Bergamo,truffa accoglienza migranti

Andris

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Alla Caritas di Bergamo sono indagati un prete di 56 anni e i suoi collaboratori per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, alla turbativa d’asta, allo sfruttamento del lavoro e all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture

Le indagini partirono nell'estate 2017 quando la struttura ospitava 2762 richiedenti asilo.
Solo per una coincidenza violenta,cioè l'aggressione ad un mediatore culturale nel centro di Fontanelle di loro proprietà.

Subito la Caritas di Bergamo si butta su un bando di 106 milioni per 18 mesi.

In diverse conversazioni intercettate,gli operatori delle strutture sul territorio si accordano con i responsabili, per segnare notti in più nel registro presenze dei migranti falsando le rendicontazioni.
Luca Bassis,uomo di fiducia di don Visconti,ammette durante una telefonata di aver contraffatto il resoconto per la Prefettura in modo che alcuni passaggi sfuggano al controllo.

Gonfiata anche di 50mila euro la voce affitti, calcolata per 5 euro ad ospite nei centri di Casazza, Botta di Sedrina e San Paolo d’Argon, tutti di proprietà della Diocesi

Ci sono decine di indagati e tre arresti (i tre responsabili della cooperativa Rinnovamento)

Lo Stato fornisce 35 euro al giorno per ogni migrante e così loro lo intascavano anche quando avevano lasciato la struttura

Gli ospiti stranieri venivano sfamati con cibo scaduto da due associazioni facenti parte la Caritas.

Per il giudice si sarebbe servito delle due associazioni per intascare soldi pubblici “non spettanti”, controllare “le dinamiche dell’accoglienza migratoria e la successiva gestione, riuscendo a condizionare le istituzioni interessate al fine di ottenere vantaggi indebiti

Anche le fatture sono falsificate.

Infine ci sono accuse di sfruttamento del lavoro e turbativa d'asta per posti Sprar al comune di Bergamo.


Corriere della Sera
 

Andris

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non si facevano mancare nulla e notare il nome della cooperativa: Rinnovamento

cibo scaduto,fatture false,sfruttamento lavoro,raccomandazioni,bandi e soldi pubblici truffati
 

Djici

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Alla Caritas di Bergamo sono indagati un prete di 56 anni e i suoi collaboratori per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, alla turbativa d’asta, allo sfruttamento del lavoro e all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture

Le indagini partirono nell'estate 2017 quando la struttura ospitava 2762 richiedenti asilo.
Solo per una coincidenza violenta,cioè l'aggressione ad un mediatore culturale nel centro di Fontanelle di loro proprietà.

Subito la Caritas di Bergamo si butta su un bando di 106 milioni per 18 mesi.

In diverse conversazioni intercettate,gli operatori delle strutture sul territorio si accordano con i responsabili, per segnare notti in più nel registro presenze dei migranti falsando le rendicontazioni.
Luca Bassis,uomo di fiducia di don Visconti,ammette durante una telefonata di aver contraffatto il resoconto per la Prefettura in modo che alcuni passaggi sfuggano al controllo.

Gonfiata anche di 50mila euro la voce affitti, calcolata per 5 euro ad ospite nei centri di Casazza, Botta di Sedrina e San Paolo d’Argon, tutti di proprietà della Diocesi

Ci sono decine di indagati e tre arresti (i tre responsabili della cooperativa Rinnovamento)

Lo Stato fornisce 35 euro al giorno per ogni migrante e così loro lo intascavano anche quando avevano lasciato la struttura

Gli ospiti stranieri venivano sfamati con cibo scaduto da due associazioni facenti parte la Caritas.

Per il giudice si sarebbe servito delle due associazioni per intascare soldi pubblici “non spettanti”, controllare “le dinamiche dell’accoglienza migratoria e la successiva gestione, riuscendo a condizionare le istituzioni interessate al fine di ottenere vantaggi indebiti

Anche le fatture sono falsificate.

Infine ci sono accuse di sfruttamento del lavoro e turbativa d'asta per posti Sprar al comune di Bergamo.


Corriere della Sera

Chi mai avrebbe potuto dirlo che ci mangiano in tanti sui migranti?
 
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