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Tuttosport: il rendimento del Milan di Massimiliano Allegri è caratterizzato da una cronica difficoltà nei primi tempi, un limite evidente che vede i rossoneri come la peggiore tra le prime sei squadre del campionato per gol segnati e vantaggi accumulati nei primi 45 minuti. Dal derby di novembre, la squadra ha chiuso in vantaggio solo una volta prima dell'intervallo, segnando appena quattro reti in questa frazione di gioco, un dato in netto contrasto con l'Inter di Chivu che vanta un percorso netto. Sebbene Allegri sia riuscito spesso a raddrizzare le partite nella ripresa grazie a sostituzioni studiate a tavolino, come l'inserimento della freschezza di Pulisic e Füllkrug per colpire nel finale, questa strategia del "partire col freno a mano tirato" per far sfogare l'avversario e colpire alla distanza risulta estremamente rischiosa. Spesso è stato solo grazie alle parate miracolose di Mike Maignan che il Milan è rimasto in piedi durante assedi iniziali non previsti, come accaduto a Roma e Como. La prudenza di Allegri nasce dalla consapevolezza che la sua difesa, seppur migliorata grazie al suo lavoro tattico, rimane fragile se la squadra accelera perdendo equilibrio. Tuttavia, per puntare a traguardi ambiziosi e competere ai massimi livelli, specialmente in vista del ritorno nelle coppe europee, il Milan deve imparare a essere dominante fin dal principio, evitando di trasformare ogni sfida in una partita a scacchi sul cornicione. In quest'ottica, la presenza di un centravanti come Füllkrug o il futuro innesto di un top player come Vlahovic potrebbero risultare decisivi per sbloccare quelle partite contro le medio-piccole che finora sono state fonte di troppi stenti.