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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    [Storia] Il Grande Torino

    Oggi voglio raccontare la storia del Grande Torino prima di passare agli straordinari anni '60 del calcio europeo. Nell'ultimo articolo abbiamo parlato dell'Honved, squadra per certi versi molto simile al Torino dal momento che entrambe non poterono mai avere riscontro, nonostante la loro forza, al di fuori dei confini nazionali, a causa della mancanza di competizioni internazionali per l'epoca. Diciamo che l'Honved si espresse, internazionalmente, sotto forma di Aranycsapat, ancora più sfortunato fu il Torino che non ebbe modo di presentarsi neanche in veste nazionale fuori dai propri confini a causa della tragedia di Superga che li avrebbe fermati giusto un anno prima del mondiale del 1950.
    Quando parliamo del Grande Torino siamo negli anni '40, è finita la grande stagione calcistica del Metodo, di Pozzo e dei due mondiali consecutivi, tuttavia l'Italia sembra destinata a vivere un altro straordinario ciclo di vittorie grazie alla successiva generazioni di calciatori che nel Torino avrebbe dominato il campionato italiano.
    Questi sono anche gli anni della Guerra Mondiale scoppiata nel settembre del 1939, poco dopo l'acquisizione del Torino da parte del presidente Ferruccio Novo.



    Novo seppe brillantemente riorganizzare la squadra seguendo proprio i suggerimenti di Vittorio Pozzo che consigliò di seguire il modello inglese all'epoca all'avanguardia, così circondatosi di validi collaboratori mette a segno, per la stagione 1939-1940, il primo grande colpo: Franco Ossola.
    Nella prima stagione il diciannovenne Ossola gioca poco, 4 partite, e il Torino arriva lontano dalla vetta, al sesto posto, nella stagione successiva non cambierà molto nonostante i 14 goal di Ossola, infatti il Torino farà peggio piazzandosi al settimo posto.
    Novo, tuttavia, non si da per vinto e per la stagione 1941-1942 mette a segno cinque colpi: le ali Ferraris II, Menti II, il portiere Bodoira, il difensore Borel e il centravanti Gabetto.
    Il Grande Torino sta iniziando ad assumere una sua fisionomia, infatti cambia anche modulo su suggerimento di Roberto Copernico, uno dei più fidati collaboratori di Novo, adottando il Sistema chapmaniano, fino ad allora infatti si giocava col Metodo, lo fece l'Italia di Pozzo, lo fece l'Austria di Meisl, lo fece il calcio degli anni '30, quindi l'adozione del Sistema inglese fu una svolta dal momento che quello schieramento tattico era ad appannaggio degli inglesi che in quell'epoca erano ancora chiusi nei loro confini nazionali e non ebbero modo di esportarlo in Europa.
    Questo nuovo Torino raggiungerà nel 1942 il secondo posto, staccato di soli tre punti dalla Roma campione d'Italia a causa dello stop contro il Venezia di Loik e Mazzola nella terzultima giornata di campionato, Loik e Mazzola, proprio loro sarebbe diventati gli ultimi tasselli che avrebbero completato lo scacchiere granata.
    I due arriveranno nell'estate del '42 e il Torino andò alla conquista del titolo con uno schieramento tattico che vedeva Bodoira tra i pali, Piacentini e Ferrini terzini con Ellena stopper, davanti alla difesa Baldi III e Grezar con Loik e Mazzola mezz'ali, Menti II, Ferraris II ed Ossola ali pure e infine centravanti Gabetto.
    Questo sarà, però, anche l'ultimo campionato disputato prima della fine della Guerra Mondiale.
    In realtà l'anno successivo, nella stagione 1943-1944, il campionato verrà disputato, tuttavia sarà un campionato su base regionale chiamato Campionato Alta Italia disputatosi nella Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Il Torino prese parte a questa competizione come Torino FIAT, in collaborazione con la nota casa automobilistica, arrivando tuttavia soltanto secondo dietro i Vigili del Fuoco di La Spezia. Strutturalmente fu un campionato assai caotico, infatti vedeva prima un turno di eliminatorie regionali, poi delle semifinali interregionali e quindi le finali, un triangolare al quale presero parte il Venezia e per l'appunto, il Torino FIAT e i Vigili del Fuoco.
    L'anno successivo non verrà disputato alcun campionato e così si ritornerà a giocare regolarmente nella stagione 1945-1946, tuttavia anche quest'annata fu assai complicata infatti si disputò un Campionato Alta Italia, quindi un Campionato Misto Bassa Italia e poi un Girone Finale Divisione Nazionale al quale prendevano parte le prime quattro qualificate dell'Alta Italia e le prime quattro classificate della Bassa Italia. Alla fine il vincitore risulterà ancora il Grande Torino.
    Questo campionato vedrà nuovi innesti nei granata e finalmente il blocco definitivo di giocatori che riuscirà ad inanellare una serie di quattro scudetti consecutivi.
    Bodoira fu sostituito da Bacigalupo, Piacentini, Ellena e Ferrini furono sostituiti in blocco da Ballarin, Rigamonti e Maroso, infine Baldi III da Castigliano. Tra i nuovi innesti menzione particolare va a Virgilio Maroso, giocatore capace di numeri d'alta scuola, dribblomane dotato di uno splendido tocco palla, comprato per 100 lire farà la fortuna del Torino dopo un anno di prestito all'Alessandria. Un giocatore troppo spesso dimenticato e da ricordare sicuramente tra i migliori esterni bassi della storia del calcio italiano.
    La star assoluta di quella squadra, però, fu ovviamente Valentino Mazzola, giocatore totale dalla classe sopraffina, capace di fare tutto: rubare palla, creare gioco, fare goal, servire i compagni. Leggenda narra che ad un certo punto della partita Mazzola avrebbe cominciato a richiamare i compagni, si sarebbe rimboccato le maniche ed entro un quarto d'oro il Torino avrebbe vinto la partita. Ricordiamo affianco a loro anche il roccioso Ballarin in difesa; Grezar, un Gattuso ante litteram; Castigliano, giocatore completo, capace di aiutare in attacco e difesa, potente fisicamente e infine Loik alla regia, prototipo del moderno metronomo. Il Torino in questo modo mise in fila quattro campionati nazionali, il 1945-1946, 1946-1947, 1947-1948 e il 1948-1949.



    Siamo purtroppo nel febbraio del 1949, Italia e Portogallo stanno giocando un'amichevole che vinceranno gli azzurri col risultato di 4-1, dopo la partita i rispettivi capitani, Francisco Ferreria e Valentino Mazzola, s'incontrano, si conoscono, fraternizzano cosicché il Torino di Mazzola viene invitato a Lisbona per un'amichevole contro il Benfica in una partita in onore di Ferreira.
    Il Torino accettò l'invito e s'imbarcò per Lisbona, giunti lì il primo maggio passarono due giorni prima dell'incontro tra le due forti squadre. Il Benfica, alla fine, ebbe la meglio sul Torino per 4-3 ma lo spettacolo fu bellissimo e così, a match concluso, le due squadre s'incontrarono anche per una cena, al ristorante Alvalade di Campo Grande. Il giorno successivo il Torino si sarebbe imbarcato per tornare in Italia.



    Il 4 maggio del 1949 fu l'ultimo giorno della loro vita per quasi tuta la rosa della squadra, per lo staff tecnico, l'equipaggio dell'aereo e alcuni giornalisti. Il trimotore FIAT G.212 infatti si schianterà contro la Basilica di Superga alle 17:05.
    Il campionato del 1948-1949 non era ancora concluso e nelle ultime quattro gare la formazione schierò le giovanili, lo stesso fecero le avversarie anche se alla fine del campionato il Torino fu riconosciuto campione d'Italia a tavolino.
    Se i carri armati sovietici e lo scenario bellico dell'Ungheria del '56 chiusero la favola dell'Honved, uno schianto aereo contro la Basilica di Superga chiude la favola del Grande Torino.

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  3. #2
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    Ma tranne quelle partite in Portogallo, il Torino non si è mai scontrato contro squadre straniere? V.Mazzola era un vero Leader
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  4. #3
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    Il grande Torino è una delle più belle storie di sport che il mondo abbia mai conosciuto.

  5. #4
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    Ma tranne quelle partite in Portogallo, il Torino non si è mai scontrato contro squadre straniere? V.Mazzola era un vero Leader
    Sì, nell'estate del '48 fecero una tournée in Brasile su invito dalla federazione, dove pareggiarono col Palmeiras 1-1, persero col Corinthians 2-1 e vinsero col Portuguesa 4-0.

  6. #5
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    Sì, nell'estate del '48 fecero una tournée in Brasile su invito dalla federazione, dove pareggiarono col Palmeiras 1-1, persero col Corinthians 2-1 e vinsero col Portuguesa 4-0.
    Non sono pochine? Negli anni 40 si facevano così poche partite con i Stranieri?
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  7. #6
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    Non sono pochine? Negli anni 40 si facevano così poche partite con i Stranieri?
    Torneo internazionali all'epoca non ce n'erano, all'estero non si giocava se non in occasione di qualche amichevole. Se non fosse successo quello che sappiamo li avremmo visti nella Coppa Latina, li avremmo visti al Mondiale ma la Storia così ha voluto.

  8. #7
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    Torneo internazionali all'epoca non ce n'erano, all'estero non si giocava se non in occasione di qualche amichevole. Se non fosse successo quello che sappiamo li avremmo visti nella Coppa Latina, li avremmo visti al Mondiale ma la Storia così ha voluto.
    ahhhh non me lo ricorda peccato veramente...una partita Grande Torino vs Honved sarebbe stata da brividi
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