Cardinale: fino a 700 mln a Elliott. Si cercano soldi.

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Anche Tuttosport in edicola conferma le news ampiamente riportate su Cardinale a caccia di fondi per ripagare il debito contratto con Elliott dopo il prestito per l'acquisto del Milan e aggiunge: Gerry Cardinale deve muoversi su un filo sottile nella gestione del Milan. Da alcuni mesi il proprietario rossonero sta cercando i capitali necessari per ripagare il prestito triennale concesso dal venditore Elliott al momento della cessione del club nell’estate dell’anno scorso: 585 milioni più interessi al 7%, che portano il totale della somma da restituire a circa 700 milioni. La scadenza è fissata nel 2025. La ricerca prosegue in questa direzione, più che in trattative su futuri assetti azionari. Da questo punto di vista, quindi, l’operazione che ha portato il Milan da Elliott a Red Bird non è priva di debiti. In capo all’attuale proprietà c’è un’esposizione pari a poco meno del 9% degli attuali asset gestiti da Red Bird, quantificati dal sito della società americana in 8,6 miliardi di dollari, pari 7,97 miliardi di euro (il totale dell’operazione, 1,2 miliardi, quindi rappresenta il 15%). Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere ancora da ultimare anche il reperimento completo dei 615 milioni da versare a Elliott al netto del ‘vendor loan’. Non è scontato che tutto questo denaro sia già stato trasferito. L’insieme di questa situazione spiega perché Elliott continui a mantenere un’influenza significativa. A maggior ragione per un particolare che emerge dal bilancio del Milan: il pegno costituito da Red Bird a favore di Elliott riguarda il 99,93% delle azioni del club rossonero, non solo le quote corrispondenti al ‘vendor loan’ (48,75%). Sono questi gli accordi in capo ai veicoli utilizzati a monte: Acm Bidco da Red Bird in Olanda, Rossoneri Sport Investment da Elliott in Lussemburgo, in pista fin dalla cessione da Fininvest a Yonghong Li nel 2017, controllato dall’hedge fund dall’estate 2018. I patti sono contenuti nel ‘Pledge agreement over shares’, sottoscritto mediante scambio di lettere il 31 agosto 2022 (con l’intervento di Intertrust Trustees Limited) e disciplinato dalle leggi del Lussemburgo, come per il finanziamento tra Elliott e il misterioso uomo d’affari cinese. In pratica se Red Bird non ripaga il prestito, perde tutto il Milan non solo una parte. Vigilano al timone del Milan ex manager di Elliott: Cocirio e Furlani (l’ad ha assunto più poteri dopo che Cardinale ha cacciato Maldini senza mettere a capo dell’area tecnica un uomo nuovo scelto da lui). Con Scaroni sempre presidente. Ma Cardinale ha un’esigenza: deve valorizzare ancora di più il Milan per centrare un ‘upside, un saldo positivo tra acquisto e rivendita. Deve farlo senza avere le cariche principali del club, muovendosi soprattutto a livello commerciale con i suoi forti agganci nello sport americano e portando a casa un concreto progetto di nuovo stadio. Deve far crescere il valore del Milan mentre cerca i capitali per ripagare il prestito che gli impedisce di avere mano libera. Una strettoia da percorrere a tutta velocità.
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Zenos

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Sei sicuro di questa cosa? Il vendor loan non è comunque un prestito quindi soggetto a un tasso di interesse?
Certo ma se il debito viene estinto in anticipo gli interessi per gli anni restanti non sono dovuti. Al limite c'è da pagare una penale ma non credo sia del 7%
 

gabri65

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Anche Tuttosport in edicola conferma le news ampiamente riportate su Cardinale a caccia di fondi per ripagare il debito contratto con Elliott dopo il prestito per l'acquisto del Milan e aggiunge: Gerry Cardinale deve muoversi su un filo sottile nella gestione del Milan. Da alcuni mesi il proprietario rossonero sta cercando i capitali necessari per ripagare il prestito triennale concesso dal venditore Elliott al momento della cessione del club nell’estate dell’anno scorso: 585 milioni più interessi al 7%, che portano il totale della somma da restituire a circa 700 milioni. La scadenza è fissata nel 2025. La ricerca prosegue in questa direzione, più che in trattative su futuri assetti azionari. Da questo punto di vista, quindi, l’operazione che ha portato il Milan da Elliott a Red Bird non è priva di debiti. In capo all’attuale proprietà c’è un’esposizione pari a poco meno del 9% degli attuali asset gestiti da Red Bird, quantificati dal sito della società americana in 8,6 miliardi di dollari, pari 7,97 miliardi di euro (il totale dell’operazione, 1,2 miliardi, quindi rappresenta il 15%). Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere ancora da ultimare anche il reperimento completo dei 615 milioni da versare a Elliott al netto del ‘vendor loan’. Non è scontato che tutto questo denaro sia già stato trasferito. L’insieme di questa situazione spiega perché Elliott continui a mantenere un’influenza significativa. A maggior ragione per un particolare che emerge dal bilancio del Milan: il pegno costituito da Red Bird a favore di Elliott riguarda il 99,93% delle azioni del club rossonero, non solo le quote corrispondenti al ‘vendor loan’ (48,75%). Sono questi gli accordi in capo ai veicoli utilizzati a monte: Acm Bidco da Red Bird in Olanda, Rossoneri Sport Investment da Elliott in Lussemburgo, in pista fin dalla cessione da Fininvest a Yonghong Li nel 2017, controllato dall’hedge fund dall’estate 2018. I patti sono contenuti nel ‘Pledge agreement over shares’, sottoscritto mediante scambio di lettere il 31 agosto 2022 (con l’intervento di Intertrust Trustees Limited) e disciplinato dalle leggi del Lussemburgo, come per il finanziamento tra Elliott e il misterioso uomo d’affari cinese. In pratica se Red Bird non ripaga il prestito, perde tutto il Milan non solo una parte. Vigilano al timone del Milan ex manager di Elliott: Cocirio e Furlani (l’ad ha assunto più poteri dopo che Cardinale ha cacciato Maldini senza mettere a capo dell’area tecnica un uomo nuovo scelto da lui). Con Scaroni sempre presidente. Ma Cardinale ha un’esigenza: deve valorizzare ancora di più il Milan per centrare un ‘upside, un saldo positivo tra acquisto e rivendita. Deve farlo senza avere le cariche principali del club, muovendosi soprattutto a livello commerciale con i suoi forti agganci nello sport americano e portando a casa un concreto progetto di nuovo stadio. Deve far crescere il valore del Milan mentre cerca i capitali per ripagare il prestito che gli impedisce di avere mano libera. Una strettoia da percorrere a tutta velocità.

Jerry Li e i tombini di Wall Street.

Uno faceva i video dalle cucine mefitiche, questo dalle feste di compleanno di JLo.

Direi che siamo migliorati, via.
 

Gunnar67

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A leggere articoli come questo sembra che un pazzo masochista abbia esposto la propria azienda e se stesso in modo incredibile (il 15% delle proprie attivitá) per avere l'AC Milan. Come tornaconto si parla genericamente di progetto stadio (come se anche quello non richiedesse anni per rientrare dall'investimento) e "valorizzare" (?) il club. Oso immaginare che per Jerry Cardinale ci sia un tornaconto ben maggiore dietro l'angolo (che so, Berlusconi lo fece per diventare capo del governo italiano) che nessuno sta considerando.
 

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Toby rosso nero

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Se pesco a caso dalle vecchie news sulle nostre proprietà del post berlusconi salteranno fuori gli stessi articoli.

Ma il plot twist è che poi si sono rivelati tutti veri.
 
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Perche 700 milioni? Se salda il debito gli interessi non sono dovuti.
no quelli sono dovuti in base al tempo ritengo che 700 mln siano stati calcolati alla data del pagamento nel 2025 se pagasse ora sarebbe inferiore 5% diviso 365 per i giorni dalla data del prestito all'estinzione (semplificando)
 
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