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Discussione: [Storia] Il Wunderteam

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    [Storia] Il Wunderteam

    Come anticipato nell'articolo di settimana scorsa, oggi parleremo della grande Austria degli anni '30, anche nota come il Wunderteam, cioè "Squadra delle meraviglie".

    Questa fu la selezione di calcio austriaca, massima espressione del "calcio danubiano", che insieme all'Italia dominò il calcio europeo degli anni trenta.
    Nel mondiale del 1934 il Wunderteam, di fatto, si fermò soltanto in semifinale, proprio contro l'Italia, che sarebbe diventata campione del mondo, battendo in finale la Cecoslovacchia, e che avrebbe eliminato gli austriaci con un discusso goal di Guaita; nel mondiale del '38, invece, la "squadra delle meraviglie" fu fermata soltanto dall'Anschluss, cioè l'annessione alla Germania nazista.
    Per quanto riguarda il campo europeo, anche qui l'Austria si tolse le sue soddisfazioni ottenendo una Coppa Internazionale, antesignana del moderno Campionato europeo di calcio nato nel 1960 e contraltare per nazionali della Mitropa Cup, di fatto le federazioni che presero parte a questa competizioni furono Austria, Italia, Cecoslovacchia e Ungheria, le stesse animatrici della Mitropa, soltanto successivamente, poi, si aggiungeranno alla Coppa Internazionale anche la Jugoslavia e la Svizzera.
    Nella prima edizione del torneo, disputata tra il 1927 e il 1930, risultò vincitrice l'Italia, soltanto nella seconda edizione, 1931-32, otterrà la vittoria l'Austria, quindi ancora l'Italia(1933-35), mentre nel dopoguerra un titolo andrà all'Aranycsapat ungherese e un altro alla Cecoslovacchia.
    Infine il movimento calcistico austriaco ebbe grande fortuna anche con i club, infatti ben tre differenti squadre austriache ebbero modo di conquistare la celebre Mitropa Cup: l'Austria Vienna con 2 titoli, quindi il Rapid Vienna e il First Vienna con un titolo a testa.

    Il Wunderteam si fece anche fautore di uno dei primi sistemi di gioco calcistici, il cosiddetto "Metodo".
    Prima di parlare del "Metodo", però, sarà doveroso fare un piccolo zoom sulla tattica agli albori del calcio europeo.
    Il primo vero e proprio sistema di gioco è considerato la "Piramide di Cambridge", così chiamata perché i giocatori venivano disposti a piramide, secondo un 2-3-5, mutuandone il nome dalla squadra del college di Cambridge.
    Questo fu il primo vero e proprio modulo perché per la prima volta, con la Piramide, si iniziò a concepire il calcio in maniera corale, cioè il calcio del "passing game"(gioco dei passaggi), in sostituzione del "kick and yusch"(calcia e corri) che vedeva esclusive azioni personali e "moduli" proiettati all'attacco come l'1-1-8 inglese o il 2-2-6 scozzese.
    La Piramide, tuttavia, cadde in disuso a causa della modifica alla regola del fuorigioco del 1926: fino al 1926, infatti, perché un attaccante fosse in posizione regolare c'era bisogno che tra lui e la linea di porta ci fossero tre giocatori(compreso il portiere), con la modifica della regola si passò da tre uomini a due uomini(compreso il portiere), fino ad allora bastava che uno dei due terzini della piramide(i due difensori erano chiamati 'terzini')avanzasse per mettere in fuorigioco l'attaccante avversario.
    Alla Piramide dunque succedettero il "Sistema" e il "Metodo".
    Inventore del "Sistema" fu Sir Herbert Chapman, questi arretrò i due attaccanti interni a centrocampo, più o meno sull'attuale trequarti, questi giocatori, chiamati mezze ali, avevano la funzione di imbeccare gli attaccanti, passando ad essere dei suggeritori anziché dei finalizzatori.
    Chapman, in seguito alla modifica della regola del fuorigioco che rese il gioco più spettacolare e quindi più ricco di goal, ben pensò di proteggere ulteriormente la difesa arretrando il centromediano, cioè il centrale del centrocampo a 3 della Piramide, in mezzo ai due terzini, in questo modo nasce lo stopper e la difesa passa a tre, mentre a centrocampo restano soltanto due mediani che con le mezze ali andarono a formare un quadrilatero.
    Il Sistema è un modulo particolare, perché, schierando la difesa specularmente all'attacco, crea degli scontri individuali, ad esempio lo stopper marca il centravanti avversario, i terzini marcano le rispettive ali avversarie, mentre i mediani restano sulle mezz'ali, il modulo prevede dunque delle marcature ad uomo, pertanto è inevitabile che questo sistema di gioco trovasse la sua miglior realizzazione in squadre che disponessero di grandi individualità, come furono il Real Madrid pentacampione o il Grande Torino.
    Il Sistema, dunque, pur presentandosi come un modulo più difensivo del Metodo si rivela essere in realtà molto più offensivo, perché i mediani del Sistema restano più alti del trio mediano del Metodo, come vedremo in seguito, e quindi la regia della squadra passa alle mezz'ali che in questo sistema di gioco creano il gioco e spesso e volentieri lo finalizzano anche.




    Il "Metodo", invece, fu creato proprio dall'allenatore del Wunderteam Hugo Meisl, anche lui arretrò a centrocampo gli interni d'attacco della Piramide, leggermente più arretrati rispetto ai trequartisti del Sistema, al contrario lasciava inalterata la disposizione di difesa e centrocampo, infatti i terzini restavano davanti al portiere e davanti a loro i tre mediani.
    Il Metodo si rivelò essere un modulo più difensivo del Sistema perché i due terzini, difendendo a zona, lasciano il compito delle marcature ad uomo ai mediani laterali, che hanno il compito di marcare le ali avversarie, e soprattutto al celebre "centromediano metodista", il quale aveva non solo il compito di marcare il centravanti avversario ma anche di far ripartire l'azione, fungendo quindi da vero e proprio regista davanti ai terzini, infine le mezz'ali del Metodo avrebbero marcato le rispettive mezz'ali avversarie, agendo in posizione più arretrata rispetto alle mezz'ali del Sistema e dando vita ad una fase difensiva più accorta.
    Questo sistema di gioco ricevette quest'impronta particolarmente difensiva dall'allenatore dell'Italia Vittorio Pozzo, infatti Pozzo incentrò il gioco degli azzurri su una difesa arcigna, quindi molto bassa con squadra allungata, e su rapidi contropiedi, innescati dal regista della squadra, cioè il centromediano metodista, che aveva il compito di capovolgere il fronte offensivo lanciando rapidamente palla sulle mezz'ali ma soprattutto sulle ali.
    Impostazione diversa riceve questo sistema di gioco dall'Austria di Hugo Meisl, infatti l'Austria sfrutta l'innovativa difesa a zona dei terzini per giocare con una difesa discretamente alta, capace di praticare con una certa frequenza il fuorigioco, mentre in fase offensiva il Wunderteam, non a caso "Squadra delle meraviglie", riesce quasi ad anticipare il futuro calcio totale olandese con un gioco palla a terra, fatto di rapidi passaggi e altrettanto rapidi interscambi e sovrapposizioni da parte dei cinque uomini d'attacco, cioè mezz'ali, ali e centravanti, che a differenza delle altre squadre non erano bloccati in ruoli fissi ma grazie alla loro grande qualità erano capaci di ruotare tra di loro.




    L'Austria e l'Italia di Pozzo, con le loro distinte filosofie di gioco, porteranno il Metodo ai massimi livelli, anche se in termini di trofei l'Austria porterà in patria molto meno dell'Italia, restando, però, l'unico vero team a poter competere a testa alta, se non addirittura sconfiggere sul piano del gioco e della qualità, la grande Italia di Pozzo.
    Questi i grandi nome della nazionale allenata da Hugo Meisl:
    Tra i pali ci sono o Rudolf Hiden o Peter Platzer; il pacchetto di terzini è invece formato da Josef Blum, Roman Schramseis, Karl Sesztak e Franz Cisar; il grande centromediano della squadra è Leopold Hofmann, suo sostituto Josef Smistik, mentre ai suoi fianchi agivano cagnacci come Georg Braun, Walter Nausch e Franz Wagner; le mezze ali sono Fritz Gschweidl e Anton Schall, mentre il pacchetto d'ali è formato da Karl Zischek, Adolf Vogel e Rudolf Viertl, infine il più grande di tutti, il leggendario Matthias 'Der Papierene' Sindelar, anche detto da noi altri 'Cartavelina' per l'esile figura, circa 1.75 centimetri per 74 Kg.




    Giocatore agile e rapido, Sindelar fu soprannominato il "Mozart del pallone" per la sua squisita eleganza nei movimenti, dotato di grande tecnica eccelleva soprattutto nel controllo di palla e nel dribbling e naturalmente in un gran fiuto del goal.
    Complessivamente realizzò 26 goal in 43 partite, molti dei quali pesantissimi come la doppietta all'Italia nella Coppa Internazionale del '31-'32, oppure il goal alla Svizzera e alla Cecoslovacchia nella stessa competizione. Ai mondiali del 1934 firmerà soltanto un goal nell'importante vittoria contro la Francia, non riuscendo a ripetersi ai quarti contro l'Ungheria o in semifinale contro l'Italia.
    Sindelar morirà con la sua compagna italiana Camilla Castagnola per avvelenamento da monossido di carbonio, sono ancora incerte le cause del decesso, inevitabili anche le speculazioni che lo vogliono ucciso dai nazisti vista la professione ebraica della moglie, oltre alla manifesta antipatia che Cartavelina mostrò nei confronti del regime nazista prima esultando al goal nella 'Partita di riunificazione' tra Germania e Austria, poi non salutandone i gerarchi a fine gara.


    Questo il leggendario Wunderteam:

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  3. #2
    Moderatore L'avatar di Andreas89
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    Ottimo lavoro @Splendidi Incisivi

  4. #3
    Senior Member L'avatar di Fabry_cekko
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    Bravo Bravo Splè
    Sapevo che l'Austria era una bella squadra negli anni 30, ma non pensavo che era il massimo dopo l'Italia...e complimenti ancora per la storia della Coppa Internazionale che non conoscevo affatto
    Sindelar, Piola, Mezza e Sarosi erano il simbolo di quel calcio molto offensivo nò?

    lol una volta giocavano "palla lunga e come va va" ahah quindi si può dire che il Calcio vero è nato negli anni 20

    P:S: Convinto che Sarosi era Austriaco e invece è Ungherese
    https://mmacornerblog.wordpress.com

  5. #4
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    Sapevo che l'Austria era una bella squadra negli anni 30, ma non pensavo che era il massimo dopo l'Italia...e complimenti ancora per la storia della Coppa Internazionale che non conoscevo affatto
    Sindelar, Piola, Mezza e Sarosi erano il simbolo di quel calcio molto offensivo nò?

    lol una volta giocavano "palla lunga e come va va" ahah quindi si può dire che il Calcio vero è nato negli anni 20

    P:S: Convinto che Sarosi era Austriaco e invece è Ungherese
    Ti correggo, Piola fu il centravanti dell'Italia campione del mondo 1938, quindi centravanti del Metodo, modulo tradizionalmente difensivo, stesso discorso Meazza che fu la mezz'ala di entrambi i mondiali, però certo, erano giocatori molto offensivi e in generale il calcio dell'epoca era molto più offensivo di oggi. D'altronde se ci pensi, dall'1-1-8 inglese ad oggi, l'unico ruolo a cambiare è proprio l'attacco al quale si sottraggono sempre più giocatori.

  6. #5
    Senior Member L'avatar di Fabry_cekko
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    Ti correggo, Piola fu il centravanti dell'Italia campione del mondo 1938, quindi centravanti del Metodo, modulo tradizionalmente difensivo, stesso discorso Meazza che fu la mezz'ala di entrambi i mondiali, però certo, erano giocatori molto offensivi e in generale il calcio dell'epoca era molto più offensivo di oggi. D'altronde se ci pensi, dall'1-1-8 inglese ad oggi, l'unico ruolo a cambiare è proprio l'attacco al quale si sottraggono sempre più giocatori.
    Si questo intendevo

    Beh quindi vincere una Coppa Internazionale era poco meno di un Europeo

    ora farai l'Italia degli anni 30?
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  7. #6
    Senior Member L'avatar di Darren Marshall
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    Bello bello.
    Però, mi aspettavo un qualcosa di ancor più "preistorico"
    Ci sono pochi approfondimenti sul calcio di fine 800

  8. #7
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    Citazione Originariamente Scritto da Darren Marshall Visualizza Messaggio
    Bello bello.
    Però, mi aspettavo un qualcosa di ancor più "preistorico"
    Ci sono pochi approfondimenti sul calcio di fine 800
    Pochi approfondimenti per poche informazioni infondo, se pigliamo il Genoa dei primi scudetti là abbiamo poco più di qualche nome. In ogni caso il nostro corso è iniziato con la Mitropa, per la preistoria ci sarà tempo, bisogna essere versatili, un passetto avanti e uno indietro

  9. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabry_cekko Visualizza Messaggio
    Si questo intendevo

    Beh quindi vincere una Coppa Internazionale era poco meno di un Europeo

    ora farai l'Italia degli anni 30?
    In realtà era come vincere un Europeo, quella era la massima competizione per nazionali, quindi... per quanto riguarda il prossimo articolo ho intenzione di trattare il Bologna degli anni '30, al Bologna e all'Austria ho infatti promessi gli articoli successivi alla Mitropa.

  10. #9
    Senior Member L'avatar di Fabry_cekko
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    In realtà era come vincere un Europeo, quella era la massima competizione per nazionali, quindi... per quanto riguarda il prossimo articolo ho intenzione di trattare il Bologna degli anni '30, al Bologna e all'Austria ho infatti promessi gli articoli successivi alla Mitropa.
    Si, ho detto che è quasi come un Europeo perchè mancano Germania, Spagna, Francia ecc.ecc.

    P:S: Perchè non li mettiamo tutti in un topic unico? Come il mio Albo d'oro dei Sondaggi
    https://mmacornerblog.wordpress.com

  11. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabry_cekko Visualizza Messaggio
    Si, ho detto che è quasi come un Europeo perchè mancano Germania, Spagna, Francia ecc.ecc.

    P:S: Perchè non li mettiamo tutti in un topic unico?
    Beh sì, purtroppo il momento storico nel quale videro la luce certe competizioni e certe formazioni è controverso. Noi oggi abbiamo ben chiara l'idea di un calcio internazionale, all'epoca no, era organizzato da alcune èlite calcistiche ecco perché non vedi certi nomi che in fondo non erano neanche un granché e mi riferisco proprio alla Germania o alla Spagna, ma mi stai tirando fuori un argomento che tratteremo diffusamente nell'articolo sulla Coppa Latina

    Ps: Diventerebbe troppo dispersivo in un unico topic, al limite si potrebbe aprire una sotto sezione ma c'è tempo, accumuliamo prima un po' di articoli.

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