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Poli, ex centrocampista del Milan, attualmente al Bologna, domani ritroverà i rossoneri da avversari. Intervistato dalla Gazzetta in edicola, il centrocampista ha attaccato Vincenzo Montella. Ecco le dichiarazioni."Cosa è successo al Milan? Difficile dirlo. Il primo anno, con Allegri e Seedorf, ho giocato tanto debuttando anche inChampions e cavandomela bene.Nel tempo, purtroppo, sono emersi alcuni problemi oggettivi che hanno bloccato la crescita del gruppo: sei allenatori in quattro anni, una proprietà in bilico, giocatori che andavano e venivano. Io cercavo di dare una mano, anche con Inzaghi sono stato utilizzato spesso. Con Mihajlovic sono diventato riserva? Con lui ho avuto un buon rapporto. Mi diceva che ero un ottimo professionista. In quella stagione ho imparato a essere importante anche giocando poco: mi sono adattato bene a un meccanismo che non conoscevo. Solo 380 minuti in campo con Montella? L’ho chiesto anche a Montella, con educazione ma anche con chiarezza. È stato un anno molto brutto proprio per il rapporto con l’allenatore. Montella ha avuto una gestione superficiale e non sapeva nemmeno comunicare. Io meritavo di giocare molto di più per come mi allenavo e per come mi comportavo. Mi ha dato fastidio la scarsa considerazione. Nonostante l’atteggiamento di Montella, io ho continuato a dare il massimo per me, per il Milan e per i tifosi. I complimenti di Montella dopo la vittoria contro il Bologna in 9 contro 11? Speravo che qualcosa sarebbe cambiato? Lo speravo, perché quella sera Montella disse la verità. Qualche giorno dopo mi fece giocare contro la Lazio e il Milan pareggiò. Poi basta. Ma sa cosa conta davvero per me? La stima e l’affetto che ancora oggi i tifosi del Milan mi manifestano. Qual è il problema del Milan? È cambiato troppo spesso il progetto tecnico, ogni anno si riparte da zero. Io resto affezionato a Berlusconi e a Galliani. Sono felice di aver giocato con quella maglia così bella: da bambino ero tifoso del Milan, ho coronato il mio sogno. E ho dato tutto. Quando ho deciso di andare via? A inizio 2017. Avevo bisogno di sentirmi importante e ho scelto Bologna perché al Dall’Ara avevo sempre avuto ottime sensazioni. Questo è un club importante che ricomincerà a dare grandi gioie ai suoi tifosi".
Senza dubbio meritava di più...