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La finale di Coppa d'Africa 2026 si è chiusa nel caos a Rabat: il Senegal ha trionfato ai supplementari contro i padroni di casa del Marocco, ma a far discutere è l'incredibile errore di Brahim Diaz. Al nono minuto di recupero dei tempi regolamentari, l'ex milanista ha fallito il rigore della vittoria tentando un "cucchiaio" centrale, bloccato facilmente da Mendy.
L'errore ha scatenato una violenta reazione mediatica e sociale, facendo nascere una "cultura del sospetto", con accuse di un errore volontario per placare gli animi dopo che il Senegal aveva minacciato di abbandonare il campo per protesta contro l'assegnazione del penalty.
Il finale è stato segnato da scene di violenza con invasioni di campo, risse e oggetti lanciati sugli spalti, comportamenti duramente condannati dal presidente FIFA Gianni Infantino.
Nonostante la Scarpa d'Oro del torneo, Brahim Diaz è finito nel mirino dei tifosi marocchini con pesanti insulti e minacce, trasformando il sogno del titolo casalingo in un incubo personale e nazionale.
L'errore ha scatenato una violenta reazione mediatica e sociale, facendo nascere una "cultura del sospetto", con accuse di un errore volontario per placare gli animi dopo che il Senegal aveva minacciato di abbandonare il campo per protesta contro l'assegnazione del penalty.
Il finale è stato segnato da scene di violenza con invasioni di campo, risse e oggetti lanciati sugli spalti, comportamenti duramente condannati dal presidente FIFA Gianni Infantino.
Nonostante la Scarpa d'Oro del torneo, Brahim Diaz è finito nel mirino dei tifosi marocchini con pesanti insulti e minacce, trasformando il sogno del titolo casalingo in un incubo personale e nazionale.