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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Amministratore L'avatar di Admin
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    Aug 2012
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    Savicevic si racconta:"Io, il grande Milan e quel Capello..."

    Dejan Savicevic, che oggi 15 settembre compie 50 anni, si racconta alla Gazzetta dello Sport in edicola. Ecco i passaggi più importanti dell'intervista:"Mi chiamavano Il Genio. Il soprannome di un suo collega... All’inizio lo prendevano in giro, dopo il 4-0 nella finale col Barcellona è cambiato tutto. I problemi del Milan? Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o dovuto vendere, Ibra e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino. Che è successo? Che un giorno eravamo il primo club, il Barcellona e il Real di oggi, e che non possiamo più spendere 80 milioni per un
    giocatore. Non è che Pogba avrebbe risolto la situazione, ma i Bale, i Suarez non sono più alla portata. Gli Higuain. Anzi, sono sorpreso che la Juve abbia speso 90 milioni. Che mi diceva Berlusconi? Mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato, che non parlavo la lingua, ma Berlusconi ha detto: “Resta”. L'allenatore era Capello. Poi mi ha fatto giocare sempre. Da lui ho imparato tanto. Ai miei tempi era dura, noi 10 facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi almeno, con il 4-2-3-1, c’è quel posto dietro la punta: io facevo l’esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Il Milan ai cinesi? Ancora non ci credo".

    Altre notizie di giornata


    QUI -) Milan: nel fine settimana Fassone si occuperà della bandiera.

    QUI -) Milan pronto a rinnovare i contratti di Niang e Bonaventura.


    QUI -) Ambrosini:"Non mi ha chiamato nessuno. Mi auguro torni Maldini".


    QUI -) Milan: il closing può arrivare entro il 15 novembre.
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  3. #2
    Junior Member L'avatar di alexxx19
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    Jan 2014
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    Non ti dimenticherò mai caro amato Genio
    Rossonerooooooooo :bandiera:

  4. #3
    Senior Member L'avatar di Super_Lollo
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    Aug 2012
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    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino.
    Tutti in tutto il mondo a tutte le latitudini hanno la stessa idea purtroppo per noi e milioni di tifosi gli unici 2 pirla a pensarla diversamente erano Galliani e Berlusconi
    Gattuso : " il giorno che arrivò Kaka a Milanello ci guardammo tutti in faccia chiedendoci chi fosse quello sfigato con gli occhialini ,due ore dopo iniziammo la partitella. Primo pallone toccato da Kaka mi salta come nulla fosse arriva davanti a Nesta si sposta la palla e spara un missile all incrocio dei pali. Che ci crediate o meno in quel momento capii che avremmo rivinto la Champions guidati da quello sfigato con gli occhialini "

  5. #4
    Member L'avatar di Mr. Canà
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    Jul 2014
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    Barcellona, Spagna
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    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    Dejan Savicevic, che oggi 15 settembre compie 50 anni, si racconta alla Gazzetta dello Sport in edicola. Ecco i passaggi più importanti dell'intervista:"Mi chiamavano Il Genio. Il soprannome di un suo collega... All’inizio lo prendevano in giro, dopo il 4-0 nella finale col Barcellona è cambiato tutto. I problemi del Milan? Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o dovuto vendere, Ibra e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino. Che è successo? Che un giorno eravamo il primo club, il Barcellona e il Real di oggi, e che non possiamo più spendere 80 milioni per un
    giocatore. Non è che Pogba avrebbe risolto la situazione, ma i Bale, i Suarez non sono più alla portata. Gli Higuain. Anzi, sono sorpreso che la Juve abbia speso 90 milioni. Che mi diceva Berlusconi? Mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato, che non parlavo la lingua, ma Berlusconi ha detto: “Resta”. L'allenatore era Capello. Poi mi ha fatto giocare sempre. Da lui ho imparato tanto. Ai miei tempi era dura, noi 10 facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi almeno, con il 4-2-3-1, c’è quel posto dietro la punta: io facevo l’esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Il Milan ai cinesi? Ancora non ci credo".

    Altre notizie di giornata


    QUI -) Milan: nel fine settimana Fassone si occuperà della bandiera.

    QUI -) Milan pronto a rinnovare i contratti di Niang e Bonaventura.


    QUI -) Ambrosini:"Non mi ha chiamato nessuno. Mi auguro torni Maldini".


    QUI -) Milan: il closing può arrivare entro il 15 novembre.
    Grandissimo genio, ebbi la fortuna di vederlo dal vivo nella mia adolescenza, quando vivevo il calcio ancora con la pancia. Bellissimi ricordi.

    Niente da dire sul fatto che vendere Ibra e Thiago Silva sia stato l'inizio della fine, o abbia comunque sancito un'uscita di scena dalle club delle grandi squadre (che appunto non vendono i propri gioielli). Purtroppo noi tifosi l'abbiamo interpretato così sin dall'inizio.

  6. #5
    Senior Member L'avatar di Jino
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    Era magia pura... quand'era in giornata

  7. #6
    Member L'avatar di gabuz
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    L'ho amato, lo amo e lo amerò

  8. #7
    Senior Member L'avatar di Jaqen
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    Il giocatore più forte, più geniale, più estroverso, più pazzo della storia.

    E non si allenava mai...
    Bradipismo is the way

  9. #8
    Giocatore sensazionale. Per me il giocatore più vicino ad Holly. Mi ricordo di un Manchester utd- stella rossa, supercoppa europea, dove fece l'impossibile e creò per Pancev almeno 6-7 palle goal clamorose (tutte fallite miseramente).

  10. #9
    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    Dejan Savicevic, che oggi 15 settembre compie 50 anni, si racconta alla Gazzetta dello Sport in edicola. Ecco i passaggi più importanti dell'intervista:"Mi chiamavano Il Genio. Il soprannome di un suo collega... All’inizio lo prendevano in giro, dopo il 4-0 nella finale col Barcellona è cambiato tutto. I problemi del Milan? Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o dovuto vendere, Ibra e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino. Che è successo? Che un giorno eravamo il primo club, il Barcellona e il Real di oggi, e che non possiamo più spendere 80 milioni per un
    giocatore. Non è che Pogba avrebbe risolto la situazione, ma i Bale, i Suarez non sono più alla portata. Gli Higuain. Anzi, sono sorpreso che la Juve abbia speso 90 milioni. Che mi diceva Berlusconi? Mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato, che non parlavo la lingua, ma Berlusconi ha detto: “Resta”. L'allenatore era Capello. Poi mi ha fatto giocare sempre. Da lui ho imparato tanto. Ai miei tempi era dura, noi 10 facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi almeno, con il 4-2-3-1, c’è quel posto dietro la punta: io facevo l’esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Il Milan ai cinesi? Ancora non ci credo".
    Ai tempi c'era un generale ostracismo contro i 10, non era una cosa moderna, si diceva. Ne soffrirono Baggio, Zola, Savicevic e Totti, il primo divenne più una seconda punta (con Sacchi, USA 94), e pure Zola, Savicevic esterno (come anche Gullit), Totti centravanti.

    Ma quel Milan dominava l'avversario, e giocando nell'altra metacampo un trequartista si sarebbe trovato intasato in mezzo, era abbastanza logico mettere Gullit o Savicevic come esterni, dato che alla fine diventava un 4-2-4, se non un 2-4-4 con i due centrali sulla linea di centrocampo a tenere a bada l'unica punta avversaria.

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