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GDS: Il piccolo stadio Dean Court del Bournemouth, noto come Vitality per motivi di sponsorizzazione e con una capienza di undicimila e quattrocento posti a sedere, registra il tutto esaurito con biglietti introvabili per la sfida contro il Milan, un club che rappresenta il vecchio fascino italiano e attira l'attenzione dell'intera città. Questa partita rappresenta una vera e propria sfida generazionale e un profondo contrasto storico: mentre nel maggio 2007 il Milan di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani alzava al cielo di Atene la sua ultima Champions League, il Bournemouth festeggiava la permanenza in League One, la terza divisione inglese, e nel 2003, anno della notte magica di Manchester, gli inglesi celebravano la promozione dalla Third alla Second Division. La bacheca del Milan vanta un palmares straordinario con sette Champions League, cinque Supercoppe Europee, due Coppe delle Coppe, tre Coppe Intercontinentali e una Coppa del Mondo per Club FIFA, a fronte del percorso del Bournemouth limitato a campionati di terza divisione e alla promozione in Premier League ottenuta per la prima volta nel 2015, seguita da retrocessioni, risalite e dall'attuale quindicesimo posto in classifica. Nel 2022 i due club hanno condiviso momenti di festa, con il Milan che ha celebrato il diciannovesimo scudetto e il Bournemouth la promozione in Premier League, oltre a un cambio di proprietà avvenuto nello stesso anno sotto bandiera americana: il passaggio del Milan da Elliott a RedBird per un miliardo e duecento milioni di euro e l'acquisizione del Bournemouth da parte di un gruppo di investitori guidato da Bill Foley per centocinquanta milioni, una cifra quasi dieci volte inferiore che riflette il peso del brand, della storia, della bacheca e della città. Si apre così il paradosso economico e generazionale in cui il Bournemouth, espressione del nuovo che avanza, vanta una rosa stimata in oltre seicento milioni di euro e incassi dai diritti televisivi nazionali pari a 170 milioni, legando peraltro la sua identità al Milan dal 1970, anno in cui il club inglese decise di abbandonare i tradizionali colori rosso e bianco per adottare il rossonero in onore del Milan. Dall'altra parte il Milan, fiero della sua tradizione internazionale, percepisce ottanta milioni di euro dai diritti TV di Serie A e possiede una rosa valutata poco più di cinquecento milioni di euro secondo Transfermarkt, con Gonçalo Ramos come punta di diamante. Nonostante le differenze economiche, di valore e di storia, l'esito finale rimane affidato unicamente al verdetto del campo