Braida:"Milan in crisi, mi viene da piangere. Leao, Maldini, Ibra e Allegri...".

Mika

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Ariedo Braida sul Milan e su Allegri al Napoli:"Il Napoli ormai è una società di grande livello, è chiaro che ha preso un allenatore esperto, preparato, che ha dimostrato il suo valore, che ha vinto parecchio. Tutti i napoletani gli augurano di continuare a vincere, anch’io che lo conosco. Allenare il Napoli non è una cosa semplice, l’ultimo allenatore è stato di grande livello, Napoli è Napoli, due anni fa ha vinto l’ultimo scudetto, ormai Napoli è una squadra fra l’élite del calcio italiano ed europeo. Quando si prende un allenatore, quasi sempre tutti dicono è forte, è bravo, io dico sempre che lo dirà il tempo, finché non lo dimostri non si sa, si può sbagliare a comprare ma non a vendere, perché quando vendi sai chi hai, quando compri prendi uno che conosci ma non conosci".

Milan? Da quello che si vede dall’esterno, mi pare che ci sia una crisi di identità, mancano dei riferimenti, mancano i valori al momento, poi il tempo dirà quello che accadrà, il tempo è galantuomo".

Braida al Festival della A:"Io sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Adesso mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione. C’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia perché è importante e senza quella non c’è futuro. Auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto: la strada è lunga ma il Milan ha un passato importante e che non si può cancellare. Leao? Ha delle qualità importantissime. Se poi non le trasmetti sul campo tutto è vano. Ma non lo so. Giocatori di grandi qualità sono difficili da trovare. Maldini? Ha scritto la storia del Milan. Non si può non partire dalla storia. Ibra? E' stato un grande campione ma deve avere l'umilità di imparare".


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La storia RedBird l'ha voluta fare fuori quando hanno licenziato Maldini perché voleva creare una squadra copetitiva lasciando un nocciolo duro, ma quelli volevano fare solo player trade e infatti hanno venduto tutti quelli dello scudetto anche sottocosto l'importante è che a bilancia usciva una plusvalenza anche se solo di 100 euro. Probabilmente se arriveranno a pensare che si può fare bilancio positivo anche senza andare in CL vivendo a metà classifica con i tifosi turisti abbassando il tetto ingaggio, lo farebbero.
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Fiume in piena

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Ariedo Braida sul Milan e su Allegri al Napoli:"Il Napoli ormai è una società di grande livello, è chiaro che ha preso un allenatore esperto, preparato, che ha dimostrato il suo valore, che ha vinto parecchio. Tutti i napoletani gli augurano di continuare a vincere, anch’io che lo conosco. Allenare il Napoli non è una cosa semplice, l’ultimo allenatore è stato di grande livello, Napoli è Napoli, due anni fa ha vinto l’ultimo scudetto, ormai Napoli è una squadra fra l’élite del calcio italiano ed europeo. Quando si prende un allenatore, quasi sempre tutti dicono è forte, è bravo, io dico sempre che lo dirà il tempo, finché non lo dimostri non si sa, si può sbagliare a comprare ma non a vendere, perché quando vendi sai chi hai, quando compri prendi uno che conosci ma non conosci".

Milan? Da quello che si vede dall’esterno, mi pare che ci sia una crisi di identità, mancano dei riferimenti, mancano i valori al momento, poi il tempo dirà quello che accadrà, il tempo è galantuomo".

Braida al Festival della A:"Io sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Adesso mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione. C’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia perché è importante e senza quella non c’è futuro. Auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto: la strada è lunga ma il Milan ha un passato importante e che non si può cancellare. Leao? Ha delle qualità importantissime. Se poi non le trasmetti sul campo tutto è vano. Ma non lo so. Giocatori di grandi qualità sono difficili da trovare. Maldini? Ha scritto la storia del Milan. Non si può non partire dalla storia. Ibra? E' stato un grande campione ma deve avere l'umilità di imparare".


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Persona che ho sempre stimato, al contrario di Galliani
Tra le altre cose, ho sempre considerato lui quello competente, ma più schivo. Mentre a Galliani piaceva fare il galletto, andare davanti alle telecamere e prendersi i meriti
L'anno dopo il suo addio, col solo Galliani al comando, ripartimmo con Pippo Inzaghi e arrivammo 10°, mentre lui, andò a Barcellona (dopo qualche mese alla Samp) e continuò a vincere
 

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