo, anzi siamo nel bel mezzo dell'n-sima lotta, con qualcuno, non si capisce bene chi, che spinge per Ragnick e ibra che spinge per le polpette della pimenta. Se ci fosse stata unanimità sarebbe gia tutto definito
Ma stavolta stanno litigando solo in ottica denaro .
Il punto di vista è lo stesso.
 
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Il problema è solamente uno: il Gellato non conosce la storia del milan e non ha rispetto dei tifosi.

Se vi fossero questi due elementi sta sicuro che qualcosa sarebbe andato meglio.
 
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