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Risultati da 1 a 10 di 63

  1. #1

    Gestione economica e finanziaria dei club. Milan incluso.

    Il sito specializzato Tifoso bilanciato, ha da poco pubblicato un articolo illuminante sulla gestione economica e finanziaria dei club di calcio. Il discorso si ricollega a quanto già detto qui: Vademecum calciomercato e tra le righe ho deciso collegare e analizzare questo studio con la situazione rossonera.

    La gestione di ogni azienda si può dividere tra "gestione economica" e "gestione finanziaria". Nella prima categoria (g.e./c.e.) rientrano gli ammortamenti, i salari, le plusvalenze, il merchandising, diritti tv, abbonamenti. Nella seconda categoria (g.f./s.p.), invece, rientrano i cosiddetti flussi di cassa: il denaro che entra ed esce.

    Supponiamo, a questo punto, di avere due squadre: A e B. Entrambe hanno dei ricavi simili, sui 50M, e un flusso di cassa altrettanto simile, 50M ogni anno. Tuttavia la società A decide di investire 100M in calciatori (con contratti di 5 anni, quindi 20M all'anno di ammortamenti) dandogli 40M di stipendi lordi. In tutto 60M di investimenti nella gestione economica. E 100M nella gestione finanziaria (quindi dal +50 iniziale si passa ad un indebitamento di -50M).

    La società B, invece, prende solo parametri zero spendendo 60M lordi in stipendi. In tutto 60M di investimenti nella gestione economica (come la società A) e +50M ancora intatti nella gestione finanziaria.

    A primo acchito verrebbe da dire: A si indebita e sta messa peggio di B che invece non spende una lira. Ma in realtà non è così. Almeno nel lungo periodo. Infatti, inizialmente, nei primi 5 anni, la situazione delle 2 squadre può apparire simile:



    Tuttavia, con il passare degli anni il risultato negativo della società A (nella gestione economica) si trasformerà in utile nel momento in cui finisce di pagare gli ammortamenti. E il flusso di cassa costante porta la società a tornare ad avere liquidità. La società B, invece, pur partendo da un iniziale flusso di cassa +50 (la A partiva da -50), vedrebbe nel tempo erodere del tutto la sua liquidità. Questo perché ha deciso di investire i 60M su voci "fisse" (peraltro maggiori rispetto ai ricavi), quali sono i salari, che con il tempo erodono tutto il cash flow. Ma non solo, qualora la società decidesse di rinnovare quei 60M di salari, non essendoci più flusso di cassa, si avvierebbe verso il dissesto finanziario che costringerebbe la società a cedere i propri calciatori per sopravvivere.



    La società A, pur essendosi indebitata inizialmente più della società B, ha deciso di non destinare tutti gli sforzi sugli stipendi ma ha stabilito di utilizzare le voci fisse dei salari su una cifra (40) inferiore rispetto ai ricavi (50), destinando il resto dei soldi (20) sugli ammortamenti che con il passare del tempo si esauriranno. In questo modo, mantenendo i ricavi superiori ai costi fissi, si produrrà un utile che con il passare del tempo farà tornare in positivo il cash flow. Quindi non tutti gli indebitamenti sono uguali. Infatti, quelli che producono utili e flussi di cassa con il passare del tempo sono indebitamenti positivi. Al contrario, quelli che invece bruciano soltanto liquidità senza produrre alcun utile, sono debiti negativi.

    Il Milan negli ultimi anni ha sempre avuto una situazione simile alla società B (debiti negativi) quindi con i costi che pareggiano o superano i ricavi che sono andati via via diminuendo. In questo modo l'indebitamento è aumentato anno dopo anno, senza produrre alcun effetto economico positivo, fino al punto in cui l'investitore di maggioranza (nel 2012) ha detto basta. Le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva, in sostanza, hanno avuto lo scopo di rimettere in carreggiata una società che spendeva tanto e male. Ovviamente nulla si risolve con un colpo di bacchetta, per cui la "febbre" che ci aveva colpito passerà soltanto dopo diversi anni di completo (o quasi) digiuno in cui i costi diventeranno inferiori ai ricavi, e la società sarà nuovamente in grado di produrre degli utili e dei flussi di cassa positivi che permetteranno alla proprietà di tornare ad investire senza che nel lungo periodo ci rimetta. Questo discorso i dirigenti non lo faranno mai, vuoi per la complessità della faccenda, vuoi per la paura delle reazioni dei tifosi che di fronte ad un discorso del tipo: "per 5 anni penseremo soprattutto al settore giovanile, in prima squadra ci arrangeremo perché non possiamo permetterci investimenti nel breve periodo", probabilmente temono una sommossa popolare. O, più verosimilmente, un riverbero sul mercato riguardante le avversarie che possono approfittarne giocando al ribasso sui prezzi dei giocatori in rosa. Per questo motivo Barbara Berlusconi continua a ripetere che la società è vicina e che tornerà ad investire. Senza ovviamente specificare quando...

    Le big europee possono indebitarsi proprio perché producono tantissimi soldi e quindi hanno sempre utili o flussi di cassa positivi.

    A conclusione dell'analisi un interessante accenno ai cosiddetti "giochetti" che si fanno con le plusvalenze e i giocatori della primavera con i prezzi gonfiati. Queste operazioni, fondamentalmente, hanno lo scopo di aggiustare la gestione economica (conto economico) della società, ma non intaccano minimamente la gestione finanziaria (stato patrimoniale).
    Infatti, se la squadra A e quella B (molto amiche) si scambiano due giocatori della primavera valutandoli entrambi 20M, faranno entrambe una plusvalenza di 20M, buona per la gestione economica, ma il flusso di cassa sarebbe uguale a 0 perché 20 do e 20 ricevo. Anzi, un utilizzo costante (anno dopo anno) di questa pratica porterebbe al dissesto della società perché ogni volta che acquisto un primavera a 20M, devo ammortizzarlo aumentando quindi la quota ammortamenti complessiva.



    E' ovvio che se invece vendo soltanto giocatori della primavera a 20M, o della prima squadra, senza prenderne altrettanti, produrrò benefici sia nella gestione economica che in quella finanziaria. Quindi le plusvalenze in una sola direzione (es. Udinese) produrranno bilanci senza dubbio sani. Ma quelle in entrambe le direzioni portano benefici apparenti che nel lungo periodo creano soltanto danni. Infatti non bisogna badare soltanto alle plusvalenze ma anche ai flussi di denaro che entrano ed escono e che alla lunga sono decisivi.

    Un'altra pratica simile a questa, perfettamente legale come la prima ma dai dubbi benefici pratici, è quella di cedere il proprio marchio ad una società controllata da quella principale ed inglobata nel bilancio consolidato. Noi lo abbiamo fatto nel 2005, creando una società ad hoc (Milan Entertainment srl) controllata da AC Milan s.p.a. alla quale quest'ultima ha ceduto il marchio per la bellezza di 180M. Stessa cosa hanno fatto, tra le big, Inter, Roma, Lazio. Non è nient'altro che un trucco contabile.
    Con il Milan nel sangue, nella mente e nel cuore.

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  3. #2
    Senior Member L'avatar di Jino
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    Topic molto interessante, bravo.

    Beh che dire, siamo da anni ed anni in un vero e proprio vortice che ci tira in basso, come si può risolvere!? Boh, servirebbe davvero un colpo di spugna, ossia cacciare Galliani e la sua scellerata politica e mettere un dirigente nuovo con idee e metodi nuovi, lasciargli carta bianca e cessioni anche dolorose per poter poi ripartire, seppure con calma, sperando di rivedere nel giro di qualche stagione un Milan nuovo, diverso, sano.

  4. #3
    Citazione Originariamente Scritto da Jino Visualizza Messaggio
    Topic molto interessante, bravo.

    Beh che dire, siamo da anni ed anni in un vero e proprio vortice che ci tira in basso, come si può risolvere!? Boh, servirebbe davvero un colpo di spugna, ossia cacciare Galliani e la sua scellerata politica e mettere un dirigente nuovo con idee e metodi nuovi, lasciargli carta bianca e cessioni anche dolorose per poter poi ripartire, seppure con calma, sperando di rivedere nel giro di qualche stagione un Milan nuovo, diverso, sano.
    praticamente quello che ha fatto la Juventus... dopo essere stati rasi al suolo dalla serie B e aver sbagliato le prime scelte, hanno investito tanto inizialmente (stadio compreso) dando il malloppo in mano ad un dirigente nuovo e ritenuto capace che, bene o male, ha investito quei soldi in maniera costante e prudente senza ingolfare il bilancio.
    Con il Milan nel sangue, nella mente e nel cuore.

  5. #4
    Grazie,questo post mi è stato utilissimo,ora ho molto più chiaro tutto il quadro.Che dire,è una situazione più che ingarbugliata!
    Il rosso e il nero,due colori comuni,una passione unica!
    #WeAreACMilan

    "Ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare!" (Tiziano Ferro ai milanisti)

    #Lanuovaeraèqui #Vivalesocietànormali

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  6. #5
    Junior Member L'avatar di Petrecte
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    A me nessuno toglie il dubbio che il geometra tiri a campare...... per nascondere al capo i suoi magheggi con gli "amici" a spese della società ..... altro che buonauscita ....

  7. #6
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    complimenti bellissimo post.questo evidenzia la politica societaria sbagliata post-atene.spendendo gli stessi soldi in maniera diversa avremmo vinto più di un semplice scudetto negli ultimi 7 anni.

  8. #7
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    In pratica il punto è che noi facciamo il madornale errore di stabilire per i salari più del ricavato, mentre un Real Madrid al contrario stabilisce per i salari meno del ricavato? Solo che non mi è ancora chiaro come incida la gestione finanziaria.

  9. #8
    Senior Member L'avatar di Serginho
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    Ottimo topic, ma secondo te quanti anni ancora di rubinetti tappatissimi ci aspettano? Considerando che dal 2012 Silvio ha venduto pure sua madre e non ha comprato manco i palloni per Milanello

  10. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Serginho Visualizza Messaggio
    Ottimo topic, ma secondo te quanti anni ancora di rubinetti tappatissimi ci aspettano? Considerando che dal 2012 Silvio ha venduto pure sua madre e non ha comprato manco i palloni per Milanello
    Più che altro io non ho capito se il Milan sta coi rubinetti chiusi o rientra ancora nell'esempio della squadra B che spende tutto in salari.
    Filippo Inzaghi (proveniente da 5 partite, di cui 4 perse e 1 vinta): "Ho rivisto lo spirito giusto: una l'abbiamo vinta, le altre... le abbiamo giocate bene."

  11. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bargnani83 Visualizza Messaggio
    complimenti bellissimo post.questo evidenzia la politica societaria sbagliata post-atene.spendendo gli stessi soldi in maniera diversa avremmo vinto più di un semplice scudetto negli ultimi 7 anni.
    Non è detto perché purtroppo lo sport non è una scienza esatta...l'investimento sul "calciatore" è sempre rischioso...Pato è l'esempio..

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