Commisso e Cardinale: sostenibilità, investimenti e stadio.

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GDS: la sfida tra Fiorentina e Milan mette a confronto due modelli di proprietà nordamericana profondamente divergenti, nonostante facciano parte della folta schiera di nove club di Serie A a trazione statunitense. Da una parte si trova Rocco Commisso, imprenditore "self-made" e proprietario di Mediacom, che gestisce la Fiorentina come un bene di prestigio personale legato alle proprie origini italiane; dall'altra il Milan di RedBird, un fondo d'investimento guidato da Gerry Cardinale che opera per conto di investitori istituzionali con una logica strettamente finanziaria e industriale. Le differenze si riflettono chiaramente nei bilanci: Commisso ha investito complessivamente oltre 500 milioni di euro, coprendo costantemente i rossi di bilancio attraverso aumenti di capitale e ricche sponsorizzazioni della propria azienda madre, legando la competitività della squadra alla sua disponibilità economica diretta. Al contrario, RedBird ha impostato per il Milan un modello di rigida autosufficienza finanziaria; dopo l'ingente esborso per l'acquisto del club da Elliott, la società rossonera ha chiuso gli ultimi tre esercizi in attivo, incrementando il fatturato commerciale oltre i 400 milioni e reinvestendo solo quanto generato internamente. Mentre a Firenze il costo della rosa pesa per il 90% sul fatturato caratteristico e dipende dal patron, a Milano l'incidenza è limitata al 59%, permettendo al club di innalzare gradualmente la spesa per stipendi e ammortamenti grazie alla crescita organica del brand e alla costante partecipazione alla Champions League.

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GDS: la sfida tra Fiorentina e Milan mette a confronto due modelli di proprietà nordamericana profondamente divergenti, nonostante facciano parte della folta schiera di nove club di Serie A a trazione statunitense. Da una parte si trova Rocco Commisso, imprenditore "self-made" e proprietario di Mediacom, che gestisce la Fiorentina come un bene di prestigio personale legato alle proprie origini italiane; dall'altra il Milan di RedBird, un fondo d'investimento guidato da Gerry Cardinale che opera per conto di investitori istituzionali con una logica strettamente finanziaria e industriale. Le differenze si riflettono chiaramente nei bilanci: Commisso ha investito complessivamente oltre 500 milioni di euro, coprendo costantemente i rossi di bilancio attraverso aumenti di capitale e ricche sponsorizzazioni della propria azienda madre, legando la competitività della squadra alla sua disponibilità economica diretta. Al contrario, RedBird ha impostato per il Milan un modello di rigida autosufficienza finanziaria; dopo l'ingente esborso per l'acquisto del club da Elliott, la società rossonera ha chiuso gli ultimi tre esercizi in attivo, incrementando il fatturato commerciale oltre i 400 milioni e reinvestendo solo quanto generato internamente. Mentre a Firenze il costo della rosa pesa per il 90% sul fatturato caratteristico e dipende dal patron, a Milano l'incidenza è limitata al 59%, permettendo al club di innalzare gradualmente la spesa per stipendi e ammortamenti grazie alla crescita organica del brand e alla costante partecipazione alla Champions League.

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Il veleno nella coda.
Terribile la chiusura.
Terribile.
 

Ruuddil23

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La costante partecipazione alla champions, che notoriamente si ottiene non investendo sulla rosa....e talmente costante che infatti quest'anno non c'è, ma guarda un po'. Spero che siano prese in giro degli interisti della gazzetta, altrimenti mi vergognerei a scrivere robe del genere
 

Ruuddil23

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Beh, è quello che vorrebbero sempre. Ma non per velleità di vittoria. Solo per tirare a campare.
Ma non gli fa differenza, gli basta vendere un pezzo pregiato alla volta e rientrare dei famosi 80 milioni.
Poi però ti dicono che nonostante le cessioni importanti non possono acquistare nemmeno un giocatore a gennaio perché son mancati i soldi della Champions......e fanno bene, perché ci sono dei polli che ci credono pure.
 
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