Allegri Milan: è gelo. Via Tare. Italiano e D'Amico il futuro?

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CorSport: a un anno dall'inizio dell'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, il suo futuro appare oggi fortemente in bilico nonostante un contratto fino al 2028 e una posizione in classifica che vede i rossoneri saldi al terzo posto con 63 punti. Il problema principale non riguarda i risultati sportivi, dato che l'obiettivo Champions è a un passo, ma una profonda frattura nei rapporti tra l'allenatore e il management composto da Furlani, Moncada e Ibrahimovic, con Allegri che si è sentito spesso poco sostenuto dalla società nonostante una stagione vissuta sempre ai vertici. In questo clima di incertezza e "grande freddo", anche la posizione del direttore sportivo Igli Tare appare legata a doppio filo a quella del tecnico: un mancato raggiungimento del quarto posto porterebbe al licenziamento di entrambi, mentre una conferma del podio potrebbe comunque spingere Allegri a farsi da parte per divergenze con la dirigenza. Sullo sfondo si delineano già diverse alternative, con il Milan che guarda con interesse alla coppia formata da Italiano e D’Amico, mentre per Allegri si aprono le piste della Nazionale, una volta eletto il nuovo presidente federale, o del Napoli di De Laurentiis qualora saltasse l'opzione Conte. La situazione resta confusa e priva di una chiara linea decisionale all'interno del club, rendendo assai improbabile una ricucitura dei rapporti a meno di una clamorosa svolta nei programmi tecnici e societari per la prossima stagione.

Per TS, Allegri vorrebbe restare: Massimiliano Allegri sta lavorando intensamente alla progettazione del Milan del futuro, avendo già avuto tre incontri strategici con la dirigenza rossonera — composta dall'AD Furlani, dal DS Tare e dal senior advisor Zlatan Ibrahimovic — per definire budget, obiettivi di mercato e profili dei giocatori. Nonostante il forte interesse di Giovanni Malagò, che lo vorrebbe come nuovo CT della Nazionale in tandem con Claudio Ranieri, il tecnico livornese ha ribadito sia pubblicamente che privatamente la sua volontà di restare a Milano, focalizzandosi sulla conquista di un posto nella Champions League 2026-27 e sulla rincorsa alla seconda stella nella prossima stagione. La partecipazione alla massima competizione europea rimane la condizione essenziale per dare continuità al progetto di ricostruzione, poiché garantisce gli introiti vitali per rendere la squadra competitiva ai massimi livelli. Allegri sta dimostrando con i fatti il suo impegno, lavorando a Milanello anche nei giorni di riposo per preparare la trasferta di Verona e ignorando le voci che vedono Antonio Conte in pole position per l'azzurro dopo le recenti aperture di De Laurentiis. Al momento, la società percepisce un allenatore totalmente dedito alla causa rossonera, intenzionato a onorare il suo ritorno a Milano con una squadra capace di figurare bene anche in Europa, a meno di un clamoroso crollo dei risultati che possa mettere a rischio l'obiettivo quarto posto.

CorSera: Il Milan si gioca l'intero futuro sportivo ed economico nei prossimi quaranta giorni, con sei partite decisive per blindare la qualificazione in Champions League e incassare i 50 milioni di euro necessari per finanziare il mercato e puntare allo scudetto della seconda stella. La partita è doppia e coinvolge direttamente Massimiliano Allegri, il cui futuro appare incerto tra il rinnovo automatico fino al 2028, che scatterebbe con l'ingresso nell'Europa che conta, e le crescenti lusinghe della Nazionale azzurra. Il tecnico ha mostrato un cambio di atteggiamento nelle dichiarazioni: se prima della sfida col Napoli dichiarava «Ho iniziato un lavoro con il Milan e spero di rimanerci a lungo», alla vigilia della gara con l'Udinese è stato più vago, affermando che «prima dell'allenatore devono decidere il presidente», riferendosi ai vertici della FIGC. Allegri intende riportare il club ai vertici ma chiede garanzie societarie, pretendendo un maggiore coinvolgimento nelle scelte di mercato per evitare incongruenze come quelle di gennaio e sollecitando l'acquisto di almeno quattro elementi di esperienza internazionale — tra cui spiccano i nomi di Lewandowski, Vlahovic, Dybala e Goretzka — oltre a un rinforzo di spessore per ogni reparto. In vista della fondamentale trasferta di Verona, il tecnico si affiderà al rientrante Gabbia e a un Leao che, nonostante le voci di mercato, dovrebbe partire titolare. L'obiettivo è interrompere la serie di due sconfitte consecutive per non vanificare la crescita di fatturato e marketing del club, poiché solo il ritorno in Champions può garantire le risorse per soddisfare le ambizioni di un Allegri che, pur dando la priorità al Milan, resta alla finestra in attesa di capire i reali programmi della dirigenza.

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Dentro al milan l'unica divergenza è con la vittoria e coi risultati sportivi.

Ma lo sapevamo tutti che tare sarebbe stato solo l'ultimo parafulmine.
Allegri invece , che poi può piacere o meno, se ne andrà perchè ha capito di avere a che fare con dilettanti del calcio.
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CorSport: a un anno dall'inizio dell'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, il suo futuro appare oggi fortemente in bilico nonostante un contratto fino al 2028 e una posizione in classifica che vede i rossoneri saldi al terzo posto con 63 punti. Il problema principale non riguarda i risultati sportivi, dato che l'obiettivo Champions è a un passo, ma una profonda frattura nei rapporti tra l'allenatore e il management composto da Furlani, Moncada e Ibrahimovic, con Allegri che si è sentito spesso poco sostenuto dalla società nonostante una stagione vissuta sempre ai vertici. In questo clima di incertezza e "grande freddo", anche la posizione del direttore sportivo Igli Tare appare legata a doppio filo a quella del tecnico: un mancato raggiungimento del quarto posto porterebbe al licenziamento di entrambi, mentre una conferma del podio potrebbe comunque spingere Allegri a farsi da parte per divergenze con la dirigenza. Sullo sfondo si delineano già diverse alternative, con il Milan che guarda con interesse alla coppia formata da Italiano e D’Amico, mentre per Allegri si aprono le piste della Nazionale, una volta eletto il nuovo presidente federale, o del Napoli di De Laurentiis qualora saltasse l'opzione Conte. La situazione resta confusa e priva di una chiara linea decisionale all'interno del club, rendendo assai improbabile una ricucitura dei rapporti a meno di una clamorosa svolta nei programmi tecnici e societari per la prossima stagione.

Per TS, Allegri vorrebbe restare: Massimiliano Allegri sta lavorando intensamente alla progettazione del Milan del futuro, avendo già avuto tre incontri strategici con la dirigenza rossonera — composta dall'AD Furlani, dal DS Tare e dal senior advisor Zlatan Ibrahimovic — per definire budget, obiettivi di mercato e profili dei giocatori. Nonostante il forte interesse di Giovanni Malagò, che lo vorrebbe come nuovo CT della Nazionale in tandem con Claudio Ranieri, il tecnico livornese ha ribadito sia pubblicamente che privatamente la sua volontà di restare a Milano, focalizzandosi sulla conquista di un posto nella Champions League 2026-27 e sulla rincorsa alla seconda stella nella prossima stagione. La partecipazione alla massima competizione europea rimane la condizione essenziale per dare continuità al progetto di ricostruzione, poiché garantisce gli introiti vitali per rendere la squadra competitiva ai massimi livelli. Allegri sta dimostrando con i fatti il suo impegno, lavorando a Milanello anche nei giorni di riposo per preparare la trasferta di Verona e ignorando le voci che vedono Antonio Conte in pole position per l'azzurro dopo le recenti aperture di De Laurentiis. Al momento, la società percepisce un allenatore totalmente dedito alla causa rossonera, intenzionato a onorare il suo ritorno a Milano con una squadra capace di figurare bene anche in Europa, a meno di un clamoroso crollo dei risultati che possa mettere a rischio l'obiettivo quarto posto.

CorSera: Il Milan si gioca l'intero futuro sportivo ed economico nei prossimi quaranta giorni, con sei partite decisive per blindare la qualificazione in Champions League e incassare i 50 milioni di euro necessari per finanziare il mercato e puntare allo scudetto della seconda stella. La partita è doppia e coinvolge direttamente Massimiliano Allegri, il cui futuro appare incerto tra il rinnovo automatico fino al 2028, che scatterebbe con l'ingresso nell'Europa che conta, e le crescenti lusinghe della Nazionale azzurra. Il tecnico ha mostrato un cambio di atteggiamento nelle dichiarazioni: se prima della sfida col Napoli dichiarava «Ho iniziato un lavoro con il Milan e spero di rimanerci a lungo», alla vigilia della gara con l'Udinese è stato più vago, affermando che «prima dell'allenatore devono decidere il presidente», riferendosi ai vertici della FIGC. Allegri intende riportare il club ai vertici ma chiede garanzie societarie, pretendendo un maggiore coinvolgimento nelle scelte di mercato per evitare incongruenze come quelle di gennaio e sollecitando l'acquisto di almeno quattro elementi di esperienza internazionale — tra cui spiccano i nomi di Lewandowski, Vlahovic, Dybala e Goretzka — oltre a un rinforzo di spessore per ogni reparto. In vista della fondamentale trasferta di Verona, il tecnico si affiderà al rientrante Gabbia e a un Leao che, nonostante le voci di mercato, dovrebbe partire titolare. L'obiettivo è interrompere la serie di due sconfitte consecutive per non vanificare la crescita di fatturato e marketing del club, poiché solo il ritorno in Champions può garantire le risorse per soddisfare le ambizioni di un Allegri che, pur dando la priorità al Milan, resta alla finestra in attesa di capire i reali programmi della dirigenza.
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Marilson

Milano vende moda
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CorSport: a un anno dall'inizio dell'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, il suo futuro appare oggi fortemente in bilico nonostante un contratto fino al 2028 e una posizione in classifica che vede i rossoneri saldi al terzo posto con 63 punti. Il problema principale non riguarda i risultati sportivi, dato che l'obiettivo Champions è a un passo, ma una profonda frattura nei rapporti tra l'allenatore e il management composto da Furlani, Moncada e Ibrahimovic, con Allegri che si è sentito spesso poco sostenuto dalla società nonostante una stagione vissuta sempre ai vertici. In questo clima di incertezza e "grande freddo", anche la posizione del direttore sportivo Igli Tare appare legata a doppio filo a quella del tecnico: un mancato raggiungimento del quarto posto porterebbe al licenziamento di entrambi, mentre una conferma del podio potrebbe comunque spingere Allegri a farsi da parte per divergenze con la dirigenza. Sullo sfondo si delineano già diverse alternative, con il Milan che guarda con interesse alla coppia formata da Italiano e D’Amico, mentre per Allegri si aprono le piste della Nazionale, una volta eletto il nuovo presidente federale, o del Napoli di De Laurentiis qualora saltasse l'opzione Conte. La situazione resta confusa e priva di una chiara linea decisionale all'interno del club, rendendo assai improbabile una ricucitura dei rapporti a meno di una clamorosa svolta nei programmi tecnici e societari per la prossima stagione.

Per TS, Allegri vorrebbe restare: Massimiliano Allegri sta lavorando intensamente alla progettazione del Milan del futuro, avendo già avuto tre incontri strategici con la dirigenza rossonera — composta dall'AD Furlani, dal DS Tare e dal senior advisor Zlatan Ibrahimovic — per definire budget, obiettivi di mercato e profili dei giocatori. Nonostante il forte interesse di Giovanni Malagò, che lo vorrebbe come nuovo CT della Nazionale in tandem con Claudio Ranieri, il tecnico livornese ha ribadito sia pubblicamente che privatamente la sua volontà di restare a Milano, focalizzandosi sulla conquista di un posto nella Champions League 2026-27 e sulla rincorsa alla seconda stella nella prossima stagione. La partecipazione alla massima competizione europea rimane la condizione essenziale per dare continuità al progetto di ricostruzione, poiché garantisce gli introiti vitali per rendere la squadra competitiva ai massimi livelli. Allegri sta dimostrando con i fatti il suo impegno, lavorando a Milanello anche nei giorni di riposo per preparare la trasferta di Verona e ignorando le voci che vedono Antonio Conte in pole position per l'azzurro dopo le recenti aperture di De Laurentiis. Al momento, la società percepisce un allenatore totalmente dedito alla causa rossonera, intenzionato a onorare il suo ritorno a Milano con una squadra capace di figurare bene anche in Europa, a meno di un clamoroso crollo dei risultati che possa mettere a rischio l'obiettivo quarto posto.

CorSera: Il Milan si gioca l'intero futuro sportivo ed economico nei prossimi quaranta giorni, con sei partite decisive per blindare la qualificazione in Champions League e incassare i 50 milioni di euro necessari per finanziare il mercato e puntare allo scudetto della seconda stella. La partita è doppia e coinvolge direttamente Massimiliano Allegri, il cui futuro appare incerto tra il rinnovo automatico fino al 2028, che scatterebbe con l'ingresso nell'Europa che conta, e le crescenti lusinghe della Nazionale azzurra. Il tecnico ha mostrato un cambio di atteggiamento nelle dichiarazioni: se prima della sfida col Napoli dichiarava «Ho iniziato un lavoro con il Milan e spero di rimanerci a lungo», alla vigilia della gara con l'Udinese è stato più vago, affermando che «prima dell'allenatore devono decidere il presidente», riferendosi ai vertici della FIGC. Allegri intende riportare il club ai vertici ma chiede garanzie societarie, pretendendo un maggiore coinvolgimento nelle scelte di mercato per evitare incongruenze come quelle di gennaio e sollecitando l'acquisto di almeno quattro elementi di esperienza internazionale — tra cui spiccano i nomi di Lewandowski, Vlahovic, Dybala e Goretzka — oltre a un rinforzo di spessore per ogni reparto. In vista della fondamentale trasferta di Verona, il tecnico si affiderà al rientrante Gabbia e a un Leao che, nonostante le voci di mercato, dovrebbe partire titolare. L'obiettivo è interrompere la serie di due sconfitte consecutive per non vanificare la crescita di fatturato e marketing del club, poiché solo il ritorno in Champions può garantire le risorse per soddisfare le ambizioni di un Allegri che, pur dando la priorità al Milan, resta alla finestra in attesa di capire i reali programmi della dirigenza.

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Io dico la mia. C'e' un evidente attacco ben orchestrato in corso contro il Milan. Al netto delle incompetenze societarie, parlare di "crollo Milan" ecc per aver perso due partite dove comunque sei sempre la' in cima a giocartela e' eccessivo. Nemmeno nel piu buio periodo con Pioli prima e Fonseca/Conceicao dopo ho visto questo. La realta' e' che dopo un primo anno di consolidamento, con gli acquisti giusti, al secondo tentativo Allegri potrebbe non sbagliare e qualcuno non vuole questo. Meglio l'ennesima ricostruzione
 

Toby rosso nero

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Dentro al milan l'unica divergenza è con la vittoria e coi risultati sportivi.

Ma lo sapevamo tutti che tare sarebbe stato solo l'ultimo parafulmine.
Allegri invece , che poi può piacere o meno, se ne andrà perchè ha capito di avere a che fare con dilettanti del calcio.

Tutto ampiamente previsto su queste pagine, come sempre, nel giorno stesso dell' annuncio di Tare.
 
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Tare è una vittima, anche se oggettivamente non ci voleva un genio per capire che il suo ruolo di DS delegittimato era palese fin dai primi incontri pre firma contratto. Probabilmente sperava di aver più margine di manovra e comunque come Allegri non aveva altri club che lo cercavano.

Allegri invece si tira semplicemente indietro perchè non può passare un altro anno a nascondersi dietro a finti obbiettivi e a vivacchiare un altro anno come ha fatto per 3 anni alla Juve prima di essere cacciato. Farà quello che avrebbe dovuto fare Conte già l'anno scorso. Sono tecnici che da ormai anni, anni e anni non propongono calcio e non sono in grado di gestire il doppio impegno settimanale. Con Allegri, mercato o no, sul campo l'anno prossimo sarà al 99% peggio. Faremo o faremmo il catenaccio con giocatori più stanchi e con più infortuni, quindi faremo o faremmo peggio quasi con certezza assoluta.

Poi sulla proprietà che va avanti a rivoluzioni fatte senza logica e criterio, penso che in ogni commento sia sprecata ogni singola parola. C'è solo da sperare nella fortuna e che azzecchino la rivoluzione a caso giusta, con acquisti a caso azzeccati e un tecnico a caso che sia capace di costruire un progetto tecnico e che abbia delle chiare idee calcistiche. Uno che non voglia vivacchiare di anno in anno è la base minima per sperare un giorno di tornare a vincere.
 
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Io dico la mia. C'e' un evidente attacco ben orchestrato in corso contro il Milan. Al netto delle incompetenze societarie, parlare di "crollo Milan" ecc per aver perso due partite dove comunque sei sempre la' in cima a giocartela e' eccessivo. Nemmeno nel piu buio periodo con Pioli prima e Fonseca/Conceicao dopo ho visto questo. La realta' e' che dopo un primo anno di consolidamento, con gli acquisti giusti, al secondo tentativo Allegri potrebbe non sbagliare e qualcuno non vuole questo. Meglio l'ennesima ricostruzione
E' il gioco delle parti.

I giornalisti scrivono per come sono imbeccati e per quello che si passa loro.
Ora, considera che Allegri da giornalisti e addetti ai lavori è molto stimato perchè lui al telefono ci risponde e il suo procuratore fa lo stesso, considera poi che i nostri dirigenti fanno nulla di tutto ciò per scelta aziendale.

Cosa vuoi che ne derivi?
Che i giornalisti hanno solo il punto di vista dell'allenatore.

Provando per un attimo a fantasticare è probabile qualche scribacchino abbia chiesto al mister cosa farà l'anno prossimo, se andrà alla nazionale e, magari, se restarà al milan a prescindere da tutto, se è contento della squadra e del mercato e se vuole rinforzi per il prossimo anno.

Un silenzio, un ammiccamento , una non risposta , un sorriso, una frase banale di contorno vale delle volte più di una risposta.

E il gioco è fatto.

La risposta da parte della società , nella persona di Furlani, arriverà con la gazzetta.
E il disastro è servito.

Ecco cosa succede ad avere una società totalmente alienata dalla comunicazione ed ecco perchè non avrebbero mai voluto un allenatore mediaticamente influente e con contatti con la carta stampata.
Il loro allenatore ideale è uno zerbino che non mette pressioni , non scarica responsabilità e non ha potere mediatico.
 

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