Conferenza Amorim LIVE:"Le parole di Cardinale, il derby, gli infortunati e lo scudetto...".

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Dalle ore 14 di oggi 30 ottobre 2026 la conferenza di Amorim pre derby

In aggiornamento LIVE

ardinale ha parlato di lei come di "Top Gun", ma anche lì ci sono gli alti e bassi...

"Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già, e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo, che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po'. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo".

Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

"Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c'è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l'impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c'è grande battaglia, ma lo spirito resta un po' più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale".

Come si recupera energia per un derby?

"La troviamo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Col Bologna mancava energia, non potevamo perdere in quel modo con il Bologna, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Ma dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top. Non è diversa la situazione altrove, ma qui è così e alcuni dettagli sono tralasciati perché non c'è tempo per gli allenamenti".

Cardinale ha detto: "Scudetto possibile, a gennaio il Milan farà quello che deve sul mercato". Cosa ne pensa? E cosa serve al Milan?

"Lo scudetto è sempre l'obiettivo, ma è sempre più difficile dopo aver perso qualche punto. Per me dobbiamo pensare anche a migliorare, lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l'anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Se sei il Milan l'obiettivo è lo scudetto, ma oggi bisogna capire che rispetto alle capolista c'è un gap. Vinciamo la prossima partita e tutto si tranquillizza, ma l'obiettivo è vincere lo scudetto ma non so quanto ci vorrà."

Come stanno Gila, Rabiot e Moreira?

"Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un'idea, ma vedremo domani".

Invidia qualcosa a Chivu?

"Ho zero invidia per Chivu, sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter. Non ho imparato la lezione dall'esperienza precedente: ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta. Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, e questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperlo ora, ma sono davvero felice perché questo rispecchia esattamente chi sono e il tipo di lavoro che voglio fare. Capisco le domande che mi fate: ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono strafelice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada. Lo sapete già: se sposo un'idea non la cambio. Posso cambiare il sistema tattico, d'accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui".

Che idea si è fatto dell'Inter? Ieri alla presentazione dello stadio ha parlato con Chivu ?

"È molto simpatico. Ci stavamo un po' lamentando dei tempi della presentazione perché abbiamo giocato la sera prima: lui ha vinto, quindi era più felice di me, ma noi avevamo una partita da preparare, ed era quella la nostra priorità. Però penso che siamo rimasti tutti davvero entusiasti del nuovo stadio, credo che questo possano dirlo tutti. L'Inter, per me può giocare a occhi chiusi, fa rotazioni, come nell'ultima partita a centrocampo, e continua a esprimersi esattamente nello stesso modo. Cambiano determinate caratteristiche individuali, ma sanno già cosa fare in campo anche senza bisogno di allenarsi troppo. Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita. Si percepisce chiaramente che, anche se dovessero trovarsi in svantaggio nel finale, possiedono la maturità per capire di poter vincere qualsiasi incontro: è una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli. Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita".

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"Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già, e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo, che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po'. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo".

Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

"Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c'è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l'impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c'è grande battaglia, ma lo spirito resta un po' più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale".
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Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

"Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c'è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l'impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c'è grande battaglia, ma lo spirito resta un po' più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale".

Come si recupera energia per un derby?

"La troviamo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Col Bologna mancava energia, non potevamo perdere in quel modo con il Bologna, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Ma dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top. Non è diversa la situazione altrove, ma qui è così e alcuni dettagli sono tralasciati perché non c'è tempo per gli allenamenti".
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"Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già, e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo, che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po'. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo".

Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

"Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c'è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l'impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c'è grande battaglia, ma lo spirito resta un po' più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale".

Come si recupera energia per un derby?

"La troviamo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Col Bologna mancava energia, non potevamo perdere in quel modo con il Bologna, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Ma dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top. Non è diversa la situazione altrove, ma qui è così e alcuni dettagli sono tralasciati perché non c'è tempo per gli allenamenti".

Cardinale ha detto: "Scudetto possibile, a gennaio il Milan farà quello che deve sul mercato". Cosa ne pensa? E cosa serve al Milan?

"Lo scudetto è sempre l'obiettivo, ma è sempre più difficile dopo aver perso qualche punto. Per me dobbiamo pensare anche a migliorare, lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l'anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Se sei il Milan l'obiettivo è lo scudetto, ma oggi bisogna capire che rispetto alle capolista c'è un gap. Vinciamo la prossima partita e tutto si tranquillizza, ma l'obiettivo è vincere lo scudetto ma non so quanto ci vorrà."

Come stanno Gila, Rabiot e Moreira?

"Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un'idea, ma vedremo domani".
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"Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già, e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo, che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po'. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo".

Che differenze sente tra questo derby e quelli di Manchester e di Lisbona?

"Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c'è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l'impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c'è grande battaglia, ma lo spirito resta un po' più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale".

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"La troviamo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Col Bologna mancava energia, non potevamo perdere in quel modo con il Bologna, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Ma dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top. Non è diversa la situazione altrove, ma qui è così e alcuni dettagli sono tralasciati perché non c'è tempo per gli allenamenti".

Cardinale ha detto: "Scudetto possibile, a gennaio il Milan farà quello che deve sul mercato". Cosa ne pensa? E cosa serve al Milan?

"Lo scudetto è sempre l'obiettivo, ma è sempre più difficile dopo aver perso qualche punto. Per me dobbiamo pensare anche a migliorare, lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l'anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Se sei il Milan l'obiettivo è lo scudetto, ma oggi bisogna capire che rispetto alle capolista c'è un gap. Vinciamo la prossima partita e tutto si tranquillizza, ma l'obiettivo è vincere lo scudetto ma non so quanto ci vorrà."

Come stanno Gila, Rabiot e Moreira?

"Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un'idea, ma vedremo domani".

Invidia qualcosa a Chivu?

"Ho zero invidia per Chivu, sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter. Non ho imparato la lezione dall'esperienza precedente: ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta. Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, e questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperlo ora, ma sono davvero felice perché questo rispecchia esattamente chi sono e il tipo di lavoro che voglio fare. Capisco le domande che mi fate: ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono strafelice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada. Lo sapete già: se sposo un'idea non la cambio. Posso cambiare il sistema tattico, d'accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui".

Che idea si è fatto dell'Inter? Ieri alla presentazione dello stadio ha parlato con Chivu ?

"È molto simpatico. Ci stavamo un po' lamentando dei tempi della presentazione perché abbiamo giocato la sera prima: lui ha vinto, quindi era più felice di me, ma noi avevamo una partita da preparare, ed era quella la nostra priorità. Però penso che siamo rimasti tutti davvero entusiasti del nuovo stadio, credo che questo possano dirlo tutti. L'Inter, per me può giocare a occhi chiusi, fa rotazioni, come nell'ultima partita a centrocampo, e continua a esprimersi esattamente nello stesso modo. Cambiano determinate caratteristiche individuali, ma sanno già cosa fare in campo anche senza bisogno di allenarsi troppo. Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita. Si percepisce chiaramente che, anche se dovessero trovarsi in svantaggio nel finale, possiedono la maturità per capire di poter vincere qualsiasi incontro: è una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli. Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita".
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