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Tuttosport: Il passaggio di proprietà del Milan da Giussy Farina a Silvio Berlusconi, avvenuto nel febbraio 1986, segnò la fine di una crisi finanziaria drammatica e l'inizio dell'era più vincente della storia rossonera. La trattativa non fu semplice: iniziò ufficialmente il 17 dicembre 1985, dopo le dimissioni di Farina, e si sviluppò in un clima di forte tensione giudiziaria dovuta ai debiti del club e al sequestro delle azioni richiesto dal vicepresidente Gianni Nardi. Dopo un periodo di transizione sotto la presidenza provvisoria di Rosario Lo Verde, Berlusconi ruppe gli indugi il 10 febbraio 1986, rilevando il pacchetto di maggioranza per 6 miliardi di lire, a cui aggiunse altri 5 miliardi per l'aumento di capitale. Divenuto ufficialmente proprietario il 20 febbraio, il nuovo patron si presentò a Milanello il 1° marzo pagando gli stipendi arretrati e assumendo la carica di presidente il 24 marzo. L'immaginario collettivo è rimasto segnato dal clamoroso raduno estivo all'Arena Civica, dove la squadra atterrò a bordo di tre elicotteri sulle note della "Cavalcata delle Valchirie" di Wagner, davanti a cinquemila tifosi esaltati. Nonostante il quinto posto finale in quella stagione, la nuova gestione rivoluzionò il club con acquisti di alto profilo come Donadoni, Massaro e Giovanni Galli, ponendo le basi per i successi futuri targati Sacchi, Gullit e Van Basten.