Eccolo uno dei problemi più grandi, se non il più grande in assoluto: la condizione fisica prossima allo zero. Il nuovo allenatore, se subentrerà, si troverà alle prese anche con quest'altro capolavoro firmato dal solito incapace.
È vero, è quello che colpisce vedendo una partita del Milan ora, e confrontandola con quella dello stesso Milan in luglio ed agosto. Brillante, allora, e non doveva esserlo; affannata, ora, con fondo sulle lunghe distanze ridottissimo. È stato sopravvalutato lo sforzo necessario al superamento dei due turni preliminari di Europa League, concependo un training atletico che portasse la squadra al picco di forma in quelle due-tre settimane, e si è trascurata la fondamentale importanza di una preparazione sul fondo atletico per tenere nei 90 minuti nei mesi successivi. Un errore di impostazione fatale. Una riflessione: qualunque cosa accada, il prossimo anno devono essere evitati preliminari di coppe a fine luglio - inizio agosto. L'Inter lo ha fatto, e ne sta godendo i preziosi frutti, dall'alto, in primis, di una condizione psicofisica smagliante, che sta sostenendo l'azzardo di una stagione condotta con tredici giocatori contati. Pensiamoci, Fassone.
