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  1. #81
    Junior Member
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    Jul 2013
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    698
    Citazione Originariamente Scritto da James Watson Visualizza Messaggio
    Evitate, per favore di parlare di cose che non conoscete.
    La "peer review" (revisione fra pari) è un metodo di controllo interno alla comunità scientifica finalizzato ad assicurare uno standard di trasparenza, qualità e credibilità delle ricerche. Viene applicato da circa 300 anni. Le principali riviste scientifiche come The Lancet, Nature o PLOS adottano questo criterio da sempre. Il processo di peer review prevede che una ricerca pubblichi i propri risultati dopo che altri esperti riconosciuti in materia abbiano avuto pieno accesso ai dati e alla metodologia seguita, senza conoscere nome e istituto di appartenenza degli autori, e non abbiano riscontrato violazioni che possano inficiare la validità della ricerca stessa. Esistono regole rigidissime (ad esempio, non si può essere revisori di un articolo il cui autore ha pubblicato qualsiasi cosa in collaborazione con il revisore in un lasso di tempo che è di 3-5 anni). Posso anche assicurarvi per esperienza diretta, che esiste una competizione così esagerata tra gruppi che ogni pretesto è buono per "segare" un lavoro altrui, perciò tutto quello che viene pubblicato è stato ampiamente e profondamente analizzato da terze parti competenti.
    Ad esempio, non si ha traccia di alcuna ricerca attestante un nesso tra vaccini e autismo che abbia mai superato la peer review.
    Da ricercatore, mi da molto fastidio che si metta in dubbio tutto questo con lo scopo di "insinuare dubbi" sulla validità dell'operato dei ricercatori scientifici.
    Beh, sì e no. Senza entrare nel merito della questione di cui si parla nella discussione, esaltare la "peer review" come garanzia totale sulla imparzialità degli studi scientifici mi sembra esagerato. Da ricercatore, mi è capitato (come immagino anche a te) di ricevere - e talvolta di eseguire - una revisione di un mio - o di un altrui - lavoro.

    La revisione "cieca" (senza che i revisori conoscano gli autori, e vice versa) non è applicata da tutte le riviste. In alcuni casi la rivista chiede all'autore stesso di indicare possibili revisori. Questo accade ad esempio se la rivista copre un ampio spettro di tematiche, e se l'oggetto dell'articolo richiede al revisore un conoscenza estremamente specialistica.

    In aggiunta, con l'aumento della pratica dell'open access (articoli disponibili da subito a tutti gli utenti del web, non solo a quelli che hanno abbonamento - in genere costosissimo e fornito dall'Università - alla rivista) il meccanismo "paga per pubblicare" si diffonde sempre più, e sinceramente non mi sento di escludere che qualche rivista possa pubblicare qualche articolo discutibile per questioni di profitto.

    Inoltre, pubblicare è necessario ovunque per fare carriera. Per cui alcuni passaggi potrebbero essere - per così dire - forzati.

    Chiudo dicendo che è molto più facile pubblicare risultati che "supportano" una teoria in voga, piuttosto che risultati nulli.

    Ripeto, non voglio fare lo spocchioso, tu sa sicuramente meglio di me come funziona. Ho scritto questo intervento perché spesso si tirano in ballo "gli articoli scientifici". Questi sono prodotti della mente umana, che sottostanno però allo spirito del tempo. Se un articolo è pubblicato non è necessariamente ottimo, e se un articolo non viene pubblicato non è necessariamente fuffa. Purtroppo, gli articoli scientifici vanno letti, uno per uno, e interpretati. Un ricercatore sa se un articolo è "buono", una persona normale fa più fatica, specie se l'articolo è "raccontato" da un giornale/rivista non specializzato.

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  3. #82
    Citazione Originariamente Scritto da Louis Gara Visualizza Messaggio
    Ah si, tipo Yara Gambirasio è viva e vegeta, grazie ai freni dettati dalla moralità, così come pure quella ragazzina di Roma mica è stata stuprata da quel militare della Marina, per fortuna quest'ultimo si è frenato.

    vabbè
    Citi dei casi singolari come se fosse la regola?

  4. #83
    Citazione Originariamente Scritto da beleno Visualizza Messaggio
    Beh, sì e no. Senza entrare nel merito della questione di cui si parla nella discussione, esaltare la "peer review" come garanzia totale sulla imparzialità degli studi scientifici mi sembra esagerato. Da ricercatore, mi è capitato (come immagino anche a te) di ricevere - e talvolta di eseguire - una revisione di un mio - o di un altrui - lavoro.

    La revisione "cieca" (senza che i revisori conoscano gli autori, e vice versa) non è applicata da tutte le riviste. In alcuni casi la rivista chiede all'autore stesso di indicare possibili revisori. Questo accade ad esempio se la rivista copre un ampio spettro di tematiche, e se l'oggetto dell'articolo richiede al revisore un conoscenza estremamente specialistica.

    In aggiunta, con l'aumento della pratica dell'open access (articoli disponibili da subito a tutti gli utenti del web, non solo a quelli che hanno abbonamento - in genere costosissimo e fornito dall'Università - alla rivista) il meccanismo "paga per pubblicare" si diffonde sempre più, e sinceramente non mi sento di escludere che qualche rivista possa pubblicare qualche articolo discutibile per questioni di profitto.

    Inoltre, pubblicare è necessario ovunque per fare carriera. Per cui alcuni passaggi potrebbero essere - per così dire - forzati.

    Chiudo dicendo che è molto più facile pubblicare risultati che "supportano" una teoria in voga, piuttosto che risultati nulli.

    Ripeto, non voglio fare lo spocchioso, tu sa sicuramente meglio di me come funziona. Ho scritto questo intervento perché spesso si tirano in ballo "gli articoli scientifici". Questi sono prodotti della mente umana, che sottostanno però allo spirito del tempo. Se un articolo è pubblicato non è necessariamente ottimo, e se un articolo non viene pubblicato non è necessariamente fuffa. Purtroppo, gli articoli scientifici vanno letti, uno per uno, e interpretati. Un ricercatore sa se un articolo è "buono", una persona normale fa più fatica, specie se l'articolo è "raccontato" da un giornale/rivista non specializzato.
    Si tratta cmq di uno studio sulla base di risposte di volontari, inaccertabili, del tutto inappropriato e inattendibile perchè non è basato su una statistica di reati.
    Truccano pure le elezioni e stiamo a dar credito a ste robe.

  5. #84
    Zio bello L'avatar di addox
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    996
    Il problema delle adozioni dipende da quale parte viene visto. Nell'adozione dovrebbe essere il minore la parte totalmente tutelata, anche perchè la crescita di un bambino segue delle fasi ben precise che si interfacciano sia verso l'interno (famiglia) sia verso l'esterno (società) e che ne segnano l'intera esistenza sia psicologica che morale. In queste discussioni invece traspare lo spostamento del bisogno verso gli adulti, che nel cercare di assecondare il proprio ego o nella falsa ricerca di una esistenza "normale" a 360 gradi, hanno richieste per assecondare i propri bisogni.
    Per ultimo vorrei dire che non esistono i buoni genitori a prescindere, bisogna esserlo genitori e quindi mettersi alla prova per capirlo. Ecco perchè già oggi l'adozione alle coppie etero è un tema delicatissimo e farlo gestire alla politica e di conseguenza tradurlo in un discorso anche ideologico è la cosa più sbagliata in assoluto, sentire poi di "lobby", mi fa venire i brividi per quei bambini che ne verranno coinvolti.
    Nano malefico, zio fester veniamo con i bastoni

  6. #85
    Senior Member L'avatar di Milanforever26
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    Citazione Originariamente Scritto da Louis Gara Visualizza Messaggio
    Prova con le autoreggenti
    Eh eh...no bè ma il problema era più coi peli delle gambe che con il pacco...
    Si torna a giocare e a tifare davvero

  7. #86
    Efferosso
    Ospite
    Se partiamo dall'assunto che la diversità non esiste, che ognuno ha la propria libertà sessuale, non vi è nessuna differenza fra un omosessuale e:

    Un pedofilo
    Un incestuoso
    Uno che prova pulsioni per un cavallo

    E anzi, paradossalmente, un pedofilo e un incestuoso hanno sicuramente più chances di procreare biologicamente rispetto ad un omosessuale.

    Prima di affrontare il discorso rispetto a quello che la società "vorrebbe", forse è il caso di farsi delle domande su questo.
    E lo dico come persona con amici gay, che NON può fare questo discorso a loro, perché se no sclerano.

  8. #87
    Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Efferosso Visualizza Messaggio
    Se partiamo dall'assunto che la diversità non esiste, che ognuno ha la propria libertà sessuale, non vi è nessuna differenza fra un omosessuale e:

    Un pedofilo
    Un incestuoso
    Uno che prova pulsioni per un cavallo

    E anzi, paradossalmente, un pedofilo e un incestuoso hanno sicuramente più chances di procreare biologicamente rispetto ad un omosessuale.

    Prima di affrontare il discorso rispetto a quello che la società "vorrebbe", forse è il caso di farsi delle domande su questo.
    E lo dico come persona con amici gay, che NON può fare questo discorso a loro, perché se no sclerano.
    Cavalli e bambini, noti esseri consenzienti. Proprio uguale, guarda
    Filippo Inzaghi (proveniente da 5 partite, di cui 4 perse e 1 vinta): "Ho rivisto lo spirito giusto: una l'abbiamo vinta, le altre... le abbiamo giocate bene."

  9. #88
    Member L'avatar di de sica
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    Citazione Originariamente Scritto da addox Visualizza Messaggio
    Il problema delle adozioni dipende da quale parte viene visto. Nell'adozione dovrebbe essere il minore la parte totalmente tutelata, anche perchè la crescita di un bambino segue delle fasi ben precise che si interfacciano sia verso l'interno (famiglia) sia verso l'esterno (società) e che ne segnano l'intera esistenza sia psicologica che morale. In queste discussioni invece traspare lo spostamento del bisogno verso gli adulti, che nel cercare di assecondare il proprio ego o nella falsa ricerca di una esistenza "normale" a 360 gradi, hanno richieste per assecondare i propri bisogni.
    Per ultimo vorrei dire che non esistono i buoni genitori a prescindere, bisogna esserlo genitori e quindi mettersi alla prova per capirlo. Ecco perchè già oggi l'adozione alle coppie etero è un tema delicatissimo e farlo gestire alla politica e di conseguenza tradurlo in un discorso anche ideologico è la cosa più sbagliata in assoluto, sentire poi di "lobby", mi fa venire i brividi per quei bambini che ne verranno coinvolti.
    Né più né meno.
    [SIGPIC][IMG=sdfsdfsdfsdfsdf]http://img7.imageshack.us/img7/1672/sdfsdfsdfsdfsdf.png[/IMG][/SIGPIC]

  10. #89
    Senior Member L'avatar di Milanforever26
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    Citazione Originariamente Scritto da James Watson Visualizza Messaggio
    Aggiungo anche che "andare con più partner contemporaneamente e avere relazioni poco durature" non è certo una peculiarità delle persone omosessuali ma, coi tempi che corrono, diventa un abitudine sempre più frequente e "sdoganata" per tutti (purtroppo).
    Non si può negare che l'approccio sessuale dei gay sia molto più libertino rispetto agli etero..L'atteggiamento degli omosessuali rispetto alla componente sessuale del legame è decisamente più esplicito..

    In ogni caso nei gay sono molto più diffuse le situazioni con coppie di età molto diversa (25-30 anni di differenza tra i partner è considerata una cosa normale) e anche la propensione ai rapporti fugaci e occasionali (la nota pratica chiamata Hanky Panky) anche tra gay che hanno già un partner...
    Credo questo approccio alla vita sessuale di coppia sia dovuta al fatto che innanzitutto i Gay sono molto pochi e perciò hanno sviluppato un istinto ad accontentarsi quasi subito di quello che trovano (siamo onesti, se puoi scegliere tra 5 donne invece che tra 4-500 è normale che non è che puoi fare molto il sofisticato)..inoltre per lungo tempo hanno dovuto avere rapporti solo in luoghi "nascosti" (i famosi cinema resi celebri dal film Philadelphia, ditemi voi se esistono cose così tra gli etero...) e questo li ha portati ad avere un orientamento più marcato per il "mordi e fuggi"..
    Noi maschi forse saremmo anche molto inclini a questo genere di vita sessuale...purtroppo le nostre donne se ci comportassimo così ci etichetterebbero in 3 secondi come dei porci depravati che pensano solo al sesso...ma se lo fa un gay va benissimo però! (le donne adorano i gay, non si sa perché)
    Si torna a giocare e a tifare davvero

  11. #90
    Junior Member
    Data Registrazione
    Apr 2015
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    651
    Assolutamente favorevole

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