Arbitropoli: nuove intercettazioni Rocchi. Si indaga.

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CorSera: l'inchiesta della Procura di Milano ruota attorno alla complessa distinzione giuridica tra la legittima, seppur accesa, lamentela di un club per presunti errori arbitrali e il tentativo illegittimo di condizionare le scelte del designatore, configurando l'ipotesi di frode sportiva che vede attualmente indagato Gianluca Rocchi. Il fulcro dell'indagine riguarda la possibilità che le pressioni dei club abbiano influenzato le designazioni per assecondare i desiderata delle società, come suggerito da alcune intercettazioni della primavera 2025; in particolare, è emerso il caso di un arbitro sgradito all'Inter che sarebbe stato "schermato", ovvero designato per una semifinale di Coppa Italia al fine di evitare la sua presenza nelle cruciali sfide finali di campionato. Per fare chiarezza su questi dinamiche, il pubblico ministero Maurizio Ascione ha interrogato come testimoni Riccardo Pinzani, ex delegato FIGC per i rapporti con il mondo arbitrale, e Andrea Butti, responsabile competizioni della Lega Serie A, analizzando i loro colloqui con Rocchi e i riferimenti a dirigenti di club, tra cui un addetto dell'Inter non indagato. La sfida degli inquirenti consiste nel dimostrare la sussistenza di "atti fraudolenti", dato che non risultano passaggi di denaro, cercando di decifrare se i comportamenti del designatore e le richieste dei club abbiano effettivamente alterato la regolarità delle competizioni. L'indagine tocca inoltre il tema dei potenziali conflitti d'interesse legati alle "porte girevoli" nel calcio e il sospetto che Rocchi possa aver influenzato direttamente le decisioni della sala VAR durante i match, aspetto su cui Butti è stato chiamato a riferire in quanto referente logistico della struttura stessa.

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CorSera: l'inchiesta della Procura di Milano ruota attorno alla complessa distinzione giuridica tra la legittima, seppur accesa, lamentela di un club per presunti errori arbitrali e il tentativo illegittimo di condizionare le scelte del designatore, configurando l'ipotesi di frode sportiva che vede attualmente indagato Gianluca Rocchi. Il fulcro dell'indagine riguarda la possibilità che le pressioni dei club abbiano influenzato le designazioni per assecondare i desiderata delle società, come suggerito da alcune intercettazioni della primavera 2025; in particolare, è emerso il caso di un arbitro sgradito all'Inter che sarebbe stato "schermato", ovvero designato per una semifinale di Coppa Italia al fine di evitare la sua presenza nelle cruciali sfide finali di campionato. Per fare chiarezza su questi dinamiche, il pubblico ministero Maurizio Ascione ha interrogato come testimoni Riccardo Pinzani, ex delegato FIGC per i rapporti con il mondo arbitrale, e Andrea Butti, responsabile competizioni della Lega Serie A, analizzando i loro colloqui con Rocchi e i riferimenti a dirigenti di club, tra cui un addetto dell'Inter non indagato. La sfida degli inquirenti consiste nel dimostrare la sussistenza di "atti fraudolenti", dato che non risultano passaggi di denaro, cercando di decifrare se i comportamenti del designatore e le richieste dei club abbiano effettivamente alterato la regolarità delle competizioni. L'indagine tocca inoltre il tema dei potenziali conflitti d'interesse legati alle "porte girevoli" nel calcio e il sospetto che Rocchi possa aver influenzato direttamente le decisioni della sala VAR durante i match, aspetto su cui Butti è stato chiamato a riferire in quanto referente logistico della struttura stessa.

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Magari sarà un buco nell'acqua ma una cosa la si è capita : se un dirigente scaltro ha a che fare con apprendisti disinteressati non serve nemmeno condizionare la classe arbitrale.
 
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CorSera: l'inchiesta della Procura di Milano ruota attorno alla complessa distinzione giuridica tra la legittima, seppur accesa, lamentela di un club per presunti errori arbitrali e il tentativo illegittimo di condizionare le scelte del designatore, configurando l'ipotesi di frode sportiva che vede attualmente indagato Gianluca Rocchi. Il fulcro dell'indagine riguarda la possibilità che le pressioni dei club abbiano influenzato le designazioni per assecondare i desiderata delle società, come suggerito da alcune intercettazioni della primavera 2025; in particolare, è emerso il caso di un arbitro sgradito all'Inter che sarebbe stato "schermato", ovvero designato per una semifinale di Coppa Italia al fine di evitare la sua presenza nelle cruciali sfide finali di campionato. Per fare chiarezza su questi dinamiche, il pubblico ministero Maurizio Ascione ha interrogato come testimoni Riccardo Pinzani, ex delegato FIGC per i rapporti con il mondo arbitrale, e Andrea Butti, responsabile competizioni della Lega Serie A, analizzando i loro colloqui con Rocchi e i riferimenti a dirigenti di club, tra cui un addetto dell'Inter non indagato. La sfida degli inquirenti consiste nel dimostrare la sussistenza di "atti fraudolenti", dato che non risultano passaggi di denaro, cercando di decifrare se i comportamenti del designatore e le richieste dei club abbiano effettivamente alterato la regolarità delle competizioni. L'indagine tocca inoltre il tema dei potenziali conflitti d'interesse legati alle "porte girevoli" nel calcio e il sospetto che Rocchi possa aver influenzato direttamente le decisioni della sala VAR durante i match, aspetto su cui Butti è stato chiamato a riferire in quanto referente logistico della struttura stessa.

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Certo che non ci sono "passaggi di denaro" diretti, abbiamo capito ormai come funzionava il sistema. Ci sono avanzamenti o stagnazione di carriere, densità e frequenza di lavoro rispetto al relegamento ai margini e sospensioni. Sempre di denaro si tratta, ma ovviamente in modo indiretto. Fare piacere ai potenti, e soprattutto al Potente Supremo, portava vantaggi.
Designatore, arbitri e varisti si sono ovviamente adeguati. Una volta stabilite le regole d'ingaggio, non c'era più bisogno di far niente, la macchina funzionava in automatico, ma nei casi particolari, quelli nevralgici, restavano sempre le bussate e i segni oltre il vetro.
 

Basileuon

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Certo che non ci sono "passaggi di denaro" diretti, abbiamo capito ormai come funzionava il sistema. Ci sono avanzamenti o stagnazione di carriere, densità e frequenza di lavoro rispetto al relegamento ai margini e sospensioni. Sempre di denaro si tratta, ma ovviamente in modo indiretto. Fare piacere ai potenti, e soprattutto al Potente Supremo, portava vantaggi.
Designatore, arbitri e varisti si sono ovviamente adeguati. Una volta stabilite le regole d'ingaggio, non c'era più bisogno di far niente, la macchina funzionava in automatico, ma nei casi particolari, quelli nevralgici, restavano sempre le bussate e i segni oltre il vetro.

Esatto, se prima dovevi sganciare i Rolex agli arbitri ora ti basta non farli lavorare perché questi sono legalmente in un limbo fra dipendenti e lavoratori a chiamata.
Non sono nemmeno sicurissimo che questa forma abbia senso da un punto di vista giuridico visto che ai contratti a chiamata non è affatto impedito di fare un altro lavoro, mentre gli arbitri sono delle specie di partite iva monomandatarie, una porcata tutta italiana.
 
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Esatto, se prima dovevi sganciare i Rolex agli arbitri ora ti basta non farli lavorare perché questi sono legalmente in un limbo fra dipendenti e lavoratori a chiamata.
Non sono nemmeno sicurissimo che questa forma abbia senso da un punto di vista giuridico visto che ai contratti a chiamata non è affatto impedito di fare un altro lavoro, mentre gli arbitri sono delle specie di partite iva monomandatarie, una porcata tutta italiana.
Proprio così, non sono un esperto in regolamentazione del lavoro ma mi sembra che tu abbia fotografato bene la situazione.
Del resto prova a pensare a un arbitro, se non sei un dipendente con contratto fisso, il fatto di essere monomandatario è praticamente incorporato nell'attività, non può certo lavorare come freelance e offrire le sue prestazioni ad altri: cosa potrebbe fare? Non ci sono posizioni aperte per arbitri in altre federazioni o circuiti professionali. O ti fai andar bene l'unica minestra, altrimenti non mangi.
 
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Da quello che ho letto comunque gli arbitri hanno una parte fissa, che varia a seconda delle gare dirette, da 90000 euro lordi per gli internazionali ai 30000 euro per chi ha meno di 50 partite dirette a cui si aggiunge il compenso per ogni partita diretta
 
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