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GDS: con il definitivo no di Rangnick, il Milan si trova costretto a ridefinire completamente il proprio organigramma societario e tecnico, essendo ancora alla ricerca di un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e un allenatore. Per i ruoli dirigenziali, la società sta portando avanti un casting che include diversi profili: circa due settimane fa ci sono stati contatti con Ramon Planes, reduce dalla separazione con l'Al Ittihad; più recenti sono invece i colloqui con il trentunenne Devin Ozek, considerato un talento precoce in Germania per il suo lavoro al Bayer Leverkusen prima di una meno fortunata parentesi al Fenerbahçe. Ozek, già incontrato due volte, rappresenta un'opzione giovane e decisamente meno ingombrante rispetto a Rangnick. Resta in lista anche Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell'Eintracht Francoforte.
Repubblica: il Milan ha visto sfumare la pista che portava a Ralf Rangnick per la propria ricostruzione. L'allenatore tedesco ha infatti deciso di rinnovare per altri due anni il suo contratto come commissario tecnico dell'Austria, fino a Euro 2028, dopo che il club rossonero non si è fatto vivo entro la scadenza da lui fissata alla vigilia dell'esordio ai Mondiali contro la Giordania. Nonostante l'interesse di Rangnick per il Milan, già manifestatosi sei anni prima all'epoca di Gazidis e poi bloccato da Boban e Maldini, questa volta a opporsi è stato Zlatan Ibrahimovic, non convinto di affidargli la gestione totale del club. Il difficile rapporto con lo svedese e il mancato ottenimento delle garanzie richieste hanno pesato sulla scelta del tecnico, il quale esigeva pieni poteri sull'intera area tecnica, dalle giovanili allo scouting, e l'inserimento di ben venti collaboratori personali, una rivoluzione giudicata eccessiva dalla dirigenza. A causa di questo definitivo rifiuto, il Milan si trova ancora senza una guida per la prossima stagione; per il ruolo di direttore sportivo restano in corsa Özek, ex Fenerbahçe, e lo spagnolo Planes, mentre per la panchina calano le quotazioni di Glasner a favore di Jaissle, reduce da un secondo incontro giudicato positivo con la dirigenza, e di Amorim, profilo che gode del forte apprezzamento proprio di Ibrahimovic.
Repubblica: il Milan ha visto sfumare la pista che portava a Ralf Rangnick per la propria ricostruzione. L'allenatore tedesco ha infatti deciso di rinnovare per altri due anni il suo contratto come commissario tecnico dell'Austria, fino a Euro 2028, dopo che il club rossonero non si è fatto vivo entro la scadenza da lui fissata alla vigilia dell'esordio ai Mondiali contro la Giordania. Nonostante l'interesse di Rangnick per il Milan, già manifestatosi sei anni prima all'epoca di Gazidis e poi bloccato da Boban e Maldini, questa volta a opporsi è stato Zlatan Ibrahimovic, non convinto di affidargli la gestione totale del club. Il difficile rapporto con lo svedese e il mancato ottenimento delle garanzie richieste hanno pesato sulla scelta del tecnico, il quale esigeva pieni poteri sull'intera area tecnica, dalle giovanili allo scouting, e l'inserimento di ben venti collaboratori personali, una rivoluzione giudicata eccessiva dalla dirigenza. A causa di questo definitivo rifiuto, il Milan si trova ancora senza una guida per la prossima stagione; per il ruolo di direttore sportivo restano in corsa Özek, ex Fenerbahçe, e lo spagnolo Planes, mentre per la panchina calano le quotazioni di Glasner a favore di Jaissle, reduce da un secondo incontro giudicato positivo con la dirigenza, e di Amorim, profilo che gode del forte apprezzamento proprio di Ibrahimovic.