Milan: a Cardinale le decisioni finali. Ibra consulente. Ma siamo al ridicolo.

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CorSera: da Casa Milan viene ribadito che la decisione finale su ciascuna di queste posizioni, allenatore e DS, spetterà esclusivamente al patron Gerry, il quale, nonostante il passare del tempo, non intende affatto farsi prendere dalla fretta. Nel frattempo, viene specificato che Ibrahimovic resta un consulente del businessman americano e non un dirigente del Milan.

Tuttosport attacca il Milan: siamo al ridicolo. Cardinale e Ibra, idee diverse. Il quadro attuale in casa Milan è descritto come una situazione di caos e immobilismo profondo, esemplificata dal fatto che Ralf Rangnick, atterrato a Los Angeles insieme a David Alaba, sia uscito allo scoperto dichiarando «L’attesa per tutto ciò che ci aspetta è enorme», riferendosi però alla missione mondiale con la sua Austria e non al club rossonero. Questa confusione è speculare alla presenza del team manager Marangon al varo del calendario di Serie A, unica figura rimasta a rappresentare la società tra presidenti e amministratori delegati. Al 6 giugno, la galassia rossonera si ritrova priva di una struttura dirigenziale e tecnica, non avendo un amministratore delegato – carica che Calvelli dovrebbe accettare solo obtorto collo –, né un direttore dell'area tecnica, un direttore sportivo, un allenatore o un capo scout. In questo scenario paradossale, l'unico operatore attivo sul mercato è Jovan Kirovski, l'alleato posizionato da Zlatan Ibrahimovic alla guida del Milan Futuro, reduce però da risultati desolanti che includono la retrocessione, un primato negativo unico tra le seconde squadre e ulteriore macchia dell'era Cardinale. Nonostante la gravità della situazione, i canali informativi legati al club filtrano che il proprietario Gerry Cardinale intenda prendere una decisione finale senza alcuna fretta, proprio per evitare la scelta sbagliata. Per questa ragione Cardinale è rimasto in Europa per condurre personalmente i colloqui basandosi sulle indicazioni fornite da agenzie di cacciatori di teste, ma la dinamica appare complicata dal fatto che molti dei potenziali candidati si trovano già negli Stati Uniti per gli impegni mondiali. Rangnick è infatti a Santa Barbara e Mauricio Pochettino a Irvine, sede del ritiro della nazionale statunitense, mentre a breve anche Ibrahimovic volerà oltreoceano per adempiere ai suoi obblighi di commentatore televisivo per Fox Sports. L'impasse decisionale è fortemente legata alle dinamiche societarie e alla netta idiosincrasia di Ibrahimovic verso l'ipotesi di un Milan "Rangnick-centrico", condizione posta in modo imprescindibile dal manager tedesco nei suoi colloqui con il proprietario di RedBird e i suoi collaboratori. Questo stallo prolungato finisce per fortificare la candidatura di Oliver Glasner, l'unico profilo concretamente libero tra i tecnici sondati. Tra le alternative, Arne Slot ha preferito battere in ritirata e optare per un anno sabbatico piuttosto che calarsi in un'avventura societaria dai contorni così nebulosi, Mauricio Pochettino è interamente assorbito dal ruolo di commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale co-ospitato con Messico e Canada, Matthias Jaissle richiederebbe il pagamento di una penale per essere liberato dall'Al Ahli, e Andoni Iraola, inizialmente considerato in cima alla lista e visto come il "Fabregas rossonero", ha già rifiutato l'offerta di Cardinale per accasarsi al Liverpool. Con il passare dei giorni, Glasner emerge come l'opzione principale e il suo eventuale arrivo non sarebbe vincolato alla figura di Rangnick, mantenendo così valida l'opzione di Ramon Planes nel ruolo di direttore sportivo. Dal punto di vista tattico, l'allenatore austriaco predilige un modulo 3-4-2-1 già utilizzato al Crystal Palace, un assetto che non richiederebbe una rivoluzione radicale dell'organico rossonero, sebbene Ibrahimovic preferirebbe una linea difensiva a quattro. Più che gli interpreti, a cambiare sarebbe la filosofia di gioco, incentrata su una forte spinta offensiva, un pressing alto e la valorizzazione dei trequartisti alle spalle della punta, sulla falsariga di quanto fatto da Glasner con Olise ed Eze, successivamente ceduti per cifre considerevoli a Bayern e Arsenal. Nonostante questi ipotetici piani, la realtà attuale del Milan resta contraddistinta da una totale immobilità, uno stato di cose commentato criticamente anche da Fabio Capello a Parma, il quale ha espresso forte perplessità dichiarando «Non si sa ancora niente... Il mercato è in fermento e i giocatori non aspettano», ricordando implicitamente un'epoca in cui la catena di comando milanista, formata da Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Ariedo Braida, si muoveva con ben altra tempestività ed efficacia.

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Tuttosport attacca il Milan: siamo al ridicolo. Cardinale e Ibra, idee diverse. Il quadro attuale in casa Milan è descritto come una situazione di caos e immobilismo profondo, esemplificata dal fatto che Ralf Rangnick, atterrato a Los Angeles insieme a David Alaba, sia uscito allo scoperto dichiarando «L’attesa per tutto ciò che ci aspetta è enorme», riferendosi però alla missione mondiale con la sua Austria e non al club rossonero. Questa confusione è speculare alla presenza del team manager Marangon al varo del calendario di Serie A, unica figura rimasta a rappresentare la società tra presidenti e amministratori delegati. Al 6 giugno, la galassia rossonera si ritrova priva di una struttura dirigenziale e tecnica, non avendo un amministratore delegato – carica che Calvelli dovrebbe accettare solo obtorto collo –, né un direttore dell'area tecnica, un direttore sportivo, un allenatore o un capo scout. In questo scenario paradossale, l'unico operatore attivo sul mercato è Jovan Kirovski, l'alleato posizionato da Zlatan Ibrahimovic alla guida del Milan Futuro, reduce però da risultati desolanti che includono la retrocessione, un primato negativo unico tra le seconde squadre e ulteriore macchia dell'era Cardinale. Nonostante la gravità della situazione, i canali informativi legati al club filtrano che il proprietario Gerry Cardinale intenda prendere una decisione finale senza alcuna fretta, proprio per evitare la scelta sbagliata. Per questa ragione Cardinale è rimasto in Europa per condurre personalmente i colloqui basandosi sulle indicazioni fornite da agenzie di cacciatori di teste, ma la dinamica appare complicata dal fatto che molti dei potenziali candidati si trovano già negli Stati Uniti per gli impegni mondiali. Rangnick è infatti a Santa Barbara e Mauricio Pochettino a Irvine, sede del ritiro della nazionale statunitense, mentre a breve anche Ibrahimovic volerà oltreoceano per adempiere ai suoi obblighi di commentatore televisivo per Fox Sports. L'impasse decisionale è fortemente legata alle dinamiche societarie e alla netta idiosincrasia di Ibrahimovic verso l'ipotesi di un Milan "Rangnick-centrico", condizione posta in modo imprescindibile dal manager tedesco nei suoi colloqui con il proprietario di RedBird e i suoi collaboratori. Questo stallo prolungato finisce per fortificare la candidatura di Oliver Glasner, l'unico profilo concretamente libero tra i tecnici sondati. Tra le alternative, Arne Slot ha preferito battere in ritirata e optare per un anno sabbatico piuttosto che calarsi in un'avventura societaria dai contorni così nebulosi, Mauricio Pochettino è interamente assorbito dal ruolo di commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale co-ospitato con Messico e Canada, Matthias Jaissle richiederebbe il pagamento di una penale per essere liberato dall'Al Ahli, e Andoni Iraola, inizialmente considerato in cima alla lista e visto come il "Fabregas rossonero", ha già rifiutato l'offerta di Cardinale per accasarsi al Liverpool. Con il passare dei giorni, Glasner emerge come l'opzione principale e il suo eventuale arrivo non sarebbe vincolato alla figura di Rangnick, mantenendo così valida l'opzione di Ramon Planes nel ruolo di direttore sportivo. Dal punto di vista tattico, l'allenatore austriaco predilige un modulo 3-4-2-1 già utilizzato al Crystal Palace, un assetto che non richiederebbe una rivoluzione radicale dell'organico rossonero, sebbene Ibrahimovic preferirebbe una linea difensiva a quattro. Più che gli interpreti, a cambiare sarebbe la filosofia di gioco, incentrata su una forte spinta offensiva, un pressing alto e la valorizzazione dei trequartisti alle spalle della punta, sulla falsariga di quanto fatto da Glasner con Olise ed Eze, successivamente ceduti per cifre considerevoli a Bayern e Arsenal. Nonostante questi ipotetici piani, la realtà attuale del Milan resta contraddistinta da una totale immobilità, uno stato di cose commentato criticamente anche da Fabio Capello a Parma, il quale ha espresso forte perplessità dichiarando «Non si sa ancora niente... Il mercato è in fermento e i giocatori non aspettano», ricordando implicitamente un'epoca in cui la catena di comando milanista, formata da Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Ariedo Braida, si muoveva con ben altra tempestività ed efficacia.
 
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CorSera: da Casa Milan viene ribadito che la decisione finale su ciascuna di queste posizioni, allenatore e DS, spetterà esclusivamente al patron Gerry, il quale, nonostante il passare del tempo, non intende affatto farsi prendere dalla fretta. Nel frattempo, viene specificato che Ibrahimovic resta un consulente del businessman americano e non un dirigente del Milan.

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C'è tempooooo :muhahah:

Si ride per non piangere.......maledetti
 
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CorSera: da Casa Milan viene ribadito che la decisione finale su ciascuna di queste posizioni, allenatore e DS, spetterà esclusivamente al patron Gerry, il quale, nonostante il passare del tempo, non intende affatto farsi prendere dalla fretta. Nel frattempo, viene specificato che Ibrahimovic resta un consulente del businessman americano e non un dirigente del Milan.

Tuttosport attacca il Milan: siamo al ridicolo. Cardinale e Ibra, idee diverse. Il quadro attuale in casa Milan è descritto come una situazione di caos e immobilismo profondo, esemplificata dal fatto che Ralf Rangnick, atterrato a Los Angeles insieme a David Alaba, sia uscito allo scoperto dichiarando «L’attesa per tutto ciò che ci aspetta è enorme», riferendosi però alla missione mondiale con la sua Austria e non al club rossonero. Questa confusione è speculare alla presenza del team manager Marangon al varo del calendario di Serie A, unica figura rimasta a rappresentare la società tra presidenti e amministratori delegati. Al 6 giugno, la galassia rossonera si ritrova priva di una struttura dirigenziale e tecnica, non avendo un amministratore delegato – carica che Calvelli dovrebbe accettare solo obtorto collo –, né un direttore dell'area tecnica, un direttore sportivo, un allenatore o un capo scout. In questo scenario paradossale, l'unico operatore attivo sul mercato è Jovan Kirovski, l'alleato posizionato da Zlatan Ibrahimovic alla guida del Milan Futuro, reduce però da risultati desolanti che includono la retrocessione, un primato negativo unico tra le seconde squadre e ulteriore macchia dell'era Cardinale. Nonostante la gravità della situazione, i canali informativi legati al club filtrano che il proprietario Gerry Cardinale intenda prendere una decisione finale senza alcuna fretta, proprio per evitare la scelta sbagliata. Per questa ragione Cardinale è rimasto in Europa per condurre personalmente i colloqui basandosi sulle indicazioni fornite da agenzie di cacciatori di teste, ma la dinamica appare complicata dal fatto che molti dei potenziali candidati si trovano già negli Stati Uniti per gli impegni mondiali. Rangnick è infatti a Santa Barbara e Mauricio Pochettino a Irvine, sede del ritiro della nazionale statunitense, mentre a breve anche Ibrahimovic volerà oltreoceano per adempiere ai suoi obblighi di commentatore televisivo per Fox Sports. L'impasse decisionale è fortemente legata alle dinamiche societarie e alla netta idiosincrasia di Ibrahimovic verso l'ipotesi di un Milan "Rangnick-centrico", condizione posta in modo imprescindibile dal manager tedesco nei suoi colloqui con il proprietario di RedBird e i suoi collaboratori. Questo stallo prolungato finisce per fortificare la candidatura di Oliver Glasner, l'unico profilo concretamente libero tra i tecnici sondati. Tra le alternative, Arne Slot ha preferito battere in ritirata e optare per un anno sabbatico piuttosto che calarsi in un'avventura societaria dai contorni così nebulosi, Mauricio Pochettino è interamente assorbito dal ruolo di commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale co-ospitato con Messico e Canada, Matthias Jaissle richiederebbe il pagamento di una penale per essere liberato dall'Al Ahli, e Andoni Iraola, inizialmente considerato in cima alla lista e visto come il "Fabregas rossonero", ha già rifiutato l'offerta di Cardinale per accasarsi al Liverpool. Con il passare dei giorni, Glasner emerge come l'opzione principale e il suo eventuale arrivo non sarebbe vincolato alla figura di Rangnick, mantenendo così valida l'opzione di Ramon Planes nel ruolo di direttore sportivo. Dal punto di vista tattico, l'allenatore austriaco predilige un modulo 3-4-2-1 già utilizzato al Crystal Palace, un assetto che non richiederebbe una rivoluzione radicale dell'organico rossonero, sebbene Ibrahimovic preferirebbe una linea difensiva a quattro. Più che gli interpreti, a cambiare sarebbe la filosofia di gioco, incentrata su una forte spinta offensiva, un pressing alto e la valorizzazione dei trequartisti alle spalle della punta, sulla falsariga di quanto fatto da Glasner con Olise ed Eze, successivamente ceduti per cifre considerevoli a Bayern e Arsenal. Nonostante questi ipotetici piani, la realtà attuale del Milan resta contraddistinta da una totale immobilità, uno stato di cose commentato criticamente anche da Fabio Capello a Parma, il quale ha espresso forte perplessità dichiarando «Non si sa ancora niente... Il mercato è in fermento e i giocatori non aspettano», ricordando implicitamente un'epoca in cui la catena di comando milanista, formata da Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Ariedo Braida, si muoveva con ben altra tempestività ed efficacia.

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io vorrei sapere a che gli serve ibra come consulente

lato Milan dovrebbe averlo capito che non serve a nulla,lato RedBird mi chiedo a cosa possa servire un ex giocatore che avrà la quinta elementare,di certo non credo abbia grandi competenze in economia :asd:

si ha fatto tanti soldi ma perche era bravo nel suo lavoro,anche LadyGaga ha fatto un sacco di soldi ma non credo che la JPMorgan le chiederebbe consigli finanziari.. :asd:
 

Basileuon

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io vorrei sapere a che gli serve ibra come consulente

lato Milan dovrebbe averlo capito che non serve a nulla,lato RedBird mi chiedo a cosa possa servire un ex giocatore che avrà la quinta elementare,di certo non credo abbia grandi competenze in economia :asd:

si ha fatto tanti soldi ma perche era bravo nel suo lavoro,anche LadyGaga ha fatto un sacco di soldi ma non credo che la JPMorgan le chiederebbe consigli finanziari.. :asd:

Boh sarà un esperto di lavatrici anche Ibra... ormai non si capisce più nulla
 
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