Milan, addio Tognaccini:"Noi pionieri con Milan Lab".

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Il Corriere della Sera in edicola oggi, 10 settembre, riporta un'intervista a Daniele Tognaccini che ha lasciato il Milan e non ha rinnovato il contratto scaduto lo scorso 30 giugno.

Ecco le parole dello stesso ex preparatore rossonero ed ex responsabile di Milan Lab:"Sono stati 20 anni formativi, avendo frequentato persone da cui ho imparato molto; meravigliosi per le vittorie conquistate da protagonista; impegnativi perché ho tolto tempo alla mia famiglia: era giunto il momento di dire basta. Perchè non ho rinnovato il contratto? Non certo perché la società precedente non credeva in Milan Lab. Anzi, la proprietà cinese aveva sviluppato piani di business per esportare la metodologia in Oriente. Aveva un atteggiamento opposto rispetto a Berlusconi che non era per nulla interessato a lucrare su un patrimonio di informazioni preziosissimo. Il progetto Milan Lab partì su input di Adriano Galliani. L’obiettivo era creare una piattaforma di dati per fornire delle spiegazioni: come erano arrivati i trofei? Con quali allenamenti? Come si potevano prevenire gli infortuni, il cui numero incide sul bilancio? Fummo i primi nel mondo a introdurre una raccolta dati di tre aree, strutturale, biochimica e mentale. Creammo a costo zero un sistema di supporto da mettere a disposizione dei dipartimenti tecnici, medici e atletici. In vent’anni abbiamo raccolto 2 milioni di dati tanto che Microsoft, nostro partner, ha dichiarato che Milan Lab rappresenta il database più importante al mondo a livello sportivo. L'allenatore più collaborativo? Gli anni d’oro sono stati quelli di Ancelotti. Abbiamo disputato tre finali di Champions, abbiamo avuto due Palloni d’oro, abbiamo consentito ad atleti come Maldini, Costacurta, Inzaghi di chiudere la carriera a ridosso dei 40 anni. Il tecnico più diffidente? Gli ultimi arrivati, Montella e Mihajlovic, non avevano mostrato molta curiosità. Al contrario di Maurizio Sarri, un vero maniaco di numeri. È mio grande amico, abitiamo a pochi km di distanza. Ogni volta che ci incontriamo mi chiede, si vuole informare. Lui è innamorato dei dati. Mi ha anche chiesto di seguirlo al Chelsea, ma ora intendo rallentare i ritmi lavorativi. Ho un progetto nel campo del turismo e un altro con una società di calcio americana. Pato il rammarico più grande? Non penso che Milan Lab abbia commesso errori. Era come se noi, con i nostri dati, mettessimo a disposizione dei medici un navigatore per seguire la strada. Poi se si preferisce imboccare un’altra via non è colpa del navigatore. Il giocatore più disponibile? Seedorf: era il maggior frequentatore della mind room, la stanza dove entravi, ad esempio, per superare le paure dopo un infortunio. Tempestava di domande lo psicologo, il dottor De Michelis. Tutto il contrario di Serginho. Ti stava a sentire 5’, ti diceva che eri un genio ma non gli importava molto. Ora chi porterà avanti il progetto? Bruno Dominici che ha lavorato con me per 14 anni e ora è il preparatore di Gattuso. Da calciatore Rino ha dovuto sgomitare per superare i pregiudizi, ci riuscirà anche da allenatore. Nessun tecnico al mondo avrebbe trascinato fuori dalla crisi la squadra lo scorso anno. Rino deve essere la pietra da cui ripartire. E poi se come a.d. arriverà Gazidis, che all’Arsenal con Emery lavora sui numeri, Milan Lab non potrà che essere potenziato".
 

Albijol

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Il Corriere della Sera in edicola oggi, 10 settembre, riporta un'intervista a Daniele Tognaccini che ha lasciato il Milan e non ha rinnovato il contratto scaduto lo scorso 30 giugno.
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Cacchio questa me l'ero persa! Felicissimo!
 

Milanforever26

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Francamente non ho mai capito quali benefici ha portato sta struttura..
Tutti sti dati per cosa sono stati usati? Abbiamo sempre accumulato caterve di infortunati, non abbiamo mai segato o non rinnovato un giocatore perché dai loro dati risultava ormai bollito, non mi pare che mentalmente dopo l'addio dei senatori si sia mai ricreata una certezza nel gruppo..

Mi sa tanto che questi hanno messo in piedi un banale database ma non hanno mai capito come "studiare davvero quei dati"..del resto a "costo zero" non sviluppi 'na minchia...

Di certo alla Microsoft con qualche algoritmo serio quei dati potrebbero anche dare dei suggerimenti..
 

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Il Corriere della Sera in edicola oggi, 10 settembre, riporta un'intervista a Daniele Tognaccini che ha lasciato il Milan e non ha rinnovato il contratto scaduto lo scorso 30 giugno.

Ecco le parole dello stesso ex preparatore rossonero ed ex responsabile di Milan Lab:"Sono stati 20 anni formativi, avendo frequentato persone da cui ho imparato molto; meravigliosi per le vittorie conquistate da protagonista; impegnativi perché ho tolto tempo alla mia famiglia: era giunto il momento di dire basta. Perchè non ho rinnovato il contratto? Non certo perché la società precedente non credeva in Milan Lab. Anzi, la proprietà cinese aveva sviluppato piani di business per esportare la metodologia in Oriente. Aveva un atteggiamento opposto rispetto a Berlusconi che non era per nulla interessato a lucrare su un patrimonio di informazioni preziosissimo. Il progetto Milan Lab partì su input di Adriano Galliani. L’obiettivo era creare una piattaforma di dati per fornire delle spiegazioni: come erano arrivati i trofei? Con quali allenamenti? Come si potevano prevenire gli infortuni, il cui numero incide sul bilancio? Fummo i primi nel mondo a introdurre una raccolta dati di tre aree, strutturale, biochimica e mentale. Creammo a costo zero un sistema di supporto da mettere a disposizione dei dipartimenti tecnici, medici e atletici. In vent’anni abbiamo raccolto 2 milioni di dati tanto che Microsoft, nostro partner, ha dichiarato che Milan Lab rappresenta il database più importante al mondo a livello sportivo. L'allenatore più collaborativo? Gli anni d’oro sono stati quelli di Ancelotti. Abbiamo disputato tre finali di Champions, abbiamo avuto due Palloni d’oro, abbiamo consentito ad atleti come Maldini, Costacurta, Inzaghi di chiudere la carriera a ridosso dei 40 anni. Il tecnico più diffidente? Gli ultimi arrivati, Montella e Mihajlovic, non avevano mostrato molta curiosità. Al contrario di Maurizio Sarri, un vero maniaco di numeri. È mio grande amico, abitiamo a pochi km di distanza. Ogni volta che ci incontriamo mi chiede, si vuole informare. Lui è innamorato dei dati. Mi ha anche chiesto di seguirlo al Chelsea, ma ora intendo rallentare i ritmi lavorativi. Ho un progetto nel campo del turismo e un altro con una società di calcio americana. Pato il rammarico più grande? Non penso che Milan Lab abbia commesso errori. Era come se noi, con i nostri dati, mettessimo a disposizione dei medici un navigatore per seguire la strada. Poi se si preferisce imboccare un’altra via non è colpa del navigatore. Il giocatore più disponibile? Seedorf: era il maggior frequentatore della mind room, la stanza dove entravi, ad esempio, per superare le paure dopo un infortunio. Tempestava di domande lo psicologo, il dottor De Michelis. Tutto il contrario di Serginho. Ti stava a sentire 5’, ti diceva che eri un genio ma non gli importava molto. Ora chi porterà avanti il progetto? Bruno Dominici che ha lavorato con me per 14 anni e ora è il preparatore di Gattuso. Da calciatore Rino ha dovuto sgomitare per superare i pregiudizi, ci riuscirà anche da allenatore. Nessun tecnico al mondo avrebbe trascinato fuori dalla crisi la squadra lo scorso anno. Rino deve essere la pietra da cui ripartire. E poi se come a.d. arriverà Gazidis, che all’Arsenal con Emery lavora sui numeri, Milan Lab non potrà che essere potenziato".

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ScArsenal83

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Francamente non ho mai capito quali benefici ha portato sta struttura..
Tutti sti dati per cosa sono stati usati? Abbiamo sempre accumulato caterve di infortunati, non abbiamo mai segato o non rinnovato un giocatore perché dai loro dati risultava ormai bollito, non mi pare che mentalmente dopo l'addio dei senatori si sia mai ricreata una certezza nel gruppo..

Mi sa tanto che questi hanno messo in piedi un banale database ma non hanno mai capito come "studiare davvero quei dati"..del resto a "costo zero" non sviluppi 'na minchia...

Di certo alla Microsoft con qualche algoritmo serio quei dati potrebbero anche dare dei suggerimenti..

Ecco questa è la parte più importante,hai ragione.
Mai qualcuno che fosse mandato via perchè ormai non avesse più niente da dare, ma sono tutti restati per gratitudine reciproca.
 

gabri65

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Ecco questa è la parte più importante,hai ragione.
Mai qualcuno che fosse mandato via perchè ormai non avesse più niente da dare, ma sono tutti restati per gratitudine reciproca.

Esatto..veramente un successone Milan Lab..pensa se non c'era...

Perdonatemi, ma siete troppo critici secondo me. Il Milan Lab non ha compiti né di infermeria, né tattici, né tantomeno decisionali. Come descrive Tognaccini, loro hanno creato una struttura di raccolta dati, poi questi dati possono essere usati più o meno bene. Sta all'intelligenza delle persone a cui vengono forniti. Se tu dici all'allenatore che tizio X ha percorso ennemila kilometri in un certo modo, questa potrebbe essere una informazione che magari a un Sarri interessa moltissimo e la mette a frutto, mentre un Montella se ne frega, come ha sottolineato in maniera opportuna. Assolutamente non può prevedere gli infortuni, questo non dipende da loro. E sicuramente con quei dati atletici in mano non puoi motivare una cessione. Che poi incida solo per piccolissimi punti percentuali sul rendimento della squadra, sono d'accordo. Ma magari in un'ottica di calcio sempre più estremo può darsi che faccia comodo da qui in avanti. Poi può anche darsi sia un gigantesco bluff (per altri motivi), questo è un pericolo sempre in agguato, in tal caso sono d'accordo con voi.
 

Milanforever26

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Perdonatemi, ma siete troppo critici secondo me. Il Milan Lab non ha compiti né di infermeria, né tattici, né tantomeno decisionali. Come descrive Tognaccini, loro hanno creato una struttura di raccolta dati, poi questi dati possono essere usati più o meno bene. Sta all'intelligenza delle persone a cui vengono forniti. Se tu dici all'allenatore che tizio X ha percorso ennemila kilometri in un certo modo, questa potrebbe essere una informazione che magari a un Sarri interessa moltissimo e la mette a frutto, mentre un Montella se ne frega, come ha sottolineato in maniera opportuna. Assolutamente non può prevedere gli infortuni, questo non dipende da loro. E sicuramente con quei dati atletici in mano non puoi motivare una cessione. Che poi incida solo per piccolissimi punti percentuali sul rendimento della squadra, sono d'accordo. Ma magari in un'ottica di calcio sempre più estremo può darsi che faccia comodo da qui in avanti. Poi può anche darsi sia un gigantesco bluff (per altri motivi), questo è un pericolo sempre in agguato, in tal caso sono d'accordo con voi.

Perdonami, ma su quale base allora si può valutare il lavoro 20ennale di MilanLab?
Se nessun tecnico alla fine ha tratto giovamento dal sistema (per esempio mandando in campo quelli più in forma invece dei morti), se dalle indicazioni sulle performance la società non ha saputo ricavare informazioni su chi non ha più nulla da dare..

Insomma, alla fine quei dati a che servono? A farsi le pippe coi numeri o si possono tradurre in reali informazioni utili?

Sennò è solo un bluff..
 

gabri65

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Perdonami, ma su quale base allora si può valutare il lavoro 20ennale di MilanLab?
Se nessun tecnico alla fine ha tratto giovamento dal sistema (per esempio mandando in campo quelli più in forma invece dei morti), se dalle indicazioni sulle performance la società non ha saputo ricavare informazioni su chi non ha più nulla da dare..

Insomma, alla fine quei dati a che servono? A farsi le pippe coi numeri o si possono tradurre in reali informazioni utili?

Sennò è solo un bluff..

Il punto secondo me è che la struttura può essere utile, ma è stata creata forse con troppo anticipo sui tempi, per cui non è ancora efficiente. L'idea di base di raccogliere dati mi sembra buona, d'altra parte anche noi adesso vediamo statistiche su come si muovono i giocatori, prima non esistevano queste informazioni. I dati da loro raccolti sono uno storico, che per definizione usi a posteriori. La speranza è che un giorno vengano usati con criterio, cosa che magari ora è stata fatta poco (e male). Magari tra 10 anni vedranno che, confrontando i dati, il giocatore ha una carriera più lunga (in media) se i carichi di lavoro sono distribuiti in un certo modo. Sono cose che valuti dopo decenni, come giustamente osservi. Poi, ripeto e sono d'accordo con te, se queste informazioni non vengono integrate con una strategia sportiva che condivide e persone che sanno valutare, allora sì che è inutile.
 
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