Albertini:"Tonali la mia evoluzione. Chiesa perfetto".

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Demetrio Albertini alla GDS in edicola oggi, 15 settembre, sul Milan

L'intervista completa:"Direi niente male. Ho sempre sostenuto che l’ossatura della squadra era buona e che servi- vano giocatori più forti di quelli già in rosa: Tonali è un ottimo acquisto. Però ricordiamoci che il mercato conta, ma è solo una delle componenti per centrare gli obiettivi, e in questo Milan ne emerge un’altra che mi con- vince sempre di più"

"Quale? Nella mia generazione il senso di appartenenza era uno dei segreti per vincere. Oggi al Milan si punta sull’italianità: Donnarumma, Romagnoli, Calabria, adesso Tonali... In carriera ho vissuto da “straniero” in Spagna e vi assicuro, avere un blocco del tuo Paese che guida gli altri è fondamentale".

"Tonali può diventare un pilastro? Ha tutte le qualità del campione ma bisogna lasciarlo tranquillo. Deve poter crescere, anche sbagliando"

"A chi somiglia? Premessa: odio i paragoni. Al- la mia prima da titolare a San Siro mi dissero “somigli a Rivera”. Avete presente che cosa vuol dire convivere con paralleli di questo tipo? In tanti associano Tonali a Pirlo, ma Andrea è inarrivabile, è uno dei primi cinque centrocampisti nella storia del calcio italiano. Facciamo così, sgraviamo Sandro da questo peso: a me ricorda Albertini".

"In certe movenze mi assomiglia: anche nella postura, ho avuto un déjà vu dopo aver visto alcune foto. Sa difendere e impostare, è un centrocampista moderno come lo ero stato io negli Anni 90: un po’ la mia evoluzione. Da lui mi aspetto continuità nelle prestazioni, sarebbe un altro tratto in comune. Però il Milan deve es- sere un punto di partenza, non di arrivo, lo capirà presto e migliorerà ancora di più".

"Come giocherà? Non vedo problemi di compatibilità, né con i compagni né con i sistemi di gioco. È più play ma può fare la mezzala in una mediana a tre".

"Meglio Bakayoko o Soumarè? MI fido di Paolo".

"Giusto puntare su Ibra? Zlatan è una ricchezza, ma ne approfitterei per far crescere un altro attaccante accanto a lui. Un profilo giovane, magari da prendere all’estero. So che al momento i pensieri dei diri- genti sono altrove, ma chissà, a fine mercato...".

"Cosa manca ancora? Manca un esterno destro di alto livello, Chiesa sarebbe perfetto. È un giocatore strepitoso, sulla fascia o da seconda punta accanto a Ibra. E rafforzerebbe quel concetto di italianità attorno a cui disegnare il futuro rossonero"

"Donnarumma rinnoverà? Dipenderà più da lui che dal suo agente".

"Daniel? Ha grande talento. All’estero con giocatori così si insiste, li si mette alla prova quando si fa sul serio. Pioli è un bravo allenatore e adesso può lavorare con tranquillità, anche sui giovanissimi. È una situazione affascinante: chi non si augura di vedere un altro Maldini protagonista, alla terza generazione?"

"Paolo è alle prese con una sfida tosta, perché il confronto tra il Maldini dirigente e il Maldini calciatore è sempre nell’aria. Gli auguro di riuscire a realizzare quanto fatto sul campo"


"Cosa mi aspetto giovedì? Una squadra che affronti la partita con la responsabilità di non poter sbagliare. Dovrà essere un allenamento per quello che il Milan vuole diventare domani"

"Cosa diventerà il Milan? Un gruppo che lotterà per tornare in Champions. Il Milan ci manca da troppo tempo, ma adesso vedo sinergia tra società e squadra ed è un buon inizio: anche i tifosi devono sapere che si sta costruendo. Poi ci sarà da competere, e con Juve e Inter virtualmente tra le prime quattro la corsa si ridurrà a cinque club per due posti".
 

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L'intervista completa:"Direi niente male. Ho sempre sostenuto che l’ossatura della squadra era buona e che servi- vano giocatori più forti di quelli già in rosa: Tonali è un ottimo acquisto. Però ricordiamoci che il mercato conta, ma è solo una delle componenti per centrare gli obiettivi, e in questo Milan ne emerge un’altra che mi con- vince sempre di più"

"Quale? Nella mia generazione il senso di appartenenza era uno dei segreti per vincere. Oggi al Milan si punta sull’italianità: Donnarumma, Romagnoli, Calabria, adesso Tonali... In carriera ho vissuto da “straniero” in Spagna e vi assicuro, avere un blocco del tuo Paese che guida gli altri è fondamentale".

"Tonali può diventare un pilastro? Ha tutte le qualità del campione ma bisogna lasciarlo tranquillo. Deve poter crescere, anche sbagliando"

"A chi somiglia? Premessa: odio i paragoni. Al- la mia prima da titolare a San Siro mi dissero “somigli a Rivera”. Avete presente che cosa vuol dire convivere con paralleli di questo tipo? In tanti associano Tonali a Pirlo, ma Andrea è inarrivabile, è uno dei primi cinque centrocampisti nella storia del calcio italiano. Facciamo così, sgraviamo Sandro da questo peso: a me ricorda Albertini".

"In certe movenze mi assomiglia: anche nella postura, ho avuto un déjà vu dopo aver visto alcune foto. Sa difendere e impostare, è un centrocampista moderno come lo ero stato io negli Anni 90: un po’ la mia evoluzione. Da lui mi aspetto continuità nelle prestazioni, sarebbe un altro tratto in comune. Però il Milan deve es- sere un punto di partenza, non di arrivo, lo capirà presto e migliorerà ancora di più".

"Come giocherà? Non vedo problemi di compatibilità, né con i compagni né con i sistemi di gioco. È più play ma può fare la mezzala in una mediana a tre".

"Meglio Bakayoko o Soumarè? MI fido di Paolo".

"Giusto puntare su Ibra? Zlatan è una ricchezza, ma ne approfitterei per far crescere un altro attaccante accanto a lui. Un profilo giovane, magari da prendere all’estero. So che al momento i pensieri dei diri- genti sono altrove, ma chissà, a fine mercato...".

"Cosa manca ancora? Manca un esterno destro di alto livello, Chiesa sarebbe perfetto. È un giocatore strepitoso, sulla fascia o da seconda punta accanto a Ibra. E rafforzerebbe quel concetto di italianità attorno a cui disegnare il futuro rossonero"

"Donnarumma rinnoverà? Dipenderà più da lui che dal suo agente".

"Daniel? Ha grande talento. All’estero con giocatori così si insiste, li si mette alla prova quando si fa sul serio. Pioli è un bravo allenatore e adesso può lavorare con tranquillità, anche sui giovanissimi. È una situazione affascinante: chi non si augura di vedere un altro Maldini protagonista, alla terza generazione?"

"Paolo è alle prese con una sfida tosta, perché il confronto tra il Maldini dirigente e il Maldini calciatore è sempre nell’aria. Gli auguro di riuscire a realizzare quanto fatto sul campo"


"Cosa mi aspetto giovedì? Una squadra che affronti la partita con la responsabilità di non poter sbagliare. Dovrà essere un allenamento per quello che il Milan vuole diventare domani"

"Cosa diventerà il Milan? Un gruppo che lotterà per tornare in Champions. Il Milan ci manca da troppo tempo, ma adesso vedo sinergia tra società e squadra ed è un buon inizio: anche i tifosi devono sapere che si sta costruendo. Poi ci sarà da competere, e con Juve e Inter virtualmente tra le prime quattro la corsa si ridurrà a cinque club per due posti".
 

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Demetrio Albertini alla GDS in edicola oggi, 15 settembre, sul Milan L'intervista completa:"Direi niente male. Ho sempre sostenuto che l’ossatura della squadra era buona e che servi- vano giocatori più forti di quelli già in rosa: Tonali è un ottimo acquisto. Però ricordiamoci che il mercato conta, ma è solo una delle componenti per centrare gli obiettivi, e in questo Milan ne emerge un’altra che mi con- vince sempre di più" "Quale? Nella mia generazione il senso di appartenenza era uno dei segreti per vincere. Oggi al Milan si punta sull’italianità: Donnarumma, Romagnoli, Calabria, adesso Tonali... In carriera ho vissuto da “straniero” in Spagna e vi assicuro, avere un blocco del tuo Paese che guida gli altri è fondamentale". "Tonali può diventare un pilastro? Ha tutte le qualità del campione ma bisogna lasciarlo tranquillo. Deve poter crescere, anche sbagliando" "A chi somiglia? Premessa: odio i paragoni. Al- la mia prima da titolare a San Siro mi dissero “somigli a Rivera”. Avete presente che cosa vuol dire convivere con paralleli di questo tipo? In tanti associano Tonali a Pirlo, ma Andrea è inarrivabile, è uno dei primi cinque centrocampisti nella storia del calcio italiano. Facciamo così, sgraviamo Sandro da questo peso: a me ricorda Albertini". "In certe movenze mi assomiglia: anche nella postura, ho avuto un déjà vu dopo aver visto alcune foto. Sa difendere e impostare, è un centrocampista moderno come lo ero stato io negli Anni 90: un po’ la mia evoluzione. Da lui mi aspetto continuità nelle prestazioni, sarebbe un altro tratto in comune. Però il Milan deve es- sere un punto di partenza, non di arrivo, lo capirà presto e migliorerà ancora di più". "Come giocherà? Non vedo problemi di compatibilità, né con i compagni né con i sistemi di gioco. È più play ma può fare la mezzala in una mediana a tre". "Meglio Bakayoko o Soumarè? MI fido di Paolo". "Giusto puntare su Ibra? Zlatan è una ricchezza, ma ne approfitterei per far crescere un altro attaccante accanto a lui. Un profilo giovane, magari da prendere all’estero. So che al momento i pensieri dei diri- genti sono altrove, ma chissà, a fine mercato...". "Cosa manca ancora? Manca un esterno destro di alto livello, Chiesa sarebbe perfetto. È un giocatore strepitoso, sulla fascia o da seconda punta accanto a Ibra. E rafforzerebbe quel concetto di italianità attorno a cui disegnare il futuro rossonero" "Donnarumma rinnoverà? Dipenderà più da lui che dal suo agente". "Daniel? Ha grande talento. All’estero con giocatori così si insiste, li si mette alla prova quando si fa sul serio. Pioli è un bravo allenatore e adesso può lavorare con tranquillità, anche sui giovanissimi. È una situazione affascinante: chi non si augura di vedere un altro Maldini protagonista, alla terza generazione?" "Paolo è alle prese con una sfida tosta, perché il confronto tra il Maldini dirigente e il Maldini calciatore è sempre nell’aria. Gli auguro di riuscire a realizzare quanto fatto sul campo" "Cosa mi aspetto giovedì? Una squadra che affronti la partita con la responsabilità di non poter sbagliare. Dovrà essere un allenamento per quello che il Milan vuole diventare domani" "Cosa diventerà il Milan? Un gruppo che lotterà per tornare in Champions. Il Milan ci manca da troppo tempo, ma adesso vedo sinergia tra società e squadra ed è un buon inizio: anche i tifosi devono sapere che si sta costruendo. Poi ci sarà da competere, e con Juve e Inter virtualmente tra le prime quattro la corsa si ridurrà a cinque club per due posti".
Sono d'accordo sul paragone Albertini-Tonali...sicuramente Sandro è quel tipo di calciatore.
 
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