PiolI: fiducia rinnovata. Ma serve svolta. Abate se salta?

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La GDS conferma tutte le news di ieri: Cardinale nel corso dell'incontro avvenuto a pranzo ha rinnovato la fiducia a Pioli. L'arrivo di Cardinale a Milanello non era previsto, ma ha preso questa decisione per ribadire personalmente il proprio sostegno a Pioli, che a sua volta ha giudicato l’incontro costruttivo e stimolante. La proprietà tende la mano all’allenatore, che sa di non poter più cadere: rialzarsi subito contro il Frosinone e poi procedere spedito. Nella corsa ai primi quattro posti della classifica non sono ammessi passi falsi. Finora ha trovato giustificazioni nella catena inar- restabile di infortuni e in qualche partita stregata. Ultima quella col Dortmund, giocata senza Leao e il vice acquistato in estate (Okafor), con l’infortunio di Thiaw che ha compresso la tenuta difensiva e prima ancora con il rigore fallito da Giroud. Senza vere alternative dietro e neppure in attacco. Restando alla Champions, il Milan ha ben giocato altre partite, a San Siro con il Newcastle e poi in casa del Borussia, senza però riuscire a concretizzare le occasioni. Cambiare in corsa sarebbe garanzia di successo? Oggi no, a meno che gli eventi non precipitino. La sostenibilità finanziaria del club, traguardo virtuoso che allo stesso tempo ha portato ai successi sportivi, non ammette in ogni caso spese folli per un nuovo allenatore.

INFORTUNI: PIOLI ASSOLTO. ECCO PERCHE' -) Infortuni: Pioli assolto. Ecco perché.

Il vertice a tre tra Pioli, Cardinale e l’a.d. Furlani è proseguito per un’ora e tre-quarti. Il club ha ribadito sostegno all’allenatore, come già accaduto in passato. Una valutazione definitiva si potrà fare quando Pioli avrà l’intera squadra a disposizione, semmai succederà. E poi, di certo, un esame complessivo sarà fatto a fine stagione, quando il tecnico avrà davanti un ultimo anno di contratto. Nel frattempo vanno trovate in fretta risposte alla crisi di gioco e di risultati. Se la Champions in corso difficilmente regalerà altre soddisfazioni, il vero obiettivo è qua- lificarsi alla prossima edizione. «Il Milan deve essere sempre in Champions, è l’obiettivo minimo. Un “must”», per ribadire ancora una volta la linea dettata dal presidente Scaroni. Nell’anticipo di sabato sera contro il Frosinone sono d’obbligo i tre punti: le scuse di infortuni e squalifiche terrebbero anche di fronte al flop in una partita casalinga contro una neopromossa? Pioli aveva visto uno stadio spento nell’ultima serata di campionato: i risultati servono anche ad alimentare l’entusiasmo. Forse meno chiassoso del solito ma San Siro non ha mai fatto mancare l’appoggio. Neppure dopo la sconfitta di martedì: al 90’ aveva anticipato la società, cantando per la squadra. Al solito decisamente più critici i tifosi su internet, con l’hashtag #Pioliout costantemente in tendenza.


TUTTOSPORT IN EDICOLA: PIOLI, O SVOLTI O SALTI. ABATE TRAGHETTATORE? Tutto nei prossimi 90 minuti? No, ma... La sconfitta di martedì contro il Borussia Dortmund (1-3) non solo ha complicato in maniera - quasi - definitiva il percorso in Champions, ma ha rimesso in discussione anche il futuro di Stefano Pioli. L’allenatore che ha saputo riportare il Diavolo nell’Europa che conta e vincere il 19° scudetto, ha già affrontato snodi difficili da quando siede sulla panchina rossonera, ma adesso sembra arrivato a un bivio decisivo e la sensazione generale è che, se pure riuscirà ad arrivare al termine dell’annata, difficilmente verrà confermato nonostante il contratto regolarmente firmato fino al 2025. Da metà ottobre la squadra fatica, ha vinto solo due partite, col Psg in Champions e soffrendo con la Fiorentina sabato scorso. Poi tre sconfitte, tutte in casa (Juventus, Udinese e Borussia), e due pareggi nonostante fosse in vantaggio per 2-0 (Napoli e Lecce). Qualcosa si è rotto, già dal pesante ko nel derby del 16 settembre che ha avuto l’effetto di un cazzotto che ha destato tutti dopo le prime tre giornate giocate con leggerezza e bel calcio e un’estate roboante sul mercato (con molte scelte discutibili, viste le risposte del campo). Un déjà vu, un film già visto a inizio 2023, quando la squadra fra gennaio e metà febbraio visse una crisi senza fine.

Pioli martedì sera era amareggiato per una situazione che non riesce a cambiare. Certo, l’emergenza è forte, ma gli infortuni in serie non possono essere un problema che esula dalle sue responsabilità. Anche di questo il tecnico ieri a Milanello ha parlato per circa 100 minuti con l’ad Giorgio Furlani e soprattutto il patron Gerry Cardinale. Una visita inedita quella del numero uno di RedBird, ma pianificata già nei giorni scorsi. Arrivato intorno alle 13.10, Cardinale dopo un saluto ai giocatori, ha pranzato con Pioli e Furlani. Cardinale ha voluto fare il punto della situazione e dare il supporto di tutto il club a Pioli perché, il messaggio emerso dal vertice, solo uniti si può superare questo brutto periodo. Il Milan, al di là del girone in Europa, è comunque terzo in Serie A, a meno 6 dall’Inter, ma anche a più 5 dal quinto posto. Mantenere il piazzamento nelle prime quattro, in vista della Super Champions ’24-25 è ritenuto vitale e per questo, al momento, il Milan non vuole cambiare. Va sottolineato però quel “al momento” perché è evidente che un eventuale ko sabato contro il Frosinone porterebbe la società a fare nuove valutazioni, magari più drastiche. Non è nella filosofia sportiva americana cambiare il tecnico a stagione in corso, soprattutto in mancanza di clamorose situazioni - un esempio, la squadra dichiaratamente contro l’allenatore -, ma un nuovo scivolone accenderebbe ulteriori spie che non potrebbero essere trascurate. Se il Milan però continua a dare il suo supporto a Pioli è anche perché sul mercato non ci sono profili adatti al ruolo di traghettatore di spessore (Conte e Tudor sono due “cose” diverse). Il club, infatti, se, come premesso, cambierà allenatore a fine stagione, vuole tenersi campo libero, dunque in caso di avvicendamento durante l’annata, la squadra verrebbe affidata a un tecnico di passaggio. Per questo, l’eventuale sostituto potrebbe essere Abate, oggi alla guida della Primavera. Abate richiama il nome di Ibra, ma questo è un altro tema, un nodo che Cardinale a breve scioglierà, col rientro dello svedese da consulente a tutto tondo. Se poi avrà voce in capitolo sulla questione allenatore, lo si capirà in breve tempo...

CorSport: Cardinale ha visto l’allenatore e ha chiesto una reazione forte: per ora l’ipotesi dell’esonero

non viene presa in considerazione. Cardinale ha voluto manifestare la propria vicinanza al tecnico ma allo stesso tempo ha spronato l’allenatore e il suo staff a trovare una soluzione al grave problema relativo agli infortuni. Secondo ciò che filtra dal club, il vero nemico da sconfiggere sono proprio gli infortuni, un fattore che viene ritenuto decisivo nel calo degli ultimi due mesi. L’arrivo di Cardinale a Milanello è stato anche il segnale che il proprietario americano vuole vederci chiaro e approfondire la questione in prima persona, ribadendo l’importanza di entrare nelle prime quattro in classifica attraverso il campionato. L’imprenditore americano è rimasto in città anche per portare avanti i discorsi sul nuovo stadio a San Donato Milanese e per concludere il contratto con Zlatan Ibrahimovic (un altro colloquio tra i due è andato in scena a San Siro prima della sfida al Borussia). Il club proteggerà Pioli finché sarà possibile. L’esonero al momento non è contemplato anche perché non ci sono valide alternative sul mercato. L’idea della società è arrivare a fine anno e poi fare le opportune valutazioni. Qualche allenatore in queste settimane è stato proposto alla dirigenza, ma nessuno ha convinto. Il Milan spera di non arrivare al punto di dover cambiare guida tecnica per non gettare alle ortiche il progetto che aveva intavolato in estate.

CorSera: nessuno dentro a Casa Milan nasconde la preoccupazione per la crisi tecnica e di risultati, ma al momento cambiare allenatore non viene considerata una soluzione. Anche perché sul mecato non ci sono alternative convincenti. Avanti quindi con chi c’è, nella speranza di una svolta netta e rapida. Ieri Cardinale ha pranzato a Milanello proprio con Pioli. Un incontro già programmato da giorni, durato circa un’ora, durante il quale il numero uno di RedBird ha voluto approfondire la situazione: niente processi, niente ultimatum, ma un confronto costruttivo, che lo stesso allenatore ha definito positivo e di forte stimolo per il suo lavoro. Un segnale anche di vicinanza della proprietà. Fra qualche giorno questo ruolo spetterà con ogni probabilità a Ibrahimovic, sempre più vicino all’accordo finale: la sua preseza accanto a Cardinale l’altra sera in tribuna è stata l’ennesima conferma della sintonia fra i due. Resta da capire quali saranno le competenze nel dettaglio, come e quanto trà incidere, ma una cosa è certa: la sua leadership sarà senz’altro d’aiuto in un momento di buio collettivo, ma difficilmente basterà a risolvere tutti i guai del Milan. Il piano anti crisi deve partire dalla soluzione dell'emergenza infortuni.


Il Giornale: Pioli fa saltare l'algoritmo. I 25 infortuni certificano la responsabilità dello staff tecnico e dei preparatori. Ma paradossalmente è proprio l'emergenza infortuni a suggerire a Cardinale e a Furlani di non cambiare Pioli in corsa. I due hanno optato per una conferma a tempo del tecnico. E' stato proposto anche Sheva (come già riferito ieri) in caso di esonero. Nel confronto con Cardinale Pioli ha spiegato di aver messo in atto dei correttivi per provare a frenare il problema infortuni.
 

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TUTTOSPORT IN EDICOLA: PIOLI, O SVOLTI O SALTI. Tutto nei prossimi 90 minuti? No, ma... La sconfitta di martedì contro il Borussia Dortmund (1-3) non solo ha complicato in maniera - quasi - definitiva il percorso in Champions, ma ha rimesso in discussione anche il futuro di Stefano Pioli. L’allenatore che ha saputo riportare il Diavolo nell’Europa che conta e vincere il 19° scudetto, ha già affrontato snodi difficili da quando siede sulla panchina rossonera, ma adesso sembra arrivato a un bivio decisivo e la sensazione generale è che, se pure riuscirà ad arrivare al termine dell’annata, difficilmente verrà confermato nonostante il contratto regolarmente firmato fino al 2025. Da metà ottobre la squadra fatica, ha vinto solo due partite, col Psg in Champions e soffrendo con la Fiorentina sabato scorso. Poi tre sconfitte, tutte in casa (Juventus, Udinese e Borussia), e due pareggi nonostante fosse in vantaggio per 2-0 (Napoli e Lecce). Qualcosa si è rotto, già dal pesante ko nel derby del 16 settembre che ha avuto l’effetto di un cazzotto che ha destato tutti dopo le prime tre giornate giocate con leggerezza e bel calcio e un’estate roboante sul mercato (con molte scelte discutibili, viste le risposte del campo). Un déjà vu, un film già visto a inizio 2023, quando la squadra fra gennaio e metà febbraio visse una crisi senza fine.

Pioli martedì sera era amareggiato per una situazione che non riesce a cambiare. Certo, l’emergenza è forte, ma gli infortuni in serie non possono essere un problema che esula dalle sue responsabilità. Anche di questo il tecnico ieri a Milanello ha parlato per circa 100 minuti con l’ad Giorgio Furlani e soprattutto il patron Gerry Cardinale. Una visita inedita quella del numero uno di RedBird, ma pianificata già nei giorni scorsi. Arrivato intorno alle 13.10, Cardinale dopo un saluto ai giocatori, ha pranzato con Pioli e Furlani. Cardinale ha voluto fare il punto della situazione e dare il supporto di tutto il club a Pioli perché, il messaggio emerso dal vertice, solo uniti si può superare questo brutto periodo. Il Milan, al di là del girone in Europa, è comunque terzo in Serie A, a meno 6 dall’Inter, ma anche a più 5 dal quinto posto. Mantenere il piazzamento nelle prime quattro, in vista della Super Champions ’24-25 è ritenuto vitale e per questo, al momento, il Milan non vuole cambiare. Va sottolineato però quel “al momento” perché è evidente che un eventuale ko sabato contro il Frosinone porterebbe la società a fare nuove valutazioni, magari più drastiche. Non è nella filosofia sportiva americana cambiare il tecnico a stagione in corso, soprattutto in mancanza di clamorose situazioni - un esempio, la squadra dichiaratamente contro l’allenatore -, ma un nuovo scivolone accenderebbe ulteriori spie che non potrebbero essere trascurate. Se il Milan però continua a dare il suo supporto a Pioli è anche perché sul mercato non ci sono profili adatti al ruolo di traghettatore di spessore (Conte e Tudor sono due “cose” diverse). Il club, infatti, se, come premesso, cambierà allenatore a fine stagione, vuole tenersi campo libero, dunque in caso di avvicendamento durante l’annata, la squadra verrebbe affidata a un tecnico di passaggio. Per questo, l’eventuale sostituto potrebbe essere Abate, oggi alla guida della Primavera. Abate richiama il nome di Ibra, ma questo è un altro tema, un nodo che Cardinale a breve scioglierà, col rientro dello svedese da consulente a tutto tondo. Se poi avrà voce in capitolo sulla questione allenatore, lo si capirà in breve tempo...
 

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INFORTUNI: PIOLI ASSOLTO. ECCO PERCHE' -) Infortuni: Pioli assolto. Ecco perché.

Il vertice a tre tra Pioli, Cardinale e l’a.d. Furlani è proseguito per un’ora e tre-quarti. Il club ha ribadito sostegno all’allenatore, come già accaduto in passato. Una valutazione definitiva si potrà fare quando Pioli avrà l’intera squadra a disposizione, semmai succederà. E poi, di certo, un esame complessivo sarà fatto a fine stagione, quando il tecnico avrà davanti un ultimo anno di contratto. Nel frattempo vanno trovate in fretta risposte alla crisi di gioco e di risultati. Se la Champions in corso difficilmente regalerà altre soddisfazioni, il vero obiettivo è qua- lificarsi alla prossima edizione. «Il Milan deve essere sempre in Champions, è l’obiettivo minimo. Un “must”», per ribadire ancora una volta la linea dettata dal presidente Scaroni. Nell’anticipo di sabato sera contro il Frosinone sono d’obbligo i tre punti: le scuse di infortuni e squalifiche terrebbero anche di fronte al flop in una partita casalinga contro una neopromossa? Pioli aveva visto uno stadio spento nell’ultima serata di campionato: i risultati servono anche ad alimentare l’entusiasmo. Forse meno chiassoso del solito ma San Siro non ha mai fatto mancare l’appoggio. Neppure dopo la sconfitta di martedì: al 90’ aveva anticipato la società, cantando per la squadra. Al solito decisamente più critici i tifosi su internet, con l’hashtag #Pioliout costantemente in tendenza.


TUTTOSPORT IN EDICOLA: PIOLI, O SVOLTI O SALTI. ABATE TRAGHETTATORE? Tutto nei prossimi 90 minuti? No, ma... La sconfitta di martedì contro il Borussia Dortmund (1-3) non solo ha complicato in maniera - quasi - definitiva il percorso in Champions, ma ha rimesso in discussione anche il futuro di Stefano Pioli. L’allenatore che ha saputo riportare il Diavolo nell’Europa che conta e vincere il 19° scudetto, ha già affrontato snodi difficili da quando siede sulla panchina rossonera, ma adesso sembra arrivato a un bivio decisivo e la sensazione generale è che, se pure riuscirà ad arrivare al termine dell’annata, difficilmente verrà confermato nonostante il contratto regolarmente firmato fino al 2025. Da metà ottobre la squadra fatica, ha vinto solo due partite, col Psg in Champions e soffrendo con la Fiorentina sabato scorso. Poi tre sconfitte, tutte in casa (Juventus, Udinese e Borussia), e due pareggi nonostante fosse in vantaggio per 2-0 (Napoli e Lecce). Qualcosa si è rotto, già dal pesante ko nel derby del 16 settembre che ha avuto l’effetto di un cazzotto che ha destato tutti dopo le prime tre giornate giocate con leggerezza e bel calcio e un’estate roboante sul mercato (con molte scelte discutibili, viste le risposte del campo). Un déjà vu, un film già visto a inizio 2023, quando la squadra fra gennaio e metà febbraio visse una crisi senza fine.

Pioli martedì sera era amareggiato per una situazione che non riesce a cambiare. Certo, l’emergenza è forte, ma gli infortuni in serie non possono essere un problema che esula dalle sue responsabilità. Anche di questo il tecnico ieri a Milanello ha parlato per circa 100 minuti con l’ad Giorgio Furlani e soprattutto il patron Gerry Cardinale. Una visita inedita quella del numero uno di RedBird, ma pianificata già nei giorni scorsi. Arrivato intorno alle 13.10, Cardinale dopo un saluto ai giocatori, ha pranzato con Pioli e Furlani. Cardinale ha voluto fare il punto della situazione e dare il supporto di tutto il club a Pioli perché, il messaggio emerso dal vertice, solo uniti si può superare questo brutto periodo. Il Milan, al di là del girone in Europa, è comunque terzo in Serie A, a meno 6 dall’Inter, ma anche a più 5 dal quinto posto. Mantenere il piazzamento nelle prime quattro, in vista della Super Champions ’24-25 è ritenuto vitale e per questo, al momento, il Milan non vuole cambiare. Va sottolineato però quel “al momento” perché è evidente che un eventuale ko sabato contro il Frosinone porterebbe la società a fare nuove valutazioni, magari più drastiche. Non è nella filosofia sportiva americana cambiare il tecnico a stagione in corso, soprattutto in mancanza di clamorose situazioni - un esempio, la squadra dichiaratamente contro l’allenatore -, ma un nuovo scivolone accenderebbe ulteriori spie che non potrebbero essere trascurate. Se il Milan però continua a dare il suo supporto a Pioli è anche perché sul mercato non ci sono profili adatti al ruolo di traghettatore di spessore (Conte e Tudor sono due “cose” diverse). Il club, infatti, se, come premesso, cambierà allenatore a fine stagione, vuole tenersi campo libero, dunque in caso di avvicendamento durante l’annata, la squadra verrebbe affidata a un tecnico di passaggio. Per questo, l’eventuale sostituto potrebbe essere Abate, oggi alla guida della Primavera. Abate richiama il nome di Ibra, ma questo è un altro tema, un nodo che Cardinale a breve scioglierà, col rientro dello svedese da consulente a tutto tondo. Se poi avrà voce in capitolo sulla questione allenatore, lo si capirà in breve tempo...
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non viene presa in considerazione. Cardinale ha voluto manifestare la propria vicinanza al tecnico ma allo stesso tempo ha spronato l’allenatore e il suo staff a trovare una soluzione al grave problema relativo agli infortuni. Secondo ciò che filtra dal club, il vero nemico da sconfiggere sono proprio gli infortuni, un fattore che viene ritenuto decisivo nel calo degli ultimi due mesi. L’arrivo di Cardinale a Milanello è stato anche il segnale che il proprietario americano vuole vederci chiaro e approfondire la questione in prima persona, ribadendo l’importanza di entrare nelle prime quattro in classifica attraverso il campionato. L’imprenditore americano è rimasto in città anche per portare avanti i discorsi sul nuovo stadio a San Donato Milanese e per concludere il contratto con Zlatan Ibrahimovic (un altro colloquio tra i due è andato in scena a San Siro prima della sfida al Borussia). Il club proteggerà Pioli finché sarà possibile. L’esonero al momento non è contemplato anche perché non ci sono valide alternative sul mercato. L’idea della società è arrivare a fine anno e poi fare le opportune valutazioni. Qualche allenatore in queste settimane è stato proposto alla dirigenza, ma nessuno ha convinto. Il Milan spera di non arrivare al punto di dover cambiare guida tecnica per non gettare alle ortiche il progetto che aveva intavolato in estate.
 

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La GDS conferma tutte le news di ieri: Cardinale nel corso dell'incontro avvenuto a pranzo ha rinnovato la fiducia a Pioli. L'arrivo di Cardinale a Milanello non era previsto, ma ha preso questa decisione per ribadire personalmente il proprio sostegno a Pioli, che a sua volta ha giudicato l’incontro costruttivo e stimolante. La proprietà tende la mano all’allenatore, che sa di non poter più cadere: rialzarsi subito contro il Frosinone e poi procedere spedito. Nella corsa ai primi quattro posti della classifica non sono ammessi passi falsi. Finora ha trovato giustificazioni nella catena inar- restabile di infortuni e in qualche partita stregata. Ultima quella col Dortmund, giocata senza Leao e il vice acquistato in estate (Okafor), con l’infortunio di Thiaw che ha compresso la tenuta difensiva e prima ancora con il rigore fallito da Giroud. Senza vere alternative dietro e neppure in attacco. Restando alla Champions, il Milan ha ben giocato altre partite, a San Siro con il Newcastle e poi in casa del Borussia, senza però riuscire a concretizzare le occasioni. Cambiare in corsa sarebbe garanzia di successo? Oggi no, a meno che gli eventi non precipitino. La sostenibilità finanziaria del club, traguardo virtuoso che allo stesso tempo ha portato ai successi sportivi, non ammette in ogni caso spese folli per un nuovo allenatore.

INFORTUNI: PIOLI ASSOLTO. ECCO PERCHE' -) Infortuni: Pioli assolto. Ecco perché.

Il vertice a tre tra Pioli, Cardinale e l’a.d. Furlani è proseguito per un’ora e tre-quarti. Il club ha ribadito sostegno all’allenatore, come già accaduto in passato. Una valutazione definitiva si potrà fare quando Pioli avrà l’intera squadra a disposizione, semmai succederà. E poi, di certo, un esame complessivo sarà fatto a fine stagione, quando il tecnico avrà davanti un ultimo anno di contratto. Nel frattempo vanno trovate in fretta risposte alla crisi di gioco e di risultati. Se la Champions in corso difficilmente regalerà altre soddisfazioni, il vero obiettivo è qua- lificarsi alla prossima edizione. «Il Milan deve essere sempre in Champions, è l’obiettivo minimo. Un “must”», per ribadire ancora una volta la linea dettata dal presidente Scaroni. Nell’anticipo di sabato sera contro il Frosinone sono d’obbligo i tre punti: le scuse di infortuni e squalifiche terrebbero anche di fronte al flop in una partita casalinga contro una neopromossa? Pioli aveva visto uno stadio spento nell’ultima serata di campionato: i risultati servono anche ad alimentare l’entusiasmo. Forse meno chiassoso del solito ma San Siro non ha mai fatto mancare l’appoggio. Neppure dopo la sconfitta di martedì: al 90’ aveva anticipato la società, cantando per la squadra. Al solito decisamente più critici i tifosi su internet, con l’hashtag #Pioliout costantemente in tendenza.


TUTTOSPORT IN EDICOLA: PIOLI, O SVOLTI O SALTI. ABATE TRAGHETTATORE? Tutto nei prossimi 90 minuti? No, ma... La sconfitta di martedì contro il Borussia Dortmund (1-3) non solo ha complicato in maniera - quasi - definitiva il percorso in Champions, ma ha rimesso in discussione anche il futuro di Stefano Pioli. L’allenatore che ha saputo riportare il Diavolo nell’Europa che conta e vincere il 19° scudetto, ha già affrontato snodi difficili da quando siede sulla panchina rossonera, ma adesso sembra arrivato a un bivio decisivo e la sensazione generale è che, se pure riuscirà ad arrivare al termine dell’annata, difficilmente verrà confermato nonostante il contratto regolarmente firmato fino al 2025. Da metà ottobre la squadra fatica, ha vinto solo due partite, col Psg in Champions e soffrendo con la Fiorentina sabato scorso. Poi tre sconfitte, tutte in casa (Juventus, Udinese e Borussia), e due pareggi nonostante fosse in vantaggio per 2-0 (Napoli e Lecce). Qualcosa si è rotto, già dal pesante ko nel derby del 16 settembre che ha avuto l’effetto di un cazzotto che ha destato tutti dopo le prime tre giornate giocate con leggerezza e bel calcio e un’estate roboante sul mercato (con molte scelte discutibili, viste le risposte del campo). Un déjà vu, un film già visto a inizio 2023, quando la squadra fra gennaio e metà febbraio visse una crisi senza fine.

Pioli martedì sera era amareggiato per una situazione che non riesce a cambiare. Certo, l’emergenza è forte, ma gli infortuni in serie non possono essere un problema che esula dalle sue responsabilità. Anche di questo il tecnico ieri a Milanello ha parlato per circa 100 minuti con l’ad Giorgio Furlani e soprattutto il patron Gerry Cardinale. Una visita inedita quella del numero uno di RedBird, ma pianificata già nei giorni scorsi. Arrivato intorno alle 13.10, Cardinale dopo un saluto ai giocatori, ha pranzato con Pioli e Furlani. Cardinale ha voluto fare il punto della situazione e dare il supporto di tutto il club a Pioli perché, il messaggio emerso dal vertice, solo uniti si può superare questo brutto periodo. Il Milan, al di là del girone in Europa, è comunque terzo in Serie A, a meno 6 dall’Inter, ma anche a più 5 dal quinto posto. Mantenere il piazzamento nelle prime quattro, in vista della Super Champions ’24-25 è ritenuto vitale e per questo, al momento, il Milan non vuole cambiare. Va sottolineato però quel “al momento” perché è evidente che un eventuale ko sabato contro il Frosinone porterebbe la società a fare nuove valutazioni, magari più drastiche. Non è nella filosofia sportiva americana cambiare il tecnico a stagione in corso, soprattutto in mancanza di clamorose situazioni - un esempio, la squadra dichiaratamente contro l’allenatore -, ma un nuovo scivolone accenderebbe ulteriori spie che non potrebbero essere trascurate. Se il Milan però continua a dare il suo supporto a Pioli è anche perché sul mercato non ci sono profili adatti al ruolo di traghettatore di spessore (Conte e Tudor sono due “cose” diverse). Il club, infatti, se, come premesso, cambierà allenatore a fine stagione, vuole tenersi campo libero, dunque in caso di avvicendamento durante l’annata, la squadra verrebbe affidata a un tecnico di passaggio. Per questo, l’eventuale sostituto potrebbe essere Abate, oggi alla guida della Primavera. Abate richiama il nome di Ibra, ma questo è un altro tema, un nodo che Cardinale a breve scioglierà, col rientro dello svedese da consulente a tutto tondo. Se poi avrà voce in capitolo sulla questione allenatore, lo si capirà in breve tempo...

CorSport: Cardinale ha visto l’allenatore e ha chiesto una reazione forte: per ora l’ipotesi dell’esonero

non viene presa in considerazione. Cardinale ha voluto manifestare la propria vicinanza al tecnico ma allo stesso tempo ha spronato l’allenatore e il suo staff a trovare una soluzione al grave problema relativo agli infortuni. Secondo ciò che filtra dal club, il vero nemico da sconfiggere sono proprio gli infortuni, un fattore che viene ritenuto decisivo nel calo degli ultimi due mesi. L’arrivo di Cardinale a Milanello è stato anche il segnale che il proprietario americano vuole vederci chiaro e approfondire la questione in prima persona, ribadendo l’importanza di entrare nelle prime quattro in classifica attraverso il campionato. L’imprenditore americano è rimasto in città anche per portare avanti i discorsi sul nuovo stadio a San Donato Milanese e per concludere il contratto con Zlatan Ibrahimovic (un altro colloquio tra i due è andato in scena a San Siro prima della sfida al Borussia). Il club proteggerà Pioli finché sarà possibile. L’esonero al momento non è contemplato anche perché non ci sono valide alternative sul mercato. L’idea della società è arrivare a fine anno e poi fare le opportune valutazioni. Qualche allenatore in queste settimane è stato proposto alla dirigenza, ma nessuno ha convinto. Il Milan spera di non arrivare al punto di dover cambiare guida tecnica per non gettare alle ortiche il progetto che aveva intavolato in estate.

CorSera: nessuno dentro a Casa Milan nasconde la preoccupazione per la crisi tecnica e di risultati, ma al momento cambiare allenatore non viene considerata una soluzione. Anche perché sul mecato non ci sono alternative convincenti. Avanti quindi con chi c’è, nella speranza di una svolta netta e rapida. Ieri Cardinale ha pranzato a Milanello proprio con Pioli. Un incontro già programmato da giorni, durato circa un’ora, durante il quale il numero uno di RedBird ha voluto approfondire la situazione: niente processi, niente ultimatum, ma un confronto costruttivo, che lo stesso allenatore ha definito positivo e di forte stimolo per il suo lavoro. Un segnale anche di vicinanza della proprietà. Fra qualche giorno questo ruolo spetterà con ogni probabilità a Ibrahimovic, sempre più vicino all’accordo finale: la sua preseza accanto a Cardinale l’altra sera in tribuna è stata l’ennesima conferma della sintonia fra i due. Resta da capire quali saranno le competenze nel dettaglio, come e quanto trà incidere, ma una cosa è certa: la sua leadership sarà senz’altro d’aiuto in un momento di buio collettivo, ma difficilmente basterà a risolvere tutti i guai del Milan. Il piano anti crisi deve partire dalla soluzione dell'emergenza infortuni.
Però i milioni per quel "coso" di Musah, rigorosamente ammeregano, li avete trovati, eh? Incommentabili a meno di ban.
 

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Il Giornale: Pioli fa saltare l'algoritmo. I 25 infortuni certificano la responsabilità dello staff tecnico e dei preparatori. Ma paradossalmente è proprio l'emergenza infortuni a suggerire a Cardinale e a Furlani di non cambiare Pioli in corsa. I due hanno optato per una conferma a tempo del tecnico. E' stato proposto anche Sheva (come già riferito ieri) in caso di esonero. Nel confronto con Cardinale Pioli ha spiegato di aver messo in atto dei correttivi per provare a frenare il problema infortuni.
Che vuoi correggere ormai, ha fatto una carneficina. Anzi io lo farei licenziare per giusta causa, ha decimato una rosa intera. Licenziato basta!!
 
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Inutile girarci attorno.
Per me col Frosinone è decisiva. Se non vinciamo e rischiamo di allontanarci dall'unico obiettivo possibile, allora Pioli deve essere allontanato.
 

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