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CGonzalo Ramos al Milan Store
Com’è stato questo primo periodo in rossonero? Perché hai scelto il Milan?
“Sono passate già tre settimane e per ora è andato tutto molto bene. Questa è la mia prima settimana di allenamenti qua a Milanello e posso dirvi già che è la mia preferita, perché finalmente posso toccare con mano cos’è questo club, sentire l’energia quel qualcosa nell’aria… E vuol dire anche che stiamo anche per cominciare la Serie A. Non è che mi piacciano tanto le amichevoli estive, io voglio giocare le partite vere. Ho scelto il Milan perché è uno dei migliori club al mondo e mi è piaciuto subito il progetto”.
C’è qualche attaccante del passato rossonero che è una fonte di ispirazione per te?
“È difficile dire solo un nome… Van Basten, ma anche Ronaldo Nazario. Ma personalmente il mio preferito è stato Ibrahimovic. È stato uno dei miei giocatori preferiti. Se dovessi sceglierne uno direi Zlatan, l’ho visto giocare crescendo”.
Hai vinto tanto nella tua carriera, vuoi continuare al Milan?
“Ho vinto quasi tutto. Voglio vincere sempre e far parte di squadre vincenti. Sono qui per questo e per aiutare la squadra, lavorare tanto e provare a vincere lo scudetto”.
Com’è lavorare con Ruben Amorim?
“È la prima volta che lavoro con lui. Lo conosco per come ha allenato altre squadre negli ultimi anni. Lavorare con lui è stimolante. Mi piace la sua idea di calcio e di farne parte”.
Sai che qui al Milan c’è la “maledizione” della maglia numero 9 per gli attaccanti?
“Non credo a queste cose, credo solo nel lavoro. Magari io sono più “maledetto” del numero, lo vedremo (ride, ndr)”.
Quanti gol punti a segnare quest’anno?
“Non mi piace parlare di numeri. Voglio segnarne un sacco ovviamente, ma è ancora più importante che la squadra vinca”.
Quanto c’è stato il primo contatto con il Milan?
“I primi contatti ci sono stati durante la Coppa del Mondo. Ho parlato col club e ho fatto le visite, poi il giorno dopo ho firmato. Non è vero che ho fatto le visite mediche 15 giorni prima. È stato comunque tutto molto veloce, tutti volevano che fosse fatto nel modo più veloce possibile. Questo è il modo giusto di fare le cose”.
Hai detto che Ibra è stato il tuo idolo… Hai parlato con lui prima di firmare col Milan? E domanda veloce: Kvaratskhelia secondo te può vincere il Pallone d’Oro?
“Non ho avuto tempo di parlare con lui, non l’ho ancora conosciuto di persona. Kvara certo che può vincerlo. Gioca nella squadra che ha vinto la Champions League, è stato l’MVP. Sarà sicuramente nelle posizioni al top e spero che lo vinca, è un mio amico”.
Hai segnato tanto in carriera, però contro il Manchester United ci hai fatto vedere anche due assist…
“Certo, voglio anche fare degli assist. Chi mi conosce sa che posso giocare anche in questo modo e posso fare degli assist. Spero di aiutare la squadra anche con gli assist e non solo con i gol. Ma questo dipende anche dalla partita”.
Cosa ne pensi di CR7 che ha fatto intendere che questa potrebbe essere la sua ultima stagione prima del ritiro?
“È difficile da credere che stia finendo la sua carriera. Sinceramente non so cosa sia il calcio senza di lui, sarà veramente strano. Però l’età non mente, un giorno tutti quanti ci ritireremo…”.
Sai che sei il colpo più oneroso della storia del Milan? Ti pesa?
“Per il momento non sento quel tipo di pressione. Sento la pressione di giocare qui e di dover vincere ogni partita. Voglio essere un giocatore importante e aiutare la squadra, mi hanno preso per questo. Sono pronto per tutto”.
Che Amorim voglia fare un calcio così offensivo ha influenzato la tua scelta di venire al Milan?
“Vuol dire molto, perché nel calcio di oggi è molto importante l’allenatore. È lui che scegli chi gioca e io voglio giocare in squadre che attaccano e dominano le partite. Questa è l’idea del nostro allenatore e per me è stato molto importante: sono stato molto felice quando ho sentito dirglielo”.
Che sensazioni hai avuto con il gol contro lo United in amichevole?
“È stato il mio primo gol ma non l’ho percepito in questo modo, alla fine in amichevole non conta… Voglio segnare sul serio in Serie A, in Europa League e in Coppa Italia per avere la sensazione vera”.
Cosa puoi insegnare ai giocatori più giovani come Camarda?
“Penso che posso insegnargli tante cose, ma posso anche imparare da lui. Siamo giocatori diversi con qualità diverse. Sono un po’ più esperto di lui e quindi posso insegnargli qualche consiglio sul modo di giocare e parlandogli di quello che ho vinto, e come l’ho vinto. È bello condividere con gli altri, insegnare ma anche imparare dai più giovani”.
Com’è stato questo primo periodo in rossonero? Perché hai scelto il Milan?
“Sono passate già tre settimane e per ora è andato tutto molto bene. Questa è la mia prima settimana di allenamenti qua a Milanello e posso dirvi già che è la mia preferita, perché finalmente posso toccare con mano cos’è questo club, sentire l’energia quel qualcosa nell’aria… E vuol dire anche che stiamo anche per cominciare la Serie A. Non è che mi piacciano tanto le amichevoli estive, io voglio giocare le partite vere. Ho scelto il Milan perché è uno dei migliori club al mondo e mi è piaciuto subito il progetto”.
C’è qualche attaccante del passato rossonero che è una fonte di ispirazione per te?
“È difficile dire solo un nome… Van Basten, ma anche Ronaldo Nazario. Ma personalmente il mio preferito è stato Ibrahimovic. È stato uno dei miei giocatori preferiti. Se dovessi sceglierne uno direi Zlatan, l’ho visto giocare crescendo”.
Hai vinto tanto nella tua carriera, vuoi continuare al Milan?
“Ho vinto quasi tutto. Voglio vincere sempre e far parte di squadre vincenti. Sono qui per questo e per aiutare la squadra, lavorare tanto e provare a vincere lo scudetto”.
Com’è lavorare con Ruben Amorim?
“È la prima volta che lavoro con lui. Lo conosco per come ha allenato altre squadre negli ultimi anni. Lavorare con lui è stimolante. Mi piace la sua idea di calcio e di farne parte”.
Sai che qui al Milan c’è la “maledizione” della maglia numero 9 per gli attaccanti?
“Non credo a queste cose, credo solo nel lavoro. Magari io sono più “maledetto” del numero, lo vedremo (ride, ndr)”.
Quanti gol punti a segnare quest’anno?
“Non mi piace parlare di numeri. Voglio segnarne un sacco ovviamente, ma è ancora più importante che la squadra vinca”.
Quanto c’è stato il primo contatto con il Milan?
“I primi contatti ci sono stati durante la Coppa del Mondo. Ho parlato col club e ho fatto le visite, poi il giorno dopo ho firmato. Non è vero che ho fatto le visite mediche 15 giorni prima. È stato comunque tutto molto veloce, tutti volevano che fosse fatto nel modo più veloce possibile. Questo è il modo giusto di fare le cose”.
Hai detto che Ibra è stato il tuo idolo… Hai parlato con lui prima di firmare col Milan? E domanda veloce: Kvaratskhelia secondo te può vincere il Pallone d’Oro?
“Non ho avuto tempo di parlare con lui, non l’ho ancora conosciuto di persona. Kvara certo che può vincerlo. Gioca nella squadra che ha vinto la Champions League, è stato l’MVP. Sarà sicuramente nelle posizioni al top e spero che lo vinca, è un mio amico”.
Hai segnato tanto in carriera, però contro il Manchester United ci hai fatto vedere anche due assist…
“Certo, voglio anche fare degli assist. Chi mi conosce sa che posso giocare anche in questo modo e posso fare degli assist. Spero di aiutare la squadra anche con gli assist e non solo con i gol. Ma questo dipende anche dalla partita”.
Cosa ne pensi di CR7 che ha fatto intendere che questa potrebbe essere la sua ultima stagione prima del ritiro?
“È difficile da credere che stia finendo la sua carriera. Sinceramente non so cosa sia il calcio senza di lui, sarà veramente strano. Però l’età non mente, un giorno tutti quanti ci ritireremo…”.
Sai che sei il colpo più oneroso della storia del Milan? Ti pesa?
“Per il momento non sento quel tipo di pressione. Sento la pressione di giocare qui e di dover vincere ogni partita. Voglio essere un giocatore importante e aiutare la squadra, mi hanno preso per questo. Sono pronto per tutto”.
Che Amorim voglia fare un calcio così offensivo ha influenzato la tua scelta di venire al Milan?
“Vuol dire molto, perché nel calcio di oggi è molto importante l’allenatore. È lui che scegli chi gioca e io voglio giocare in squadre che attaccano e dominano le partite. Questa è l’idea del nostro allenatore e per me è stato molto importante: sono stato molto felice quando ho sentito dirglielo”.
Che sensazioni hai avuto con il gol contro lo United in amichevole?
“È stato il mio primo gol ma non l’ho percepito in questo modo, alla fine in amichevole non conta… Voglio segnare sul serio in Serie A, in Europa League e in Coppa Italia per avere la sensazione vera”.
Cosa puoi insegnare ai giocatori più giovani come Camarda?
“Penso che posso insegnargli tante cose, ma posso anche imparare da lui. Siamo giocatori diversi con qualità diverse. Sono un po’ più esperto di lui e quindi posso insegnargli qualche consiglio sul modo di giocare e parlandogli di quello che ho vinto, e come l’ho vinto. È bello condividere con gli altri, insegnare ma anche imparare dai più giovani”.