Arbitri e VAR: sarà rivoluzione. Ma è scontro.

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CorSera: il mondo arbitrale italiano si prepara a una vera e propria rivoluzione, resa necessaria da una stagione costellata di polemiche, errori tecnici ammessi dalla stessa AIA — come il rigore negato alla Roma contro il Genoa — e un clima di tensione che ha portato il designatore Rocchi a uscire sotto scorta in Serie B. Il progetto mira a superare l'attuale caos, aggravato dalla squalifica del presidente Zappi e dalle spaccature interne all'associazione, attraverso la creazione di una società di diritto privato esterna all'AIA, ispirata al modello inglese della PGMOL. Questa nuova struttura d'élite permetterebbe di professionalizzare i direttori di gara con contratti di lavoro autonomo o a tempo determinato, staff medici e preparatori dedicati, eliminando logiche territoriali nelle selezioni. Restano tuttavia accesi i nodi politici ed economici, con un budget previsto di 18 milioni di euro annui e un confronto serrato tra FIGC e Lega Serie A sulla governance e sulla partecipazione societaria. Il presidente Simonelli presenterà uno studio comparato dei sistemi europei il 23 marzo, giorno in cui Rocchi incontrerà i dirigenti dei club — su pressione di Inter e Juve che hanno voluto escludere gli allenatori per evitare eccessive tensioni — per discutere la linea editoriale del campo, tra ricerca di un gioco "all'inglese" e gestione del VAR. La battaglia di potere per il controllo del futuro consiglio d'amministrazione e la nomina del responsabile tecnico, ruolo per cui lo stesso Rocchi è in pole position, entrerà nel vivo dopo il consiglio federale del 19 marzo, con l'obiettivo di far partire la riforma entro la stagione 2026/27.

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Giofa

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CorSera: il mondo arbitrale italiano si prepara a una vera e propria rivoluzione, resa necessaria da una stagione costellata di polemiche, errori tecnici ammessi dalla stessa AIA — come il rigore negato alla Roma contro il Genoa — e un clima di tensione che ha portato il designatore Rocchi a uscire sotto scorta in Serie B. Il progetto mira a superare l'attuale caos, aggravato dalla squalifica del presidente Zappi e dalle spaccature interne all'associazione, attraverso la creazione di una società di diritto privato esterna all'AIA, ispirata al modello inglese della PGMOL. Questa nuova struttura d'élite permetterebbe di professionalizzare i direttori di gara con contratti di lavoro autonomo o a tempo determinato, staff medici e preparatori dedicati, eliminando logiche territoriali nelle selezioni. Restano tuttavia accesi i nodi politici ed economici, con un budget previsto di 18 milioni di euro annui e un confronto serrato tra FIGC e Lega Serie A sulla governance e sulla partecipazione societaria. Il presidente Simonelli presenterà uno studio comparato dei sistemi europei il 23 marzo, giorno in cui Rocchi incontrerà i dirigenti dei club — su pressione di Inter e Juve che hanno voluto escludere gli allenatori per evitare eccessive tensioni — per discutere la linea editoriale del campo, tra ricerca di un gioco "all'inglese" e gestione del VAR. La battaglia di potere per il controllo del futuro consiglio d'amministrazione e la nomina del responsabile tecnico, ruolo per cui lo stesso Rocchi è in pole position, entrerà nel vivo dopo il consiglio federale del 19 marzo, con l'obiettivo di far partire la riforma entro la stagione 2026/27.

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La mia sensazione è che con Open VAR siano riusciti a peggiorare pure la situazione. Il rigore reclamato dalla Roma col Genoa per me non c'è. Malinovski va a contrasto, la prende col fianco e poi sbatte sul braccio che da qualche parte deve stare. Arbitro e var concordano ma poi salta fuori uno che dice che il braccio DESTRO è fuori sagoma. Per me contribuiscono loro a creare caos
 

Ramza Beoulve

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CorSera: il mondo arbitrale italiano si prepara a una vera e propria rivoluzione, resa necessaria da una stagione costellata di polemiche, errori tecnici ammessi dalla stessa AIA — come il rigore negato alla Roma contro il Genoa — e un clima di tensione che ha portato il designatore Rocchi a uscire sotto scorta in Serie B. Il progetto mira a superare l'attuale caos, aggravato dalla squalifica del presidente Zappi e dalle spaccature interne all'associazione, attraverso la creazione di una società di diritto privato esterna all'AIA, ispirata al modello inglese della PGMOL. Questa nuova struttura d'élite permetterebbe di professionalizzare i direttori di gara con contratti di lavoro autonomo o a tempo determinato, staff medici e preparatori dedicati, eliminando logiche territoriali nelle selezioni. Restano tuttavia accesi i nodi politici ed economici, con un budget previsto di 18 milioni di euro annui e un confronto serrato tra FIGC e Lega Serie A sulla governance e sulla partecipazione societaria. Il presidente Simonelli presenterà uno studio comparato dei sistemi europei il 23 marzo, giorno in cui Rocchi incontrerà i dirigenti dei club — su pressione di Inter e Juve che hanno voluto escludere gli allenatori per evitare eccessive tensioni — per discutere la linea editoriale del campo, tra ricerca di un gioco "all'inglese" e gestione del VAR. La battaglia di potere per il controllo del futuro consiglio d'amministrazione e la nomina del responsabile tecnico, ruolo per cui lo stesso Rocchi è in pole position, entrerà nel vivo dopo il consiglio federale del 19 marzo, con l'obiettivo di far partire la riforma entro la stagione 2026/27.

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L'unica riforma sarebbe radiare Marotta dal calcio e mettere sotto controllo tutti i telefoni di Rocchi & co....
 
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