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GDS: Il panorama attuale della Serie A delinea un duello ad alta tensione tra l'Inter di Chivu, saldamente al comando con cinque punti di vantaggio, e il Milan di Allegri, che insegue con una costanza metodica. I nerazzurri vantano uno strapotere offensivo impressionante, testimoniato dai cinquanta gol realizzati e da una varietà di soluzioni tattiche che permettono a ben quattordici giocatori diversi di andare a segno; la squadra sembra aver trovato il mix perfetto tra l'esperienza di leader come Calhanoglu e Lautaro e la freschezza di giovani come Pio Esposito e Bisseck. Dopo la delusione della passata stagione, la strategia ad Appiano Gentile è chiara: la priorità assoluta è il ventunesimo scudetto, evitando dispersioni di energia in altre competizioni. Di contro, il Milan si presenta come una squadra estremamente resistente e difficile da battere, con una sola sconfitta stagionale e un pragmatismo difensivo tipico della gestione Allegri, evidenziato dall'alto numero di spazzate e dalla capacità di restare sempre aggrappata alla partita. Luka Modric ha elevato la qualità della manovra rossonera, mentre Maignan si conferma il pilastro insostituibile tra i pali; tuttavia, per insidiare realmente il primato interista, i rossoneri necessitano che Rafael Leao compia l'ultimo salto di qualità per diventare decisivo quanto il suo portiere. Mentre l'Inter ha l'obbligo di vincere per non fallire gli obiettivi stagionali, il Milan gioca con meno pressione, avendo già superato le aspettative iniziali che lo vedevano in lotta solo per un piazzamento Champions. Allegri, forte della sua esperienza nel gestire i momenti critici, punta tutto sulla speculazione psicologica e sull'assenza di impegni europei per tentare lo sgambetto nel derby di marzo, consapevole che il calendario immediato dell'Inter potrebbe invece favorire un ulteriore allungo nerazzurro.
CorSera: Il pareggio ottenuto all'Olimpico contro la Roma alimenta un dibattito aperto tra chi lo considera un punto prezioso per la zona Champions e chi lo vede come un rallentamento fatale nella corsa scudetto, sebbene Massimiliano Allegri preferisca mantenere l'attenzione esclusivamente sul percorso della propria squadra piuttosto che sulla fuga dell'Inter. Nonostante la soddisfazione per una stagione fin qui positiva, specialmente se paragonata all'ottavo posto dello scorso anno, il cammino rossonero è rallentato da un eccessivo numero di pareggi, ben otto in ventidue partite, che rischiano di sminuire il valore di una striscia di imbattibilità record in Europa. Per colmare il divario con i nerazzurri non basta la solidità difensiva, ma serve evitare nuovi passi falsi contro le piccole e correggere l'approccio ai primi tempi, spesso affrontati con un atteggiamento passivo. La sterilità offensiva delle ultime uscite, con un solo gol segnato in quattro delle ultime cinque gare, pone Allegri di fronte alla necessità di trovare soluzioni tattiche più efficaci, mentre resta il dubbio sull'utilizzo dal primo minuto del tridente con Fullkrug o la gestione di un Leao condizionato da problemi fisici. In questo scenario, il Milan si aggrappa alle sue certezze assolute: la maestria tecnica di Luka Modric, la cui presenza sposta ancora gli equilibri a quarant'anni, e la sicurezza garantita da Mike Maignan, ormai prossimo a legarsi al club con un rinnovo storico fino al 2031. La prossima trasferta di Bologna rappresenterà dunque un test fondamentale per dimostrare di poter alzare il livello e mantenere viva la sfida al vertice, puntando sulla gestione del gruppo e sulle prestazioni dei suoi leader carismatici.
CorSera: Il pareggio ottenuto all'Olimpico contro la Roma alimenta un dibattito aperto tra chi lo considera un punto prezioso per la zona Champions e chi lo vede come un rallentamento fatale nella corsa scudetto, sebbene Massimiliano Allegri preferisca mantenere l'attenzione esclusivamente sul percorso della propria squadra piuttosto che sulla fuga dell'Inter. Nonostante la soddisfazione per una stagione fin qui positiva, specialmente se paragonata all'ottavo posto dello scorso anno, il cammino rossonero è rallentato da un eccessivo numero di pareggi, ben otto in ventidue partite, che rischiano di sminuire il valore di una striscia di imbattibilità record in Europa. Per colmare il divario con i nerazzurri non basta la solidità difensiva, ma serve evitare nuovi passi falsi contro le piccole e correggere l'approccio ai primi tempi, spesso affrontati con un atteggiamento passivo. La sterilità offensiva delle ultime uscite, con un solo gol segnato in quattro delle ultime cinque gare, pone Allegri di fronte alla necessità di trovare soluzioni tattiche più efficaci, mentre resta il dubbio sull'utilizzo dal primo minuto del tridente con Fullkrug o la gestione di un Leao condizionato da problemi fisici. In questo scenario, il Milan si aggrappa alle sue certezze assolute: la maestria tecnica di Luka Modric, la cui presenza sposta ancora gli equilibri a quarant'anni, e la sicurezza garantita da Mike Maignan, ormai prossimo a legarsi al club con un rinnovo storico fino al 2031. La prossima trasferta di Bologna rappresenterà dunque un test fondamentale per dimostrare di poter alzare il livello e mantenere viva la sfida al vertice, puntando sulla gestione del gruppo e sulle prestazioni dei suoi leader carismatici.
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