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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    Aug 2012
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    [Storia] Inghilterra-Ungheria 3-6

    Oggi parleremo di questa storica partita, aprendo così una piccola trilogia magiara che approfondirà ancora di più l'Ungheria nazionale e con essa la sua squadra di calcio dell'Honved.

    Era il 25 novembre del 1953 quando l'Inghilterra dei patriarchi del football ospitò l'Aranycsapat nel sacro e inviolabile tempio di Wembley, in occasione del novantesimo anniversario dalla nascita dell'FA.
    Quel giorno ci furono circa 100 giornalisti e cento volte tanto fu il numero di spettatori, perché? Beh, gli inglesi erano gli inventori del gioco del calcio, non erano mai stati battuti in casa da un team non britannico, soltanto una sconfitta avevano subito, quattro anni prima, per mano dell'Irlanda; l'Ungheria era invece "La squadra d'oro", la squadra che veniva da un'imbattibilità lunga 24 gare e dall'oro olimpico del '52, pertanto ci si attendeva una gara epica tra le due compagini più forti al mondo, la sfida che decretasse la nazionale migliore.
    L'Inghilterra scese in campo con lo storico Sistema di Sir Herbert Chapman, l'MW con:
    Gil Merrick tra i pali; stopper in mezzo alla difesa Harry Johnston, quindi terzini Alf Ramsey e Bill Eckersley; Bill Wright il centromediano metodista, fiancheggiato da Jimmy Dickinson ed Ernie Taylor, quindi mezz'ali Jackie Sewell ed Ernest Taylor; infine ala destra Stanley Matthews, ala sinistra George Robb e centravanti Stanley Mortensen.
    L'Aranycsapat invece scese in campo con un modulo rivoluzionario, il cosiddetto MM, un 3-2-3-2 con:
    Grosics tra i pali; Lorant stopper e Buzanzsky e Lantos terzini; davanti alla linea dei tre difensori Bozsik e Zakarias; quindi ala destro Budai II, ala sinistra Czibor e centravanti/trequartista Hidegkuti, alle spalle delle mezz'ali/centravanti Puskas e Kocsis.



    L'Ungheria quel giorno di novembre schiantò l'Inghilterra per 6-3 ma se quelle erano le due nazionali più forti del mondo come fu possibile un tale risultato? Semplice, l'Ungheria era tra le due nazionali più forti del mondo, solo che l'altra non era l'Inghilterra.
    Il calcio inglese, isolato per tanti anni dal calcio europeo, che in un continuo confronto tra paesi diversi andò avanti e si evolse, rimase pesantemente arretrato, bloccato in schemi rigidi, artigianali e nell'ormai obsoleto Sistema chapmaniano che proprio in quegli anni si sarebbe trasformato, in Italia, nei primi esperimenti 'catenacciari' e che proprio la grande Ungheria di Sebes mutuerà, ma stravolgendolo completamente.
    Cosa aveva fatto Gustav Sebes? Sebes aveva ripreso il Sistema inglese, infatti Puskas e Kocsis, secondo il Sistema, sarebbero stati delle mezze ali, i suggeritori dietro il centravanti Hidegkuti, al contrario Sebes pensò di arretrare Hidegkuti da centravanti a trequartista centrale, date anche le sue doti di regia, e far salire Puskas e Kocsis, da centravanti.
    Questa fu una vera e propria rivoluzione da un punto di vista tattico, dando vita ad uno schieramento nuovo ma non basta a spiegare da sola cosa rappresentò l'Ungheria in quell'epoca.
    L'Ungheria, infatti, ripropose il calcio che era stato proprio dell'Austria, con uno straordinario gioco palla a terra e una trama di passaggi caratterizzata da decine di passaggi rapidissimi e spesso e volentieri di prima, però, più dell'Austria meisliana, a caratterizzare il gioco dell'Ungheria fu l'intercambiabilità dei giocatori del pacchetto offensivo, che permisero ai magiari di creare un tourbillion offensivo totale, infatti Hidegkuti agiva da finto centravanti, falso nueve diremmo noi oggi, mentre Puskas e Kocsis agivano da finte mezz'ali per poi andare a finalizzare l'azione.
    Come sottolinearono i cronisti dell'epoca, quel tourbillion, mai visto prima, aveva lasciato sgomenti i giocatori inglesi, esemplare l'immagine descritta dal Times, secondo la quale, a causa del movimento d'attacco ungherese, lo stopper inglese Harry Johnston restava spesso e volentieri solo in mezzo all'area di rigore senza sapere chi marcare e che fare.
    L'MM ungherese, tuttavia, non restava fisso nel 3-2-3-2 ma sapeva anche trasformarsi in un 4-2-4, lo stesso 4-2-4 che avrebbe importato in Sud America il Brasile, qualora Hidegkuti arretrasse in mediana, al fianco di Bozsik, e di conseguenza Zakarias arretrasse in difesa, al fianco di Lorant, con la riproposizione della difesa a zona, in questo modo l'Ungheria cercava di applicare con una certa regolarità anche la trappola del fuorigioco e i terzini divenivano dei fluidificanti, capaci di offendere oltre che di difendere; tuttavia non è finita qui, poiché il modulo ungherese poteva trasformarsi ulteriormente in un 4-3-3 ante litteram in fase difensiva, con la difesa a 4 composta da Buzanszky, Zakarias, Lorant e Lantos e una linea mediana composta da Bozsik, Hidegkuti e Budai II, la prima ala tattica della storia, capace di accentrarsi dalla fascia per dare man forte al centrocampo, lo stesso ruolo che verrà praticamente ricoperto da Zagallo nel Brasile bimondiale a cavallo tra anni '50 e anni '60.
    Insomma, il Sistema inglese che prevedeva una serie di duelli individuali si ritrovò completamente spiazzato dall'Ungheria di Sebes, poiché questa non dava punti di riferimento né in attacco, né in difesa.
    Questo gioco naturalmente era molto dispendioso, quindi con l'Ungheria vediamo una prima attenzione nei confronti della preparazione atletica, di fatto per la prima volta c'è l'utilizzo del pressing, altro elemento che spiazzò i giocatori inglesi, non abituati ad essere aggrediti in maniera così feroce, anche se, nell'esperienza magiara, il pressing veniva ancora praticato in chiave difensiva, cioè per recuperare rapidamente la palla e non per offendere, non come arma d'offesa come sarà invece con il calcio totale olandese.



    Passiamo a questo punto alla cronaca di quella partita leggendaria:
    Erano circa le 14 e 15, il nuvoloso cielo londinese si schiarì, un tenue sole illuminò il campo, nel composto silenzio inglese, ma già febbricitante, le squadre entrarono in campo, risuonarono gli inni nazionali, quindi i saluti e gli scambi d'insegne. Leo Horn fischia, si comincia. Gli inglesi capirono subito che quella sarebbe stata una giornata storta infatti tempo 45 secondi e dalla girandola di attaccanti magiari spunta Nandor Hidegkuti che raccoglie palla, finta il tiro, poi lo libera e dal limite insacca: 0-1 Ungheria, palla al centro.
    Al quarto d'ora gli inglesi trovano l'imbucata vincente perforando la difesa magiara, Sewell è solo contro Grosics, incrocia e la palla finisce nell'angolino basso: 1-1, palla al centro.
    Il pareggio non durerà molto perché circa otto minuti dopo l'Ungheria trafiggerà il fianco sinistro della difesa inglese che avventurandosi su Puskas, senza però togliergli la palla, non evitò che il magiaro, nonostante fosse a terra, non rallungasse per Hidegkuti che così gonfia la rete per la seconda volta: 1-2 Ungheria, palla al centro.
    Passano giusto tre minuti, Puskas scende sulla trequarti a raccogliere la palla, serve Budai che lancia Czibor, la difesa dell'Inghilterra resta immobile e sguarnita, Czibor si allarga, alza la testa, guarda in mezzo, serve Puskas che si butta in mezzo e la stoppa, finta che mette a sedere Billy Wright in un disperato recupero e la butta dentro: 1-3 per l'Ungheria.
    Altri quattro minuti di riposo per l'Inghilterra e al 29' arriva una punizione per l'Ungheria poco avanti all'area di rigore, tiro di Bozsik, tacco di Puskas e palla che finisce nell'angolino basso destro di Merrick: 1-4 per gli ungheresi.
    L'Inghilterra però riesce a trovare una timida reazione, dieci minuti dopo, su un fortuito calcio d'angolo, a insaccare è Stanley Mortensen dopo aver stoppato la palla in area di rigore su cross in mezzo del suo omonimo compagno di reparto: 2-4, l'Inghilterra prova ad accorciare le distanze.
    A questo punto Horn fischia la fine del primo tempo, tutti negli spogliatoi.
    Gli inglesi sono scioccati, sono sotto di due reti senza possibilità di appello, allora scendono in campo, tirano fuori il loro orgoglio perché gli inglesi non muoiono mai ma non basta, al '50, durante una concitata azione d'attacco magiara che schiaccia gli inglesi nella loro area di rigore e che porta addirittura ad un palo di testa di Puskas, un missile terra-aria da fuori di Bozsik s'insacca nell'angolo alto: 2-5.
    Passano tre minuti e dopo un traversone sulla trequarti dalla fascia destra da parte dei magiari, deviato prima dalla testa di Budai, poi dalla testa di Kocsis, quindi stoppato al volo da Puskas e messo in mezzo, arriva il goal al volo di Hidegkuti: 2-6.
    La partita è finita ma in realtà non è mai iniziata, al 57' chiuderà le danze il goal della bandiera, su penalty, da parte dell'Inghilterra, realizzato da Alf Ramsey.
    La storia è stata scritta e gli inglesi la leggeranno malvolentieri, infatti tenteranno prima una rivincita a Budapest dove verranno umiliati con un passivo di 7-1, quindi torneranno in patria una volta per tutte con la coda tra le gambe, stravolgendo i loro metodi di allenamento, i loro schemi tattici, facendola finita per sempre col Sistema di Chapman e proclamando traditore della patria Jimmy Hogan che Sandor Barcs, presidente della federazione magiara, indicò come colui che insegnò agli ungheresi tutto ciò che i magiari sapessero di calcio, dopo di lui sarà ostracizzato dalla nazionale inglese anche tutto il pacchetto difensivo formato da Eckersley, Ramsey e Johnston, più il trequartista Taylor, l'ala Robb e il centravanti Mortensen.


    Nel prossimo articolo la storia dell'Aranycsapat e di seguito gli highlights di quella partita.
    Ultima modifica di Tifo'o; 13-05-2014 alle 11:40

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  3. #2
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    ahahahah che figura degli Inglesi...in effetti quell'Ungheria sembra che giocava veramente bene ragazzi...vabbè che ci sono degli errori da parte degli Inglesi da dilettanti
    questo è il 7-1 del 54
    https://mmacornerblog.wordpress.com

  4. #3
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    Quell'Ungheria era paragonabile all'attuale Spagna, singolare il fatto che non abbia vinto nulla. Storica è la finale del 1954 in cui persero clamorosamente contro la Germania dell'Ovest (e anche su questo c'è un altro film, stavolta decisamente più bello dell'altro che ho citato nell'altro topic) per 3-2 dopo essere stati in vantaggio per 2-0. Comunque il vero falso nove era Hidegkuti, partiva da centravanti, ma tirava le fila a centrocampo diventando poi di fatto un trequartista e servendo spesso e volentieri Puskas che era un vero e proprio cecchino, oltre che un giocatore molto duttile come tutta la squadra poi del resto. La duttilità è un elemento fondamentale nel calcio totale, se hai giocatori che sanno fare solo una cosa, non puoi pensare di applicare certe teorie pallonare (parere personale)

  5. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Serginho Visualizza Messaggio
    Quell'Ungheria era paragonabile all'attuale Spagna, singolare il fatto che non abbia vinto nulla. Storica è la finale del 1954 in cui persero clamorosamente contro la Germania dell'Ovest (e anche su questo c'è un altro film, stavolta decisamente più bello dell'altro che ho citato nell'altro topic) per 3-2 dopo essere stati in vantaggio per 2-0. Comunque il vero falso nove era Hidegkuti, partiva da centravanti, ma tirava le fila a centrocampo diventando poi di fatto un trequartista e servendo spesso e volentieri Puskas che era un vero e proprio cecchino, oltre che un giocatore molto duttile come tutta la squadra poi del resto. La duttilità è un elemento fondamentale nel calcio totale, se hai giocatori che sanno fare solo una cosa, non puoi pensare di applicare certe teorie pallonare (parere personale)
    Esatto, alla fine era una girandola continua quella di Puskas, Kocsis e Hidegkuti, d'altronde basti pensare che "in teoria" Puskas e Kocsis dovevano essere le mezz'ale del Sistema che finivano per diventare i centravanti dell'MM, mentre Hidegkuti che era il centravanti del Sistema finiva per diventare il trequartista dell'MM. In ogni caso l'Inghilterra non ci capì nulla in quella partita, troppo statici e lenti.

  6. #5
    Moderatore L'avatar di Tifo'o
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    I VIDEO VANNO NEL SECONDO POST. Sono due anni che ripetiamo la cosa.
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    "Siamo la squadra che nel 2013 ha fatto più punti di tutti"
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